IL SERPENTE INVIDIOSO E LA LUCCIOLA

          LA STORIA DEL SERPENTE E DELLA LUCCIOLA

   Racconta una leggenda che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla. Il piccolo insetto faceva il possibile per fuggire dal serpente. Per giorni fu una persecuzione intensa.

   Dopo un po’ di tempo, la lucciola, stanca ed esausta si fermò e disse al serpente: “Poso farti tre domande?”. Il serpente le rispose: “Non sono abituato a rispondere a nessuno, però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere”.

   “Domanda numero 1: appartengo alla tua categoria alimentare?” – chiese la lucciola. “No”. – rispose il serpente.

   “Domanda numero 2: ti ho fatto qualcosa di male?” – disse la lucciola. “No, assolutamente” – tornò a rispondere il serpente.

    “Domanda numero 2 : E allora perché vuoi mangiarmi?”. “Perché non sopporto vederti brillare”:

Morale: in varie occasioni può capitare di incontrare persone che ti criticano, condannano, etichettano, sebbene tu non abbia mai fatto loro qualcosa di male, e malgrado tu ti sia mostrato gentile con loro.

E tutto ciò avviene perché, così come la lucciola, possiedi la tua luce interiore, illumini il tuo cammino e il cammino di molti che camminano nell’oscurità. Brilli più degli altri, come fa la lucciola di notte e questo è difficile da sopportare per alcune persone, perché non hanno quella luce interiore, quel brillìo proprio e soffrono nel vederti brillare. Sono persone che vivono nell’infelicità.

Tu non smettere mai di essere te stesso, di illuminare con quella tua luce, anche se questo da fastidio a coloro che vivono nella totale penombra. I serpenti che mangiano le lucciole non capiscono che poi rimangono al buio per sempre.

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QUANDO SI E’ ALLE PRESE CON LUTTI

                          ELABORARE O VIVERE UN LUTTO?

“Dottoressa, non riesco ad elaborare questo lutto”.

 “Cosa non va nel suo modo di elaborare questa perdita?”.

 “Non riesco a dimenticare quella persona. La vedo dappertutto. La sogno. Continuamente. Mi capita speso di pensarci. A volte la disegno. Come si fa a superare questa mancanza?”.

“La mancanza non è da superare, ma da vivere. Stia in quel vuoto, si accomodi proprio lì. Per tutto il tempo necessario. E si gusti tutte le chiamate che quella persona  le sta rivolgendo. Quando le sembra di vederla tra la folla, quando la pensa e quando la sogna, non è perché il suo cuore è malato. E’ semplicemente l’anima del suo caro che è venuta a trovarla. Impari a celebrare le sue manifestazioni: arrivano dal cielo, non dalla sua mente”.

“E cosa vuole da me quando mi appare?”.

“Poetarle amore: E farle capire che c’è un continuo scambio fra il mondo visibile e il mondo invisibile. Ma lei continua a fuggire da questi tentativi di carezze rivolte alla sua anima. E’ ora di celebrare i segnali che l’universo ci invia. Di accoglierli. Di andarli a cercare. E di smetterla di scambiare l’amore con la malattia”.

                                                 (Elena Bernabè)

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SORRISI BAMBINI

     CINQUE RAGIONI PER NON DISCUTERE CON I BAMBINI
   Una bimba stava discutendo con la maestra delle balene
L’insegnante diceva che è fisicamente impossibile per una balena inghiottire un uomo, perché nonostante questa sia un mammifero enorme la sua gola è molto stretta. La piccola replicò che però Giona era stato inghiottito da una balena.
Irritata l’insegnante ripeté che una balena NON può in alcun modo inghiottire un uomo perché fisicamente impossibile.
Allora la bimba rispose: ‘Quando andrò in paradiso lo chiederò a Giona’.
L’insegnante chiese ‘Cosa farai se Giona è andato all’inferno?
La piccola replicò: ‘Allora glielo chiederà lei’.

  Una maestra d’asilo sta osservando la classe mentre disegna. Si avvicina un po’ a tutti i bambini per vedere i loro disegni e si ferma accanto ad una bambina, chiedendo che cosa stesse disegnando. La bimba risponde:’Sto disegnando Dio
L’insegnante dice:’Ma nessuno sa com’è fatto Dio’
E la bimba risponde: ‘Tra un minuto lo sapranno’.
 
   Un’insegnante di Catechismo sta spiegando i 10 Comandamenti a bambini di 5 e 6 anni. Mentre sta spiegando il comandamento “Onora tuo padre e tua madre”, chiede:”Ce n’è uno che ci insegna come si trattano i nostri fratelli e sorelle?’
Senza batter ciglio un bimbo risponde prontamente ‘Non uccidere’.
 
   I bambini sono stati fotografati in classe e l’insegnante tenta di persuaderli ad acquistare una foto di gruppo. ‘Pensate che bello quando guarderete la foto e direte: ‘Toh c’è Jennifer, ora è un avvocato, oppure ‘guarda Michael, ora è un medico’. Una vocina dal fondo dell’aula aggiunge: ‘E guarda la maestra, adesso è morta’ .

   I bimbi di una classe delle elementari di una scuola cattolica vengono fatti allineare per il pranzo: c’è un vassoio di mele esposte con un bigliettino che dice: ‘Prendetene solo UNA. Dio vi guarda’
Lungo la fila ad un altro tavolo c’è una pila di dolcetti al cioccolato. Un bimbo mette un bigliettino con scritto: ‘Prendete tutti quelli che volete. Dio sta guardando le mele.
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SPIRITUALITA’ DI ADOLESCENTE

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di | 30 ottobre 2022 · 09:10

STRUGGENTE GRIDO

 “Ti supplico, mio Dio, cerca di esistere, almeno per un poco apri i tuoi occhi, ti supplico. Non avrai altro da fare che questo, seguire ciò che succede: è ben poco! Ma, o Signore, sforzati di vedere, te ne prego! Vivere senza testimoni, quale inferno! Per questo, forzando la mia voce, io grido, io  urlo: Padre mio, ti supplico e piango. Esisti!”.  

 (Aleksandr Zinov’ev, ateo russo, nato a Mosca nel 1922, esponente della letteratura del dissenso durante il regime comunista sovietico, autore del romanzo CIME ABISSALI che lo costrinse all’esilio)

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Orazioni paradossali

FAMMI RIDERE, SIGNORE

Non so perché, Signore, pregandoti stamattina, improvvisamente

mi sono reso conto

che non ti avevo mai immaginato… ridere.

Ridere di una vera risata sonora, contagiosa!

I tuoi evangelisti ti presentano pacato, ogni tanto con un sorriso discreto,

ma soprattutto serio e grave, qualche volta in lacrime…

Non hanno ritenuto di dirci che un giorno, in tale o tal’altra circostanza,

ti sei fatta una bella risata.

Eppure io sono sicuro che tu ridevi… e ridevi di cuore.

Tu ridevi fanciullo, a Nazareth, quando giocavi con i tuoi compagni,

ridevi, adolescente, con i tuoi cugini.

ridevi e brindavi con i tuoi discepoli, alle nozze di Cana e cantavi,

e ballavi se gli altri ballavano!

Signore, anche se qualche volta faccio fatica a crederla,

la notizia più bella, meravigliosa, sconvolgente che mi riempie la mente e il cuore

è che tu ci ami sopra ogni cosa, e che questo amore ci è vicino,

così vicino da toccarci

da mettere radici dentro di noi.

Tu sei venuto tra noi,

uomo con noi, uomo come noi,

tanto che, abbracciati da te, ti siamo diventati fratelli.

Fratelli del bimbo che piangeva,

che succhiava il latte al seno,

mentre sorrideva, incantato, alla sua giovane madre.

Fratelli del fanciullo che imparava a leggere e a pregare.

Fratello sempre… nostro fratello Gesù,

che sapeva piangere e… ridere!

Pensare a te così vicino a noi, così simile a noi

perché possiamo diventare simili a te,

mi rende felice!

Talmente felice, che mi meraviglia non esserlo sempre.

Mi dispiace vederci così seri quando parliamo di te, e non

capisco perché dobbiamo avere un aria triste,

quando ci riuniamo per pregarti.

Scusami l’impertinenza, ma stasera ho voglia di dirti,

come i bambini piccoli, sulle ginocchia del fratello maggiore:

“Fammi ridere”.

Sì, è la mia preghiera inattesa:

Signore, fammi ridere!

Perché, a mia volta, io possa far ridere i miei fratelli:

ne  hanno tanto, tanto bisogno!

(Michel Quoist)

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RICORDANDO WALTER

SPIRITUALITA’ DI ADOLESCENTE

Volevo scriverti una lettera, ma non sapevo dove spedirla.

Volevo telefonarti, ma non sapevo il tuo numero.

Volevo venirti a trovare, ma mi sembravi troppo lontano.

Mi sentivo solo e abbandonato e cominciai a pregare.

Facendolo, mi resi subito conto che tu eri lì, vicino a me.

Da quel momento capii che Dio è sempre presente in

qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, basta chiamarlo

ed avere fiducia in lui. E’ forse questa stessa potenza

che non mi fa avere talvolta tanta fiducia nella chiesa

e nei sacerdoti. Questa scarsa fiducia non intacca però

neanche minimamente il mio lato spirituale.

Anzi è proprio lo spirito che mi aiuta ad andare avanti

quando mi sento fermo. Parlando con Dio si possono

affrontare discorsi che spesso risultano monologhi,

ma che con un’altra persona non si potrebbero fare.

Secondo me il grado di religiosità di una persona

non si misura solamente in base a quante volte si va in chiesa,

ma dal grado spirituale che un individuo ha e da come

si comporta con gli altri, se è egoista, se è altruista,

se è premuroso, se sa rendersi utile agli altri.

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Questo brano (del quale conservo la copia autografa)

è di Walter Spadoni, un mio alunno diciottenne

dell’Itis Vallauri di Roma, scomparso in un incidente stradale 

nel 1988 e porta la data del 24.7.1988.

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RICORDANDO L’IDENTITA’

                      CENTRO DÌ CONSULENZA FAMILIARE

                      (quando l’arte di ascoltare diventa servizio)

   Il Centro di Consulenza Familiare offre un servizio qualificato basato sull’ascolto professionale della persona o della coppia in situazione di disagio o di sofferenza relazionale-

   Avere “cura” della persona è sempre possibile, anche in presenza di un “malanno” all’apparenza “inguaribile”; prendersi “cura” della propria persona, inoltre, può talvolta trasformare in sopportabile ciò che appare “inguaribile”-

   Scoprire che nel  momento più buio, freddo e sofferto c’è spazio per una mano calda e morbida di qualcuno pronto ad ascoltarci veramente, è la possibilità offerta da Consulenti Familiari (e figure professionali esterne) qualificati allo scopo di aiutare la persona a riscoprirsi vincente attraverso un lavorio di discernimento tra “desideri”, “aspettative” e “bisogni autentici” personali o di relazione, magari incominciando a considerare che “la felicità non è una stazione di arrivo, ma un  modo di viaggiare”.

  Tale sostegno di ascolto professionale offerto da personale qualificato può portare la persona sofferente al traguardo della consapevolezza fondamentale che sta alla base della guarigione o della sopportabilità del “mal di vivere”, la consapevolezza che, quando non si possono cambiare le cose, si può sempre cambiare il proprio modo di viverle.

    “Nulla cambia, io cambio, tutto cambia” è l’insegnamento di un noto mantra e “E’ più conveniente, infatti, anziché intestardirsi a voler stendere un tappeto di moquette sulla superficie terrestre, infilarsi un paio di pantofole” ammonisce un altro aforisma.

   Senza ignorare quanto già scoperto dalla poesia: “Voler sfuggire al dolor, maggior dolore arreca” e più recentemente dalla scienza psicologica: “Chi non accetta la dose normale di sofferenza si inventa una sofferenza nevrotica”. Infatti, sostiene qualcuno: “La maniera con cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo”. “Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha causato il problema” affermava Einstein.

A cura del Centro di Consulenza Familiare, Viale della Primavera, 43 – 00172 Roma (06.2423958)

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IN VIAGGIO PER IL REGNO DI DIO

LUOGHI VISITATI
All’inizio degli anni ’70, padre Luciano Cupia (O.M.I.) fondatore nel 1966 dell’allora Centro Cattolico di Preparazione al
Matrimonio (ora Centro LA FAMIGLIA di Via della Pigna 13/A Roma che comprende Consultorio e Scuola Consulenti Familiari) ci
disse: “Lasciatevi cercare, e dove vi chiamano, andate”. Così facemmo.
PIEMONTE: Torino, Mondovì, Cuneo, Fossano, Alba.
LOMBARDIA: Lodi, Valmasino, Sondrio, Val di Mello, Brescia, Graffignana, Cevo, Manerbio, Mossini, Verceia, Mortara, Lanzada,
Chiesa Valmalenco, Milano, Vigevano, Ardenno, Fraciscio, Cataeggio, San Martino Valmasino.
LIGURIA: Chiavari, Lavagna, Genova, Rapallo, Sarzana, Leivi.
EMILIA ROMAGNA: Piacenza, Bologna, Modena, Dogana Nuova, Faenza, Cascina Bellotta, Fontanellato, Cesena, Forlì.
VENETO: Pecol, Auronzo, Susegana, Padova, Villadose, Vittorio Veneto, Tezze, Rovigo, Treviso.
TRENTINO ALTO ADIGE: Trento, Bolzano, Laghetti, Verona, Padova, Villadose.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Udine.
TOSCANA: Pisa, Siena, Firenze, Follonica, Pitigliano, Vescovio, Montemurlo, Pian degli Ontani, Arezzo, Montecatini, Grosseto,
Livorno, Viareggio, Pistoia, Cascine di Buti, Scandicci, Pontedera, Arcetri, Cascina, Val di Serchio, Massa Carrara.
LAZIO: Roma, Tivoli, Villalba, Castel Madama, Nepi, Nemi, Canino, Passo Corese, Frosinone, Civitavecchia, Orvieto, Latina,
Borgo Podgora, Borgo Faiti, Bellegra, Civita Castellana, Albano Laziale, Torvaianica, Pomezia, Acilia, Aprilia, Cascia, Rocca Porena,
Soriano del Cimino, Magliano Sabino, Monterotondo, Palombara Sabina, Montelibretti, Guidonia, Frascati, Ostia, Ferentino,
Alatri, Terracina, Tolfa, Mazzano, Segni, Marta, Fiumicino, Roccasecca, Sora, San Vittore, Cassino, Montefiascone, Poggio
Mirteto, Subiaco, Farfa, Laguccio, Tecchiena, Cerveteri, Nettuno, Castrocielo.
MARCHE: Pesaro, Urbino, Senigallia, fermo, Fabriano, Loreto Ancona, Filottrano, Fano, Osimo, Chiaravalle, Spicello, Numana,
Falconara, Fermignano, Urbania, Castelfidardo.
ABRUZZO: Pescara, L’Aquila, Sulmona, Chieti, Celano, Avezzano, Lanciano, Lettomanoppello, Vasto, Jesi.
CAMPANIA: Napoli, Acerra, Caserta, Castellammare, Benevento, Pontelandolfo, Paestum, Avellino, Sorrento, Vico Equense,
Angri, Casoria, Maddaloni, Atripalda, Marcianise, Nola, Pignataro.
UMBRIA: Bastia, Assisi, Collevalenza, Marsciano, Deruta, Terni, Spoleto, Rivotorto, Perugia, Foligno, Narni, Palazzo D’Assisi,
Gualdo Tadino, Orvieto, Città di Castello, Prestina, San Giustino.
BASILICATA: Lagonegro, Policoro, Potenza.
MOLISE: Trivento, Canneto, Frosolone, Campobasso, Portocannone, Termoli.
CALABRIA: Trebisacce, Rossano Calabro, Cosenza, Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Locri, Crotone, Botricello.
PUGLIA: Monopoli, Lucera, Foggia, Barletta, Altamura, Cerignola, Conversano, Biccari, San Severo, Fasano.
SICILIA: Campobello di Licata, Siracusa, Ragusa, Trapani, Erice, Messina Agrigento, Caltagirone.
SARDEGNA: Oristano, Aritzo, Tharros, Sassari, Iglesias, Olbia, Meana.
ESTERO: Barcellona (Spagna), Bucarest (Romania), Oegstest (Olanda)
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        I PADRI DEL DESERTO E MAOMETTO

                            (ovvero dell’eterna lotta tra “tentazioni” e “bisogni”)

   Quanto sia importante il benessere interiore per vivere la relazione con se stessi e con gli altri in maniera appagante,  è assodato.

   E quanto sia attaccato da molte parti (specie in maniera subdola) tale benessere interiore è parimenti sotto gli occhi di tutti.

   La breve riflessione sottostante si prefigge lo scopo di dare un contributo ai professionisti dell’ascolto intenzionati a svolgere la loro delicata funzione di aiuto.

  Un conosciuto aforisma di C.G.Jung:  “Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili ad un non risolto problema religioso”.

MAOMETTO affermava che “tre cose nella vita dell’uomo sono distruttive del benessere interiore”:

  • AVIDITA’
  • IRA
  • PRESUNZIONE

   Questa affermazione trova però un precedente corrispettivo negli insegnamenti spirituali dei Padri del deserto, vissuti ovviamente molto prima di Maometto.

   In particolare Evagrio Pontico (IV secolo dopo Cristo) facendo riferimento alla filosofia greca che distingueva tre parti dell’anima:

  • CONCUPISCIBILE
  • IRASCIBILE
  • RAZIONALE

faceva corrispondere ad ognuna di queste tre parti alcuni vizi potenziali. Vengono  detti potenziali perché nascono come inclinazioni allo stato neutro e che, non riconosciute e governate, si possono camaleonticamente trasformare in tentazioni fino a diventare veri e propri vizi capitali (che in origine erano 9… Ai 7 noti, infatti, si aggiungono menzogna e paura).

   Analizziamo ora in dettaglio inclinazione per inclinazione.

Per l’ anima concupiscibile (l’avidità di Maometto) l’inclinazione – tentazione è verso se stessi od altri (o altro) da piegare a sé e si esplica preferibilmente nei confronti del:

  • Cibo (GOLA)
  • Sesso (LUSSURIA)
  • Beni (AVARIZIA)

Per l’anima irascibile (l’ira di Maometto) l’inclinazione – tentazione è contro se stessi e si esplica nei confronti di:

  • Di sé stessi (TRISTEZZA)
  • Degli altri (IRA)
  • Della vita (ACCIDIA)

Per l’ anima razionale (la presunzione di Maometto) l’inclinazione – tentazione consiste nella supervalutazione di sé con sottovalutazione degli altri e si esplica nei confronti di:

  • Di sé (VANAGLORIA)
  • Degli altri (INVIDIA)
  • Della vita (SUPERBIA)

   Saper riconoscere queste potenzialità – inclinazioni dell’ anima come possibili portatrici sane di tentazioni, è fondamentale per tutelare il proprio benessere interiore psichico e spirituale.

   Saper chiedere umilmente, da parte del credente, la  grazia – luce del discernimento è fondamentale per tutelare il proprio equilibrio interiore (psichico e spirituale).

   Saper chiedere umilmente, da parte di ognuno (credente o meno), l’aiuto di un ascolto professionale (consulenza) contribuisce al recupero o al mantenimento di quella serenità interiore in opposizione alle lusinghe delle tentazioni.

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