Archivi del mese: novembre 2012

MA SIAMO PROPRIO CAPACI DI ASCOLTARE?

Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a darmi consigli, non fai ciò che ti chiedo. Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a dirmi perchè non dovrei sentirmi in quel modo, calpesti le mie sensazioni. Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu pensi di dover fare qualcosa per risolvere i miei problemi, mi deludi, sebbene ciò possa sembrare strano…

Forse per questo la preghiera funziona, per molti. Perchè Dio non da consigli, nè prova ad aggiustare le cose. Semplicemente ascolta, e confida che tu ce la faccia da solo.

Quindi ti prego, ascolta e sentimi. E se desideri parlare, aspetta qualche istante il tuo turno e ti prometto che ascolterò.      (Autore anonimo)

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I MIRACOLI ALL’INCONTRARIO…

Nel mese di ottobre avevamo intensificato la richiesta del miracolo della guarigione dal cattivo male contro il quale da tempo combatteva la nostra amica Marusca di Deruta (63 anni, tre figli, due nipotine, con il marito Lillo impegnata da tanto nel settore Famiglia della Diocesi di Perugia).

 Ed avevamo intensificato la richiesta proprio la sera del 21 ottobre, vigilia della memoria liturgica del Beato Giovanni Paolo II, al quale avevamo raccomandato di fare pressing su Dio Padre perché glielo facesse questo miracolo. Ed eravamo quasi convinti che il miracolo sarebbe avvenuto, anche perché necessario per la sua futura canonizzazione.

 Ed invece, la mattina del 22 ottobre, alle 7 del mattino, il marito Lillo mi comunica: “Marusca non c’è più”. Ed aggiunge che ero il primo a venire a conoscenza della notizia…

 La notizia paradossale di un miracolo avvenuto all’incontrario… mi è venuto subito da pensare. All’incontrario, perché invece di una guarigione provvisoria da un male particolare (che è sempre un bel miracolo di cui era specialista Gesù) aveva avuto luogo la guarigione definitiva dal quel malanno generale rappresentato dalla vita terrena (che è il miracolo di cui è titolare proprio Dio Padre in persona… avendolo dimostrato a suo tempo con il Figlio Gesù).

Lo ringraziamo lo stesso, anche se con le lacrime agli occhi e con il cuore stretto nella morsa del dolore, ma gli chiediamo di tergere al più presto queste lacrime e di allentare presto questa morsa di dolore prima di tutto a Lillo e ai suoi figli e a tutti i suoi cari e poi anche a chi le ha voluto bene e continua a volergliene.

E voglio concludere, carissima Marusca, amica di tante condivisioni liete e meno liete della vita delle nostre famiglie, amica a cui piacevano tanto, insieme a Lillo, certe battute e certi paradossi, con questo pensiero: “E’ bello andare in Paradiso, peccato che per arrivarci si debba prendere  il carro funebre”!

                                     

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