Archivi categoria: Aforismi, poesie

Una serie di scritti, suggestioni, aforismi ed emozioni raccolti nel corso del tempo

QUESTIONE DI BISOGNI (tanto per pettegolare su maschi e femmine…!)

 

   Non avevo mai capito perché i bisogni sessuali degli uomini e delle donne fossero così differenti. Non avevo mai capito tutte quelle storie di Marte e Venere. E, soprattutto, non avevo mai capito perché gli uomini riflettessero con la testa e le donne con il cuore…    Una notte della settimana scorsa, mia moglie ed io ci siamo coricati, abbiamo cominciato a palpeggiarci un po’ ovunque.    Io ero già arrapatissimo e credevo fosse reciproco, dato il carattere esplicitamente osè delle nostre carezze… Ma in quel preciso momento mi dice: “Ascolta…ora non ho voglia di fare l’amore, ho soltanto voglia che tu mi stringa forte tra le tue braccia, mhm”. E ho detto: “COSA?!?!”.    Allora lei mi ha detto le parole magiche: “Tu non sai entrare in contatto con i miei bisogni emotivi  di donna…”.    Alla fine ho capitolato e, rassegnato, mi sono convinto che quella notte non avrei scopato e così mi sono addormentato.

   Il giorno seguente siamo andati a fare shopping al centro commerciale. Io la guardavo mentre provava tre vestiti belli ma molto costosi. Siccome non riusciva a decidersi, le ho detto di prenderli tutti e tre . Allora, tutta emozionata e motivata dalle mie parole comprensive mi ha detto che avrebbe avuto bisogno anche di un paio di scarpe con cui indossarli, al che ho detto che mi sembrava giusto.    Dopo siamo passati dalla bigiotteria, da dove è uscita con dei braccialetti tempestati di diamanti. Poverina…se l’aveste vista…. era emozionatissima…Penso che credesse che stavo impazzendo, ma, a dire il vero, non mi sembrava che se ne preoccupasse molto…    Credo pure che mi stesse mettendo alla prova quando mi ha chiesto, innocentemente, un costosissimo vaso cinese per arredare la mensola del camino…    Ma penso di aver distrutto tutti i suoi schemi mentali quando le ho risposto ancora di sì! A questo punto sembrava quasi eccitata sessualmente…avreste dovuto vedere il suo viso! Ed è proprio in quel preciso momento che, col suo più bel sorriso da quando siamo sposati, mi ha detto: “Andiamo a pagare alla cassa!”.    E’ stato molto difficile trattenermi dal ridere quando le ho detto: “Ascolta amore, no, credo che ora non ho voglia di comprare tutta questa roba!”.    Avreste dovuto vedere il suo viso, davvero; è diventata molto pallida e lo è rimasta quando io ho aggiunto: “Voglio soltanto che tu mi stringa forte tra le tue braccia…”.    E nel momento in cui il suo viso cominciava a cambiare colore e a riempirsi di collera e odio, ho semplicemente aggiunto: “Tu non sai entrare in contatto con i miei bisogni finanziari di uomo…”.    Credo che non tromberò più prima della primavera del 2017…                                                                                                                                      (autore sconosciuto)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

ALLA MORTE DEL NONNO (Valmasino 5.10.1999)

…    E volando vai nelle nevi e sui ghiacciai rischiarando… …Io non so ove tu sia adesso… Forse è un’illusione ed un  pueril sognar che mi spinge a scorgerti volar… E sulle inaccessibil cime delle montagne tue…nella notte…voli. …E qualcuno laggiù ti piange, piange la tua assenza e freddo sarà il suo letto senza te, fredda la sua anima.    E intanto volando vai a rincorrer gli ultimi raggi dorati    e d’albe dorate ti vestirai…

Sorridente e dolce mi piace immaginarti…

E a quel tuo amico che ti pianse…e che mesto davanti al tuo giaciglio ti salutò…riscalderai l’inverno con i tuoi ricordi. Bruciano infatti più dolcemente i ricordi nella fredda ed ancestrale notte novembrina.

Tu lo riscalderai con fiamma di memoria quando nel freddo mese solo se ne starà davanti al suo camino e scorerrano le lacrime sul vetusto viso.

E la donna tua che piangendo ti preparò e scelse con amore la bella ed estrema veste guarderai dalle finestre…fluttuando te ne andrai tra le nebbie…e ad ella che col capo chino nel solaio andrà a prendere un altro pezzo di legna per scaldare il vuoto, tu le rivolgerai parole d’amore…e con occhi colmi di gioia la lascerai  “a presto”… sussurrandole. E poi ancora sù, tra le nevi perenni sulle cime…che rosee al tramonto divengono… e giù nei boschi baciati dalle prime nevi…sugli alberi spogli e nelle caverne ventose… nel tuo fiume …nelle tue valli…voli…sì…io è così che voglio immaginarti adesso… che volando vai nelle nevi e sui ghiacci rischiarando… (Francesco, 18 anni)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

DONNA MARIA…AHI AHI AHI!!!

 

In un palazzo di Napoli vive Donna Maria, una signora molto apprezzata per la sua bellezza, moglie di un medico, colta ed elegantissima. Gennaro, il custode la desidera pazzamente e una mattina, mentre la signora gli passa davanti, si lascia scappare, sia pur sottovoce: “Madonna, che bella femmina! Non so cosa darei per averla”.  La signora se ne accorge, torna sui suoi passi e dice: “Come avete detto?”. “Niente, signora, perché?”. Lei lo incalza: “Su, Gennaro, non fate il furbo! Vi ho sentito benissimo…abbiate il coraggio di ripetermelo in faccia”. E l’uomo:  “Ma veramente… ecco non volevo essere scortese, ma… voi… siete così bella che io.. io… sto uscendo pazzo, signò! “  E lei: “Ah sì? Ma bene! Allora sapete cosa dovete fare?” “Si, signò, mo mi faccio una doccia fredda e scusate tanto…”. “Ma no, Gennaro, non fate così…vi piaccio proprio tanto?”. “Da impazzire… non so cosa pagherei…oh,  mi scusi,  ma vede, non ragiono…”. “Gennaro, volete togliervi lo sfizio”. “Signò, che dite?” . “Dico che se volete togliervi il capriccio, venite domani mattina alle undici, con in mano tremila euro ed io soddisferò ogni vostro desiderio…”. “Tremila euro?…Ma, signò, dove li trovo tremila euro?… Non ho tutti quei soldi”. “Eh, Gennaro, ma se si vuole togliere lo sfizio… uno deve fare una pazzia”. “Ha ragione…ma,  vede, io non saprei come trovare quei soldi…”. “Mi dispiace, Gennaro… comunque la proposta è  sempre valida: venite con tremila euro e non ve ne pentirete!”. “Sì, certamente…grazie signò, grazie tante lo stesso!”. Ma l’indomani mattina Gennaro si presenta puntuale con tremila euro, con sorpresa della stessa signora: “Gennaro, ma allora siete proprio pazzo di me, se siete arrivato a svenarvi…!. E così la signora si concede a Gennaro facendogli provare emozioni indescrivibili. Dopo un paio d’ore rientra il marito: “Ciao, Marì, come stai?”.”Bene, grazie e tu?”. “Io bene… senti…è benuto su Gennaro?” “Co… cosa? Non ho capito”. “Avanti, su!… ti ho detto, è venuto su Gennaro verso le 11 ?”. “Sì, sì…è venuto…”. “E ti ha portato tremila euro?”.  “Sì, ma guarda che…”. “Basta così, volevo solo avere la conferma”. “Ma caro, ti posso spiegare…”. “Non c’è nulla da spiegare… Gennaro è un vero uomo!  Un uomo di parola”. La moglie rimane allibita. “Ma caro, non capisco…”. “ Sai, ieri pomeriggio mi incontra e mi dice: dottore, prestatemi tremila euro che domani alle 11, quant’è vero Iddio, ve li riporto!”

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

A PROPOSITO DELL’ANTICO “mens sana in corpore sano”

LE RICERCHE SCIENTIFICHE DIMOSTRANO CHE LE QUALITA’ POSITIVE (virtù, atteggiamenti, inclinazioni, dinamiche emotive) POSSONO DARE TANGIBILI BENEFICI AL CORPO E ALLA PSICHE, COME AD ESEMPIO….

IL BUONUMORE porta benessere, LA GENTILEZZA rafforza il sistema immunitario, LA FIDUCIA rende longevi,  LA GRATITUDINE AUMENTA l’efficienza, L’OTTIMISMO migliora addirittura le prestazioni sportive e aiuta a fare carriera politica

(Da SAPER VIVERE,  Vivien Reid Ferrucci, E.P.)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

I MISTERI CURIOSI… DELLA VITA

Sono tutti quegli eventi o quelli accadimenti, più o meno “casuali” e di diversa importanza che contrassegnano il nostro cammino terreno e ai quali siamo proprio  noi ad  affibbiare la qualifica di “curiosi”. Unire poi questa qualifica ad un termine di tutto rispetto quale quello di “mistero” incuriosisce ancora di più… Ecco l’origine di questa riflessione.                                                                                                     

Anche chi non bazzica tanto per chiese, conventi e santuari ha certamente sentito parlare di “rosari”. Chi vi bazzica invece un po’ di più, sa benissimo in cosa consiste esattamente il rosario, quella “curiosa” preghiera alla Madonna fatta di una cinquantina di “Ave Maria” recitate dieci alla volta e durante la recita delle quali “decine” l’anima si sofferma a riflettere, considerare, meditare su alcuni episodi salienti della vita di Gesù, vita ovviamente inseparabile da quella della sua Mamma… E sa benissimo che questi episodi da “contemplare” sono una ventina e sono messi in fila in una successione  logica tale già di per sé indicativa di come dovrebbe essere vissuta una vita di fede.

 Sono messi in fila a iniziare dai “gaudiosi” (situazione emotiva e spirituale congrua alla nascita di un bambino e ai suoi primi anni di vita), per seguitare poi con quelli “luminosi” (l’irradiazione di quell’iniziale venuta alla luce rappresentata dalla vita adulta di Gesù), e poi con quelli ”dolorosi” (non esiste vita  adulta senza risvolti drammatici e senza il finale tragico della morte), per finire con quelli  “gloriosi” (ed è un finale esclusivo toccato come primizia a Gesù e garantito anche per tutti noi, seppur ancora in incubazione per il momento).

Questi venti episodi, di natura così diversa tra loro (alcuni sono eventi del tutto naturali, come nel caso di  una nascita, mentre altri hanno caratteristiche  supernaturali, come nel caso della risurrezione e della conseguente ascensione) sono tutti quanti curiosamente chiamati “misteri” e misteri da “contemplare”.

La combinazione casuale di questi due termini,  mistero e contemplare, con la parola “curioso” (che fa rima con gaudioso, luminoso, doloroso, glorioso) ha provocato, nella mia anima, tutta una serie di considerazioni… A cominciare col riconoscere che tutto quanto ci capita nella vita, proprio tutto quanto, va vissuto come mistero da “contemplare” più che come enigma da “risolvere” . Nel romanzo “Il vangelo secondo Pilato “ di E.E. Schmitt si legge: “Non c’è nulla di più rassicurante di un enigma: è un problema in provvisoria attesa della sua soluzione. Non c’è nulla di più angosciante di un mistero: è un problema definitivamente privo di soluzioni. Fa pensare, immaginare…”. Pensare e immaginare  (contemplare potrebbe essere la sintesi delle due cose) resistendo alla curiosa tentazione  di voler capire tutto fino in fondo, di  esigere spiegazioni, di pretendere  dimostrazioni. Il bisogno di capire è esso medesimo un bisogno iscritto dal Creatore nel profondo dell’anima ed è quindi legittimo assecondarlo, ma nei limiti consentiti… come accade per tutti i bisogni. Quando si esagera nella soddisfazione di un bisogno, infatti, è segno che si è caduti nella tentazione di voler strafare… Nel caso dei “misteri curiosi” dai quali è contrassegnata ogni vita si scivola facilmente nella tentazione di voler “capire” laddove invece sarebbe più conveniente e gustoso  lasciarsi andare a “contemplare”. Lo stesso Einstein affermava: “Chi non accetta il mistero, non è degno di vivere”. Il mistero curioso (curioso, etimologicamente, significa avere cura di conoscere…anche se va ricordato che la “curiosità morbosa” è stigmatizzata come malanno psicologico) di essere stati pensati e voluti proprio così come ci troviamo, di essere stati collocati nell’utero del tempo-spazio in quel momento, in quella postazione geografica, con quelle caratteristiche, con quella  pelle, con quella cultura, il mistero dei tantissimi incontri  apparentemente casuali (“Il caso è Dio che gira in incognito” dice ancora Einstein), il mistero della fecondità fisica o della fecondità non legata alla fisicità, il mistero delle mille vicende nelle quali quotidianamente siamo coinvolti pur non avendole causate… per finire con il gigantesco mistero del male…

C’è solamente un modo, più conveniente  di altri, di convivere con il mistero… ed è quello di accovacciarvisi dentro e sognare.

 

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie, Articoli

PER NON FERIRLI… i bambini

Dite: è faticoso frequentare i bambini. Averte ragione.

Poi aggiungete: perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.

Ora avete torto.

NON E’ QUESTO CHE PIU’ STANCA. E’ PIUTTOSTO IL FATTO DI ESSERE OBBLIGATI AD INNALZARSI FINO ALL’ALTEZZA DEI LORO SENTIMENTI. TIRARSI, ALLUNGARSI, ALZARSI SULLA PUNTA DEI  PIEDI PER NON FERIRLI.   (Janusz korczak)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

UNA ORAZIONE (portata a Medjugorie da Federica)

“Ti prego, o Vergine Santa, Regina della pace e Madre di Dio di intercedere presso di Lui perchè abbia la bontà di avere un occhio di riguardo (e Lui sa perchè) per la mia famiglia, per tutti gli amici e per tutte quelle persone che, ad oggi, hanno visto il mio volto, ascoltato la mia voce, letto un mio scritto, cosicchè avvenga di loro secondo il beneplacito della Sua santa e misericordiosa volontà per la maggior gloria Sua. E inoltra questa intercessione per i meriti del Suo e del Tuo amatissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo. Grazie, Mamma”.

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

C’E’ POCO DA RIDERE…alle spalle degli altri! (S.A.D.A.E ovvero Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata Dall’Eta’)

E’ una malattia che si manifesta solitamente così…

Decido di lavare la macchina. Mentre mi avvio al garage vedo che c’è postra sul mobiletto dell’entrata. Decido di controllare prima la posta. Lascio le chiavi della macchina sul mobiletto per buttare le buste vuote e la pubblicità nella spazzatura e mi rendo conto che  il secchio è strapieno. Visto che tra la posta ho trovato una fattura decido di approfittare del fatto che esco a buttare la spazzatura per andare fino in banca (che sta dietro l’angolo) per pagare la fattura con un assegno. Prendo dslla tasca il porta assegni e vedo che non ho assegni. Vado su in camera a prendere l’altro libretto, e sul comodino trovo una lattina di coca cola che stavo bevendo poco prima e che me l’ero dimenticata lì. La sposto per cercare il libretto degli assegni e sento che è calda… allora decido di portarla in frigo. Mentre esco dalla camera vedo sul comò i fiori che mi ha regalato mio figlio e mi ricordo che li devo mettere in acqua. Poso la coca cola sul comò e lì trovo gli occhiali da vista che è tutta la mattina che cerco. Decido di portarli nello studio e poi metterò i fiori nell’acqua. Mentre vado in cucina a cercare un vaso e portare gli occhiali sulla scrivania, con la coda dell’occhio improvvisamente vedo un telecomando. Qualcunoi deve averlo dimenticato lì (ricordo che ieri sera siamo diventati pazzi cercandolo). Decido di portarlo in sala (al posto suo!), appoggio gli occhiali sul frugo, non trovo nulla per i fiori, prendo un bicchiere alto e lo riempio di acqua… (intanto li metto qui dentro). Torno in camera con il bicchiere in mano, poso il telecomando sul comò e metto i fiori nel recipiente, che non è adatto naturalmente… e mi cade un bel po’ di acqua… (mannaggia…), riprendo il telecomando in mano e vado in cucina e prendere uno straccio. Lascio il telecomando sul tavolo della cucina… ed esco… e cerco di ricordare che dovevo fare con lo straccio che ho in mano…

CONCLUSIONE:

SONO TRASCORSE DUE ORE – NON HO LAVATO LA MACCHINA – NON HO PAGATO LA FATTURA – IL SECCHIO DELLA PSAZZATURA E’ ANCORA PIENO – C’E’ UNA LATTINA DI COCA COLA CALDA SUL COMO’ – NON HO MESSO I FIORI IN UN VASO DECENTE – NEL PORTA ASSEGNI NON C’E’ UN ASSEGNO – NON TROVO PIU’ IL TELECOMANDO DELLA TELEVISIONE NE’ I MIEI OCCHIALI – C’E’ UNA MACCHIACCIA SUL PARQUET IN CAMERA DA LETTO – E NON HO IDEA DI DOVE SIANO LE CHIAVI DELLA MACCHINA.

 MI FERMO A PENSARE: come può essere? Non ho fatto nulla tutta la mattina, ma non ho avuto un momento di respiro… mah! Fammi un favore, manda questo messaggio a chi conosci perchè io non ricordo più a chi l’ho mandato. E non ridere alle mie spalle perchè se ancora non ti è successo… ti succederà molto prima di quanto tu non creda!

 

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

VIVERE LA VITA ALL’INCONTRARIO…semplificherebbe la vita! (Woody Allen)

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e così, tricchete tracchete, il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto d’ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perchè stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Con il passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarat’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente picccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in  un orgasmo.

 

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

SE POTESSI VIVERE DI NUOVO… (Yorge Luis Borges)

“Se potessi vivere di nuovo la mia vita… Nella  prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia mai stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi,  farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei pià fiumi, andrei in più luoghi dove non sono mai stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno problemi immaginari.

Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensati e con profitto. Certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei soltanto di averemomentibuoni.Perchè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita, di momenti. Non perdere l’adesso.

Io ero  uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell’acqua calda, un ombrello ed un paracadute… Se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo dall’inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno. Farei più giri in calesse, guardarei più albe, e giocherei con più bambini… se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma, vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie