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Una serie di scritti, suggestioni, aforismi ed emozioni raccolti nel corso del tempo

PREGHIERA PER INVECCHIARE BENE (per gli uomini consigliata dai 60 anni in poi, per le donne dai 77….sconsigliata per i “padreterni”…)

Signore, insegnami ad invecchiare, convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più consigli, se non mi confida più i suoi progetti, le sue gioie, le sue pene, se va indicando altri a sostituirmi, se mi va emarginando. Fa’ che io accolga, in questo graduale amaro distacco, la legge del tempo, del tempo da Te stabilita ed avverta, in questo avvicendamento dei compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l’impulso della Tua Provvidenza. Fa’, o Signore, che io riesca ad essere ancora utile ed umile esempio al mondo in rapido rinnovamento, con la preghiera e la gioia serena, che incoraggi all’impegno chi è di turno nelle responsabilità, vivendo senza rimpianti in un sereno stile comprensivo con tutti, facendo delle mie umane e senili sofferenze, un dono a Dio di riparazione sociale. Concedimi, infine, o Signore, che la mia uscita dal campo d’azione e da questo terreno esilio sia semplie e naturale come un sereno tramonto del giorno. Grazie. Amen.

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CAROTE, UOVA E CAFFE’ (ovvero tre maniere per affrontare le avversità della vita)

 

   Una giovane ragazza andò dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva  tanta voglia di piantare tutto; era stanca di combattere contro le avversità della vita. Sembrava che, non appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose. La madre la portò in cucina. Riempì tre pentolini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo pentolino mise una carota, nel secondo  un uovo e nel terzo una manciata di caffè macinato. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente. Dopo circa venti minuti spense  il fuoco. Tirò fuori la carota e la mise su un piattino. Così fece anche con l’uovo e infine versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi”. “Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.  La madre le chiese allora di avvicinarsi e di toccare la carota. La figlia lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere l’uovo e di romperlo. Dopo avergli tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura. Infine disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al semplice contatto con il profumato aroma del liquido che beveva. Poi chiese alla madre: “Che cosa significa tutto questo?” La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla medesima avversità: l’acqua bollente. E ognuna aveva reagito in maniera diversa. La carota era entrata forte e dura nell’acqua bollente, ma dopo aver lottato si era rammollita e indebolita. L’uovo era invece entrato fragile nell’acqua bollente e il suo interno era protetto dal guscio sottile, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito. Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e l’aveva trasformata…

“Con quale delle tre ti identifichi”? chiese la madre alla figlia. “Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la carota, come l’uovo o come il  caffè macinato? Chiediti sempre a quali di questi tre rassomigli… Fai come la carota che sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza o dell’avversità diventi soffice e rammollita e perdi la tua forza? Oppure fai come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambi con il bruciore delle avversità?  Avevi un buon carattere e un’indole serena  che a causa della sofferenza causata dalla morte di una persona cara o di una depressione o di un affare andato a male o a qualche altra prova sei diventata indurita e gelida?  Forse il guscio esterno del carattere sembra essere rimasto lo stesso, ma all’interno del tuo cuore non ti senti forse indurita, amareggiata,  gelida, scontrosa? Oppure sei come il caffè macinato?  Se osservi bene esso trasforma l’acqua, cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua si scalda e diventa bollente, il caffè comincia ad emanare il suo aroma e la sua fragranza… Se sei come il caffè, quando le cose cominciano ad andare per il verso storto, tu potrai tirare fuori il meglio di te fino a cambiare la situazione che ti da sofferenza… Quando ti senti male  e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi di elevarti ad un altro livello? Come reagisci di fronte alle avversità? Sei come una carota, come un uovo o come il caffè macinato?” La ragazza rimase silenziosa nell’ascoltare. Poi la madre continuò: “La mia esortazione è che tu possa avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte e abbastanza sofferenze da farti rimanere umana, e abbastanza speranza da renderti felice .Le persone più felici, infatti, non sono quelle che hanno il meglio, ma quelle che sanno tirare fuori da sé stesse il meglio da quello che la vita riserva loro. Il futuro più luminoso sarà sempre basato su un passato dimenticato. Non puoi avanzare nella vita se non lasci perdere gli sbagli del tuo passato e tutto quello che ti fa soffrire.Quando sei nato piangevi e tutti intorno a te ridevano. Vivi la tua vita in modo tale che, alla fine tu riderai mentre gli altri piangeranno”.  (Anonimo)

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LA RIUNIONE DEI SATANASSI (qui bisogna farci furbi…)

   Satana convocò un convegno mondiale dei demoni e nel suo discorso di apertura disse: “Non possiamo impedire ai cristiani di andare in chiesa. Non possiamo impedire loro di leggere le loro Bibbie e di conoscere la verità. Non possiamo nemmeno impedire loro di avere una relazione intima con il loro Salvatore… Non appena essi ottengono questa linea di comunicazione con Gesù, il nostro potere su di loro si interrompe.  Allora lasciamoli andare nelle loro chiese, ai pranzi e alle cene che organizzano… ma dobbiamo riuscire a rubare loro il Tempo e il loro modo di stare insieme così che non resti loro nessun momento  per allacciare una relazione con Gesù Cristo. Quello che voglio che facciate è questo – continuò Satana – dovete distrarli al punto che non riescano ad avvicinarsi al loro Salvatore”. “Come faremo”? Gridarono i demoni. Rispose Satana: “Teneteli occupati con le cose non essenziali della vita e inventate moltissimi argomenti e situazioni che occupino le loro menti. Tentateli a spendere, spendere, spendere e a chiedere prestiti, chiedere prestiti… Persuadete le loro mogli ad andare a lavorare per molte ore ed i mariti a lavorare per sette giorni alla settimana 10/12 ore al giorno perché abbiano capacità finanziaria per conservare i loro stili di vita futili e vuoti. Create situazioni che impediscano loro di passare un po’ di tempo con i figli e così le loro famiglie si andranno frantumando e i loro focolari non offriranno più un luogo di pace dove rifugiarsi dalle pressioni del lavoro. Stimolate le loro menti con tale intensità così che non possano più ascoltare quella voce dolce e tranquilla che guida i loro spiriti. Riempite tutti i tavolinetti dei salotti di riviste e giornali. Bombardate le loro menti di notizie 24 ore su 24. Invadete i momenti in cui state guidando attirando la loro attenzione sui cartelloni pubblicitari. Inondate le cassette della posta di cartaccia totalmente inutile, di cataloghi di negozi che offrono vendite per posta, lotterie, scommesse, offerte gratuite, servizi e false speranze. Mettete belle e suadenti modelle sui giornali e in TV cosi che i mariti abbocchino e piano piano arrivino a credere che la bellezza esteriore è la più importante  di tutto così da risultare insoddisfatti delle loro mogli… Tenete le loro mogli tanto stanche da non potere amare di notte i loro mariti e date loro anche il mal di testa… Se esse non daranno ai lor mariti l’amore di cui hanno bisogno, questi allora cominceranno a cercarlo altrove e ciò senza dubbio dividerà rapidamente le loro famiglie. Date loro Babbo Natale, perché trascurino e poi dimentichino  di insegnare ai loro figli il vero significa del Natale. Dategli l’uovo di Pasqua perché non parlino della Risurrezione di Gesù e del suo potere sul peccato e sulla morte. E anche quando stanno divertendosi e distraendosi, che lo facciano con eccesso perché tornando a casa siano esausti. Teneteli così occupati che non pensino di andare o di restare vicini alla natura per riflettere sulla Creazione di Dio. Mandateli invece in un parco giochi, a manifestazioni sportive, teatri, concerti e cinema. Teneteli occupati, OCCUPATI, OCCUPATI… Ed anche quando si riuniscono per un incontro spirituale, cercate il modo di coinvolgerli in chiacchere e pettegolezzi senza importanza, perché quando se ne andranno a casa lo facciano con le coscienze pesanti. Riempite la loro vita di tante cause nobili e importanti così che non abbiano  il tempo per la causa  veramente più importante che è quella del
Regno di Gesù. Così facendo saranno indotti  a cercare soluzione ai loro problemi con le sole loro forze dimenticando quel che disse Gesù “senza di me non potrete fare niente” e si danneranno l’anima (scusate l’ironia…) per trovare soluzioni alle questioni che dovranno affrontare sacrificando la loro salute e le loro famiglie per il bene della causa… Vedrete che funzionerà…FUNZIONERA’…

I demoni partirono per la missione loro affidata ansiosi di adempiere i comandi del capo e  facendo in modo che i cristiani di tutto il mondo fossero più occupati e frettolosi, correndo ansiosamente di là e di qua… e avendo poco tempo per le loro famiglie e soprattutto trascurando di raccontare agli altri il potere di Gesù di trasformare le vite…

Se non sei troppo “occupato”…chiediti che esito potrà avere questa macchinazione ordita a tuo danno…e, sempre se non sei troppo occupato…comunicala ad altri.

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VOCAZIONE… mai da solo!

La storia della casa inizia dalla strada…con un cammino.

Per vivere a modo mio saluto il grembo in cui mi trovo ed esco.

E’ duro, è importante saper salutare e partire.

Il cammino della vita si apre in un distacco e separarsi

è il primo segno di vocazione.

E’ segno che non basto a me stesso.

E parto povero, ricco solo della mia libertà.

Un altro segno di vocazione: ora sono libero di essere dono,

di chiamare e di farmi chiamare.

Attraverso l’altro l’Amore mi chiama: “Vieni”, e nell’amore

chiamo l’altro: “Vieni”.

Inizia  una storia nuova.

Insieme.                                          (Don Carlino Panzeri)

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SIETE DISPOSTI O NO…?

 

Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altr ie ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi? A ignorare quel che il mondo vi deve e a pensare a ciò che voi dovete al mondo? A mettere i vostri diritti in secondo piano, i vostri doveri come cosa prioritaria e dare un po’ di più? Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi e a cercare di guardare dietro i volti per vedere il cuore? A capire che la sola ragione della vostra esistenza non è ciò che voi avrete dalla vita, ma ciò che darete alla vita? A non lamentarvi di come va l’universo e cercare intorno a voi un luogo in cui potete seminare qualche granello di felicità? Siete disposti a fare queste cose sia pure per un solo giorno?

ALLORA VERAMENTE IL NUOVO GIORNO SARA’ UN GIORNO NUOVO…

                                                                                               (Henry Van Dike)

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PREGHIERA RAFFINATA… per tenere a bada la vanità.

Signore, aiutami a diffondere la Tua fragranza, dovunque io vada. Inondami l’anima del Tuo spirito e della Tua vita. Penetra in me e possiedi tutto il mio essere così a fondo che tutta la mia vita sia un’irradiazione della Tua. Splendi attraverso di me e sii in me a tal punto da far sentire ad ogni anima che tocco la Tua presenza nella mia anima. Fa’ sì che guardandomi non vedano più me, ma soltanto Te, o Signore! Resta con me e io risplenderò come Tu risplendi  tanto da divenire una luce per gli altri.. La mia luce, Signore, verrà tutta da Te; nemmeno un raggio sarà mio; sarai Tu a illuminare gli altri per mezzo mio. Ti renderò lode nel modo che Tu preferirai risplendendo su chi mi sta accanto. Fa’ sì che io predichi senza predicare, non con le parole ma con l’esempio, con la forza travolgente, l’influsso di ciò che faccio, con l’evidente pienezza dell’amore che il mio cuore nutre per Te. (Newmann)

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EMOZIONI diverse per AMICI DIVERSI…

                                                

“Se è pace che vuoi, cerca di cambiare te stesso, non gli altri. E’ più facileproteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra”.(De Mello)

 “Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario: nel guardare un frutto senza mangiarlo”. (Weil)

 “Cosa succederebbe se scoprissi che il mio stesso nemico si trova all’interno di me stesso, che sono io pertanto ad avere bisogno dell’elemosina della mia amabilità, che sono io il nemico da amare?” (Jung)

“Che cosa è Dio” domanda il bambino. La madre lo stringe fra le braccia e gli chiede:“Che cosa provi?” “Ti voglio bene”  risponde il bambino”. “Ecco, Dio è questo!” (Kieslowski)

“Per un pipistrello il paradiso è pieno di pipistrelli”.

  PERDONAMI, SIGNORE…

Perdonami Signore se durante la vita mi sono dato troppo da fare per piantare grossi tronchi, per costruire grandi edifici.Perdonami se ho gridato per  farmi ascoltare da tutti, se ho calcolato con precisione ogni cosa per non sbagliare…Fammi capire, finalmente,che da un piccolo seme nasce un grande albero,che solo costruendo sulla roccia dura può sorgere un grande edificio. Fammi capace di ascoltare il silenzio che fa crescere le foglie e lentamente dipinge i fiori con i colori del cielo.     (Giovanni Ferrotti da “LA PAROLA E IL SILENZIO” – Ed. Gabrieli)

 

 

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L’ATTESA…

L’attesa è un silenzio…  un tempo trattenuto… quell’attimo tra buio e luce… il vuoto colmo di speranza… (Chiara D’Oronzo, Spello)

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IL PICCOLO GAMBERO (quando non si accetta il destino di libertà dei figli…)

C’era una volta una comunità di gamberi che viveva nelle acque di un fiume. In questa comunità di gamberi un giorno nacque un piccolo gambero che invece di camminare all’indietro andava avanti… con grande disperazione dei suoi genitori per questo scherzo del destino. Essi infatti cercavano di persuaderlo a camminare come tutti gli altri, ma senza riuscirvi… Crescendo arrivò il giorno che il piccolo gambero fu iscritto alla scuola. Ed anche a scuola veniva preso  in giro dai compagni, rimproverato dai maestri, minacciato di espulsione dal direttore. E, una volta tornato a casa, i genitori continuavano a lamentarsi: “Figlio, che t’abbiamo fatto? Perchè cammini avanti mentre tutti noi camminiamo all’indietro”?  Il piccolo gambero alzava  le spalle rassegnato e rispondeva: “Non ci posso fare niente. A me piace camminare avanti”. Col passar del tempo la situazione diventava sempre più pesante, fintanto che un giorno gli insegnanti decisero di convocare i genitori e li rimproverarono: “Voi vi disinteressate di vostro figlio e non fate nulla perchè cammini come tutti gli altri”. E loro giù a piangere e a rifarsi contro il figlio. Le provarono tutte, comprese le botte e le punizioni più brutte, per persuaderlo a camminare all’indietro. Mano a mano che il tempo passava, anche gli altri componenti della comunità dei gamberi presero a bersagliare questo povero piccolo gambero. La situazione divenne talmente insopportabile che i genitori furono convocati di fronte al Consiglio degli anziani. I gamberi anziani cominciarono a redarguire i genitori: “Voi avete educato male vostro figlio, vedete come si comporta, invece di camminare all’indietro  va avanti. Vi diamo ancora qualche tempo per rimediare; se la situazione non dovesse cambiare saremo costretti ad espellerlo dalla nostra comunità perchè non costituisca elemento di scandalo”. I genitori, messi alle strette da questa minaccia, insistevano con il piccolo gambero piangendo: “Figliolo, ti preghiamo, cerca di cambiare”. E lui rispondeva semplicemente: “A me piace andare acvanti e continuo ad andare avanti”. Non ci fu proprio niente da fare. Arrivò quindi il momento in cui la comunità decise di espellere il piccolo gambero. Tutti si radunarono in riva al fiume e questo gamberetto con il suo sacchetto in spalla fu cacciato via. Genitori che piangono, compagni che lo deridono, anziani che scuotono la testa… Tutto il gruppo dei gamberi lo vede allontanarsi. E lui se ne va, solo, con il proprio destino, si tuffa nell’acqua del fiume e, siccome questa va avanti, egli continua ad andare avanti… I genitori lo salutano, egli accenna ad un saluto e se ne va fino a scomparire alla vista di tutti. Ad un tratto, mentre continua a camminare avanti, verso il mare,  si imbatte in uno scoglio. Su quello scoglio intravvede una figura muoversi; man mano che si avvicina si accorge che è un vecchio gambero, tutto sgangherato, che lo guarda e lo chiama. Il piccolo gambero si avvicina e il vecchio gambero gli dice: “E così anche tu hai scelto di andare avanti; anch’io avevo fatto la stessa scelta, poi mi sono stancato e mi sono fermato. Ecco il risultato, sono qui, solo, a morire su questo scoglio. Tu non fare come me, va avanti, segui la tua strada”. Il piccolo gambero, con le lacrime agli occhi, salutò il vecchio gambero e continuò ad andare avanti verso il mare… in quell’immenso mare dove andare avanti o indietro non aveva più ormai alcuna importanza… Tuttavia il piccolo gambero era riuscito a raggiungere il traguardo della sua vita. (Anonimo)

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QUANDO AL MATTINO… (Tecumshe, SHAWNEE)

“Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell’aurora, per la vita che ti ha dato e per la forza che ritrovi nel tuo corpo. Ringrazia il tuo Dio anche per  il cibo che ti dà e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore”.

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