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Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

UN SORRISO… TANTO DALLA VITA NON SI ESCE VIVI!!

   Un amico consulente familiare, Giuseppe Giovinazzo, mette su FB una vignetta sulla “resilienza”… che chi ha frequentato la Scuola Consulenti di Roma (Via della Pigna) conosce bene… o meno bene, La riporto al netto della vignetta.

 

“Ciao, sono la resilienza, cioè la capacità di adattarsi positivamente al cambiamento… Ad esempio, di trasformare il limone in limonata, la sfiga in figata, la difficoltà in opportunità afferrata…”.

“E la tromba in cosa?”

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CONSIDERAZIONI SPARSE

CONSIDERAZIONI SPARSE… (prese qua e là) CON PREMESSA…

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   Talvolta si vive male, non tanto per la realtà in sé stessa, quanto per l’idea che ci si fa a riguardo di tale realtà. Occorre pertanto vigilare sul processo interiore che si percorre per arrivare a “farsi” questa o quella idea.

    Se è un percorso che ci vede più inclini al “pensare”, magari frettolosamente, piuttosto che all’”osservare” e semplicemente “registrare” quello che viene “riflesso” nello specchio della nostra coscienza… allora possono essere guai per il benessere personale e relazionale.

   Se si vive la realtà più in ragione delle idee che ci si sono fatte che non per la realtà in se stessa, possono sorgere incomprensioni, tensioni, veri e propri conflitti… E’ l’eterno balletto tra “obiettività” e “soggettività”… Utile questa considerazione di Machiavelli. “Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore”.

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“La relazione con gli altri è come la cucina: in ogni pietanza ognuno trova quello che ci mette”.

 

“Parlare di sessualità è molto semplice, ma parlare di sessualità in modo semplice è molto difficile”.

 

“Il modo in cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo”. (Whitaker)

 

“Se è pace che vuoi cerca di cambiare te stesso, non gli altri. E’ più facile proteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra”. (De Mello)

 

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo” (S. Weil)

 

“Cosa succederebbe se scoprissi che il mio stesso nemico si trova all’interno di me stesso, che sono io pertanto ad avere bisogno dell’elemosina della mia amabilità, che sono io  il nemico da amare?”. (C.G. Young)

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RIFLETTIAMO ANZICHE’ PENSARE

PER RIFLETTERE SU SESSO, AMORE, RELIGIONE, FEDE

 

“Non è possibile una esperienza coniugale in una relazione che di coniugale ha soltanto il rapporto fisico”. (T. Bovet)

“Non  è  cosa molto intelligente voler provare cos’è la morte con un lungo sonno, né è cosa più saggia pretendere di sperimentare l’unione coniugale senza prima entrare nel matrimonio”. (id)

“Quando uno comincia una relazione si trova di fronte a  un dono parziale. Quando si giunge alla relazione sessuale, il dono del corpo è totale, ma se il dono non prevede un impegno personale duraturo è come se accadesse un furto, uno dona il suo corpo per riprenderselo. La relazione sessuale comporta scelte impegnative” (J. Bastaire)

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo”. S. Weil)

“Là dove manca la religione con i suoi simboli e con la sua cura per l’uomo nella sua totalità, può sorgere un terribile vuoto” (H. Erikson)

“Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili ad un non risolto problema religioso” (C.G. Jung)

“Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha causato il problema”. (Einstein)

“La verità non è tollerante” (S. Freud)

“L’amore adulto e maturo è la capacità di stabilire una relazione affettiva duratura e stabile”. (S. Freud)

“Se l’amore non  ha obbligatoriamente bisogno della sessualità per esprimersi, la sessualità umana ha invece sempre bisogno dell’amore per esprimersi in tutta la sua pienezza”. (Bourgois)

“L’amore è una modalità di relazione che funziona soltanto con il per sempre”. (Brancatisano)

“L’amore è come la morte, non si può provare”.

“Il matrimonio è come la morte, pochi vi arrivano preparati” (Tolstoi)

“Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore”. (Machiavelli)

“Per vedere la montagna devi andare in pianura, per vedere la pianura devi andare in montagna”.

“Nel Nuovo Testamento si nasconde una teologia, se così si può dire, della tenerezza che agisce sempre nel senso della guarigione con parole, con imposizione delle mani che si potrebbero anche chiamare carezze, con baci, con un pasto in comune. Quell’elemento neotestamentario, la dolcezza, non è stato ancora scoperto, è stato tutto trasformato in rimbrotti e strigliate” (E. Bloch)

“Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. (Terruwe)

“La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica tende a produrre una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata della sua banalità”. (Terruwe)

www.gigiavanti.com

giovannigigiavanti@gmail.com

 

 

 

 

 

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TURBAMENTI ESISTENZIALI

Leggo e trascrivo dal romanzo  L’AMORE DI MADDALENA di F.L. Poli  (Ed. Nova Millennium Romae ) alcuni passaggi utilizzabili a quei vissuti relazionali analoghi dove il mistero dell’amore, del dolore, del bene e del male finisce, talvolta, per diventare ancor più incomprensibile… pur continuando ad avere senso.

 

“Il male ha una sua forza intrinseca e prima di prostrare, infonde coraggio e ce ne vuole per viverci dentro a lungo”.

 

“Certe cose accadono e basta, vanno accettate con buona rassegnazione, non conviene indagare o resistere più di tanto, non si approderebbe a nulla. Se non si riesce ad esaudire il desiderio bisogna sperare che il tempo lo faccia svanire lentamente senza però lasciarsi lacerare l’anima”.

 

“Non era in grado di aiutarmi, ancor meno io ero in grado di aiutare lui eppure ci stavamo dicendo e donando amore”.

 

Certi movimenti del cuore rassomigliano alle onde del mare o al soffiare dei venti. Vanno e vengono, ma è difficile individuarne le cause e le fonti”.

 

“Quello che  stiamo per fare si chiama passione d’amore e mistero di perdono”.

 

“Un velo di rabbia non scompare mai dallo spirito dell’uomo e l’ombra del peccato che sempre vi accompagna in questo mondo, lassù però tutto si svela”.

 

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AUGURI AI MIEI AMICI … PER IL MIO 72° compleanno

Oltre a contare sulle vostre orazioni… vi chiedo anche di farmi regalo della vostra penitenza per la lettura di questo…

ARRIVO A 72 ANNI PROPRIO OGGI… ringraziando Dio.   (14 settembre 2015)

 

Sto assistendo, dentro di me, ad un diverbio tra la mia anima spirituale, la cui funzionalità può prescindere da cellule, sangue ed ormoni e la mia anima psichica, la cui funzionalità è garantita soprattutto da cellule, sangue  ed  ormoni… A questo quasi  perenne diverbio  (che mi richiama i concetti di “anima” e di “animus” di agostiniana memoria) assisto per lo più silente, talvolta sgomento quando sconfina nello scontro.

“Il male dilaga, urge opporsi, combatterlo, andargli contro, non si può stare con le mani in mano”, esordisce l’animus.

 “Si può restare con le mani in mano, purché siano giunte in orazione”, ribatte l’anima.

 “Le ho sentite mille volte queste considerazioni e mi assomigliano ad un comodo alibi per un disimpegno, per un chiamarsi fuori” aggiunge l’animus.

 “Non mi pare dialetticamente corretto giudicare male un paradosso chiamandolo alibi… senza dire che tale giudizio negativo tocca anche la realtà della orazione… quasi  fosse contrapposta all’azione”, ribatte l’anima.

 “D’accordo,, ritiro quanto detto, ma continuo a cercare spiegazioni perché voglio capire come mai non si possa combattere il male ad armi pari…” insiste l’animus.

 “Tento una spiegazione… la tendenza a scagliarsi contro il male per sconfiggerlo fa andare in corto circuito il tutto. Andare contro il male a fin di bene è quantomeno curioso…Anzi, se mi lasci dire… questa è l’atavica tentazione dell’essere creato, è l’anima di ogni tentazione, quella di desiderare di più o di diverso rispetto a quello che si è”.

 “Non capisco”.

 “Cercherò di essere più chiara perché anche  perché fa da ostacolo alla comprensione il fatto che io sia un essere increato a confronto di te che sei un essere creato legato a tempo e spazio… Vado al sodo cercando di chiarire quale è stato il momento genetico del male, il momento cioè in cui è nato il primo “contro”. Satana fu proprio il primo essere increato ad andare “contro” il Creatore perché non si accontentava di quello che era, del suo ruolo, pretendeva di più,  desiderava essere Dio anche lui, invidiandone la Sua Unicità. Avvenne così che si infuriò quando dovette ingoiare, obtorto collo, il rifiuto di Dio. Un po’ come fanno i bambini quando la mamma dice loro dei no…e loro la apostrofano definendola  “cattiva”… Questa è la dinamica sotterranea dell’agire contro. Se il male è nato nel momento (si fa per dire…) in cui Satana, irritato per un rifiuto giustamente subito, si è messo in testa di andare contro il Bene…non ottenendone ovviamente alcun risultato, figuriamoci se si può andare contro il male per debellarlo”.

“Comincio a capire”.

“Che bello! Il fatto è che la ricerca di spiegazioni razionali a ciò che razionale non è, ha, come ogni realtà creata, dei limiti. Tutto ha senso, sebbene di poco si possa avere spiegazione. Nell’universo dell’increato eterno non si hanno limiti di spazio e tempo. Quello che la mente creata chiama mistero quasi rassegnandosi a non poterlo capire, l’anima increata lo vive a prescindere dal capirlo…”.

“Grazie, qualcosa ho capito”.

“Mi pare di di ricordare che qualcuno ha scritto: “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto”.

“E’ vero, lo ha scritto Confucio… ancor prima di Cristo”.

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A PROPOSITO DI TEMPO DA PERDERE…

“Il presente è l’unico punto di contatto tra l’eternità e il tempo” scriveva Lewis nel libro LE LETTERE DI BERLICCHE (un illuminante descrizione della psicologia del diavolo…). Quindi si potrebbe dire che Dio non ha problemi di tempo da perdere… d puntualità… Siamo noi umani a trasformare la realtà in problema… così poi ci diamo arie per riuscire a risolverliOROLOGIO

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Gli specchi non pensano… ma riflettono (tanto per riflettere un po’)

PER RIFLETTERE SU SESSO, AMORE, RELIGIONE, FEDE

 

“Non è possibile una esperienza coniugale in una relazione che di coniugale ha soltanto il rapporto fisico”. (T. Bovet)

“Non  è  cosa molto intelligente voler provare cos’è la morte con un lungo sonno, né è cosa più saggia pretendere di sperimentare l’unione coniugale senza prima entrare nel matrimonio”. (id)

“Quando uno comincia una relazione si trova di fronte a  un dono parziale. Quando si giunge alla relazione sessuale, il dono del corpo è totale, ma se il dono non prevede un impegno personale duraturo è come se accadesse un furto, uno dona il suo corpo per riprenderselo. La relazione sessuale comporta scelte impegnative” (J. Bastaire)

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo”. S. Weil)

“Là dove manca la religione con i suoi simboli e con la sua cura per l’uomo nella sua totalità, può sorgere un terribile vuoto” (H. Erikson)

“Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili ad un non risolto problema religioso” (C.G. Jung)

“Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha causato il problema”. (Einstein)

“La verità non è tollerante” (S. Freud)

“L’amore adulto e maturo è la capacità di stabilire una relazione affettiva duratura e stabile”. (S. Freud)

“Se l’amore non  ha obbligatoriamente bisogno della sessualità per esprimersi, la sessualità umana ha invece sempre bisogno dell’amore per esprimersi in tutta la sua pienezza”. (Bourgois)

“L’amore è una modalità di relazione che funziona soltanto con il per sempre”. (Brancatisano)

“L’amore è come la morte, non si può provare”.

“Il matrimonio è come la morte, pochi vi arrivano preparati” (Tolstoi)

“Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore”. (Machiavelli)

“Per vedere la montagna devi andare in pianura, per vedere la pianura devi andare in montagna”.

“Nel Nuovo Testamento si nasconde una teologia, se così si può dire, della tenerezza che agisce sempre nel senso della guarigione con parole, con imposizione delle mani che si potrebbero anche chiamare carezze, con baci, con un pasto in comune. Quell’elemento neotestamentario, la dolcezza, non è stato ancora scoperto, è stato tutto trasformato in rimbrotti e strigliate” (E. Bloch)

“Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. (Terruwe)

“La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica tende a produrre una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata della sua banalità”. (Terruwe)

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CURIOSO PRONOSTICO

PRONOSTICO PER PREVEDERE LA SORTE DEL NASCITURO

DAL GIORNO DEL MESE NEL QUALE NASCE (Todi)

 

Nel  primo giorno vivrà a lungo

Nel secondo vivrà sei anni e sei giorni

Nel terzo sarà forte, ma non amato

Nel quarto sarà buono, ma la sua vita non sarà troppo buona

Nel quinto sarà debole, ma vivrà con onestà

Nel sesto avrà vita lunga

Nel settimo sarà geloso e longevo

Nell’ottavo sarà saggio

Nel nono non sarà né ricco né povero, ma buono

Nel decimo farà grandi acquisti e vivrà a lungo

Nell’undicesimo diventerà ricco

Nel dodicesimo sarà buono, forte ma di corta vita

Nel tredicesimo non morirà nel primo anno di vita, vivrà a lungo e sarà avido

Nel quattordicesimo vivrà poco, ma sarà forte e diventerà ricco

Nel quindicesimo sarà sciocco, povero in gioventù e ricco in vecchiaia

Nel sedicesimo sarà povero e vivrà a lungo

Nel diciassettesimo sarà lussurioso e morirà presto

Nel diciottesimo avrà grandi onori ma morirà presto

Nel diciannovesimo sarà saggio e prudente, ma difficilmente vivrà più di 19 anni

Nel ventesimo sarà  scaltro e falso

Nel ventunesimo avrà buona vita e sarà altero e ingegnoso

Nel ventiduesimo sarà superbo e avrà paura dell’acqua

Nel ventitreesimo sarà fortunato

Nel ventiquattresimo  vivrà poco e sarà avaro e bestemmiatore

Nel venticinquesimo sarà buono e amato e in vecchiaia avrà brighe

Nel ventiseiesimo sarà ricco e vivrà a lungo

Nel ventisettesimo non sarà ricco, vivrà a lungo e sarà forte

Nel ventottesimo sarò timido, vivrà a lungo ma sarà povero

Nel ventinovesimo sarà prudente e fedele e vivrà a lungo

Nel trentesimo sarà prudente ma avrà paura in vecchiaia

Nel trentunesimo sarà previdente ma avrà sorprese

 

PREVISIONE DEL SESSO

  • Si getta a terra la forchetta (sterno del pollo) , se va con la branchia in giù sarà maschio, se in su femmina. Se resta in bilico, riprovare.
  • Se il ventre della gestante è a punta sarà maschio (Emilia Romagna). In Basilicata è il contrario.
  • Se la luna è sul crescere sarà maschio, sul calare sarà femmina
  • Si prende un pugno di grano e se ne contano i chicchi: numero dispari maschio, numero pari femmina.

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(Tratto da antichissimi documenti trovati in quel di Todi)

(Si rammenta che la fase lunare (sinodica) è di 29 giorni e mezzo, pertanto chi preferisse seguire il calendario lunare ne tenga conto)

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CHE BELLO CHE E’ QUESTO ROMANZO! PER FORZA… LO HA SCRITTO MIA FIGLIA!!!

L'ANIMA DEL GRANDE FIUMElL'ANIMA DEL GRANDE FIUME 2

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COMMENTO OMILETICO (domenica 23 agosto)

COMMENTO OMILETICO (Domenica 23 agosto – Gv. 6, 60 – 69)
MONIZIONE INIZIALE: nel prepararci a celebrare il sacro mistero dell’Eucaristia chiediamo al Signore di liberare la nostra mente dai pensieri che possono ostacolare il cammino dell’anima e il nostro cuore dalle pigrizie che possono arrestare il suo anelito verso Dio.
MEDITAZIONE:
Sarà capitato certamente a tanti di sentire espressioni del genere: “Ma quello è matto!”, “Ma quello è fuori di testa!” Sono espressioni che prendono di mira la persona tutta intera “giudicandola”. Giudicare le persone non va mai bene, anzi questa atavica inclinazione è “giudicata” negativamente da tanti e bollata come spiritualmente malefica da Gesù stesso… Giudicare e valutare i comportamenti o i pensieri è invece possibile, giovevole e persino necessario per poter scorgere la linea di confine tra lecito e illecito, tra giusto e sbagliato, tra bello o brutto… Non si può giudicare una persona “cattiva” in toto, ma si possono benissimo giudicare “cattive” le sue azioni o i suoi pensieri senza incorrere nella trasgressione del comando di Gesù di “non giudicare”.
Ed è proprio il comportamento tenuto da alcuni discepoli di Gesù dopo aver ascoltato il discorso del “pane venuto dal cielo” (giudicato “duro” da capire… da chi, paradossalmente parlando, forse era duro di comprendonio) messo in risalto dal brano di vangelo di oggi. Ma bisogna subito annotare una contraddizione comportamentale al riguardo: essi giudicano il “discorso” duro e abbandonano la “persona” tutta quanta. Sembrerebbe di notare la medesima dinamica di chi butta via bambino e acqua sporca dopo il bagnetto! E già da questo comportamento incongruo dei discepoli rifiutanti Gesù potrebbe scaturire un elementare insegnamento di carattere spirituale (magari valido anche nelle relazioni interpersonali…): non voltare le spalle ad una persona soltanto perché ci risultano incomprensibili certi suoi comportamenti o oscuri certi suoi ragionamenti. Ammonisce un proverbio: “Ne sa di più il matto in casa sua che il savio in casa d’altri!”.
Ma c’è anche un altro dettaglio, nel brano di oggi, da cui poter spremere succoso nutrimento per la vita spirituale (e non solo). Ed è il dettaglio di una risposta “adulta” alla chiamata alla fede. Mi spiego. Quando Gesù si stupisce per l’allontanamento di coloro che giudicavano “duro” il suo discorso, li lascia andare per la loro strada (atteggiamento pastorale da tenere in buon conto anche oggi pena frustrazioni sotterranee capaci di minare la perseveranza nella testimonianza…) e si rivolge ai fedelissimi chiedendo loro perentoriamente: “Volete andarvene anche voi?” Ed ottiene in risposta un appassionato complimento da parte di Pietro: “Signore, da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna”. Duro o non duro che sia il discorso, comprensibile o meno, accettabile o meno, politicamente corretto o meno… Pietro fa un atto di fede sulla persona, un atto di fede che va al di là di ogni giustificazione o spiegazione razionale. Fantastica questa fede a cervello spento! Viene in mente un proverbio: “Chi vuol fare qualcosa trova sempre un mezzo, chi non vuol fare niente trova sempre una scusa”. Ma più fantastica ancora è l’umiltà di Gesù nel dirottare al Padre il complimento appena ricevuto da Pietro: “Nessuno può venire a me se il Padre mio celeste non lo attira”. E qui la dinamica si conclude per sfociare in una orazione al Padre che trovi sempre il sistema e il modo di far sentire all’anima il fascino per Gesù… per quanto duro, incomprensibile o addirittura ostico possa apparire il suo dire

PREGHIERA DEI FEDELI:

Ti preghiamo, o Signore, per il Papa, i Vescovi e i sacerdoti perché non disdegnino di fare discorsi duri e impopolari seppur fatti nella carità verso chi ascolta. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per i consacrati e le claustrali perché la invisibilità dura e impopolare della loro fulgida testimonianza non fiacchi e scoraggi mai le loro anime. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per tutti i fedeli laici del popolo cristiano perché perseverino, ognuno secondo il proprio carisma, a testimoniare la radicalità del messaggio evangelico. Ascoltaci, o Signore.
Ti preghiamo, o Signore, per l’uomo d’oggi perché ottenga, anche a sua insaputa, dallo Spirito, il dono del discernimento che gli faccia capire per tempo il vero bisogno dell’anima. Ascoltaci o Signore.

BENEDIZIONE FINALE : nel ringraziare il Signore per il nutrimento offerto alla nostra anima dalla Parola e dal Pane Eucaristico, chiediamo la grazia di poter contare su questo conforto nutriente soprattutto nei momenti di tentazione, di scoraggiamento, di stanchezza.
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