Archivi categoria: Aforismi, poesie

Una serie di scritti, suggestioni, aforismi ed emozioni raccolti nel corso del tempo

Si chiama Pietro, è il nostro quinto nipotino…

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di | 14 aprile 2015 · 09:53

IN ATTESA DEL RISORTO…SENZA CARNE E OSSA

NEI PANNI

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CHE ANAGRAMMI!!!

Per coloro che sono ghiotti di “anagrammi”… Quando Pilato chiese a Gesù “Cos’è la verità” Gesù fece silenzio… perché in quel silenzio c’era la risposta in carne e ossa. Mi spiego: se si anagramma (in lingua latina) la domanda di Pilato QUID EST VERITAS si ottiene la risposta EST VIR QUI ADEST (che tradotto vuol dire E’ L’UOMO QUI PRESENTE). Della serie… quando il silenzio è più eloquente della parola, anche perché in Gesù SILENZIO E PAROLA coincidono.

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SEMPRE SUL FUTURO CHE E’ AL SICURO… occupiamoci del presente

Sempre continuando a meditare a proposito di quanto scrivevo …IL FUTURO E’AL SICURO… OCCUPIAMOCI DEL PRESENTE…..vivendo relazioni interpersonali nel qui ed ora, col sorriso… tanto dalla vita non si esce vivi…mi viene da aggiungere questo. Una ricerca dell’Istituto Canadese sulle cause dello “stress” da questo risultato: sono soggette allo stress nella misura del 24% di tutte le persone studiate nell’arco di dieci anni quelle che non sono ancora riuscite a “stabilire cosa è veramente importante nella vita” (gerarchia di valori, progetto di fondo, causa del Regno di Dio… e il resto verrà dato in aggiunta?). Nel libro LE LETTERE DI BERLICCHE (S.C. Lewis) il diavolo anziano che insegna al nipotino a tentare “come si deve” l’uomo onde farlo cadere in tentazione… suggerisce di distorglielo dal “presente facendolo preoccupare del futuro perché “il presente è l’unico punto di contatto tra l’eternità e il tempo” e lì abita il Nemico Dio… Quando si vive troppo preoccupati del futuro, ci si avvelena il presente delle relazioni personali…Il futuro è al sicuro… se no è stress totale…

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PROVIAMO A LASCIARCI ANDARE A CREDERE… PRIMA DI VOLER CAPIRE

COMMENTO OMILETICO (domenica 15 marzo 2015 – Gv.3.14 – 21)
MONIZIONE INIZIALE: nel prepararci alla celebrazione dei sacri misteri in questa domenica di quaresima predisponiamo la nostra anima ad accogliere con letizia il nutrimento della Parola e del Pane, unica garanzia di salvezza e di vita eterna.
COMMENTO: Quando si è alle prese con il problema di far capire bene a qualcuno qualche concetto si ricorre all’uso di tutti gli strumenti adatti, da quello di una logica stringente a quello delle metafore o immagini o similitudini. La cosa si complica quando le realtà da spiegare sono oltre i confini del percepibile. E qui si devono fare i conti con i limiti della capacità umana di “capire”, di conoscere, limiti da accettare umilmente senza intestardirsi a volerli oltrepassare o, peggio ancora, senza correre il rischio di condurci alla soglia del delirio “razionale” secondo il quale “se una cosa non riesco a capirla ho tutto il diritto di sospettarne la non esistenza o addirittura di negarla”… Per scongiurare tale rischio basterebbe molto semplicemente accedere al livello dell’intelligenza “spirituale” che entra in gioco proprio quando il livello “razionale” comincia a fare acqua… Così come scrive Confucio: “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto” ed anche cosa sussurra questo anonimo: “L’ultimo passo della ragione è quello di ammetere che vi sono cose che la superano”.
Nel brano di vangelo di oggi troviamo l’evangelista Giovanni proprio alle prese con questo problema, quello di far capire che il mistero di Cristo va dapprima “accettato” perché se ne possa poi veramente capire qualcosa… Si percepisce, nella lettura di questo brano, tutta la foga dialettica dell’evangelista (compreso il ricorso alla metafora “tenebra – luce”). C’è un verbo, però, usato da Giovanni, che fa capire come mai l’uomo si incaponisca a non volersi lasciare invadere dalla luce del mistero ed è il verbo contenuto nella seguente espressione: “Gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce”. L’accento è quindi posto sulla “volontà” più che non sulla intelligenza… Come dire che l’ostacolo principale al “credere” è il voler prima “capire”. Il mistero di luce nel quale si viene immersi nel momento stesso del proprio venire alle luce… ha bisogno forse di essere dimostrato esistente… L’evidenza non si dimostra, si usa dire in filosofia… Preferire le tenebre, sebbene immersi nel fulgore della luce, attiene di più ad una sorta di schizofrenia razionale che non ad una operazione di sana funzionalità razionale. Anche Einstein avrà modi di affermare: “Chi non accetta il mistero, non è degno di vivere”.
Il brano di vangelo di oggi scuote dalle fondamenta l’edificio della presuntuosa razionalità e conduce l’uomo alle soglie della fede. E per oltrepassare questa soglia occorre più grinta che ragionamento, più slancio che calcolo, più cuore che testa. C’è di mezzo la riuscita finale del vivere, c’è di mezzo la salvezza, la vita eterna… Non ci sono di mezzo, quando ci si imbatte nel mistero di Gesù, il prestigio personale culturale da affermare o la profondità intellettuale da ostentare… Quando si viene avvolti dalla luce del mistero di Gesù è conveniente e risolutivo lasciarsi andare a goderne tutto il calore al livello dell’anima… lasciando il livello terra terra della fredda razionalità… Quando ci si rende conto che la luce è venuta nelle tenebre proprio per sbaragliarle non c’è tempo da perdere nell’intestardirsi a voler capire, ma bisogna saper godere subito di non poter capire… e riconoscere che anche questo godimento interiore è grazia. L’atteggiamento di chi pretende di voler capire prima di decidersi a credere è diametralmente opposto all’atteggiamento di fede, quella fede che precede e quasi strappa i miracoli operati da Gesù. Ma chi lo riesce a “capire” questo Dio che per noi fa tutto “gratis”, cioè per amore e chi lo riesce a “capire” questo Gesù che paradossalmente attribuisce il merito dei suoi miracoli ai miracolati stessi?(“La tua fede ti ha guarito….”). E’ stato scritto: “Il cuore ha delle ragioni che la ragione non capisce”… per fortuna! La mente è fatta per “capire” e il cuore è fatto per “amare”…e il suo DNA (curioso acronimo che potrebbe significare Destino Naturale Amore) è stato impresso proprio dal Creatore nel profondo dell’anima. Oppure si pretende di voler “capire” anche questa predilezione di Dio per il cuore prima di decidersi a credere?
PREGHIERA DEI FEDELI:
Ti preghiamo, o Signore, per Papa Francesco e per tutti i Vescovi perché continuino ad annunciare il mistero di Cristo senza cedimenti e senza paura. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per tutti i sacerdoti e i religiosi e le religiose affinché offrano i loro sacrifici e le loro orazioni nascoste senza cedere alla tentazione della stanchezza. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per tutti coloro che sono impegnati per la causa del Regno di Dio affinché non li turbi o scoraggi il presunto avanzare delle tenebre del male. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per gli uomini di scienza affinché percepiscano il fascino discreto della Scienza di Dio. Ascoltaci, o Signore.
BENEDIZIONE FINALE:
Confortati e nutriti alla mensa della Parola e del Pane, chiediamo al Signore che benedica la nostra volontà di bene affinché guidi e accompagni la nostra anima sui percorsi della luce senza che la paura delle tenebre la ostacoli o la faccia desistere.
http://www.omelie.org
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A PROPOSITO DEL TEMPO “CHE PASSA” O CHE “TRASCORRE” O CHE “SI PERDE”…

IL TEMPO E’ TROPPO LENTO PER CHI ASPETTA,

                  TROPPO RAPIDO PER CHI HA PAURA,

                  TROPPO LUNGO PER CHI SOFFRE,

                  TROPPO BREVE PER CHI GIOISCE.

                  MA PER CHI AMA NON C’E’ TEMPO.

                                                               (H. Van Dike)    

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MEMORIA E … RICORDI (anniversario scomparsa di P. Luciano Cupia, 26 febbraio 2014)

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Che ne dite? E’ il piccolo PIETRO con i nonni Maria e Gigi…

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UN AUGURIO PER TUTTO L’INVERNO…

UN PROVERBIO AL GIORNO… TOGLIE IL MALIGNO DI TORNO….
1) Chi non si oppone alla violenza, la raddoppia.
2) Tutto ciò che potrai serrare nelle tue mani morte, sarà quanto avrai donato con mani vive.
3) Se hai un amico, va’ spesso a trovarlo perché le spine e le siepi invadono la via che non è percorsa.
4)L’avaro scorticherebbe anche un pidocchio per ricavarne la pelle.
5) Quando la rabbia ti fa sputare contro il cielo, finisci sempre con lo sputarti in faccia.
6) Spesso il desiderio di ciò che non hai, non ti permette di godere ciò che hai.
7) Se vuoi che si conservi il tuo segreto, perché non lo conservi tu stesso?
8) Non è necessario dipingere il diavolo sulle pareti di casa, ci viene da solo.
9) Chi vuol fare una cosa trova un mezzo, chi non vuole fare nulla trova una scusa.
10) Anche un uomo di bassa statura può proiettare una grande ombra.
11) Gli occhi, attraverso le lacrime, vedono bene il cielo.
12) Un solo dito non riesce a prendere una pulce.
13) Dio non ci ha costruito i ponti, ma ci ha dato le mani per poterli costruire.
14) Non sbattere mai una porta dietro di te, potresti desiderare di riaprirla.
15) La menzogna può correre un anno, in un giorno la verità la raggiunge.
16) La felicità non è altro che la gioia di rendere felici gli altri.
17) Nessuno va in Paradiso con gli occhi asciutti.
18) E’ meglio accendere una candelina che maledire l’oscurità
19) Non dare agli altri ciò che non t’importa di perdere.
20) Un sorriso costa meno dell’elettricità, ma dona molta più luce.
21) Furono donati gli occhi ad un cieco, pretese anche le sopracciglia.
22) Ogni seme di amore, presto o tardi fiorirà.
23) La cruna d’un ago può ospitare due amici, ma il mondo è troppo piccolo per due nemici.
24) Chi cerca amici senza difetti, resta senza amici.
25) Meglio la pace che la vittoria.
26) Ci vuole tutta una vita per imparare a vivere e tutta una vita per imparare a morire.
27) Stai in silenzio, oppure sappi dire qualcosa che valga di più del silenzio.
28) La preghiera ci fa diventare ciò che siamo.
29) Non si rinfaccia un torto, né a un vivo né a un morto.
30) Gli uomini sono miseri perché non sanno vedere né capire i doni che sono accanto a loro.
31) Non c’è che un errore e una disgrazia al mondo, ed è di non amare mai abbastanza.

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CASA DELLA TENEREZZA (Perugia…)

Domenica 11 gennaio siamo stati, Maria ed io, alla Casa della Tenerezza (Perugia, zona Montemorcino) a trattare un tema particolare   BEATI I CONIUGI MISERICORDIOSI… PERCHE’ OTTERRANNO MISERICORDIA. L’invito era rivolto a  persone ferite nella relazione coniugale.. Il nostro cuore ha affiancato per un po di tempo i cuori sofferenti per tirchieria, inerzia, cessazione d’amare… Lo abbiamo fatto altre volte… abbiamo cercato, crediamo, con discrezione di far passare il concetto che “essere misericordiosi” oltre a costituire una modalità di riconciliazione con il passato quale che esso sia stato (“il perdono non cancella il passato… ma apre a un futuro”), può costituire una modalità consueta e congrua di relazione  di tipo preventivo in grado di scongiurare il pericolo di tutte quelle inerzie, fragilità e tirchierie o tante di quelle forme di quei “tradimenti in incubazione”  non di rado presenti in alcune situazioni coniugali. Ringraziamo Dio per queste opportunità che ci offre di poter fare conto sempre sulla Sua Misericordia e lo ringraziamo anche per aver suggerito a Don Carlo Rocchetta di “inventare” questa CASA DELLA TENEREZZA… e ringraziamo tutti gli amici sposi che vi collaborano (Stefano e Barbara in primis…) assicurando loro orazione e affetto vero. 

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