Archivi del mese: maggio 2012

A PROPOSITO DI “spirito e anima”…TANTO PER CAPIRCI UN PO’…

E’ opportuno ricordare che tutte le difficoltà di comprensione del “mistero cosmico della vita” derivano dalla congenita incapacità della mente umana di “immaginare” l’infinito, incapacità fondata sui limiti finiti e circoscritti di spazio-tempo in cui è abilitata a muoversi, limiti che parimenti costituiscono tuttavia l’unica risorsa alla quale attingere per provare a capirci qualcosa. Il più vistoso di questi limiti-risorsa è quello del linguaggio umano, così mutevole nel tempo… e così variegato da affibbiare alla medesima “parola” significato diversi… mai però contrastanti (da qui il concetto di “accezione”, significante le diverse chiavi di accesso alla parola in grado di introdurre nel mistero di una realtà-Verità succintamente vestita o mascherata di termini, vocaboli…). La Verità è nuda…e se è spirituale… pur continuando ad essere nuda … necessita di un abito. Da qui nascono le “parole”, tutti diversi abiti… Da qui, forse, la possibilità di capirsi, ma anche il rischio dell’incomprensione, del contrasto in luogo del confronto, del litigio in luogo dello scambio… Gibran scriveva. “Dio ha creato la Verità con molte porte per accogliere ogni credente che bussi”. Un Dio tollerante delle opinioni?                                                                                  Questo pensiero di Gibran ne richiama un altro di Rumi (mistico sufi dei tempi di Dante Alighieri): “La Verità era uno specchio che cadendo andò in frantumi e ognuno, prendendo un frammento e vedendosi rispecchiato dentro, pensò di possedere tutta la Verità”. Alla domanda, pertanto, in che rapporto stanno le parole “spirito” e “anima” la mia opinione è la seguente.

La Spirito sta all’anima come la Verità sta alle singole opinioni… Lo Spirito sta all’anima come l’Amore sta alle singole limitate amanti.  L’anima sarebbe la porzione (e mi si perdoni la “materialità” del concetto) particolare della Spirito- Verità-Dio in libera uscita nel tempo-spazio. Ma siccome le anime sono della stessa natura di Dio-Spirito, quindi invisibili… per renderle riconoscibili nello spazio-tempo vengono “mascherate”, vengono , per così dire, “impersonificate” (nella lingua greca “persona” equivale a “maschera”…  e i “personaggi” delle tragedie greche… recitavano appunto in maschera).

Un altro spunto di riflessione, che può offrire un’altra chiave di lettura del rapporto “Spirito-anima” viene da una espressione molto in uso dalla liturgia della Chiesa Cattolica, quella di “Corpo e Sangue, Anima e Divinità”… da cui potrebbe derivare che “il Sangue sta al Corpo come la Divinità sta all’Anima”… Comprensibile allora l’espressione di Gesù: “Chi non mangia la mia Carne e non beve il mio Sangue, non avrà la Vita Eterna”. Come si può notare ci si muove con un curioso intreccio di  concetti legati a “spazio-tempo-materia” per rendere comprensibili realtà extra… e l’anima a fare da ponte di collegamento per la Realtà Principe dello Spirito dalle diverse funzioni (creatore, vitale, d’amore, vivificatore, paraclito, di pace…)

La categoria scientifica più conveniente da usare per dare il più possibile sazietà alla mente umana assetata di verità è, pertanto,  quella del mistero… Scriveva già Confucio: “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto”. A cui fa eco il moderno Runbek: “L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”. Laddove la mente, seduta a tavolino al chiuso di una stanza, cerca di capire, l’anima, affacciata alla finestra dell’universo, si accontenta di “contemplare”…

E per concludere, una citazione poetica: “La preghiera comincia dove termina la poesia, quando la parola non serve più e occorre un linguaggio altro”. (Mario Luzi)

                                                                              ( Gigi Avanti)

 

 

 

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A PROPOSITO DELL’ANTICO “mens sana in corpore sano”

LE RICERCHE SCIENTIFICHE DIMOSTRANO CHE LE QUALITA’ POSITIVE (virtù, atteggiamenti, inclinazioni, dinamiche emotive) POSSONO DARE TANGIBILI BENEFICI AL CORPO E ALLA PSICHE, COME AD ESEMPIO….

IL BUONUMORE porta benessere, LA GENTILEZZA rafforza il sistema immunitario, LA FIDUCIA rende longevi,  LA GRATITUDINE AUMENTA l’efficienza, L’OTTIMISMO migliora addirittura le prestazioni sportive e aiuta a fare carriera politica

(Da SAPER VIVERE,  Vivien Reid Ferrucci, E.P.)

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I MISTERI CURIOSI… DELLA VITA

Sono tutti quegli eventi o quelli accadimenti, più o meno “casuali” e di diversa importanza che contrassegnano il nostro cammino terreno e ai quali siamo proprio  noi ad  affibbiare la qualifica di “curiosi”. Unire poi questa qualifica ad un termine di tutto rispetto quale quello di “mistero” incuriosisce ancora di più… Ecco l’origine di questa riflessione.                                                                                                     

Anche chi non bazzica tanto per chiese, conventi e santuari ha certamente sentito parlare di “rosari”. Chi vi bazzica invece un po’ di più, sa benissimo in cosa consiste esattamente il rosario, quella “curiosa” preghiera alla Madonna fatta di una cinquantina di “Ave Maria” recitate dieci alla volta e durante la recita delle quali “decine” l’anima si sofferma a riflettere, considerare, meditare su alcuni episodi salienti della vita di Gesù, vita ovviamente inseparabile da quella della sua Mamma… E sa benissimo che questi episodi da “contemplare” sono una ventina e sono messi in fila in una successione  logica tale già di per sé indicativa di come dovrebbe essere vissuta una vita di fede.

 Sono messi in fila a iniziare dai “gaudiosi” (situazione emotiva e spirituale congrua alla nascita di un bambino e ai suoi primi anni di vita), per seguitare poi con quelli “luminosi” (l’irradiazione di quell’iniziale venuta alla luce rappresentata dalla vita adulta di Gesù), e poi con quelli ”dolorosi” (non esiste vita  adulta senza risvolti drammatici e senza il finale tragico della morte), per finire con quelli  “gloriosi” (ed è un finale esclusivo toccato come primizia a Gesù e garantito anche per tutti noi, seppur ancora in incubazione per il momento).

Questi venti episodi, di natura così diversa tra loro (alcuni sono eventi del tutto naturali, come nel caso di  una nascita, mentre altri hanno caratteristiche  supernaturali, come nel caso della risurrezione e della conseguente ascensione) sono tutti quanti curiosamente chiamati “misteri” e misteri da “contemplare”.

La combinazione casuale di questi due termini,  mistero e contemplare, con la parola “curioso” (che fa rima con gaudioso, luminoso, doloroso, glorioso) ha provocato, nella mia anima, tutta una serie di considerazioni… A cominciare col riconoscere che tutto quanto ci capita nella vita, proprio tutto quanto, va vissuto come mistero da “contemplare” più che come enigma da “risolvere” . Nel romanzo “Il vangelo secondo Pilato “ di E.E. Schmitt si legge: “Non c’è nulla di più rassicurante di un enigma: è un problema in provvisoria attesa della sua soluzione. Non c’è nulla di più angosciante di un mistero: è un problema definitivamente privo di soluzioni. Fa pensare, immaginare…”. Pensare e immaginare  (contemplare potrebbe essere la sintesi delle due cose) resistendo alla curiosa tentazione  di voler capire tutto fino in fondo, di  esigere spiegazioni, di pretendere  dimostrazioni. Il bisogno di capire è esso medesimo un bisogno iscritto dal Creatore nel profondo dell’anima ed è quindi legittimo assecondarlo, ma nei limiti consentiti… come accade per tutti i bisogni. Quando si esagera nella soddisfazione di un bisogno, infatti, è segno che si è caduti nella tentazione di voler strafare… Nel caso dei “misteri curiosi” dai quali è contrassegnata ogni vita si scivola facilmente nella tentazione di voler “capire” laddove invece sarebbe più conveniente e gustoso  lasciarsi andare a “contemplare”. Lo stesso Einstein affermava: “Chi non accetta il mistero, non è degno di vivere”. Il mistero curioso (curioso, etimologicamente, significa avere cura di conoscere…anche se va ricordato che la “curiosità morbosa” è stigmatizzata come malanno psicologico) di essere stati pensati e voluti proprio così come ci troviamo, di essere stati collocati nell’utero del tempo-spazio in quel momento, in quella postazione geografica, con quelle caratteristiche, con quella  pelle, con quella cultura, il mistero dei tantissimi incontri  apparentemente casuali (“Il caso è Dio che gira in incognito” dice ancora Einstein), il mistero della fecondità fisica o della fecondità non legata alla fisicità, il mistero delle mille vicende nelle quali quotidianamente siamo coinvolti pur non avendole causate… per finire con il gigantesco mistero del male…

C’è solamente un modo, più conveniente  di altri, di convivere con il mistero… ed è quello di accovacciarvisi dentro e sognare.

 

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PER NON FERIRLI… i bambini

Dite: è faticoso frequentare i bambini. Averte ragione.

Poi aggiungete: perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.

Ora avete torto.

NON E’ QUESTO CHE PIU’ STANCA. E’ PIUTTOSTO IL FATTO DI ESSERE OBBLIGATI AD INNALZARSI FINO ALL’ALTEZZA DEI LORO SENTIMENTI. TIRARSI, ALLUNGARSI, ALZARSI SULLA PUNTA DEI  PIEDI PER NON FERIRLI.   (Janusz korczak)

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“SCRIVERE E’ UN MODO DI PARLARE SENZA ESSERE INTERROTTI”. (Jules Renard)

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UNA ORAZIONE (portata a Medjugorie da Federica)

“Ti prego, o Vergine Santa, Regina della pace e Madre di Dio di intercedere presso di Lui perchè abbia la bontà di avere un occhio di riguardo (e Lui sa perchè) per la mia famiglia, per tutti gli amici e per tutte quelle persone che, ad oggi, hanno visto il mio volto, ascoltato la mia voce, letto un mio scritto, cosicchè avvenga di loro secondo il beneplacito della Sua santa e misericordiosa volontà per la maggior gloria Sua. E inoltra questa intercessione per i meriti del Suo e del Tuo amatissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo. Grazie, Mamma”.

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