LA GRAVE PATOLOGIA DELL’ARROGANZA IDEOLOGICA DEI PALADINI DEI DIRITTI CIVILI
(Ovvero, quando il nulla (parlo per paradossi) rivendica il diritto all’esistenza.
Infatti, se si arriva al punto di pensare che si è vivi e si cresce grazie alla rivendicazione dei diritti anziché (come in realtà è) grazie alla soddisfazione dei bisogni, si dovrebbe avere il coraggio “ideologico” di spingersi un po’ più oltre ed arrivare a pensare che il nulla rivendichi il diritto all’esistenza!
Paradossalmente patetico oltre che senza fondamento ontico tale modo di ragionare! Senza dimenticare che non può essere mai e poi mai “diritto” quello che non è un bisogno. E il “nulla” (sempre ragionando in chiave di paradosso) non ha né diritti né bisogni, non esistendo!
Ma c’è di peggio… se si arriva a pensare che quello che si ha diritto di avere è soltanto quello che “piace”, si dovrebbe avere anche l’umiltà intellettuale (anima dell’onestà intellettuale) di pensare che questa altro non è che la filosofia-dinamica del “bambino” che strilla, piagnucola, pesta i piedi per voler avere, ed anche subito, quello che gli piace e se la prende di brutto contro tutti i “cattivoni” che glielo impediscono. Tutta la letteratura seriamente scientifica lo afferma a partire da Freud per arrivare a Fromm, Rogers, Borgna, Dacquino, Andreoli, Recalcati ecc.)
Che l’uomo d’oggi venga definito “ludens” (da cui, paradossalmente, la patologia “ludopatica”) sono anni che psicologi bravi o meno bravi ce lo dicono… inascoltati!
(Gigi Avanti)