SASSOLINI DALLE SCARPE…tolti!

                                        I TRASFORMISMI SATANICI

  (ovvero del desiderio che si autopromuove a diritto)

 (ovvero del riconoscimento dei bisogni e non della rivendicazione dei diritti)

 

   Del “desiderio” che si autopromuove a “diritto” ho già avuto modo di argomentare. Del “desiderio di avere”  quello che piace,  al diritto di appropriarsene,  già ho scritto.

   Tutta la letteratura scientifico-psicologica  si trova d’accordo nel sostenere che fare solo quello che piace fa rimanere nella fase infantile, laddove invece accettare, senza troppe storie, di fare anche quello che costa promuove alla fase adulta.

   Di altro desidero trattare oggi: della libertà. La libertà è il dono sommo del Creatore, ma si è rivelata ben presto come una lama a doppio taglio.

   Si possono operare scelte di libertà adulte e intelligenti (la vera libertà è quella “dal male”) oppure anche scelte infantili e discutibili (la libertà di fare quello che piace, di fare una cosa e il suo esatto contrario, di fare il bene e il male…).

   Mi sembra di poter pensare che l’uomo moderno abbia ancora una volta adoperato questa categoria al maniera del “desiderio – diritto”…

   Ho letto uno dei cartelli più satanicamente eloquenti al riguardo: “diritto di abortire” il che equivale a poter liberamente scegliere di “operare” il ben” e “il male”.

   Questo inganno delle origini è il medesimo nel quale è naufragata la cultura d’oggidì e le conseguenze non hanno certamente i colori dell’arcobaleno.

   E se il “desiderio di avere” nascondesse il “bisogno di essere” quello che ti piace avere? E se il desiderio di avere “quel frutto buono, gradevole e bello a vedersi” fosse l’invito “ad essere tu buono , bello a vedersi, gradevole” nel rapporto con il tuo uomo o con la tua donna?

   Se cedere al desiderio frettolosamente ha rappresentato un guaio serio per tutta l’umanità, non potrebbe essere che la soluzione del problema stia nel “aver fame insieme e non mangiarsi l’un l’altro”?

   Aggiungo poi una ulteriore considerazione. Tutti i pensatori sani concordano nel ritenere che la crescita e la maturazione dell’essere umano avvenga tramite e grazie alla soddisfazione dei bisogni (e Dio voglia che si sappiano presto riconoscere quelli primari e gli altri a seguire…).

   La crescita e maturazione dell’essere umano non avviene assolutamente attraverso la “rivendicazione dei diritti”… con quasi buona pace dei sindacalisti d’ogni razza, specie, genere e appartenenza… tanto meno attraverso la rivendicazione dei diritti cosiddetti civili  (aborto, unioni non naturali, uteri da affittare…).

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