Archivi del mese: giugno 2019

IMPARARE… SUBITO

CAROTE, UOVA E CAFFE’…   (ovvero tre maniere per affrontare le avversità della vita)

   Una giovane ragazza andò dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva  tanta voglia di piantare tutto; era stanca di combattere contro le avversità della vita. Sembrava che, non appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose. La madre la portò in cucina. Riempì tre pentolini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo pentolino mise una carota, nel secondo  un uovo e nel terzo una manciata di caffè macinato. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente. Dopo circa venti minuti spense  il fuoco. Tirò fuori la carota e la mise su un piattino. Così fece anche con l’uovo e infine versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi”. “Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.  La madre le chiese allora di avvicinarsi e di toccare la carota. La figlia lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere l’uovo e di romperlo. Dopo avergli tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura. Infine disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al semplice contatto con il profumato aroma del liquido che beveva. Poi chiese alla madre: “Che cosa significa tutto questo?” La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla medesima avversità: l’acqua bollente. E ognuna aveva reagito in maniera diversa. La carota era entrata forte e dura nell’acqua bollente, ma dopo aver lottato si era rammollita e indebolita. L’uovo era invece entrato fragile nell’acqua bollente e il suo interno era protetto dal guscio sottile, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito. Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e l’aveva trasformata…

“Con quale delle tre ti identifichi”? chiese la madre alla figlia. “Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la carota, come l’uovo o come il  caffè macinato? Chiediti sempre a quali di questi tre rassomigli… Fai come la carota che sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza o dell’avversità diventi soffice e rammollita e perdi la tua forza? Oppure fai come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambi con il bruciore delle avversità?  Avevi un buon carattere e un’indole serena  che a causa della sofferenza causata dalla morte di una persona cara o di una depressione o di un affare andato a male o a qualche altra prova sei diventata indurita e gelida?  Forse il guscio esterno del carattere sembra essere rimasto lo stesso, ma all’interno del tuo cuore non ti senti forse indurita, amareggiata,  gelida, scontrosa? Oppure sei come il caffè macinato?  Se osservi bene esso trasforma l’acqua, cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua si scalda e diventa bollente, il caffè comincia ad emanare il suo aroma e la sua fragranza… Se sei come il caffè, quando le cose cominciano ad andare per il verso storto, tu potrai tirare fuori il meglio di te fino a cambiare la situazione che ti da sofferenza… Quando ti senti male  e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi di elevarti ad un altro livello? Come reagisci di fronte alle avversità? Sei come una carota, come un uovo o come il caffè macinato?” La ragazza rimase silenziosa nell’ ascoltare. Poi la madre continuò: “La mia esortazione è che tu possa avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte e abbastanza sofferenze da farti rimanere umana, e abbastanza speranza da renderti felice .Le persone più felici, infatti, non sono quelle che hanno il meglio, ma quelle che sanno tirare fuori da sé stesse il meglio da quello che la vita riserva loro. Il futuro più luminoso sarà sempre basato su un passato dimenticato. Non puoi avanzare nella vita se non lasci perdere gli sbagli del tuo passato e tutto quello che ti fa soffrire. Quando sei nato piangevi e tutti intorno a te ridevano. Vivi la tua vita in modo tale che, alla fine tu riderai mentre gli altri piangeranno.”   (Anonimo)    

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SASSOLINI DALLE SCARPE…tolti!

                                        I TRASFORMISMI SATANICI

  (ovvero del desiderio che si autopromuove a diritto)

 (ovvero del riconoscimento dei bisogni e non della rivendicazione dei diritti)

 

   Del “desiderio” che si autopromuove a “diritto” ho già avuto modo di argomentare. Del “desiderio di avere”  quello che piace,  al diritto di appropriarsene,  già ho scritto.

   Tutta la letteratura scientifico-psicologica  si trova d’accordo nel sostenere che fare solo quello che piace fa rimanere nella fase infantile, laddove invece accettare, senza troppe storie, di fare anche quello che costa promuove alla fase adulta.

   Di altro desidero trattare oggi: della libertà. La libertà è il dono sommo del Creatore, ma si è rivelata ben presto come una lama a doppio taglio.

   Si possono operare scelte di libertà adulte e intelligenti (la vera libertà è quella “dal male”) oppure anche scelte infantili e discutibili (la libertà di fare quello che piace, di fare una cosa e il suo esatto contrario, di fare il bene e il male…).

   Mi sembra di poter pensare che l’uomo moderno abbia ancora una volta adoperato questa categoria al maniera del “desiderio – diritto”…

   Ho letto uno dei cartelli più satanicamente eloquenti al riguardo: “diritto di abortire” il che equivale a poter liberamente scegliere di “operare” il ben” e “il male”.

   Questo inganno delle origini è il medesimo nel quale è naufragata la cultura d’oggidì e le conseguenze non hanno certamente i colori dell’arcobaleno.

   E se il “desiderio di avere” nascondesse il “bisogno di essere” quello che ti piace avere? E se il desiderio di avere “quel frutto buono, gradevole e bello a vedersi” fosse l’invito “ad essere tu buono , bello a vedersi, gradevole” nel rapporto con il tuo uomo o con la tua donna?

   Se cedere al desiderio frettolosamente ha rappresentato un guaio serio per tutta l’umanità, non potrebbe essere che la soluzione del problema stia nel “aver fame insieme e non mangiarsi l’un l’altro”?

   Aggiungo poi una ulteriore considerazione. Tutti i pensatori sani concordano nel ritenere che la crescita e la maturazione dell’essere umano avvenga tramite e grazie alla soddisfazione dei bisogni (e Dio voglia che si sappiano presto riconoscere quelli primari e gli altri a seguire…).

   La crescita e maturazione dell’essere umano non avviene assolutamente attraverso la “rivendicazione dei diritti”… con quasi buona pace dei sindacalisti d’ogni razza, specie, genere e appartenenza… tanto meno attraverso la rivendicazione dei diritti cosiddetti civili  (aborto, unioni non naturali, uteri da affittare…).

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Che bello sentire Gesù parlare così familiarmente…

«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro.».

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SVEGLIAMOCI…

LA RIUNIONE DEI SATANASSI  (qui bisogna farci furbi…)

   Satana convocò un convegno mondiale dei demoni e nel suo discorso di apertura disse: “Non possiamo impedire ai cristiani di andare in chiesa. Non possiamo impedire loro di leggere le loro Bibbie e di conoscere la verità. Non possiamo nemmeno impedire loro di avere una relazione intima con il loro Salvatore… Non appena essi ottengono questa linea di comunicazione con Gesù, il nostro potere su di loro si interrompe.  Allora lasciamoli andare nelle loro chiese, ai pranzi e alle cene che organizzano… ma dobbiamo riuscire a rubare loro il Tempo e il loro modo di stare insieme così che non resti loro nessun momento  per allacciare una relazione con Gesù Cristo.

Quello che voglio che facciate è questo – continuò Satana – dovete distrarli al punto che non riescano ad avvicinarsi al loro Salvatore”. “Come faremo”? Gridarono i demoni. Rispose Satana: “Teneteli occupati con le cose non essenziali della vita e inventate moltissimi argomenti e situazioni che occupino le loro menti. Tentateli a spendere, spendere, spendere e a chiedere prestiti, chiedere prestiti… Persuadete le loro mogli ad andare a lavorare per molte ore ed i mariti a lavorare per sette giorni alla settimana 10/12 ore al giorno perché abbiano capacità finanziaria per conservare i loro stili di vita futili e vuoti. Create situazioni che impediscano loro di passare un po’ di tempo con i figli e così le loro famiglie si andranno frantumando e i loro focolari non offriranno più un luogo di pace dove rifugiarsi dalle pressioni del lavoro. Stimolate le loro menti con tale intensità così che non possano più ascoltare quella voce dolce e tranquilla che guida i loro spiriti. Riempite tutti i tavolinetti dei salotti di riviste e giornali. Bombardate le loro menti di notizie 24 ore su 24. Invadete i momenti in cui state guidando attirando la loro attenzione sui cartelloni pubblicitari. Inondate le cassette della posta di cartaccia totalmente inutile, di cataloghi di negozi che offrono vendite per posta, lotterie, scommesse, offerte gratuite, servizi e false speranze. Mettete belle e suadenti modelle sui giornali e in TV cosi che i mariti abbocchino e piano piano arrivino a credere che la bellezza esteriore è la più importante  di tutto così da risultare insoddisfatti delle loro mogli… Tenete le loro mogli tanto stanche da non potere amare di notte i loro mariti e date loro anche il mal di testa… Se esse non daranno ai lor mariti l’amore di cui hanno bisogno, questi allora cominceranno a cercarlo altrove e ciò senza dubbio dividerà rapidamente le loro famiglie. Date loro Babbo Natale, perché trascurino e poi dimentichino  di insegnare ai loro figli il vero significa del Natale. Dategli l’uovo di Pasqua perché non parlino della Risurrezione di Gesù e del suo potere sul peccato e sulla morte. E anche quando stanno divertendosi e distraendosi, che lo facciano con eccesso perché tornando a casa siano esausti. Teneteli così occupati che non pensino di andare o di restare vicini alla natura per riflettere sulla Creazione di Dio. Mandateli invece in un parco giochi, a manifestazioni sportive, teatri, concerti e cinema.

Teneteli occupati, OCCUPATI, OCCUPATI… Ed anche quando si riuniscono per un incontro spirituale, cercate il modo di coinvolgerli in chiacchere e pettegolezzi senza importanza, perché quando se ne andranno a casa lo facciano con le coscienze pesanti. Riempite la loro vita di tante cause nobili e importanti così che non abbiano  il tempo per la causa  veramente più importante che è quella del
Regno di Gesù. Così facendo saranno indotti  a cercare soluzione ai loro problemi con le sole loro forze dimenticando quel che disse Gesù “senza di me non potrete fare niente” e si danneranno l’anima (scusate l’ironia…) per trovare soluzioni alle questioni che dovranno affrontare sacrificando la loro salute e le loro famiglie per il bene della causa… Vedrete che funzionerà…FUNZIONERÀ’…

I demoni partirono per la missione loro affidata ansiosi di adempiere i comandi del capo e  facendo in modo che i cristiani di tutto il mondo fossero più occupati e frettolosi, correndo ansiosamente di là e di qua… e avendo poco tempo per le loro famiglie e soprattutto trascurando di raccontare agli altri il potere di Gesù di trasformare le vite…

Se non sei troppo “occupato”…chiediti che esito potrà avere questa macchinazione ordita a tuo danno…e, sempre se non sei troppo occupato…comunicala ad altri.

 

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DAI CHE CE LA FAI…

           INSEGNAMENTO DELLE TRE RANE

(pensare troppo e pensare male, porta male)

Tre rane caddero in un secchio di latte. La prima rana, pessimista, pensò che non c’era più niente da fare e si lasciò miseramente affogare. La seconda rana, lucida ragionatrice, pensò che con un balzo si sarebbe potuta salvare. Calcolò la traiettoria, la parabola, la potenza dello slancio e tutto il resto… ma non si accorse che il secchio aveva il manico alzato e proprio contro quello andò a sfracellarsi. La terza rana aveva soltanto una gran voglia di vivere e cominciò a scuotersi, ad agitarsi, a muoversi vertiginosamente di qua e di là…finché il latte divenne burro ed essa si salvò.

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RILASSIAMOCI INSIEME

RILASSIAMOCI UN PO’

 IL TEMPO E’ TROPPO LENTO PER CHI ASPETTA, TROPPO RAPIDO PER CHI HA PAURA, TROPPO LUNGO PER CHI SOFFRE, TROPPO BREVE PER CHI GIOISCE, MA PER CHI AMA NON C’E’ TEMPO. (H. Van Dike) .   (e per chi non trova mai tempo… è tempo perso).

“L’amore che non n si riceve è quello che maggiormente si desidera”. (Susanna Tamaro)

“O il male è ciò di cui abbiamo paura o il male è avere paura”.  (Sant’Agostino)

“Il modo in cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo”. (Kaufmann)

                  A PROPOSITO DI EMOZIONI…

     “Sono talmente abituato ad essere teso che quando sono calmo mi sento nervoso”.                              “Non puoi impedire agli uccelli della tristezza di volteggiare sul tuo capo, ma puoi impedire loro di farsi il nido tra i tuoi capelli”. “Non puoi arrestare le onde, ma puoi imparare a cavalcarle”. “La tempesta può disperderei fiori, ma non può distruggere i semi”.

 “SE E’ PACE CHE VUOI, CERCA DI CAMBIARE TE STESSO, NON GLI ALTRI.E’ PIU’ FACILE PROTEGGERSI I PIEDI CON DELLE PANTOFOLE CHE RICOPRIRE DTAPPETI TUTTA LA TERRA”.  (De Mello)

 PENSARE, PREGARE, RIDERE, GIOCARE, AMARE ED ESSERE AMATO, DONARE E’ IL SEGRETO DELL’ETERNA GIOVINEZZA.  (Santa Teresa di Calcutta)

 Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. (Euripide)

 Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono per il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla. (Seneca)

 Si incontrano tre mamme di sacerdoti, orgogliose della carriera ecclesiastica dei loro figli. La prima dice: “Mio figlio è stato consacrato Vescovo e quando la gente lo incontra lo riverisce e gli dice ‘Eccellenza’ “. La seconda, invece: “Mio figlio è stato creato cardinale e quando la gente lo incontra gli dice ‘Eminenza’”.  La terza mamma con tutta semplicità dice: “Mio figlio è alto due metri e pesa 120 Kili e quando la gente lo incontra esclama ammirata: ‘O mio Dio’”.

 Un giorno, a Betania, si vede in giro Lazzaro dopo lo straordinario evento capitatogli. Un compaesano, all’ oscuro di tutto gli dice sorpreso: “Ma come, Lazzaro, non eri morto?” .“Zitto – gli risponde Lazzaro – sono vivo per miracolo”.

 “Ogni famiglia, quando nasce un bimbo, lo vuole intelligente. Io, con tutta la mia intelligenza ho sofferto e mi sono rovinato tutta la mia vita. Spero solo che il mio bimbo sia stupido e ignorante: coronerà così una vita placida diventando ministro”. (Su – Shi, sec. XI: uno dei maestri della poesia cinese più volte imprigionato e esiliato per le critiche al governo)

 “Il cristiano ha il dovere di essere intelligente”. (La mamma di Jean Guitton)

 “Quando mi accade di paragonare questi due linguaggi che sono la scrittura e la pittura, ho idea che la loro differenza sia quella tra la parola e il silenzio. La parola è una parola che occupa il tempo, la pittura è un silenzio che  governa lo spazio. Ma continuo a credere che il silenzio di  un piccolo spazio che si contempla nell’ istante, che salta agli occhi, esprime meglio il segreto dell’essere di quanto non faccia la pagina scritta, lenta, lunga, che bisogna leggere e decifrare. Un quadro immobile è già eterno”. (J. Guitton)

 “Gli stupidi sono coloro che fanno il male senza saperlo”. (Qohelet  4, 12)

 “La stupidità non si prende nemmeno un minuto di ferie”.

 “La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia”. (Flaiano)

 “Di tanto in tanto è piacevole essere stupidi”. (Seneca)

   NULLA CAMBIA, IO CAMBIO, TUTTO CAMBIA.

 SE UN UOMO SI COMPORTA SEMPRE SERIAMENTE E NON SI PERMETTE MAI UN PO’ DI DIVERTIMENTO E DI DISTRAZIONE, IMPAZZIRA’ SENZA SAPERLO” (Erodoto)

 “DIO CI CHIEDERÀ’ CONTO DI TUTTI QUEI PIACERI LECITI DI CUI NON ABBIAMO SAPUTO GODERE”. (Talmud)

 “La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica, tende a produrre una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata dalla sua banalità”. (Terruwe)

 “Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare”.   (Sikorsky)

 “NON SI PUO’ RISOLVERE UN PROBLEMA CON LO STESSO MODO DI PENSARE CHE HA CAUSATO IL PROBLEMA”. (Einstein)

 “CI VUOLE TUTTA UNA VITA PER CAPIRE CHE NON SI PUO’ CAPIRE TUTTO” (Confucio).

 “L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”.

 “Chi non accetta il mistero non è degno di vivere”. (Einstein)

 “Per chi crede nessuna spiegazione è necessaria, per chi non crede nessuna spiegazione è possibile”.

 “Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili a un non risolto problema religioso” (C.G.Jung)

 “MI AVVICINO DI DUE PASSI, LEI SI ALLONTANA DI DUE PASSI. CAMMINO PER DIECI PASSI E L’ORIZZONTE SI SPOSTA DIECI PASSI PIU’ IN LA’. PER QUANTO IO CAMMINI NON LA RAGGIUNGERO’ MAI. A COSA SERVE L’UTOPIA? SERVE PROPRIO A QUESTO: A CAMMINARE”. (Eduardo Galeano)

 “Dio ha creato la verità con molte porte per accogliere ogni credente che bussi”. (Gibran)

 “E GLI UOMINI SE NE VANNO A CONTEMPLARE LE VETTE DELLE MONTAGNE, E I FLUTTI VASTI DEL MARE, LE AMPIE CORRENTI DEI FIUMI, L’IMMENSITA’ DELL’OCEANO, IL CORSO DEGLI ASTRI, E PASSANO ACCANTO A SE STESSI SENZA MERAVIGLIARSI”. (S. Agostino)

 “TUTTA LA MUSICA DEL MONDO SGORGA DA UN’UNICA SORGENTE D’ARMONIA”. (Anonimo)                      

“QUANDO L’UOMO SI OSTINA A VOLER CAMBIARE QUALCOSA NEGLI ALTRI, E’ QUALCOSA IN SE STESSO CHE DEVE  CAMBIARE. L’ACQUA NON SI PREOCCUPA DI CAMBIARE LA FORMA DEL RECIPIENTE CHE LA CONTIENE.”  (Sandro Montanari)

 “LA RELAZIONE CON GLI ALTRI E’ COME LA CUCINA. IN OGNI PIETANZA OGNUNO TROVA QUELLO CHE CI METTE.”

 “SE L’AVER MANGIATO UN FRUTTO HA ROVINATO L’UMANITA’, LA SALVEZZA SARA’ NELL’ATTEGGIAMENTO CONTRARIO,  NEL GUARDARE UN FRUTTO SENZA MANGIARLO”.  (Simone Weil)

 “COSA SUCCEDEREBBE SE SCOPRISSI CHE IL MIO STESSO NEMICO SI TROVA ALL’INTERNO DI ME STESSO, CHE SONO IO PERTANTO AD AVER BISOGNO DELLA ELEMOSINA DELLA MIA AMABILITA’, CHE SONO IO IL NEMICO DA AMARE?”  (C. G. Jung)

 

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C’E’ SEMPRE DA IMPARARE DA DIO…E DALL’UOMO SEMPLICE…

UN GIORNO, ABRAMO INVITO’ UN MENDICANTE A MENSA NELLA SUA TENDA.MENTRE RECITAVA LA PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO,  QUELL’ OSPITE SI MISE A BESTEMMIARE DI BRUTTO. ABRAMO, INDIGNATO, LO CACCIO’ VIA.

A SERA, DIO GLI APPARVE E GLI DISSE: “Quell’uomo mi sta maledicendo da cinquanta anni, eppure io gli ho sempre dato da mangiare ogni giorno, e tu non sei stato capace di sopportarlo per un solo pranzo”.

 

UN EBREO SEMPLICE SI PERSE IN UNA FORESTA. AL TRAMONTO SI ACCORSE DI NON AVERE CON SE IL LIBRO DELLE PREGHIERE. ALLORA SI RIVOLSE A DIO COSI’:

“Mio Signore, ho dimenticato il libro delle orazioni e ho una memoria così debole da non essere capace di pregare bene e in modo a te gradito. Eppure tu conosci tutte le preghiere degli uomini. Allora, io ti reciterò le lettere dell’alfabeto e così tu le ordinerai così da comporsi in preghiera”.

DIO DISSE TRA SE’ E SE’, ASCOLTANDO QUELL’ UOMO: “Questa è ‘orazione più preziosa che oggi sia salita al Cielo”.

(Tratto da IL TESORO DELLA SAPIENZA GIUDAICA)

 

 

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