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Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

“IO SONO PIU’ FORTE DI TE!”….. “PROPRIO SICURO?”

Un giorno il Sole e il Vento si misero a discutere chi di loro due fosse più forte, proprio come due ragazzi. Ma, a forza di “sono io”, “no, sono io”, non concludevano nulla. A un tratto videro giù, lontano, in mezzo alla campagna un viandante che solo solo, ravvolto nel suo mantello, se ne andava per i fatti suoi. Disse il Vento al Sole: “Ecco, facciamo la prova, chi riesce a togliere il mantello a quel poveraccio è  il più forte”. Accettato. Cominciò il Vento a soffiare gelido alla velocità di 100 Kilometri l’ora, tanto che quel poveraccio per non essere sbatacchiato per terra da quell’improvvisa sfuriata, si rannicchiò dentro una quercia serrandosi stretto stretto il mantello. E più il Vento soffiava,  più quello lo  teneva stretto, acciambellandosi tutto, tanto che il Vento, stanco, rinunciò. Toccava al Sole. Cominciò ad accarezzare con i suoi raggi caldi il vecchio infreddolito e, adagio adagio, a farsi sentire sempre di più. Il vecchio si crogiolava tutto a quel calorino e per goderselo… aprì il mantello… poi se lo tolse dalle spalle, e si sarebbe tolto anche la giacca, per stendersi tutto a quel ben di Dio. Così, vinse il Sole. (A. Fascianelli) 

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IL PIANETA DALLE MANI CHIUSE… (per ragazzi e ragazze in gamba…)

C’era una volta un pianeta molto bello, con praterie sempre in fiore, boschi pieni di alberi e torrenti d’acqua limpida. Era un pianeta dove   anche gli animali vivevano in mansuetudine e dove ognuno avrebbe desiderato abitare. Questo pianeta non era abitato da molte persone, ma, non si sa come, tutte avevano una strana caratterstica: ognuna, uomo o donna, anziano o bambino, ragazzo o adulto aveva le mani chiuse, a pugno. Tra le perone di questo pianeta c’era anche una vecchietta solitaria e sognatrice che ricordava storie antiche e tempi migliori e che, osservando quanto succedeva oggi, scuoteva tristemente il capo. E non le si poteva dare torto. Con le mani chiuse a pugno, infatti, non si può salutare nessuno, non si possono stringere le mani… Per questo quindi non esisteva amicizia sul pianeta, nessuno riceveva doni o faceva regali, la gente era facile a litigare, a respingersi, ad allontanarsi. “Come è triste la vita su questo pioaneta – diceva tra sè e sè la vecchietta – la gente non sorride mai, ha sempre il volto cupo”. Inoltre, tenendo le mani chiuse lungo il corpo , la gente le sentiva pesanti al punto da fare quasi male e, quando le usava, le adoperava come mazze per arraffare le cose e per allontanare gli altri… “Non cambierà mai nulla su questo pianeta” pensava la vecchietta.

Un giorno, però, un bellissimo giorno, sul pianeta dalle mani chiuse arrivò un giovane. Era simile a tanti altri giovani, ma aveva una caratteristica, aveva le mani aperte. Sì,  a differenza degli altri, questo giovane aveva le mani aperte, tendeva le mani a tutti, sorrideva a tutti, voleva fare amicizia con tutti… Quello che aveva non lo teneva per sè, ma lo donava agli altri. E poteva farlo semplicemente perchè aveva le mani aperte. La vecchietta osservava meravigliata e pensava: “Come sarebbe bello se tutti avessero le mani aperte!”

Il giovane cominciò a parlare alla gente, a suggerire loro di aprire le mani, a spiegare che era bello avere le mani aperte: ci si poteva salutare, scambiare doni, i bambini potevano giocare a palla, i ragazzi suonare la chitarra, gli innamorati accarezzarsi, i nonni prendere in braccio i nipotini…

Furono proprio i ragazzi, i giovani che, di lì a qualche giorno, iniziarono a seguire l’esempio dell’uomo dalle mani aperte. Cominciarono anch’essi ad aprire le mani e sembrò loro di rinascere. Si accorsero anche che le mani non erano più pesanti e che non facevano più male. La vecchietta era felice, ma anche trepidante per lo strano comportamento dei grandi. “Chissà perchè gli adulti non si decidono ancora ad aprire le mani” pensava tra sè e sè. Infatti gli adulti si mantenevano sospettosi a distanza e nessuno di loro aveva ancora aperto le mani. Anzi, un giorno, temendo che il giovane dalle mani aperte potesse sconvolgere l’ordine e la tranquillità del pianeta, tramarono per ucciderlo.

La sera di un piovoso giorno d’autunno lo presero e gli dissero a brutto muso: “Tu dici di apprire le nostre mani come tu hai aperto le tue. Così facendo sappiamo come si incomincia , ma non sappiamo come va a finire. Quindi tieniti per te l’invito. Anzi, dal momento che per te è così importante avere le mani aperte faremo in modo che tu non le possa richiudere più”. E così dicendo cominciarono a spintonarlo, ad insultarlo, a picchiarlo e finirono poi per inchiodarlo a braccia allargate a a mani aperte su un pezzo di legno. Dopo di che lo innalzarono per farlo vedere a tutti proprio sulla collinetta vicino al prato dove abitava la vecchietta… Infine alla folla attonita e sgomenta dissero: “Ecco, ora sarà soddisfatto. Avrà sempre le mani aperte”. E così dicendo se ne andarono via. La vecchietta piangeva sconsolata. Aveva cominciato a voler bene al giovane dalle mani aperte e diceva tra sè e sè: “Perchè lo hanno fatto? Non faceva niente di male!” Di lì a poco gli adulti del pianeta si riunirono in assemblea e proibirono ai giovani e ai ragazzi di avere le mani aperte e decretarono severe punizioni per i trasgressori. Tutto sembrava tornato come prima. La vecchietta piangeva e pensava: “Non cambierà mai nulla su questo pianeta!”.

Una sera, il sole era appena tramontato, la vecchietta vide arrivare una ragazza sotto il legno dove era appeso il giovane dalle mani aperte. La vide guardarsi attorno sospettosa e poi timidamente rivolgere lo sguardo verso il giovane, aprire le sue mani, mostrargliele, sorridere, salutare e scappare via. Da quella sera altri giovani e ragazzi  fecero la stessa cosa. Ogni sera quache giovane arrivava sotto il legno dove era appeso il giovane dalle mani aperte e se ne tornava via sorridendo con le mani aperte. La vecchietta aveva smesso di piangere, si sentiva serena ed un giorno fu vista partire per un altro pianeta…

NON SI SA COME ANDO’ A FINIRE LA STORIA SU QUESTO PIANETA. SE L’EBBERO VINTA I GRANDI DAI PUGNI CHIU E DAL VOLTO CUPO O I RAGAZZI E I GIOVANI DALLE MANI APERTE E DAL VISO SORRIDENTE.

LA RISPOSTA STA NEL PROFONDO DEL CUORE DI OGNUNO DI NOI…. 

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A PROPOSITO DI INTELLIGENZA RAZIONALE… E DI INTELLIGENZA integrale o SPIRITUALE!!!!

Un giorno un professore universitario mise alla prova gli studenti con questa domanda: “Dio ha creato tutto ciò che esiste?”. Uno studente, diligentemente, rispose: “Sì, certo!”. “Allora Dio ha creato tutto, rintuzzò il professore”. “Certo!” affermò lo studente.  Il porfessore continuò: “Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poichè il male esiste e, secondo il principio che afferma che noi siamo ciò che produciamo, allora Dio è il Male”. Gli studenti ammutolirono a questa asserzione. Il professore, piuttosto compiaciuto di se stesso, si vantò con gli sstudenti per aver provato per l’annesima volta che la fede religiosa era un mito.Un altro studente, a questo punto, alzò la mano e disse: “Posso farvi una domanda, professore?” “Naturalmente” replicò il professore. Lo studente si alzò e disse. “Professore, il freddo esiste?” “Che razza di domanda è questa? Naturalmente esiste. Hai mai avuto freddo?” Gli studenti sghignazzarono alla domanda desso studente. Il giovane studente replicò: “Infatti, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica ciò che noi consideriamo freddo è in realtà assenza di calore. Ogni corpo od oggetto può essere studiato solo quando possiede o trasmette energia. Lo zero assoluto (- 273 C°) è la totale assenza di calore, tutta la meteria diventa inerte ed incapace di qualunque reazione a quella temperatura, Il freddo quindi non esiste,. Noi abbianmo creato questa parola per descrivere come ci sentiamo se non abbiamo calore. Lo studente continuò: “Professore, l’oscurità esiste?” “Naturalmente!”. Lo studente replicò: “Ancora una volta, signore, è in errore, anche l’oscurità non esiste. L’oscurità è in realtà assenza di luce.  Noi possiamo studiare la luce, ma non l’oscurità. Infatti possiamo usare il prisma di Newton per  scomporre la luce bianca in tanti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ciascun colore. Ma non possiamo misurare l’oscurità. Un semplice raggio di luce può entrare in una stanza buia ed illuminarla. Ma come possiamo sapere quanto è buia quella stanza. Noi misuriamo la quantità di luce presente. Giusto? L’oscurità è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che accade quando la luce non è presente. Finalmente il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?” A questo punto il professore, che si era fatto titubante, rispose: “Naturalmente, come ho già spiegato all’inizio. Noi lo vediamo ogni giorno. E’ nella crudeltà che ogni giorno si manifesta tra gli uomini. Risiede nella moltitudine di crimini e di atti violenti che avvengono ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono altro che male”. A questo punto lo studente replicò: “Il male non esiste, signore, o almeno non esiste in quanto tale. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. E’ proprio come l’oscuritò o il freddo, è una parola che l’uomo ha coniato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che succede quando l’uomo non ha l’amore di Dio presente nel proprio cuore. E’ come il freddo che si manifesta quando non c’è calore o l’oscurità che arriva quando non c’è luce”. A quel punto il profrssore si sedette e rimase in silenzio.

IL NOME DI QUELLO STUDENTE  ERA ALBERT EINSTEIN.

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UNA SIGNIFICATIVA ORAZIONE PER STARE IN EQUILIBRIO (Sant’Agostino)

“CONCEDIMI, SIGNORE, LA PAZIENZA, SENZA SIMULARLA PER COPRIRE LA DUREZZA, CONCEDIMI DI ESSERE PERSEVERANTE NEL BENE, SEMPLICE, MA NON INCLINE ALLA STUPIDITA’. FA’ CHE NON GIUDICHI SULLA BASE DI SEMPLICI SOSPETTI E MANTENGA UNA PACE SINCERA SENZA INDULGERE AL MALE, CHE AMI TUTTI CON  UGUALE FORZA, CHE NON ODI I PECCATORI, MA IL PECCATO, NE’ SIA NEMICO DEGLI UOMINI, MA DI COLORO CHE ODIANO GLI  UOMINI”.

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NON DIRE PADRE NOSTRO SE… (un richiamo sconvolgente alla coerenza…)

Non dire PADRE… se ogni giorno non ti comporti da figlio.

 Non dire NOSTRO …. se vivi isolato nel tuo egoismo.

Non dire CHE SEI NEI CIELI…. se pensi soltanto alle cose della terra.

Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME…. se non lo onori.

Non dire VENGA IL TUO REGNO….se lo confondi con il successo materiale.

Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA’…. se non l’accetti quando è dolorosa.

Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO… se non ti preoccupi di chi ha fame, di chi è senza cultura e senza mezzi per vivere.

Non dire RIMETTI IL NOSTRO DEBITO….se conservi rancore verso tuo fratello.

Non dire NON LASCIARCI CADERE IN TENTAZIONE…. se hai intenzione di continuare a peccare.

Non dire LIBERACI DAL MALE…. se non prendi posizione contro il male.

Non dire AMEN…. prendi sul serio le parole del Padre Nostro.

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SE SI PONGONO DOMANDE SBAGLIATE SI OTTENGONO RISPOSTE SBAGLIATE (storiella rabbinica)

La storia che ci racconta uno dei nostri rabbini vale più di una lunga teoria. “Due uomini cadono dentro un camino. Uno ne esce fuori con la faccia sporca di fuliggine, l’altro pulito. Chi dei due va a lavarsi?” “Quello che ha faccia sporca”,  risponde l’interlocutore. “Sbagliato, – dice allora il rabbino. – Si lava quello che ha la faccia pulita. Vedendo il suo compagno sporco davanti a lui si dice: dal momento che lui è sporco devo esserlo anch’io, dunque ho bisogno di andare a lavarmi. Mentre quello che è sporco, vedendo il suo compagno pulito, si dice: dal momento che lui è pulito devo esserlo anch’io. Dunque non ho bisogno di andare a lavarmi”. Ma poi il rabbino continua: “Due uomini cadono dentro un camino. Uno ne esce fuori con la faccia sporca di fuliggine, l’altro pulito. Chi dei due va a lavarsi”? “Quello con la faccia pulita”, risponde con entusiasmo il discepolo. “Sbagliato. Quello con la faccia sporca. Vedendo le sue mani coperte di fuliggine, si dice: sono sporco. Devo andare a lavarmi. Mentre quello con il viso pulito, vedendo che ha le mani pulite si dice: dal momento che non sono sporco, non ho bisogno di lavarmi… Ho ancora una domanda da farvi,  conclude il rabbino – Due uomini cadono dentro un camino. Uno ne esce fuori con la faccia sporca di fuliggine, l’altro pulito. Chi dei due va a lavarsi”?. “Sia quello sporco sia quello pulito”, esclama a questo punto l’interlocutore. “Sbagliato – dice ancora il rabbino .  Se due uomini cadono in un camino è impossibilr che solo uno dei due sia sporco. Devono per forza essere sporchi tutti e due! Quando un problema è mal posto, tutte le soluzioni sono false.
QUANDO DUE PERSONE CADONO DENTRO IL CAMINO DELLA VIOLENZA, CHE SI TRATTI DI EBREI O MUSULMANI, CRISTIANI, INDUISTI O BUDDHISTI, SONO ENTRAMBE SPORCHE. MA QUANDO DUE PERSONE SI IMMERGONO NELL’UMILTA’ SONO ENTRAMBE PULITE, QUALI CHE SIANO LE LORO CONVINZIONI. LA VIRULENZA DEGLI ESTREMISTI E’ UNA PROVA DELLA NOSTRA INCAPACITA’ DI DIALOGARE SERENAMENTE.

(Tratta da Shafique Keshavjee, IL RE, IL SAGGIO E IL BUFFONE (Einaudi, 1998)

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C’ERA UNA VOLTA L’AMORE… (anonimo brasiliano da rivista VITA FAMILIARE di Brescia)

L’Amore abitava in una casa pavimentata di stelle e adornata di sole. Un giorno l’Amore pensò ad una casa più bella. Che strana idea quella dell’Amore! E fece la terra e, sulla terra, ecco fece la carne e nella carne ispirò la vita  e, nella vita, impresse l’immagine della sua somiglianza. E la chiamò: uomo. E, dentro l’uomo, nel suo cuore, l’Amore costruì la sua casa: piccola, ma palpitante, inquieta, insoddisfatta come l’Amore. E l’Amore andò ad abitare nel cuore dell’uomo e ci entrò tutto là dentro perchè il cuore dell’uomo è fatto d’infinito. Ma un giorno l’uomo ebbe invidia dell’Amore, voleva impossessarsi della casa dell’Amore, la voleva soltanto e tutta per sè, voleva per sè la felicità dell’Amore, come se l’Amore potesse vivere da solo. E l’Amore fu scacciato dal cuore dell’uomo. L’uomo allora cominciò a riempire il suo cuore, lo riempì di tutte le ricchezze della terra, ma era ancora vuoto. L’uomo, triste, si procurò il cibo col sudore della fronte, ma era sempre affamato e restava con il cuore terribilmente vuoto.  Un giorno l’uomo… decise di condividere il suo cuore con tutte le creature della terra.

L’Amore venne a saperlo… si rivestì di carne e venne anche Lui a ricevere il cuore dell’uomo. Ma l’uomo riconobbe l’Amore e l’inchiodò sulla croce e continuò a sudare per procurarsi il cibo.

L’amore allora ebbe un’idea: si rivestì di cibo, si travestì di pane e attese silenzioso. 

Quando l’uomo affamato lo mangiò, l’Amore ritornò nella sua casa… nel cuore dell’uomo. E il cuore dell’uomo fu riempito di vita perchè la vita è Amore.

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PREGHIERA DEI NAVIGATORI DI …FACEBOOK (Patrizio Righero)

In questo angolo del mondo digitale, Signore, ci sono centinaia di nomi appiccicati alle pareti di una casa che esiste solo sullo schermo e nella mia fantasia. Li chiamo “amici”, ma molti di loro li conosco poco, altri solo di vista, altri ancora sono poco più che volti (a volte nemmeno quelli!). Qualcuno non l’ho incontrato, qualcun altro vive dall’altra parte del mondo, con qualcuno condivido molto, con altri poco o nulla. Alcuni li ho scelti, altri hanno scelto me. E ora sono qui, sulla mia home come sorelle e fratelli, posti sulla mia rotta virtuale.

Te li affido, Signore,  uno per uno,  ti affido le loro speranze, le loro paure, i loro progetti di felicità. Rendimi, per loro, immagine – sia pur sbiadita! – del tuo amore paziente e misericordioso. Rendimi amico vero, pronto ad ascoltare, a condividere, a esserci. Rendimi apostolo, capace di annunciare, anche sul Web, il tuo vangelo di salvezza. Ti ringrazio, Signore, per questo spazio immenso, per questa vita a colori, per questi incontri che forse non sono mai casuali. Tuttavia, Signore, ti chiedo di non lasciarmi mai affogare in questo mare di finta compagnia: risveglia in me il desiderio di uscire là fuori, di ascoltare voci reali, di abbracciare persone autentiche e stringere amicizie vere. Amen.  (Dalla rivista VITA FAMILIARE di Brescia)

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LA STREGA GENTILE…(“I pregiudizi sono il ragionamento degli stupidi” diceva Einstein)

LA STREGA GENTILE  (ovvero ecco svelato il meccanismo delle “pippe mentali” che induce a giudicare le persone sulla base di alcuni comportamenti superficialmente osservati e pregiudizialmente interpretati…)
UNA FAMIGLIA DI CINQUE PERSONE SI STAVA GODENDO UNA GIORNATA SULLA SPIAGGIA. I BAMBINI FACEVANO IL BAGNO NELL’OCEANO E COSTRUIVANO CASTELLI DI SABBIA, QUANDO COMPARVE IN LONTANANZA UNA VECCHINA. I CAPELLI GRIGI LE VOLAVANO CON IL VENTO E GLI ABITI ERANO SPORCHI E STRACCIATI. MORMORAVA QUALCOSA TRA SE’ E SE’ E INTANTO RACCOGLIEVA OGGETTI NELLA SABBIA E LI METTEVA IN UN SACCO. I GENITORI CHIAMARONO I BAMBINI VICINO A SE’ E RACCOMANDARONO LORO DI STARE LONTANI DALLA VECCHIETTA. QUANDO PASSO’ ACCANTO A LORO,  CURVANDOSI DI TANTO IN TANTO PER RACCOGLIERE ROBA DALLA SABBIA, ELLA SORRISE ALLA FAMIGLIA. MA ESSI NON RICAMBIARONO IL SORRISO. MOLTE SETTTIMANE DOPO VENNERO A SAPERE CHE LA VECCHINA DA SEMPRE SI ERA ASSUNTA IL COMPITO DI RACCOGLIERE PEZZETTI DI VETRO SULLA SPIAGGIA PER EVITARE AI BAMBINI DI FERIRSI I PIEDI. (A. De Mello, La preghiera della rana, e.p.)

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UNA RIFLESSIONE PER IL CO…

UNA RIFLESSIONE PER IL COMPLEANNO NUMERO 69 DEL 14 SETTEMBRE

Nella prosimità di compiere il mio 69° anno di vita (essere nati il 14 settembre… giorno della Esaltazione della Croce, nell’anno 1943 con guerra civile in corso… potrebbe essere una indicazione di vita non facendo guerra a nessuno e non essendo croce per nessuno…) mi viene da pensare a quanto sono stato fortunato piacendomi da morire gli eventi che mi capitano per caso. Einstein definiva il caso: “Dio che gira in incognito” e continuava asserendo che “Chi non accetta il mistero non è degno di vivere”. Misterioso quindi tutto quanto ci capita per caso! Guai a volerlo capire, spiegare…Pacificante accettarlo e dire grazie godendone, anche perchè alternativa non c’è.

Come mi è successo proprio domenica 9 settembre. Per caso vado con Maria (anche lei incontrata per caso qualcosa come 44 annu  fa) ad Albano dove un mio caro amico fratello prete, e ora anche monsignore, don Carlino Panzeri (che ho incontrato per caso… avendomi lui cercato – e questo è ancor più intrigante sul versante del mistero – all’inizio degli anni ’80) offriva una giornata di spiritualità ai fidanzati della zona. Tra le espressioni più penetranti, una mi ha colpito a proposito di relazioni interpersonali da vivere in maniera reciprocamente nutriente. Questa: “Più si conosce, meno si giudica… meno si conosce più si giudica”. Perbacco! Allora chi è incline al giudizio è a corto di intelligenza! Allora io che sto giudicando il fratello corto di intelligenza sono a mia volta a corto di intelligenza… Forse è una questione di uso dell’intelligenza. Se uso l’intelligenza alla maniera di uno specchio che riflette la realtà che si rispecchia nella mia mente e mi limito a descrivere quanto rispecchiato, allora faccio buon uso dell’intelligenza. Se invece uso l’intelligenza per chiosare, interpretare, congetturare, ipotizzare quanto riflesso nella mente allora corro il rischio di arrivare alle soglie del giudicare. Senza dire che gli specchi non pensano… però riflettono… in silenzio! Bellissimo l’aforisma del “giudizio”. A condizione però di ssaper riconoscere il virus del giudizio abilissimo ad annidarsi in certi modi di dire o opinioni o impressioni… Dire che quando piove il tempo “è brutto” è dare un giudizio. E se l’acqua si offendesse e non piovesse più! Non è più realistico dire che si tratta di tempo “piovoso”? L’acqua non è brutta, ma semplicemente “chiara” (si vede con gli occhi), “fresca” (si tocca con  mano), “dolce” (si gusta con il palato) come poeta il Petrarca. Che viene battuto da san Francesco il quale descrive l’acqua (e non la giudica) facendo uso dell’intelligenza spirituale (e non solo di quella sensoriale – materiale) e dicendo che essa è “utile, umile, preziosa, casta”. E per concludere… c’è chi paragona il giudicare ad una etichettatrice sempre pronta aD appiccicare etichette o a una mitragliatrice sempre pronta a sparare giudizi (frettolosi e sommari…) e il valutare o descrivere quello che si riflette nella nostra mente a una macchina fotografica che, senza batter ciglio, riprende, quanto osserva… e ne sviluppa il positivo…Resto in attesa di osservazioni e di critiche, ma soprattutto di auguri…

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di | 12 settembre 2012 · 15:37