Archivi del mese: marzo 2015

CHE ANAGRAMMI!!!

Per coloro che sono ghiotti di “anagrammi”… Quando Pilato chiese a Gesù “Cos’è la verità” Gesù fece silenzio… perché in quel silenzio c’era la risposta in carne e ossa. Mi spiego: se si anagramma (in lingua latina) la domanda di Pilato QUID EST VERITAS si ottiene la risposta EST VIR QUI ADEST (che tradotto vuol dire E’ L’UOMO QUI PRESENTE). Della serie… quando il silenzio è più eloquente della parola, anche perché in Gesù SILENZIO E PAROLA coincidono.

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“SONO TALMENTE ABITUATO ED ESSERE TESO CHE QUANDO SONO CALMO MI SENTO NERVOSO

“SONO TALMENTE ABITUATO AD ESSERE TESO CHE QUANDO SONO CALMO MI SENTO NERVOSO”

Non al punto però da sbroccare… Quando infatti la misura è colma… di solito si sbrocca. Non è così per me, in quanto che la misura delle idiozie collezionate quotidianamente non è ancora colma per via del fatto che il peggio non è mai morto… anche se va ricordato che l’ultima a morire è la speranza (ammesso che muoia…). Non è ancora così per me, pertanto dovrei starmene buono buono ad attendere che la misura si colmi e nel frattempo ragionar con calma, senza dare di testa.
Ragionare con calma a proposito del cicaleccio chiassoso relativo al tema dei “diritti” e a quello del “gender”, che ne è l’ultimo rampollo. Ragionare con calma tra me e me… ponendomi delle domande.
Ad esempio: dove sta scritto e come avviene che alcuni “desideri” gradatamente si autopromuovano a “diritti”?
Poniamo il caso che qualcuno “desideri” essere ricco (avere più denaro…) e rivendichi questo come “diritto”…
Poniamo il caso che qualcuno “desideri” di essere trattato come sposato pur non essendolo e rivendichi questo come diritto…
Poniamo il caso che qualcuno “desideri” diventare altro da quello che è (maschio/femmina) e rivendichi questo come diritto…
Mi chiedo su quale base e quale sia la dinamica profonda di tale metamorfosi del “desiderio” in “diritto”.
E poi, con tutto quel parlare che si fa di “ecologia”, di ritorno alla natura, mi chiedo come mai questo non sia applicabile alla natura “umana” in quanto tale.
Mi chiedo se non sia possibile (sul piano logico, psicologico e ontologico) acquisire una mentalità pensante “ecologica” e non più soltanto miseramente “ideologica”…
Per farla breve e per evitare di sentire rimbombare nelle orecchie la solita frase dei pensatori liquidi: “Ma questo è un altro discorso” o peggio “Ma che male ti fanno?” concludo con questa citazione presa da AMARE E CURARE I NEVROTICI di Anna Terruwe e Conrad Baars: “MENTRE DIO PEDONA SEMPRE E L’UOMO PERDONA QUALCHE VOLTA, LA NATURA NON PERDONA MAI; QUANDO CI SI OPPONE ALLA NATURA, LA NATURA DISAPPROVA, RIBATTE, RESTITUISCE IL COLPO”. E questo vale anche e soprattutto riguardo alla “natura della relazione” con se stessi, con l’altro, con il mondo… perché la “relazione” è il marchio di fabbrica del creato. Per cui, come dice il mio amico Tonino Serra (autore di ASCOLTARE LA VITA), occorre un vero slancio culturale per recuperare il valore primario di una vera e propria “ecologia della relazione”.
E concludo con una riflessione quasi sconsolata di Luciano De Giovanni dedicata a chi è perennemente insoddisfatto e inquieto circa il proprio essere, la propria identità, la propria misteriosa collocazione esistenziale… :”Chiamati per un momento a partecipare dell’universo, e subito ci mettiamo a criticare”.
E lo facciamo perché vogliamo “spiegazioni” del mistero della vita, vogliamo “capire”, dimenticando quello che affermava Einstein: “Chi non accetta il mistero, non è degno di vivere”! Pretendiamo di capire, rivendichiamo il diritto di capire… prima di accovacciarci quieti nell’oceano infinito del mistero, prima di accettare, come scriveva Confucio molti anni prima di Cristo che “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto” ed anche “L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”. Altro che “diritti” da rivendicare.
Al posto di urlare “tutto è diritto” sarebbe più conveniente riconoscere sommessamente che “tutto è grazia”.

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SEMPRE SUL FUTURO CHE E’ AL SICURO… occupiamoci del presente

Sempre continuando a meditare a proposito di quanto scrivevo …IL FUTURO E’AL SICURO… OCCUPIAMOCI DEL PRESENTE…..vivendo relazioni interpersonali nel qui ed ora, col sorriso… tanto dalla vita non si esce vivi…mi viene da aggiungere questo. Una ricerca dell’Istituto Canadese sulle cause dello “stress” da questo risultato: sono soggette allo stress nella misura del 24% di tutte le persone studiate nell’arco di dieci anni quelle che non sono ancora riuscite a “stabilire cosa è veramente importante nella vita” (gerarchia di valori, progetto di fondo, causa del Regno di Dio… e il resto verrà dato in aggiunta?). Nel libro LE LETTERE DI BERLICCHE (S.C. Lewis) il diavolo anziano che insegna al nipotino a tentare “come si deve” l’uomo onde farlo cadere in tentazione… suggerisce di distorglielo dal “presente facendolo preoccupare del futuro perché “il presente è l’unico punto di contatto tra l’eternità e il tempo” e lì abita il Nemico Dio… Quando si vive troppo preoccupati del futuro, ci si avvelena il presente delle relazioni personali…Il futuro è al sicuro… se no è stress totale…

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IL FUTURO E’ AL SICURO…OCCUPIAMOCI DEL PRESENTE

Ogni tanto nella mia mente si associano, a mia insaputa, delle parole… e quando queste parole fanno rima diventano una possibile “minaccia” per il pensare “debole” di certa filosofia temporanea… Un esempio:mi si sono associate le parole “futuro” e “sicuro” ed ecco cosa ne è uscito fuori (a mia insaputa…ripeto):IL FUTURO E’ AL SICURO. Lì per lì ho lasciato danzare nella mia mente questa rima… Poi, pensandoci bene (non più a mia insaputa…ovviamente) scopro che è proprio vero. IL FUTURO E’ AL SICURO, per i cristiani… o gli aspiranti tali (a loro insaputa). Nel senso che, essendo risorto da morte Cristo, quello è il futuro sicuro che ci aspetta…
IL FUTURO E’ AL SICURO… OCCUPIAMOCI QUINDI DEL PRESENTE….Nel senso che… se la preoccupazione per il futuro, l’ansia e l’affanno per il domani hanno reso il presente così pieno di tensioni e così carico di nervoso, forse è venuto il momento di cambiare marcia. Anziché preoccuparci del domani, occupiamoci dell’oggi… delle nostre relazioni interpersonali, magari con un sorriso… tanto dalla vita non si esce vivi e il futuro è al sicuro

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PROVIAMO A LASCIARCI ANDARE A CREDERE… PRIMA DI VOLER CAPIRE

COMMENTO OMILETICO (domenica 15 marzo 2015 – Gv.3.14 – 21)
MONIZIONE INIZIALE: nel prepararci alla celebrazione dei sacri misteri in questa domenica di quaresima predisponiamo la nostra anima ad accogliere con letizia il nutrimento della Parola e del Pane, unica garanzia di salvezza e di vita eterna.
COMMENTO: Quando si è alle prese con il problema di far capire bene a qualcuno qualche concetto si ricorre all’uso di tutti gli strumenti adatti, da quello di una logica stringente a quello delle metafore o immagini o similitudini. La cosa si complica quando le realtà da spiegare sono oltre i confini del percepibile. E qui si devono fare i conti con i limiti della capacità umana di “capire”, di conoscere, limiti da accettare umilmente senza intestardirsi a volerli oltrepassare o, peggio ancora, senza correre il rischio di condurci alla soglia del delirio “razionale” secondo il quale “se una cosa non riesco a capirla ho tutto il diritto di sospettarne la non esistenza o addirittura di negarla”… Per scongiurare tale rischio basterebbe molto semplicemente accedere al livello dell’intelligenza “spirituale” che entra in gioco proprio quando il livello “razionale” comincia a fare acqua… Così come scrive Confucio: “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto” ed anche cosa sussurra questo anonimo: “L’ultimo passo della ragione è quello di ammetere che vi sono cose che la superano”.
Nel brano di vangelo di oggi troviamo l’evangelista Giovanni proprio alle prese con questo problema, quello di far capire che il mistero di Cristo va dapprima “accettato” perché se ne possa poi veramente capire qualcosa… Si percepisce, nella lettura di questo brano, tutta la foga dialettica dell’evangelista (compreso il ricorso alla metafora “tenebra – luce”). C’è un verbo, però, usato da Giovanni, che fa capire come mai l’uomo si incaponisca a non volersi lasciare invadere dalla luce del mistero ed è il verbo contenuto nella seguente espressione: “Gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce”. L’accento è quindi posto sulla “volontà” più che non sulla intelligenza… Come dire che l’ostacolo principale al “credere” è il voler prima “capire”. Il mistero di luce nel quale si viene immersi nel momento stesso del proprio venire alle luce… ha bisogno forse di essere dimostrato esistente… L’evidenza non si dimostra, si usa dire in filosofia… Preferire le tenebre, sebbene immersi nel fulgore della luce, attiene di più ad una sorta di schizofrenia razionale che non ad una operazione di sana funzionalità razionale. Anche Einstein avrà modi di affermare: “Chi non accetta il mistero, non è degno di vivere”.
Il brano di vangelo di oggi scuote dalle fondamenta l’edificio della presuntuosa razionalità e conduce l’uomo alle soglie della fede. E per oltrepassare questa soglia occorre più grinta che ragionamento, più slancio che calcolo, più cuore che testa. C’è di mezzo la riuscita finale del vivere, c’è di mezzo la salvezza, la vita eterna… Non ci sono di mezzo, quando ci si imbatte nel mistero di Gesù, il prestigio personale culturale da affermare o la profondità intellettuale da ostentare… Quando si viene avvolti dalla luce del mistero di Gesù è conveniente e risolutivo lasciarsi andare a goderne tutto il calore al livello dell’anima… lasciando il livello terra terra della fredda razionalità… Quando ci si rende conto che la luce è venuta nelle tenebre proprio per sbaragliarle non c’è tempo da perdere nell’intestardirsi a voler capire, ma bisogna saper godere subito di non poter capire… e riconoscere che anche questo godimento interiore è grazia. L’atteggiamento di chi pretende di voler capire prima di decidersi a credere è diametralmente opposto all’atteggiamento di fede, quella fede che precede e quasi strappa i miracoli operati da Gesù. Ma chi lo riesce a “capire” questo Dio che per noi fa tutto “gratis”, cioè per amore e chi lo riesce a “capire” questo Gesù che paradossalmente attribuisce il merito dei suoi miracoli ai miracolati stessi?(“La tua fede ti ha guarito….”). E’ stato scritto: “Il cuore ha delle ragioni che la ragione non capisce”… per fortuna! La mente è fatta per “capire” e il cuore è fatto per “amare”…e il suo DNA (curioso acronimo che potrebbe significare Destino Naturale Amore) è stato impresso proprio dal Creatore nel profondo dell’anima. Oppure si pretende di voler “capire” anche questa predilezione di Dio per il cuore prima di decidersi a credere?
PREGHIERA DEI FEDELI:
Ti preghiamo, o Signore, per Papa Francesco e per tutti i Vescovi perché continuino ad annunciare il mistero di Cristo senza cedimenti e senza paura. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per tutti i sacerdoti e i religiosi e le religiose affinché offrano i loro sacrifici e le loro orazioni nascoste senza cedere alla tentazione della stanchezza. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per tutti coloro che sono impegnati per la causa del Regno di Dio affinché non li turbi o scoraggi il presunto avanzare delle tenebre del male. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per gli uomini di scienza affinché percepiscano il fascino discreto della Scienza di Dio. Ascoltaci, o Signore.
BENEDIZIONE FINALE:
Confortati e nutriti alla mensa della Parola e del Pane, chiediamo al Signore che benedica la nostra volontà di bene affinché guidi e accompagni la nostra anima sui percorsi della luce senza che la paura delle tenebre la ostacoli o la faccia desistere.
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A PROPOSITO DEL TEMPO “CHE PASSA” O CHE “TRASCORRE” O CHE “SI PERDE”…

IL TEMPO E’ TROPPO LENTO PER CHI ASPETTA,

                  TROPPO RAPIDO PER CHI HA PAURA,

                  TROPPO LUNGO PER CHI SOFFRE,

                  TROPPO BREVE PER CHI GIOISCE.

                  MA PER CHI AMA NON C’E’ TEMPO.

                                                               (H. Van Dike)    

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