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18 luglio 2017 · 07:57

MEDITAZIONE PER DOMENICA 23 LUGLIO

COMMENTO OMILETICO  (23 luglio 2017 – Mt. 13, 24 – 43)

 

BENEDIZIONE INIZIALE:  Concedici, o Signore, la grazia di saper ascoltare tutte le cose che ci vuoi svelare e che erano nascoste fin dall’origine del mondo.

 

MEDITAZIONE:

   Ha avuto un bel da fare l’evangelista Matteo a voler far capire ai suoi fratelli ebrei il nuovo linguaggio prediletto da Gesù per annunciare la realtà del Suo Regno, il linguaggio parabolico.

   Così come ciascuno di noi ha un bel da fare quando si trova alle prese con il compito di voler far capire qualcosa a chi non vuole proprio capire.

   E’ la dinamica dell’incomprensione caratterizzata più da uno stato d’animo resistente alla persona che non ai contenuti che sta comunicando.

   La parabola, infatti, è un racconto fittizio che sotto l’apparenza di fatti ordinari nasconde insegnamenti che vanno oltre l’ordinario.

   Gesù, con il ricorso alle parabole,  cercava di scuotere le coscienze per condurle a quel livello dove avviene la conversione… che è il livello soprarazionale.

   A coloro che mostravano desiderio di quel qualcosa di più del semplice voler capire razionale  egli riservava il dolce privilegio della spiegazione analitico – spirituale e del conseguente comportamento da adottare… una volta scelta (in risposta alla vocazione)  la causa del Regno di Dio.

   Delle sette parabole raggruppate da Matteo in questo capitoletto (simbolico il numero 7 …) il brano di oggi ne ricorda tre:  quella della zizzania, quella del piccolissimo seme di senape, quella del lievito.

   Conosciutissimi anche i significati spirituali nascosti.  E’ addirittura Gesù medesimo a spiegarli, specie quello della zizzania.

   La parabola della zizzania vuole indurre i discepoli alla pazienza nel sopportare il male chiassoso del mondo fidando nel giudizio di Dio che alla fine metterà a posto ogni cosa. Mi viene in mente un aforisma di Evagrio Pontico: “Quando il male non dipende da voi… tacere, pregare, soffrire”.

   La parabola del piccolissimo seme di senape è immagine della Chiesa (e di qualunque incipit di Chiesa nelle varie parti del mondo e nelle varie culture) e incoraggia la fede nello Spirito vitale, il vero artefice della crescita del Regno di Dio… in barba a tutti i nostri talvolta esagitati sforzi di testimonianza.

   La parabola del lievito che, invisibile e silenzioso, fa espandere e crescere la farina, incoraggia ad una  testimonianza non spettacolare o ostentata, bensì a una testimonianza quotidiana tenace, semplice, invisibile anche (come lo è quelle di monaci e claustrali…), lasciando intendere che si può essere claustrali nell’anima pur non essendolo nel corpo.

   Il nutrimento spirituale di queste tre parabole  dovrebbe bastare e potrebbe riassumersi in tre parole: pazienza, calma, semplicità…

   Mille miglia lontani dalla filosofia del mondo: frettolosità, agitazione, complicazione delle cose semplici, ostentazione, successo, applauso, vanità… in una parola il principato dell’io (così precario del resto…)  al posto del Regno di Dio.

 

PREGHIERA DEI FEDELI:

 

Ti preghiamo, o Signore, prima di tutto per noi fedeli di terza fascia perché la nostra anima sia sempre messa in condizione di percepire i segnali nascosti delle tue parabole. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per coloro che nella Chiesa hanno il compito e la missione di aiutarci a penetrare i significati spirituali profondi degli insegnamenti di Gesù. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per tutti i claustrali e le claustrali perché mai li sfiori il dubbio che l’invisibilità della loro testimonianza sia inefficace.  Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, perché l’uomo d’oggi, così frastornato dal chiasso dei falsi profeti di ogni razza, abbia un attimo di quiete mentale ed emotiva così che sappia cogliere in quell’attimo la voce del silenzio di Dio. Ascoltaci, o Signore.

 

BENEDIZIONE FINALE:

 Nutriti del cibo della Parola e del Pane Eucaristico, ti ringraziamo o Signore e ti chiediamo la grazia dell’assimilazione spirituale così che possiamo, con perseveranza, continuare nella nostra testimonianza per la causa del Tuo Regno.

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