Archivi del mese: gennaio 2014

QUANDO SI URLA… I CUORI SI ALLONTANANO

         QUANDO SI URLA… I CUORI SCAPPANO

Un giorno Meher Baba rivolse ai suoi uomini questa domanda: “Perché le perone gridano quando sono arrabbiate”? Ci pensarono qualche istante: “Perché perdiamo la calma” – disse uno di loro – “Per questo gridiamo”. “Ma perché gridare quando l’altra persona ti sta accanto”? – chiese Baba – “Non le puoi parlare a bassa voce? Perché urli ad una persona quando sei arrabbiato”? Gli uomini diedero altre risposte, ma nessuna di esse soddisfaceva Baba.

Alla fine spiegò: “Quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire la distanza devono urlare per potersi sentire.  Più arrabbiate sono, più dovranno gridare per ascoltarsi attraverso questa grande distanza”. Poi chiese: “Che cosa succede quando due persone si innamorano? Non gridano, ma parlano dolcemente. Perché? I loro cuori sono molto vicini. La distanza tra di loro è molto piccola”. Poi continuò: “Quando si innamorano sempre di più, che succede?  Non parlano, ma sussurrano e si rivolgono ancora di più al loro amore. Alla fine non avranno nemmeno bisogno di sussurrare, si guarderanno e basta”.

Ed  infine Baba disse: “Quando discutete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che aumentino la distanza, arriverà un giorno in cui sarà così tanta la distanza che non riuscirete più a trovare la strada del ritorno”.

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QUESTA è PROPRIO GENIALE… per chi vede “avversari” dappertutto!

“Cosa succederebbe se scoprissi che il mio stesso nemico si trova all’interno di me stesso, che sono io pertanto ad aver bisogno dell’elemosina della mia amabilità, che sono io il nemico da amare”? (C.G. Jung)

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UNA BELLA TROVATA PER CHI VUOLE “cambiare le cose”…

Se è pace che vuoi, cerca di cambiare te stesso e non gli altri. E’ più facile proteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra”. (De Mello)

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PER NON CASCARE NELLE SOLITE “BUCHE”

Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamnto contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo” . (Simone Weil)

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Commento al vangelo del 2 febbraio 2014

Da che mondo è mondo gli esseri umani hanno sempre avuto a che fare con leggi, prescrizioni, regole, norme, divieti… alcune prodotte proprio dai vari legislatori, altre a fatica dedotte dalla osservazione della natura. Da che mondo è mondo parimenti gli esseri umani hanno sempre tenuto in gran conto il rispetto di tali leggi, specialmente di quelle riconosciute universalmente come “naturali”. A tal punto che l’ignoranza incolpevole o la trasgressione intenzionale delle medesime arriva a far dire ad una studiosa della psiche umana (Anna Terruwe) quanto segue: “Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. Come pure, da un certo momento in poi, gli esseri umani hanno piano piano riconosciuto la necessità di dare più attenzione allo “spirito” della legge che non alla sua “lettera”. E, guarda caso, questa scoperta è stata evidenziata con la venuta di Gesù Cristo che quanto a “Spirito” aveva esperienza diretta personale. Addirittura verrà scritto da Paolo l’apostolo: “La lettera uccide, lo spirito vivifica”-
E sembra essere proprio questa, tra le tante altre possibili sollecitazioni spirituali offerte dall’episodio narrato da Luca, la dritta per orientarci come Dio comanda nella selva di leggi e prescrizioni… E’ bello infatti notare (e mettere a confronto) la ossequiosa e puntuale osservanza delle prescrizioni mosaiche da parte di Maria e Giuseppe da una parte, e dall’altra la altrettanto puntuale e rispettosa irruzione delle Spirito nel bel mezzo di tale “osservanza” delle medesime prescrizioni. C’è da osservare che già avevano fatto esperienza, i due giovani coniugi, di tale modo di agire da parte dello Spirito, tuttavia vengono descritti come “stupiti” per quello che stavano vivendo. Ed è anche curioso notare come siano proprio due “anziani” (avanti negli anni, ma non vecchi…), dei quali si danno notizie precisissime quasi a voler sottolineare la veridicità assoluta degli accadimenti, ad essere ambasciatori di questo “Spirito”: il santo vecchio Simeone al quale lo Spirito aveva preannunciato che non sarebbe morto prima di aver visto il Salvatore e che quel giorno “mosso dallo Spirito” si recò al Tempio e l’anziana Anna, figlia di Fanuele, di 84 anni e vedova dopo soli 7 anni di matrimonio che “sopraggiunta in quel momento si unì a loro a lodare Dio”. Stupisce e lascia a bocca aperta che siano proprio due anziani i rivelatori di questa filigrana spirituale possibile a venire visualizzata solamente osservando in controluce l’intreccio misterioso di eventi umani normalissimi…
E poi… ognuno a casa sua e l’evangelista Luca liquida il problema educativo, lungo circa trent’anni in quel di Nazaret, con quella magistrale pennellata: “E Gesù cresceva e si fortificava pieno di sapienza e la grazia di Dio era con lui”. Come a far capire che il “problema educativo” della crescita dei figli diventa irrisolvibile… se non si asseconda la legge dello scorrimento fisiologico della linfa spirituale nell’intreccio degli eventi.
Fin troppo facile dedurre il da farsi per noi uomini e donne di oggi: dare spazio e importanza nel proprio percorso spirituale alla azione soave dello Spirito, andare oltre la pura e semplice osservanza (talvolta maniacale…) di regole, tempi e modi quasi assimilabile ad una azione liturgica laica e asettica. Ma tutto ciò non avviene per sforzo etico o ascetico, ma per grazia, quella grazia, da chiedere ogni giorno, di saper discernere tra il frastuono del rumoroso fluire degli eventi il sussurro del silenzio di Dio, di saper discernere nella penombra del tempo uno squarcio d’eternità, la grazia di una saggezza spirituale senza età, la grazia di una gioiosità spirituale… consapevoli magari che tra le caratteristiche nascoste dell’agire dello Spirito c’è anche quella dell’ essere “spiritoso”, quello Spirito che dentro la nostra anima incessantemente chiama in causa il Padre da lodare e ringraziare per ogni cosa. Il che suggerisce di concludere parafrasando un noto proverbio per la salute del corpo, qui riciclato per la “salvezza” dell’anima: “Un Padre nostro al giorno toglie il maligno di torno”.

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GIOIOSITA’ E GRATUITA’…. CHE VUOI PIU’ DALLA VITA?

Ieri ho avuto un’ incontro con giovani e ragazze splemdide a Velletri (complici alcune suore amiche carissime “apostoline”… quelle della rivista SE VUOI tanto per capirci). Sono riusciti ancora a commuovermi grazie al loro ascolto appassionato e sorridente e a rinforzare la mostra (c’era anche Maria mia moglie) speranza… Grazie amici e amiche e grazie sorelline Debora, Francesca, Monica, Francesca, Franca
DIMENTICAVO UNA NOTIZIA IMPORTANTE CHE MI HA RICORDATO SUOR DEBORA: il tutto è nato nel contesto della Pastorale Giovanile della Diocesi di Velletri – Segni coordinata da un simpaticissimo prete “in particolare” chiamato DON CORRADO.

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QUANDO SENTI LA VITA SCIVOLARE VIA…

Quando prende quel senso di prcarietà…fa bene leggere TAGORE

 

Credevo che il mio viaggio

fosse giunto alla fine,

all’estremo delle mie forze,

che la vita davanti a me fosse sbarrata

… ma ho scoperto…

che dove i vecchi sentieri sono peduti

appare un nuovo paese meraviglioso”

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