Archivi del mese: marzo 2020

Gallina vecchia fa buon brodo…

                                                ROMANZO VECCHIO FA BUON CIBO…

   Dal romanzo di  Jan Dobraczynski, LE LETTERE DI NICODEMO (Morcelliana 1959), traggo queste riflessioni che hanno per oggetto la dinamica del credere,  del credere a patto che, del credere solamente in se stessi, del non credere ai propri occhi, del cercare prove prima di scegliere di credere… Insomma, la partita a ping pong si gioca quasi sempre tra i cercatori di prove e i buongustai di mistero…

“Signore – dissi – là, su un ramo,  c’è un corvo. So bene che la tua maestà non può abbassarsi fino a chi ti parla. Tuttavia ho bisogno di un segno. Quando avrò finito la mia preghiera, fa volare via quel corvo. Ciò sarà per me come un segno, una prova che non sono completamente solo al mondo…”.  Fissai l’uccello, ma questi non si mosse. Allora mi rivolsi nuovamente alla pietra: “Signore! – dissi – hai certamente ragione. La tua maestà non può degnarsi di accogliere le mie sollecitazioni. Se il corvo fosse volato via, io sarei ancora più triste, poiché un tale segno io non l’avrei ricevuto che da uno come me, dunque da me stesso. Sarebbe stato ancora un riflesso del mio desiderio. E ancora non avrei incontrato che la mia solitudine”.  E dopo essermi prosternato, mi allontanai. Ma proprio allora la mia disperazione cedette a una serenità singolare quanto inaspettata. (Antoine de Saint-Exupery)

“Vi sono misteri nei quali bisogna avere il coraggio di gettarsi, per toccarne il fondo, come ci gettiamo nell’acqua certi che essa si aprirà sotto di noi. (…) . Non ti è mai parso che vi siano delle cose alle quali bisogna prima credere, per poterle capire?”  (Jan Dobraczynski)

 

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CURIOSA….

                                IL CIMITERO DEI FUMATORI (scritte sulle lapidi) 

 

 

       .   Fumavo perché avvelenarsi è un sottile piacere

  • Fumavo perché ero una donna emancipata
  • Fumavo perché 7 o 8 cosa vuoi che facciano?
  • Fumavo, ora ho smesso
  • Fumavo per avere qualcosa che tirasse
  • Fumavo perché il cancro viene solo agli altri
  • Fumavo il sigaro perché fa meno male
  • Io non fumavo, ma stavo sei ore al giorno in ufficio con gli altri che fumavano
  • Fumavo solo sigarette leggere
  • Fumavo perché il biberon era troppo vistoso
  • Fumavo la pipa altrimenti nessuno si accorgeva che ero un intellettuale
  • Fumavo perché volevo morire… e ci sono riuscito
  • Fumavo soprattutto per darmi un contegno
  • Fumavo così, per riempirmi di fumo
  • Fumavo perché anche Che Guevara fumava
  • Fumavo il toscano perché faceva così folk
  • Fumavo perché ero piccolo e brutto

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LA SOLITARIA COLLINA DEL NON – FUMATORE

 Mi sono esposto alle radiazioni, ho bevuto acqua inquinata, ho mangiato cibi adulterati, ho respirato aria di città, ho consumato tonnellate di farmaci e psicofarmaci: farmaci per vegliare, per dormire, per mangiare… insomma, per vivere. Mi sono sempre annoiato e ho avuto paura di tutto… PERO’ NON HO MAI FUMATO E PERCIO’ NON SONO MORTO.

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SENSO DEL VIVERE… in precarietà.

   A proposito di progetto di vita e per il possibile recupero di una dinamica di senso complessivo del vivere in situazione di precarietà e provvisorietà… in attesa di situazione di definitività, ecco cosa trovo oggi:

“Astieniti e sopporta”.  (Stoici)

“Segui la natura”.  (Epicurei)

“Bada ai fatti tuoi, senza ingiustizia”.  (Platonici)

“Ama il prossimo tuo come te stesso”.  (Cristiani)

Comunque: ”Quando c’è una meta, anche il deserto diventa una strada” (anonimo)… compreso il deserto di questa affollatissima solitudine che stiamo vivendo.

 

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OCCASIONE DA NON PERDERE…

                                     ECCO COSA SONO I SANTI E COME SI COMPORTANO

Amano le vacanze, sanno che i fiori crescono anche mentre essi dormono, hanno la capacità di prendere qualche botta, sbucano da posti inimmaginabili, sono luminosi, accettano tutto, tengono i cuori aperti, fanno bene le piccole cose, sanno che sono vulnerabili, hanno un cuore da bambini, sono leali, sanno accettare gentilmente, sono cercatori, sanno attendere, si rialzano dopo una caduta, vivono nel momento presente, sono in armonia con loro stessi, sono buoni ascoltatori, hanno il senso dell’avventura, hanno gli occhi aperti, sono delicati e pieni di riguardi, hanno il senso dell’umorismo, hanno un cuore grande, sanno condividere, sono ottimisti, vanno sempre avanti, non indossano maschere, considerano gli altri primi, porgono l’altra guancia, accettano i fallimenti, sanno vedere il bene in ognuno, non conoscono tutte le risposte, non si nascondono, sanno quando è tempo di riposare, fanno un passo alla volta, sanno che tutti sono “qualcuno” importante, a volte sembrano sciocchi, vivono nei loro cuori la presenza di Dio, non hanno paura di guardarsi bene in faccia, godono di essere in armonia, soffiano via la malinconia, non indugiano sui propri fallimenti, hanno pensieri sereni, non si prendono troppo sul serio, rispettano le opinioni degli altri, sanno camminare nel buio, usano il tempo con profitto, irradiano felicità, sanno che hanno bisogno di perdono, assomigliano  tanto alle mamme, sanno che il sorriso è contagioso, continuano a crescere, hanno bisogno degli altri, non cessano mai di imparare, se ne trovano di tutte le misure, sopportano i pesi gli uni degli altri, sanno che sono amati, sanno quando essere flessibili, hanno i loro su e giù, sanno ridere di se stessi, sono semplici, sono in sintonia con l’universo, vengono fuori in tutte le sfumature, spesso dicono “grazie”, non sono possessivi, si accettano come sono, non parlano male, partono con poche cose, non parlano troppo, vivono nell’amore, sanno quando devono essere seri, sanno quando devono essere gioiosi, non si chiudono in se stessi, sanno sedersi silenziosamente, fioriscono nella giusta stagione, cantano dentro, sanno sempre trovare un altro modo,  sanno che sono diletti e prediletti, cominciano dal punto in cui si trovano, trovano una ricchezza nell’ accontentarsi, non disprezzano i semplici piaceri, si adattano bene a tutto, spesso si fermano e contemplano, cooperano, capiscono… intuiscono, non gridano, godono di una bella risata, coabitano amichevolmente con il mondo amico, offrono la lor simpatia, spesso sono fatti in coppia.  

Allora, sembra che la santità sia a portata di mano… a patto che Dio ci dia una mano!

 

 

 

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A PROPOSITO DI EQUILIBRI

                          L’ EQUILIBRIO DEL CONSULENTE FAMILIARE…     

“Non spetta a te portare a termine il lavoro,  ma non sei nemmeno libero di sottrartene”.

(Detti dei Padri di Pirke’ Avot, II, 19)

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Con gratitudine…

                         COMMENTO OMILETICO 

                  (Domenica 29 marzo:  Gv. 11, 1 – 45)

BENDIZIONE INIZIALE:

Predisponiamo la nostra anima ad accogliere tutti i segnali che Dio oggi ci invierà attraverso la sua Parola Incarnata perché il nostro impegno principale sia quello di fare la sua santa, misericordiosa e misteriosa volontà.

MEDITAZIONE:

Il comportamento umano è la parte visibile, terminale di tutto un processo dinamico invisibile fatto di idee, convinzioni, filosofie di vita che lo determina e che lo alimenta nel tempo. Così come lo è il frutto di un albero, interpretabile proprio come comportamento terminale e visibile di tutto un processo dinamico invisibile e nascosto.

E’ molto bello e nutriente per l’anima osservare da vicino, a riguardo di ciò, proprio il comportamento di Gesù narrato dall’ evangelista Giovanni nel brano di oggi.

Gesù mantiene un comportamento lineare e coerente  sia con i discepoli, sia con gli amici più veri, sia con la folla. Ed è proprio questo suo comportamento a proporsi come insegnamento per i nostri comportamenti quotidiani quali che siano le circostanze e le relazioni che viviamo.

La filosofia di vita che anima e tiene insieme inscindibilmente tale comportamento di Gesù è quello del rapporto strettissimo con il Padre. Il comportamento di Gesù mira esclusivamente a dare gloria al Padre compiendo la Sua volontà. A questo  fanno riferimento le parole e i gesti di Gesù nel racconto dell’evangelista.

Agli apostoli che lo esortano, infatti, a non rientrare in Giudea dove era già stato minacciato di morte  (“Ma allora te la vai proprio a cercare!”), risponde picche  riuscendo addirittura a trascinarli con sé  (“Allora andiamo anche noi a morire con lui”).  Facile la conclusione per noi, oggi, in merito a determinati comportamenti a dir poco curiosi.

A Marta e Maria che lo rimbrottano soavemente per non essere corso in tempo a salvare dalla morte il loro fratello Lazzaro amico di Gesù, risponde che c’era un preciso motivo e che presto avrebbero avuto spiegazione di questo suo voluto ritardo. Commovente, a riguardo, l’equivoco derivante dal diverso significato dato alle parole “sonno” e “morte” da Marta e da Gesù.

 Facile concludere per noi quanto sia necessario fare il palato al linguaggio in “metafore” usato spesso da Gesù.

Ed ancora, formidabile da parte di Gesù, la ricerca di rassicurazione richiesta a Marta circa il suo stato di fede, prima di operare il miracolo.

Facile anche qui la conclusione per noi, oggi, spesso alla ricerca di miracoli o di segni per poter credere o continuare a credere. E’ la fede a stanare il miracolo e non viceversa.

E’ soltanto a questo punto che Gesù  si avvia decisamente sul luogo dove era stato sepolto il suo amico e chissà cosa si saranno detti, Lui e il Padre, se prima di operare il miracolo se ne esce con questa commovente orazione: “Padre, ti ringrazio per avermi ascoltato. Sapevo bene che tu sempre mi ascolti. Ma l’ho detto per la gente che sta attorno, affinché credano che tu mi hai mandato”.

Ed è a questo punto che il miracolo è maturo ed avviene la rianimazione di Lazzaro (impropriamente viene chiamata “risurrezione”, perchè la risurrezione comporta la sparizione della salma ed è un unicum possibile soltanto dopo la morte-risurrezione di Gesù).

“Molti credettero in lui” ,scrive Giovanni a miracolo compiuto. Perché non tutti, se tutti avevano visto?  Lascio volutamente aperta la domanda cosicché ognuno se la possa sbrigare a tu per tu con Gesù nel cercare la risposta.

Una annotazione riguardante i sentimenti di Gesù. Affascinante osservare l’altalena dei sentimenti nei vari segmenti del racconto.

Gesù “gode” per Lazzaro nel non essere stato là per evitargli la morte; Gesù “fremette e si turbò” nel sentire il soave rimbrotto di Maria per il suo ritardo ad arrivare a Betania; Gesù “pianse” quando Maria gli fece notare che se fosse arrivato in tempo il suo amico non sarebbe morto…

 Tutti questi sentimenti trovano finalmente coagulo e sfogo quando Gesù “gridò a gran voce” a Lazzaro di uscire fuori.

Facile concludere per noi, oggi, che l’altalena talvolta ubriacante dei sentimenti umani suscitati da eventi tristi o lieti della nostra vita non debba mai farci perdere di vista che in gioco c’è la volontà di Dio da rispettare sempre.

La nostra filosofia di vita è ben poca cosa se paragonata alla filosofia di vita che Dio ha per la nostra salvezza… e per la sua gloria. E’ soltanto un problema di pazienza, alimentata comunque,  da orazione fiduciosa.

PREGHIERA DEI FEDELI:

Ti preghiamo, o Signore, per il Santo Padre, per i Vescovi, i Sacerdoti e i Diaconi affinché siano per noi di esempio nell’ impegno di fare la volontà di Dio. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per i consacrati nella vita attiva e per quelli nella vita contemplativa affinché la loro invisibilità nel perseguire la volontà di Dio non sia causa o occasione di stanchezza o di scoramento. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per tutti  i fedeli laici affinché non vengano distratti o confusi dagli eventi che vivono e mantengano la barra dritta della volontà di Dio. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per gli uomini e le donne d’oggi che hanno smarrito la fede e brancolano nelle tenebre affinché si accorgano per tempo che Dio li aspetta a braccia aperte. Ascoltaci, o Signore.

BENEDIZIONE FINALE:

Ti rendiamo grazie, o Signore, per il sostanzioso nutrimento ricevuto dalla nostra anima e ti chiediamo di aiutarci a discernere sempre la tua Volontà nel mezzo del frastuono assordante della vita.


http://www.gigiavanti.com

  

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“Me lo ha detto lui di farlo”

A proposito di ubbidienza, ho trovato questa riflessione:

“Giurare ubbidienza a qualcuno non esime comunque dall’ essere responsabili del proprio agire allorquando questo qualcuno ordina azioni percepibili, più o meno palesemente, come cattive”,

 

 

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