Archivi del mese: Maggio 2022

CHIEDO

“L’occidente vuole cancellarci” tuonano da Mosca. Ma non è che qualcuno, da quelle parti, non abbia bisogno di uno psicologo, anche di primo pelo, anche se non proprio bravo? Non è che oltre alla “generalizzazione” (tipico meccanismo di difesa infantile) questa affermazione possa considerarsi anche come “proiezione” (altro meccanismo di difesa infantile) del brutto e nefando che uno ha in se stesso? Chiedo.

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SENZA RADICI NON SI VOLA

                 PER LA GIORNATA NAZIONALE DELLA CONSULENZA FAMILIARE

                                                            (28 maggio 2022)

Alchimia

Rumori silenziosi

Movimenti invisibili

Profumi, essenza fiorita

che corre nel verde

Mano protesa lucente di stelle

Oro brillante dove nulla esisteva

Sapienza o illusione?

Fortunata Accolla

Quando c’è empatia con l’altro

tutto cambia e mi meraviglia

come possa nascere armonia

nell’unione di tante diversità.

Dipingere la vita con il pennello

dell’amore è meraviglioso.

Spazio Famiglia è anche questo!

Angela Fortunati

Se potessi, ringrazierei

tutti i clienti e le clienti che ho

incontrato anche solo una volta,

per la generosità, il coraggio

 e la vita che mi insegnano.

Titta Vinti

L’assioma della Consulenza familiare

racchiude il senso profondo del

percorso di conoscenza di sé “niente

cambia, io cambio, tutto cambia”.

Il passato non si può cambiare, ma il

processo di consapevolezza nel

restituire la verità della propria

storia, aiuta ad attivare le risorse

necessarie per affrontare il qui e ora,

cambiando il modo di affrontare i

problemi che fanno parte del percorso

della vita, superato uno ce ne sarà un

altro che si presenterà, ciò che conta è

il modo di affrontarlo …

E’ questo il cambiamento.

Essere Consulenti ha questa valenza:

aiutare l’altro ad attivare le sue

risorse per incontrarsi ed accettarsi …

per cambiare.

Rita Chiaramonte

Nella consulenza nasce la relazione,

nella relazione nasce la fiducia,

nella fiducia nasce l’ascolto,

nell’ ascolto nasce la consapevolezza,

nella consapevolezza nasce la libertà.

La consulenza è un viaggio

verso la liberazione da …

Marta Zecca

Un primo contatto …

non sempre piace parlare dei propri

problemi, delle difficoltà che s’incontrano;

a volte, c’è bisogno di un aiuto sincero, di

un autentico ascolto,

di accoglienza e di informazioni.

Ci siamo, non siamo indifferenti

Anna Fiorani

La consulenza familiare è la capacità unica

di professionisti altamente qualificati di

entrare in contatto con le persone e

incoraggiarle a vivere una vita sodisfacente.

È importante che le persone capiscano che il

Consulente della Coppia e della Famiglia

(Consulente familiare®) può aiutare in tutti

i diversi tipi di problemi della vita quali quelli

relazionali, di coppia, familiari, di passaggio

generazionale, di cambiamento, di decisioni

importanti nella vita e molto altro che rientri

nella norma e non nella patologia.

Il Consulente familiare® è appositamente

formato per aiutare le persone a imparare a

comprendere le loro circostanze uniche e

come muoversi verso obiettivi di vita in

soddisfacenti modi individuali e relazionali.

Federico Sandrucci

Queste perle provengono da

SPAZIO FAMIGLIA (Centro di Consulenza Familiare)

c/o Parrocchia Santa Maria della Speranza

Via Cocco Ortu, 19 ROMA

—————————————————————-

“Il tuo cuore è un gabbiano che

vola libero nei cieli della vita.

Lascialo andare senza paura,

ti saprà condurre alla felicità”

       (Sergio Bambaren)

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Basta “crescere” come si deve…

CRESCENDO… SI IMPARA A FARE A MENO DI QUALCOSA….

      (purché si abbia il dono del discernimento, se no sono guai seri)

E’ proprio vero ed è la vita stessa ad insegnarcelo piano piano…

   Soltanto che questa dinamica non sembra valere per l’umanità nel suo insieme, almeno sembra non valere per quella porzione di umanità della cosiddetta Vecchia Europa.

   Sembra non valere perché, paradossalmente parlando,  la Vecchia Europa, “crescendo”, ha voluto fare a meno di qualcosa, soltanto che questo “qualcosa”  non è quel guazzabuglio di superfluità (materiali o di costume…) che l’ha accompagnata fin qui…

   Quel “qualcosa” era ed è qualcosa di importante, anzi di fondamentale e questa è la ragione per la quale, avendone voluto farne a meno, siamo arrivati a questo punto di  degrado delle relazione umane, di inquietudine, di aggressività, di “mal di relazione”…

   Scriveva San Giovanni Paolo II: “Il nostro tempo, così carico di tensioni ed avaro di tenerezza” ed anche : “C’è poca vita umana nelle famiglie dei nostri giorni”.

   Lo stesso psicologo Carl Gustav Jung osservava: “Tante nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili ad un non risolto problema religioso”.

   E la ragione di questo dilagare del “malessere esistenziale” sta proprio, per quanto riguarda la Vecchia Europa, nel fatto che crescendo ha voluto fare a meno delle cose “fondamentali” e non delle “superfluità”, ragion per cui siamo ridotti così. Ha rinunciato al “bene” ed è stato fatale essersi ridotta così “male”.

   Lo spunto per questa riflessione, che dedico a tutti  i miei amici non ancora ridotti così male, mi è stato dato da una omelia del mio precedente parroco, Don Roberto De Odorico.

   Lui sosteneva che a partire dal ‘500 (1517) la Vecchia Europa ha incominciato a voler fare a meno della Chiesa (il Protestantesimo è, in sostanza, questo). Come lo può essere chi cede alla tentazione di proporsi come nuovo “profeta” o nuovo “salvatore” dimenticando che Gesù è l’unico profeta – salvatore scelto dal Dio Padre. Tutti gli altri possono meritare il titolo assegnato loro da Gesù di “falsi profeti”. E ne pullulano tanti in questi ultimi tempi…

   Due secoli dopo, nel ‘700, (1717) la Vecchia Europa ha continuato su questa strada volendo fare a meno di Dio (la Massoneria, in buona sostanza, è questo).

   Agli albori del ‘900 (1917), la Vecchia Europa ha perseverato diabolicamente su questa tortuosa strada scegliendo di poter fare a meno di Gesù Cristo  (il marxismo  – leninismo autodichiaratosi ateo è proprio questo… con la sequela di tutti i “comunismi artigianali locali”), nel senso che se non c’è un Padre (massoneria) non ci può essere neppure un Figlio… (materialismo marxista).

   Per inciso, il 13 maggio 1917, la Madonna appare per la prima volta ai tre pastorelli  di Fatima…

   Solo coincidenze, oppure, come scrive lo scienziato Einstein: “Il caso è Dio che gira in incognito?”.

   Comunque sia, questo è ciò che è accaduto: si è finiti così “male” perché, “crescendo”, la Vecchia Europa ha scelto di poter fare a meno di “qualcosa”!

   Soltanto che questo “qualcosa” era  il “bene”, era il vero patrimonio dell’umanità…

C’è però una via d’uscita…

   E siccome è stato proprio Gesù a dire di essere la “Via, la Verità e la Vita”, forse è il caso di suggerire alla vecchia Europa dalla coscienza sonnacchiosa (ha rifiutato di riconoscere le radici giudaico – cristiane dell’Europa), di fare almeno memoria storica (se non proprio spirituale) di talune sue espressioni .

    Si tratta di cinque espressioni da leggere in sequenza logico – spirituale:

 “CERCATE PRIMA DI TUTTO IL REGNO DI DIO E IL RESTO VI VERRA’ DATO IN AGGIUNTA”.

 “SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA”.

 “IMPARATE DA ME CHE SONO MITE E UMILE DI CUORE”.

 “NESSUNO PUO’ VENIRE A ME SE IL  PADRE MIO CHE E’ NEI CIELI NON LO ATTIRA”.

 “OGNI COSA CHE CHIEDERETE AL PADRE MIO IN MIO NOME EGLI VE LA DARA’.

   Queste cinque espressioni diventano allora la Via Vera per una Vita piena ed appagante. Queste cinque soavi esortazioni indicano la direzione esatta da intraprendere, quale che sia la vocazione personale ascoltata ed accolta nell’intimo della propria anima.

   Per crescere, si diceva, è necessario fare a meno di qualcosa … e questo costa sempre caro, ma è una legge della vita.

   Parimenti, per crescere nella fede adulta, paradossalmente parlando, non è necessario, né conveniente, né da persone intelligenti fare di testa propria, ma fare a meno di fare di testa propria.

   E’ semplicemente conveniente, necessario, e da persone umilmente intelligenti, non fare a meno di Gesù… e questo non costa niente, proprio niente… è soltanto grazia.

http://www.gigiavanti.com

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LA CONSULENZA FAMILIARE per una cultura delle buone relazioni

PER LA GIORNATA NAZIONALE DELLA CONSULENZA FAMILIARE trovo queste radici:

“Possiamo rassomigliare il Consultorio ad un orologio: il direttore ne è la molla, gli specialisti le

diverse rotelle dell’ingranaggio, ma il consulente è il bilanciere. Assolve cioè un compito

particolarmente vitale per il funzionamento di tutto l’ingranaggio, perchè il movimento di tutto

l’ingranaggio sia scorrevole, preciso, equilibrato, pulsante di vita”. (Don Paolo Liggeri, 1975)

Padre Luciano Cupia, fondatore del Centro FAMIGLIA di Via della Pigna, 13/A, Roma, nel

1966, sosteneva che:  L’’80% delle persone che chiedono l’aiuto proprio della consulenza familiare

può essere tranquillamente trattato da un buon consulente familiare consapevole della sua

propria e particolare specificità e dei suoi limiti. Oltre questi limiti se la possono giocare altre

figure di specialisti evitando però le lusinghe dell’accanimento terapeutico”.

IL CONSULENTE FAMILIARE è fedele ad una caratteristica che contraddistingue la sua professionalità e la sua umanità, la caratteristica cioè di aiutare senza la volontà di salvare,

di abbracciare senza la tendenza a soffocare, di amare senza l’aspettativa di venire riamato, di proporre senza la presunzione di imporre, di annunciare senza la pretesa di voler convertire

In una  parola la caratteristica di aiutare lasciando libero ognuno di aiutarsi da sé, come meglio può e crede. Tale caratteristica della relazione consulenziale poggia su di un’asse d’equilibrio che non è fuori luogo definire l’equilibrio della tenerezza.

(Gigi Avanti, 1992)

“Vorrei spianare la ruga che hai tra le sopracciglia,

ma non esiste lifting per una ferita del cuore;

posso solo baciarla, senza farti vedere la mia”.

(Mercedes Indri De Carli)

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Il mio auspicio è che la figura (e la professionalità)

del Consulente Familiare  possa  essere meglio

valorizzata anche in quei Consultori dove  talvolta

sembra essere un po’ in ombra.

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SCUSATE EH…

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UNA BELLA STORIELLA

                                                                    LA BORSA VALORI 

                                        (ispirata alla celebre storiella dei “Caldi e morbidi”)

C’era una volta, al di là dei monti, un villaggio dove gli abitanti vivevano in armonia reciproca nonostante le difficoltà, gli imprevisti della vita, le diversità di carattere e di sensibilità.

Questa armonia di vita era stata tramandata da secoli da una generazione all’altra attraverso un meccanismo semplicissimo, quello della borsa valori.

Da questa borsa valori ogni abitante del villaggio, povero o ricco, giovane o anziano, uomo o donna, bambino o adulto che fosse, poteva prelevare in ogni momento e assolutamente a titolo gratuito quelle risorse di cui aveva bisogno per condurre avanti, in armonia, la vita del villaggio.

Perfino il prete del villaggio lo faceva, mettendosi in bella mostra per dare buon esempio. La borsa valori non stava mai in un posto fisso del villaggio, ma si spostava misteriosamente di notte quasi a voler sfidare gli abitanti ad un divertente gioco a nascondino.

Ma, si sa, non sempre i giochi finiscono bene. Un giorno, un abitante del villaggio iniziò a seminare dubbi e perplessità sulla inesauribilità delle risorse contenute nella borsa valori.

Iniziò col dire che non sembrava giusto rifornirsi gratis, che non era conveniente esagerare con i prelievi e che a lungo andare la borsa valori sarebbe rimasta vuota.

Bastò questa insinuazione a far mutare i rapporti tra gli abitanti del villaggio. Non trascorse molto tempo che in luogo dell’armonia precedente cominciarono a prendere piede tra gli abitanti del villaggio comportamenti di gelosia, di sospetto, di arroganza, di menzogna fino al punto che il contagio del dubbio iniziale toccò tutti quanti.

Tutti, tranne i bambini, che increduli e sgomenti continuarono a giocare a nascondino con la borsa valori indovinando subito dove cercava di nascondersi.

Chissà come sarà ora la vita in questo villaggio? La risposta sta nel bambino che è dentro ognuno di noi.

Gigi Avanti dal libro di Chiara Avanti – Valeria Magnante:  MAMMA, PAPA’, COME FANNO A SEDERSI LE LUMACHE (Edizioni Progetto Cultura 2013)

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Quando gli alunni diventano insegnanti

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Se potessi riportare in vita una persona qualsiasi, sceglierei…

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Gigi Avanti

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Quando insegnavo, qualche alunno era solito sottopormi testi da leggere, poesie, riflessioni… Insegnavo religione alle Superiori. Era bello questo scambio fuori dagli schemi, in totale libertà… Una di queste poesie mi era stata consegnata un sabato… Il lunedi mattina Walter non rispondeva all’appello. Era deceduto in incidente stradale la notte di sabato… Ho ancora il soave rimorso di non essere riuscito a rispondergli…Ecco la sua poesia.

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PEDALIAMO…

“L’importante nella coppia non è rendere felice l’altro, ma rendere felice se stesso ed offrire questa felicità all’all’altro”. (J. Salomè)

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PER DOMENICA 22 MAGGIO

                                                                                      COMMENTO OMILETICO

                                                                                             (Gv. 14, 23-29)

BENEDIZIONE INIZIALE:

Nel predisporre la nostra anima a gustare il nutrimento dell’Eucaristia chiediamo al Signore di rafforzare la nostra fede così che le vicissitudini della vita non la possano indebolire.

MEDITAZIONE

   In questo brano di vangelo vediamo Gesù alle prese con le ultime raccomandazioni rivolte ai suoi intimi, prima della sua dipartita. Sembra un Gesù preoccupato per la delusione che essi dovranno patire a causa sua, purtuttavia scopriamo un Gesù capace di ribaltare la situazione emotiva dei suoi uscendosene addirittura con un soave rimprovero: “Se mi amaste, dovreste godere che io vado al Padre”… e non addolorarvi.

   Paradossale che si possa godere di un lutto, di una separazione, di  una lacerazione… paradossale, ma possibile soltanto a patto di staccare la spina che alimenta il  proprio io, il proprio benessere. Possibile, invece, se la si smette di essere centrati su se stessi, possibile soltanto se si fa lo sforzo di mettersi nei panni dell’altro…

   Gesù cerca di rassicurare i suoi affinchè non si abbattano e cadono in depressione per le traversie che dovranno vivere in sua “assenza”, perché la sua non è propriamente una assenza, ma una presenza invisibile con la quale dovranno fare i conti sempre, alla quale dovranno credere onde possano continuare nell’operosità per la causa del Suo Regno.

   Sarà proprio lo Spirito che il Padre invierà su Sua richiesta a provvedere e a rinvigorire questa fede. C’è la Trinità al completo dietro questo progetto di sostegno e di rafforzamento alla fede e Gesù lo ribadisce con forza: “Ve l’ho detto ora,  prima che accada, affinchè quando accadrà, crediate”.

   Per noi cristiani di oggi, cristiani che vivono nella grande tribolazione, cristiani dalla fede mendicante e vacillante a causa del rumoroso dilagare del male, cristiani talvolta increduli e preoccupati per l’agire silenzioso e misterioso dello Spirito, questo invito a non demordere e a non cedere alla tentazione del “principe di questo mondo” a tirare i remi in barca, è quanto di più nutriente esista per la vita dell’anima.

   Alternativa non esiste. O ci si fida di Gesù o è notte fonda. O ci si fida di Gesù o il buio finisce per infiltrarsi tra le fessure dell’anima fino a rendere impossibile il camminare sulla strada della salvezza.

PREGHIERA DEI FEDELI:

Ti preghiamo, o Signore, per il Santo Padre e per tutti i consacrati alla causa del Tuo Regno affinchè resistano alle tentazioni della stanchezza e dello scoramento. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per le claustrali e i monaci che più di altri possono sentire i morsi dello scoraggiamento a causa della invisibilità della loro testimonianza. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per tutti i fedeli  laici affinchè rimangano saldi nella fede resistendo e respingendo le tentazioni che li vorrebbero rinunciatari e sconfitti. Ascoltaci, o Signore.

Ti preghiamo, o Signore, per l’uomo d’oggi che brancola nelle tenebre del dubbio e della confusione affinchè la luce dello Spirito possa raggiungerlo per condurlo sulla strada della conversione. Ascoltaci, o Signore.

BENEDIZIONE FINALE:

Rinfrancati e ristorati dal pane eucaristico e dalle parole di vita ascoltate, ti chiediamo, o Signore, di farci percepire la tua invisibile presenza così da non cadere nelle subdole tentazioni dello scoraggiamento, della delusione e della inoperosità.

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www.gigiavanti.com

http://www.omelie.org

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MAMMA MIA, CHE PAURA!

                                        IL MAGO DELLE PAURE

   C’era una volta, una volta sola, in uno dei paesi del nostro mondo, un uomo che tutti chiamavano il Mago delle Paure.

   Bisogna sapere, prima di proseguire, che tutte le donne, tutti gli uomini e tutti i bambini di questo paese erano tormentati da innumerevoli paure.

   Paure molto antiche, uscite dal fondo dell’umanità, quando gli uomini non conoscevano ancora il sorriso, l’abbandono, la fiducia e l’amore.          

   Paure più recenti, uscite dall’infanzia di ciascuno, quando l’incomprensibile della realtà va a urtare contro l’innocenza di uno sguardo, lo stupore di una parola, la meraviglia di un gesto o l’esaurirsi di un sorriso.

   Comunque di certo, ognuno, non appena sentiva parlare del Mago delle Paure, non esitava ad intraprendere un lungo viaggio per incontrarlo, sperando così di far sparire e sopprimere le paure che portava nel suo corpo e nella sua testa.

   Nessuno sapeva come si svolgesse l’incontro. In  quelli che tornavano dal viaggio, c’era molto pudore nel condividere quello che avevano vissuto.

   Un giorno un bambino rivelò il segreto del Mago delle Paure. Quello che disse parve così semplice, così incredibilmente semplice, che nessuno gli credette.

   “E’ venuto verso di me”, raccontò, “ha preso le mie mani nelle sue e mi ha sussurrato: “Dietro ogni paura c’è un desiderio”. C’è sempre  un desiderio sotto ogni paura, per quanto piccola o terrificante essa sia! C’è sempre un desiderio, sappilo”. Aveva  la bocca vicinissima al mio orecchio e sapeva di pan pepato”, confermò il bambino, il che fece sorridere quelli che ascoltavano.

   “Mi ha anche detto: “Passiamo la vita a nascondere i nostri desideri ed è per questo che ci sono tante paure nel mondo.

   Il mio lavoro, e il mio solo segreto, è di permettere a ciascuno di osar ritrovare, do osar ascoltare e di osar rispettare il desiderio che c’è sotto ognuna delle sue paure”.

   “Allora ognuno tra noi può diventare un Mago delle Paure”. Certo, è possibile, se ognuno si impegna a scoprire il desiderio che ha in sé, coperto da ciascuna della sue paure!

   Sì, ognuno di noi può scoprire, dire o proporre i propri desideri, alla sola condizione, però, di accettare che non siano sempre esauditi…

   Ciascuno deve imparare la differenza tra un desiderio e la sua realizzazione.

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(Da PARLARE, CAPIRE, COMUNICARE di Jacques Salomè – LDC) 

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