Archivi del mese: giugno 2012

MOLTO VARIE … CON ORAZIONE UMILE

                                                   V A R I E   per amici molto diversi…

“Se è pace che vuoi, cerca di cambiare te stesso, non gli altri. E’ più facile proteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra”.(De Mello)

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario: nel guardare un frutto senza mangiarlo”. (Weil)

“Cosa succederebbe se scoprissi che il mio stesso nemico si trova all’interno di me stesso, che sono io pertanto ad avere bisogno dell’elemosina della mia amabilità, che sono io il nemico da amare?” (Jung)

“Che cosa è Dio” domanda il bambino. La madre lo stringe fra le braccia e gli chiede: “Che cosa provi?” “Ti voglio bene”  risponde il bambino”. “Ecco, Dio è questo!” (Kieslowski)

“Per un pipistrello il paradiso è pieno di pipistrelli”.

                                PERDONAMI, SIGNORE

Perdonami Signore se durante la vita mi sono dato troppo da fare per piantare grossi tronchi, per costruire grandi edifici. Perdonami se ho gridato per  farmi ascoltare da tutti, se ho calcolato con precisione ogni cosa per non sbagliare… Fammi capire, finalmente, che da un piccolo seme nasce un grande albero, che solo costruendo sulla roccia dura può sorgere un grande edificio. Fammi capace di ascoltare il silenzio che fa crescere le foglie e lentamente dipinge i fiori Con i colori del cielo.

                  (Giovanni Ferrotti da “LA PAROLA E IL SILENZIO” – Ed. Gabrieli)

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POESIE DI FRANCESCO

  HO SOGNATO IL SOLE

Ho guardato il sole ed ho visto i tuoi occhi.  Ho guardato l’immensità del cielo ed ho visto le tue labbra. Ho pensato al mare ed ho visto il tuo sguardo. Ho sognato prati in fiore e fiumi d’acqua pura e ho visto il tuo cuore.    Ti ho pensato mentre sognavo    e mi sono convinto che non esisti,    ma svegliandomi e vedendo il sole    ho capito che ci sei.                                       (Francesco Avanti, 13 anni)

                  HO RUBATO UNA STELLA   Ho rubato una stella all’universo per metterla al tuo fianco. Ho cercato un rarissimo fiore per farne con i suoi petali il suo letto. Mi hai fatto promettere di amarti fino alla morte ed io ti ho detto “anche oltre”… Ti porterò la gioia di un bimbo quando sarai triste… Ti offrirò me stesso quando sarai sola…                                   (Francesco Avanti, 13 anni)

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PENSIERO DI RONDINE…

                 

Una rondine volava libera e tranquilla nel firmamento d’azzurro intenso. Ad un tratto un proiettile le colpì un’ala facendola piombare dall’alto in giù…    Fu poco prima d’arrivare a terra    che la rondine pensò: Vorrei un giorno poter volare ancora in questo cielo, ma   senza preoccupazione e paura. Vorrei un giorno vagare ancora libera e felice come un pensiero d’amore che attraversa lentamente e pacatamente il cuore. Vorrei essere un pensiero libero nell’animo degli uomini per volare di qua e di là rendendoli felici e puliti da ogni preoccupazione. Vorrei un giorno poter sorridere e portare il mio sorriso alle persone tristi e disperate. Vorrei poter avere una bacchetta magica che crea arcobaleni d’amore e d’amicizia e sparare questi arcobaleni nelle persone per farle pentire… E poi, in punto di morte, fece quest’ultimo pensiero… Vorrei essere un pensiero, sì un pensiero, per poter rendere felici le persone, vorrei essere qualcosa d’importante per qualcuno. Poi finì di pensare e morì lì, sola sul prato, con l’ala sanguinante… Chissà se i suoi pensieri potranno un giorno diventare realtà…magari pensando che potrebbe essere ognuno di noi quella dolce e povera rondine.                                                                              (Francesco Avanti 12 anni)

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N O T T E…………………

                                                          Notte, beltà tua mi reca li antichi sogni, e mi ritrovo curvo a mirar gli steli dall’iperboreo spiro mossi.    E quando per le desolate vie    funeree danzano le foglie al sidereo chiaror    e le cime degli arbusti fan si per toccarsi, odo nella voce tua il pianto della nativa mia terra, e miro quei monti che il mio cor fan si puro e beato.    Miro Eterno le valli dal sol baciate,    e li agili fiumi, ristoro più volte    all’arida mia bocca, che lesti e infiniti, di limpida acqua, bagnan gli assetati arbusti che sul letto dorato stendon le fronde.    E le bianche vette, degli dei unica dimora,    farsi vermiglie al sol del vespro.    E faggeti di verdi luci infiammarsi, quando il più bel astro nostro, tra le fitte foglie, la luce irradia a quell’ombrose e brune terre.    E miro il savio bracciante, orgoglio    e fortuna del crudel nostro mondo,    guardar commosso le cime sue, e, stanco del genuino agreste lavoro, portar nella stalle le pingui giovenche, che non le scovi la famelica volte.    Queste cose tutte vedo nell’intimo mio,    e il triste animo si fa lucente ed eterno    per memoria delle sue gioiose terre. E il vento che pria mi fea sentir solingo e mesto, ora col cuor commosso ringrazio dell’eternità che mi fa grazia di goder in così tale umile corpo.                                             (Francesco Avanti, 18 anni)    

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ALLORA, COME LA METTIAMO… SIETE DISPOSTI O NO…?

Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altri e ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi? A ignorare quel che il mondo vi deve e a pensare a ciò che voi dovete al mondo? A mettere i vostri diritti in secondo piano, i vostri doveri come cosa prioritaria e dare un po’ di più? Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi e a cercare di guardare dietro i volti per vedere il cuore? A capire che la sola ragione della vostra esistenza non è ciò che voi avrete dalla vita, ma ciò che darete alla vita? A non lamentarvi di come va l’universo e cercare intorno a voi un luogo in cui potete seminare qualche granello di felicità? Siete disposti a fare queste cose sia pure per un solo giorno? Allora per voi Natale durerà per tutto l’anno.                                                                                       (Henry Van Dike)

 

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QUESTIONE DI BISOGNI (tanto per pettegolare su maschi e femmine…!)

 

   Non avevo mai capito perché i bisogni sessuali degli uomini e delle donne fossero così differenti. Non avevo mai capito tutte quelle storie di Marte e Venere. E, soprattutto, non avevo mai capito perché gli uomini riflettessero con la testa e le donne con il cuore…    Una notte della settimana scorsa, mia moglie ed io ci siamo coricati, abbiamo cominciato a palpeggiarci un po’ ovunque.    Io ero già arrapatissimo e credevo fosse reciproco, dato il carattere esplicitamente osè delle nostre carezze… Ma in quel preciso momento mi dice: “Ascolta…ora non ho voglia di fare l’amore, ho soltanto voglia che tu mi stringa forte tra le tue braccia, mhm”. E ho detto: “COSA?!?!”.    Allora lei mi ha detto le parole magiche: “Tu non sai entrare in contatto con i miei bisogni emotivi  di donna…”.    Alla fine ho capitolato e, rassegnato, mi sono convinto che quella notte non avrei scopato e così mi sono addormentato.

   Il giorno seguente siamo andati a fare shopping al centro commerciale. Io la guardavo mentre provava tre vestiti belli ma molto costosi. Siccome non riusciva a decidersi, le ho detto di prenderli tutti e tre . Allora, tutta emozionata e motivata dalle mie parole comprensive mi ha detto che avrebbe avuto bisogno anche di un paio di scarpe con cui indossarli, al che ho detto che mi sembrava giusto.    Dopo siamo passati dalla bigiotteria, da dove è uscita con dei braccialetti tempestati di diamanti. Poverina…se l’aveste vista…. era emozionatissima…Penso che credesse che stavo impazzendo, ma, a dire il vero, non mi sembrava che se ne preoccupasse molto…    Credo pure che mi stesse mettendo alla prova quando mi ha chiesto, innocentemente, un costosissimo vaso cinese per arredare la mensola del camino…    Ma penso di aver distrutto tutti i suoi schemi mentali quando le ho risposto ancora di sì! A questo punto sembrava quasi eccitata sessualmente…avreste dovuto vedere il suo viso! Ed è proprio in quel preciso momento che, col suo più bel sorriso da quando siamo sposati, mi ha detto: “Andiamo a pagare alla cassa!”.    E’ stato molto difficile trattenermi dal ridere quando le ho detto: “Ascolta amore, no, credo che ora non ho voglia di comprare tutta questa roba!”.    Avreste dovuto vedere il suo viso, davvero; è diventata molto pallida e lo è rimasta quando io ho aggiunto: “Voglio soltanto che tu mi stringa forte tra le tue braccia…”.    E nel momento in cui il suo viso cominciava a cambiare colore e a riempirsi di collera e odio, ho semplicemente aggiunto: “Tu non sai entrare in contatto con i miei bisogni finanziari di uomo…”.    Credo che non tromberò più prima della primavera del 2017…                                                                                                                                      (autore sconosciuto)

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ALLA MORTE DEL NONNO (Valmasino 5.10.1999)

…    E volando vai nelle nevi e sui ghiacciai rischiarando… …Io non so ove tu sia adesso… Forse è un’illusione ed un  pueril sognar che mi spinge a scorgerti volar… E sulle inaccessibil cime delle montagne tue…nella notte…voli. …E qualcuno laggiù ti piange, piange la tua assenza e freddo sarà il suo letto senza te, fredda la sua anima.    E intanto volando vai a rincorrer gli ultimi raggi dorati    e d’albe dorate ti vestirai…

Sorridente e dolce mi piace immaginarti…

E a quel tuo amico che ti pianse…e che mesto davanti al tuo giaciglio ti salutò…riscalderai l’inverno con i tuoi ricordi. Bruciano infatti più dolcemente i ricordi nella fredda ed ancestrale notte novembrina.

Tu lo riscalderai con fiamma di memoria quando nel freddo mese solo se ne starà davanti al suo camino e scorerrano le lacrime sul vetusto viso.

E la donna tua che piangendo ti preparò e scelse con amore la bella ed estrema veste guarderai dalle finestre…fluttuando te ne andrai tra le nebbie…e ad ella che col capo chino nel solaio andrà a prendere un altro pezzo di legna per scaldare il vuoto, tu le rivolgerai parole d’amore…e con occhi colmi di gioia la lascerai  “a presto”… sussurrandole. E poi ancora sù, tra le nevi perenni sulle cime…che rosee al tramonto divengono… e giù nei boschi baciati dalle prime nevi…sugli alberi spogli e nelle caverne ventose… nel tuo fiume …nelle tue valli…voli…sì…io è così che voglio immaginarti adesso… che volando vai nelle nevi e sui ghiacci rischiarando… (Francesco, 18 anni)

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