ARTE VERA

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7 luglio 2019 · 15:10

SENZA TITOLO

Se lo leggo lo capisco,             

se lo vedo lo credo,                 

se lo faccio lo so.

(Proverbio cinese)

 

“A volte “essere razionale” può non essere un sintomo di precisione, ma il sintomo di una malattia seria”. (Anonimo)

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PRO MEMORIA

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Una boccata d’aria fresca e pura

EMOZIONI POETICHE  (Luciano De Giovanni)

 “Vivere è vivere, morire è morire, ma scrivere è obbedire”.

 “Il nostro distratto trascorrere da vita a vita”.

 “Il silenzio è il parlare dell’universo”.

 “Ogni incontro apre una relazione, dà vita a una storia nuova, crea un’amicizia”.

 “…come se qualcuno mi dettasse dentro / pensieri che non portano parole / e le parole crescessero sole”.

 “Il rapporto con il mistero si è aperto e arricchito, la relazione con Dio diventa un’amicizia in cui ciascuno deve qualcosa all’altro: questo fonda un’etica nuova”.

 “Chissà cos’è importante? Per la rugiada  tutto il verde del prato”.

 “Chiamati per un momento a partecipare dell’universo, e subito ci mettiamo a criticare”.

 “Siamo andati così lontani da Te che, prima o poi, ci dovrai venire a prendere per mano”.

 “Il mio Dio è silenzioso, di un silenzio mite: Forse ha bisogno di un sogno, ma non lo dice”.

 “A volte, dimenticando che sei sulla croce, ti chiedo aiuto”.

 

 

 

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IMPARARE… SUBITO

CAROTE, UOVA E CAFFE’…   (ovvero tre maniere per affrontare le avversità della vita)

   Una giovane ragazza andò dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva  tanta voglia di piantare tutto; era stanca di combattere contro le avversità della vita. Sembrava che, non appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose. La madre la portò in cucina. Riempì tre pentolini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo pentolino mise una carota, nel secondo  un uovo e nel terzo una manciata di caffè macinato. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente. Dopo circa venti minuti spense  il fuoco. Tirò fuori la carota e la mise su un piattino. Così fece anche con l’uovo e infine versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi”. “Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.  La madre le chiese allora di avvicinarsi e di toccare la carota. La figlia lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere l’uovo e di romperlo. Dopo avergli tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura. Infine disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al semplice contatto con il profumato aroma del liquido che beveva. Poi chiese alla madre: “Che cosa significa tutto questo?” La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla medesima avversità: l’acqua bollente. E ognuna aveva reagito in maniera diversa. La carota era entrata forte e dura nell’acqua bollente, ma dopo aver lottato si era rammollita e indebolita. L’uovo era invece entrato fragile nell’acqua bollente e il suo interno era protetto dal guscio sottile, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito. Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e l’aveva trasformata…

“Con quale delle tre ti identifichi”? chiese la madre alla figlia. “Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la carota, come l’uovo o come il  caffè macinato? Chiediti sempre a quali di questi tre rassomigli… Fai come la carota che sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza o dell’avversità diventi soffice e rammollita e perdi la tua forza? Oppure fai come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambi con il bruciore delle avversità?  Avevi un buon carattere e un’indole serena  che a causa della sofferenza causata dalla morte di una persona cara o di una depressione o di un affare andato a male o a qualche altra prova sei diventata indurita e gelida?  Forse il guscio esterno del carattere sembra essere rimasto lo stesso, ma all’interno del tuo cuore non ti senti forse indurita, amareggiata,  gelida, scontrosa? Oppure sei come il caffè macinato?  Se osservi bene esso trasforma l’acqua, cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua si scalda e diventa bollente, il caffè comincia ad emanare il suo aroma e la sua fragranza… Se sei come il caffè, quando le cose cominciano ad andare per il verso storto, tu potrai tirare fuori il meglio di te fino a cambiare la situazione che ti da sofferenza… Quando ti senti male  e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi di elevarti ad un altro livello? Come reagisci di fronte alle avversità? Sei come una carota, come un uovo o come il caffè macinato?” La ragazza rimase silenziosa nell’ ascoltare. Poi la madre continuò: “La mia esortazione è che tu possa avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte e abbastanza sofferenze da farti rimanere umana, e abbastanza speranza da renderti felice .Le persone più felici, infatti, non sono quelle che hanno il meglio, ma quelle che sanno tirare fuori da sé stesse il meglio da quello che la vita riserva loro. Il futuro più luminoso sarà sempre basato su un passato dimenticato. Non puoi avanzare nella vita se non lasci perdere gli sbagli del tuo passato e tutto quello che ti fa soffrire. Quando sei nato piangevi e tutti intorno a te ridevano. Vivi la tua vita in modo tale che, alla fine tu riderai mentre gli altri piangeranno.”   (Anonimo)    

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SASSOLINI DALLE SCARPE…tolti!

                                        I TRASFORMISMI SATANICI

  (ovvero del desiderio che si autopromuove a diritto)

 (ovvero del riconoscimento dei bisogni e non della rivendicazione dei diritti)

 

   Del “desiderio” che si autopromuove a “diritto” ho già avuto modo di argomentare. Del “desiderio di avere”  quello che piace,  al diritto di appropriarsene,  già ho scritto.

   Tutta la letteratura scientifico-psicologica  si trova d’accordo nel sostenere che fare solo quello che piace fa rimanere nella fase infantile, laddove invece accettare, senza troppe storie, di fare anche quello che costa promuove alla fase adulta.

   Di altro desidero trattare oggi: della libertà. La libertà è il dono sommo del Creatore, ma si è rivelata ben presto come una lama a doppio taglio.

   Si possono operare scelte di libertà adulte e intelligenti (la vera libertà è quella “dal male”) oppure anche scelte infantili e discutibili (la libertà di fare quello che piace, di fare una cosa e il suo esatto contrario, di fare il bene e il male…).

   Mi sembra di poter pensare che l’uomo moderno abbia ancora una volta adoperato questa categoria al maniera del “desiderio – diritto”…

   Ho letto uno dei cartelli più satanicamente eloquenti al riguardo: “diritto di abortire” il che equivale a poter liberamente scegliere di “operare” il ben” e “il male”.

   Questo inganno delle origini è il medesimo nel quale è naufragata la cultura d’oggidì e le conseguenze non hanno certamente i colori dell’arcobaleno.

   E se il “desiderio di avere” nascondesse il “bisogno di essere” quello che ti piace avere? E se il desiderio di avere “quel frutto buono, gradevole e bello a vedersi” fosse l’invito “ad essere tu buono , bello a vedersi, gradevole” nel rapporto con il tuo uomo o con la tua donna?

   Se cedere al desiderio frettolosamente ha rappresentato un guaio serio per tutta l’umanità, non potrebbe essere che la soluzione del problema stia nel “aver fame insieme e non mangiarsi l’un l’altro”?

   Aggiungo poi una ulteriore considerazione. Tutti i pensatori sani concordano nel ritenere che la crescita e la maturazione dell’essere umano avvenga tramite e grazie alla soddisfazione dei bisogni (e Dio voglia che si sappiano presto riconoscere quelli primari e gli altri a seguire…).

   La crescita e maturazione dell’essere umano non avviene assolutamente attraverso la “rivendicazione dei diritti”… con quasi buona pace dei sindacalisti d’ogni razza, specie, genere e appartenenza… tanto meno attraverso la rivendicazione dei diritti cosiddetti civili  (aborto, unioni non naturali, uteri da affittare…).

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Che bello sentire Gesù parlare così familiarmente…

«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro.».

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