Archivi del mese: maggio 2013

FARE SESSO… FARE L’AMORE…FARE FIGLI e amare dove lo mettiamo?

 

 

       FARE SESSO…FARE L’AMORE…FARE FIGLI…

       E AMARE DOVE LO METTIAMO?

                               (per una “ecologia sessuale e relazionale”)

 

                                                                                                      di Gigi Avanti

    Se è possibile “fare sesso” senza “amare”, “fare l’amore” senza “amare”, addirittura “fare figli” senza “amare” (e questo si chiama “comportamento sessuale scisso” perché “sesso, amore e vita” è una triade inscindibile)…sarà anche possibile il contrario e cioè “amare” senza fare tutto il resto…

  Ma preferisco cambiare marcia e non cascare nella trappola di asfissianti ragionamenti, limitandomi a semplici riflessioni.

   Tali riflessioni (parola da usare nella sua accezione più stretta) sulla sessualità e sulla relazione uomo-donna si sono presentate davanti allo specchio della mia mente dapprima in vesti ironiche, poi sarcastiche, poi polemiche…poi completamente nude…

   E come tali vorrei che sfilassero anche davanti allo specchio della mente di chi mi sta leggendo (onde possa “riflettere”) perché ritengo possa essere l’unico modo “culturale” capace di spiazzare le noiosissime e deficienti (nel senso che gli manca sovente “trenta per far trentuno”) nefandezze, nequizie e turpitudini quotidianamente sfornate calde dalla cultura odierna a proposito di sesso e di relazione uomo-donna. Nefandezze che, a guisa di abiti sontuosamente licenziosi, riescono talvolta a confondere la mente degli stessi credenti…

   Credenti consapevolissimi di una verità elementare e cioè che “la verità  è al singolare” (don Carlino Panzeri):  Dio crea “la coppia”, infatti, e non la coppia alternativa o di diversa estrazione naturale,  Dio crea “la famiglia” e non la famiglia allargata…Credenti che farebbero bene, paradossalmente,  a godere quando si sentono insultare e apostrofare come “retrogradi” o “bacchettoni”…senza cadere nella trappola del muso duro o della incazzatura cronica.

   Mi piacerebbe cioè che fossero “la sessualità” e il “rapporto uomo-donna” a dire la loro con la potenza intrinseca del loro “essere” stati creati così,  che siano loro a presentarsi nella loro sfavillante nudità creaturale…davanti allo specchio della nostra mente…onde se ne goda di “riflesso”

   E per rendere possibile questa “riflessione”, regalo ai lettori una “collana” (con la quale ornare la provocante e affascinante nudità del sesso e del rapporto uomo-donna) di  considerazioni e di punzecchiature…senza altro aggiungere.

 

“Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo” (A.Terruwe)

 

“Se l’amore non ha obbligatoriamente bisogno della sessualità per esprimersi, la sessualità umana ha invece sempre bisogno dell’amore per esprimersi in tutta la sua pienezza” (Bourgois)

 

“Quando uno comincia una relazione si trova di fronte a un dono parziale. Quando si giunge alla relazione sessuale, il dono del corpo è totale, ma se il dono non prevede un impegno personale duraturo è come se accadesse un furto: uno dona il suo corpo per riprenderselo. La relazione sessuale comporta scelte impegnative” (Jean Bastaire).

 

“Non è molto intelligente voler provare cos’è la morte con un lungo sonno; né è cosa più saggia

pretendere di sperimentare l’unione coniugale senza prima entrare nel matrimonio”. (Bovet)

 

“Le unioni più fragili provengono da rapporti coniugali prolungati”(Dato statistico 2002)

“Il sesso da solo è l’amore del niente”. ( Marco Masini, cantautore)

 

“Il sesso sta all’amore come la scintilla sta al falò che ha acceso”. (Carrel)

 

“Là dove manca la religione con i suoi simboli e la sua cura per l’uomo nella sua totalità, può

sorgere un terribile vuoto”. (Erikson)

 

“Molte nevrosi possono essere ricondotte ad un non risolto problema religioso”. (Jung)

 

“Ci sono soltanto due modi di vivere la propria vita. L’una è viverla come se nulla fosse un miracolo. L’altra è viverla come se tutto fosse un miracolo”: (Einstein

)

“La verità non è tollerante”. (Freud)

 

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo”. (Weil)

 

“La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica rende a produrre una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata dalla sua banalità”. (Terrruwe

)

“Una donna che diventa madre d’un bambino nato da un’altra donna è come acqua che evapora e si fa nube volando in cielo per portare acqua a un albero nel deserto”. (Talmud)

 

“Dio ci chiederà conto di tutti i piaceri e le gioie di cui non abbiamo saputo godere”. (Talmud)

 

“Per capire la comunicazione occorre intuire la divina poesia del mondo” (Anonimo)

 

“Se chiudete la porta ad ogni errore, anche la verità resterà fuori”. (Gibran)

 

“Ad ogni disturbo della sessualità corrisponde una riduzione della sensorialità”. (Dacquino)

 

“Ridottasi la sensibilità totale del corpo ai soli genitali, logicamente nel nostro mondo occidentale si privilegia l’orgasmo a differenza di altre culture, quella orientale per esempio, dove l’orgasmo è decisamente secondario. Anche nel nostro comportamento sessuale dimostriamo di ignorare la maggior parte del nostro corpo, avendo progressivamente ridotto le nostre zone erogene a quelle ^coperte dalle mutande^. Solo con quelle, e non con tutto il corpo, facciamo l’amore. Spesso neanche con quelle, ma solo con la testa”. (Dacquino)

 

“Il 100% dei divorzi comincia con un matrimonio”. (Anonimo)

 

“Oggi il sesso produce più denaro che bambini”.(Anonimo)

 

La sfilata di alcune di queste “nude verità” potrà essere sembrata fuori contesto e stiracchiata e chiedo di essere scusato; purtuttavia, a ben considerare, tutto sembra riconducibile nell’ambito del “mistero”, il luogo più adatto per il riposo della mente, la quiete del cuore e la pace dell’anima …Diversamente può accadere che lo specchio della nostra mente “rifletta” una immagine deformata di queste nude verità con il risultato di una delusione interiore capace di oscurare lo splendore del vero…

                                                                                                                             Gigi Avanti

www.gigiavanti.it

 

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CHE DIO TI BENEDICA”!… “HAI DETTO BENE”!

QUANDO DIO DECISE DI CREARE IL MONDO LE SINGOLE LETTERE DELL’ALFABETO SI PRESENTARONO DAVANTI AL SUO TRONO PERCHE’ EGLI CREASSE IL MONDO PER MEZZO DI LORO. SI PRESENTO’ LA LETTERA “T”: “MA PERCHE’ – LE DISSE L’ETERNO – DOVREI CREARE IL MONDO PER MEZZO DI TE”? “PERCHE’ IO SONO L’INIZIALE DI TENEREZZA”,  FU LA RISPOSTA. “SI’ – RIPRESE L’ETERNO – MA “T”  E’ PURE L’INIZIALE DI TRADIMENTO”!  SI PRESENTO’ ALLORA LA LETTERA “S” E FECE LA STESSA RICHIESTA ESSENDO ESSA L’INIZIALE DI SANTITA’. MA DIO LA RIFIUTO’ PERCHE’ ERA ANCHE L’INIZIALE DI SOLITUDINE. FU POI LA VOLTA DELLE ALTRE LETTERE TUTTE UGUALMENTE SCARTATE PERCHE’ OLTRE CHE DI TERMINI POSITIVI ERANO ANCHE INIZIALI DI PAROLE NEGATIVE. ALLA FINE SI PRESENTO’ LA LETTERA “B”. ESSA DISSE: “B E’ L’INIZIALE DI BENEDIZIONE”. L’ETERNO SI TROVO’ D’ACCORDO E CREO’ IL MONDO CON LA LETTERA “B”… COME E’ SCRITTO: “BERESHIT (in ebraico “In principio”) DIO CREO’ IL CIELO E LA TERRA…”. BENEDIRE E’ DIRE E FARE IL BENE E QUESTA PAROLA NON PUO’ ESSERE STRAVOILTA. E’ CREATRICE E SALVIFICA.

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COMMENTO OMILETICO

                    COMMENTO OMILETICO  (Santa Trinità, Gv.16, 12 – 15)

   Risulta difficile trovare situazioni concrete dell’esistenza dalle quali partire per “meditare” su questo brano di vangelo allo scopo di trarne qualche dritta per migliorare lo stato di salute dell’anima… momentaneamente in libera uscita dall’eternità. Difficile cioè trovare delle analogie tra la situazione descritta da Giovanni evangelista (Gesù alle prese con l’addio dai suoi…) e una qualsiasi altra dinamica della vita terrena simile a questa. A meno che non si prenda in blocco tutto il brano (così ci suggerisce l’intelligente liturgia della Chiesa Madre e Maestra), non a caso collocato a fine ciclo dell’avventura terrena di Gesù, e non lo si legga in chiave di metafora esplicativa della totalità e integralità del mistero cosmico della vita che non è fatta di “passato, presente e futuro”, ma di dimensione “altra”… di eternità. Ma è proprio questa difficoltà a trovare analogie, a disvelare qualcosa e a fornire la cura per le inquietudini dell’anima e per le ansietà croniche che la prendono alla gola.  E questa cura, questo “qualcosa” è paradossalmente “Qualcuno”, anzi “Qualcuno Trino”. E’ la Trinità,  la Trinità da sempre in cerca di compagnia con l’essere umano e per questo capace di far  contattare  Tempo e Eternità sul palcoscenico del Presente. Palcoscenico sul quale si sono avvicendati, si avvicendano e si avvicenderanno a turni il Creatore (che avrà modo di rivelare piano piano alla sua creatura di essere Lui il Padre), il Salvatore (che ha avuto modo di rivelare di essere Figlio Unigenito e Preferito e Ubbidientissimo del Padre) e lo Spirito Santo a cui spetta il lavoro di Santificazione (rifinitura?). Il tutto però in perfetta armonia e condivisione del progetto d’insieme. Le medesime scienze sociologiche hanno “scoperto” che per un buon funzionamento di un gruppo servono essenzialmente “fiducia reciproca” e “condivisione chiara degli obiettivi”… se no non si va da nessuna parte!

A leggere e rileggere questo brano di Giovanni si nota un Gesù teso a rassicurare i suoi, a tonificare i muscoli dell’anima, a sostenere e rinvigorire gli animi in vista dello stress emotivo e spirituale dello sconforto che avrebbero dovuto subire di lì a poco. Si avverte un Gesù quasi in difficoltà a farsi capire da gente non in possesso del decoder “eternità”, codice invece posseduto ed esperimentato da Gesù. Ecco allora che Gesù mette le mani avanti chiamando in scena lo Spirito che “vi spiegherà piano piano tutto… anche le cose future…”. Sembrerebbe sentirlo dire: “Lo spirito Santo è più bravo di me” e invece no,  perché subito dopo torna a bomba riconoscendo che sarà proprio Lui a “glorificarmi”,  con il sorridente beneplacito del Padre… Proprio una bella famiglia, la famiglia trinitaria. Non c’era altro modo di far capire a chi non possedeva il codice “eternità” che divisione di ruoli non significa competitività o altro, che stare insieme non significa “però ognuno per i fatti suoi”,  che Trinità non è spartizione di potere, ma condivisione di un progetto d’Amore. Non c’era altro modo di far capire che non si può capire tutto fintantoché tutto è ancora in fieri, ma di stare comunque sereni perché tutto è nelle mani di Dio: passato (creazione),  presente (Redenzione).  Futuro (santificazione). Non c’era altro modo di far intuire cosa fosse Trinità (mistero integrale) a chi a malapena aveva esperienza di un frammento di mistero… “rispecchiato confusamente” direbbe san Paolo, dallo specchio del tempo.  Sarebbe come voler fare esperienza di matrimonio senza volervi entrare (convivenza) o voler fare esperienza della morte facendo un lungo sonno o descrivere il gusto di una mela a chi non ha mai avuto esperienza di cosa è la frutta. Il mistero della Trinità è Altro da tutte le altre forma di Relazione, è un mistero nel quale l’anima è dentro fino al collo… anche se il corpo è momentaneamente fuori, nell’attesa di venirvi tuffato dentro anche lui…

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CALMA A SPARARE GIUDIZI… O IMPRESSIONI!

“UN GIORNO, CAMMINANDO IN MONTAGNA HO VISTO DA LONTANO UNA BESTIA. AVVICINANDOMI MI SONO ACCORTO CHE ERA UN UOMO. GIUNGENDO DI FRONTE A LUI HO VISTO CHE ERA MIO FRATELLO”.

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“SE TI MORDE UN LUPO… PAZIENZA! QUELLO CHE

“SE TI MORDE UN LUPO… PAZIENZA! QUELLO CHE SECCA E’ QUANDO TI MORDE UNA PECORA”!  (E. Bloch)

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19 maggio 2013 · 08:13