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Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

PER SORRIDERE UN PO’…

PER SORRIDERE UN PO’

 

Una suora sale su un taxi. Il tassista non smette un attimo di fissarla. Lei gli chiede come mai la sta guardando in quel modo e lui risponde: “Vorrei chiederle una cosa, ma ho paura di offenderla”. Lei gli risponde: “Figliolo, non puoi offendermi. Sono suora da molti anni ormai e con l’età che ho, mi è capitato di vederne e sentirne di tutti i colori. Sono sicura che niente che tu possa dirmi o di chiedermi potrà scandalizzarmi”.

Il tassista: “Beh…Ho sempre avuto una fantasia: baciare  una suora”.

La suora: “Bene, vediamo cosa si può fare. Primo, devi essere single. Secondo, devi essere cattolico”.

Il tassista, tutto eccitato, risponde: “Si, sono single e cattolico”. “Ok”, fa la suora. “Gira in quel vicolo”.

La suora soddisfa il desiderio del tassista con un bacio da far arrossire…

Ma quando ritornano sulla strada principale, il tassista scoppia a piangere. “Perché  piangi, figliolo?”.

“Mi perdoni, sorella, perché ho peccato. Le ho mentito. Sono sposato e sono ebreo.

La suora: “Non c’è problema. Mi chiamo Alberto e sto andando a una festa di Carnevale”!!!!!

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ANTIDEPRESSIVO…

“DIO SA CHE ESISTO E QUESTO MI BASTA”.  (San Giovanni XXIII)

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MEGLIO NON STRAFARE… ma semplicemente fare!

                              AIUTARE TROPPO… STROPPIA—————————

   Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo. Un uomo che passava per caso si mise a guardare una farfalla che per varie ore si sforzava per uscire da quel piccolo buco. Dopo molto tempo sembrava che si fosse arresa ed il buco fosse sempre della medesima dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.

   Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era ancora piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.

   L’uomo continuò ad osservare perché sperava che da un momento all’altro le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo e che essa cominciasse a volare.

   Non successe nulla… in quanto che la farfalla passò il tempo della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non fu mai capace di volare.

   Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare  non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.

   Era la forma con la quale Dio la faceva crescere e sviluppare.

   A volte lo sforzo è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita. Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati. Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.

Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.

Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere.

Chiesi la prosperità…  e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.

Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare.

Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.

Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.

Non ho ricevuto niente di quello che chiesi,

ma ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.

                                                                                                            

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A PROPOSITO DI…..

A proposito di eventi odierni,

sovente definiti “apocalittici”

dalla stampa scritta o parlata.

 

“Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore”. (San Paolo nella seconda lettera a Timoteo, 3, 1 – 5)

 

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VARIAZIONI SUL TEMA…

CONSIDERAZIONI DI MEZZA ESTATE

 

Non è tutto oro quel che luccica, ma bisogna ricordare

che neppure sempre luccica tutto quel che è oro”. (Emerson)

 

“Non è l’abbondanza del sapere a saziare e soddisfare l’anima, ma lo è il sentire e gustare le cose internamente”. (Sant’Ignazio di Loyola)

 

“Questa cosa molto ingiusta si verifica in ogni guerra: tutti rivendicano per sé il merito dei successi, mentre la colpa degli insuccessi viene fatta ricadere su uno solo”. (Tacito)

 

“Nessuno può renderti infelice, se non glielo permetti”. (Roosevelt)

 

“Niente può ferirti, tranne tu stesso”. (San Giovanni Crisostomo)

 

“La sessualità non è carne, è desiderio e il desiderio, quando è voluto per se stesso, porta in sé la sua sconfitta”. (U. Galimberti)

 

“L’amore consiste nel proteggersi e nell’amarsi di due solitudini”. (R.M. Rilke)

 

“Una nave che rimane in porto è sicura, ma non per questo si costruiscono navi”. (W. Sheed)

 

“Non cerchiamo la vanagloria provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri”. (San Paolo)

 

“La fede dello sciocco è certo meglio dell’ateismo del genio”. (Dal libro “Chi non legge questo libro è un imbecille”)

 

“Dio si conosce meglio nell’ignoranza”. (Sant’Agostino)

 

“Il savio che disputi con lo stolto, che si adiri o rida, non riuscirà a nulla”. (Proverbi, 29,9)

 

“Chi da retta al cervello degli altri, si può friggere il suo”. ( Citazione di Oliviero Ponte di Pino)

 

“Il collegamento tra gli uomini avviene per mezzo della favella… e basta questa informe e inadeguata attribuzione di nomi a sconvolgere in modo straordinario l’intelletto… Perché le parole fanno gran violenza all’intelletto e turbano i ragionamenti, trascinando gli uomini a innumerevoli controversie”. (Bacone, Novum organum, 1,43)

 

“Qualche volta ho bisogno di semplificare la mia vita, al punto che tutto ciò che penso sono i prossimi 20 passi, non i prossimi 20 anni…”.

 

www.gigiavanti.com

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TANTO DALLA VITA NON SI ESCE VIVI!

IL CIMITERO DEI FUMATORI (scritte sulle lapidi)

 

  • Fumavo perché avvelenarsi è un sottile piacere
  • Fumavo perché ero una donna emancipata
  • Fumavo perché 7 o 8 cosa vuoi che facciano?
  • Fumavo, ora ho smesso
  • Fumavo per avere qualcosa che tirasse
  • Fumavo perché il cancro viene solo agli altri
  • Fumavo il sigaro perché fa meno male
  • Io non fumavo, ma stavo sei ore al giorno in ufficio con gli altri che fumavano
  • Fumavo solo sigarette leggere
  • Fumavo perché il biberon era troppo vistoso
  • Fumavo la pipa altrimenti nessuno si accorgeva che ero un intellettuale
  • Fumavo perché volevo morire… e ci sono riuscito
  • Fumavo soprattutto per darmi un contegno
  • Fumavo così, per riempirmi di fumo
  • Fumavo perché anche Che Guevara fumava
  • Fumavo il toscano perché faceva così folk
  • Fumavo perché ero piccolo e brutto

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LA SOLITARIA COLLINA DEL NON – FUMATORE

 

  • Mi sono esposto alle radiazioni, ho bevuto acqua inquinata, ho mangiato cibi adulterati, ho respirato aria di città, ho consumato tonnellate di farmaci e psicofarmaci: farmaci per vegliare, per dormire, per mangiare… insomma, per vivere. Mi sono sempre annoiato e ho avuto paura di tutto… PERO’ NON HO MAI FUMATO E PERCIO’ NON SONO MORTO.

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MA GUARDA UN PO’….

A PROPOSITO DI “Famiglia cristiana” e…

 

A proposito del titolo di Famiglia cristiana di cui si sta parlando, sussurro la seguente considerazione: soltanto Gesù, e nessun altro, si può permettere di emettere giudizi, di inveire con insulti contro categorie di persone.

 Soltanto Lui, e nessun altro… Papa compreso, si può permettere di dire: “Chi è senza peccato scagli per primo la pietra”, (questa è la traduzione originale).          Soltanto Gesù, e nessun altro, perché Lui è la Via, la Verità, la Vita.

Noi tutti siamo soltanto dei viottoli sconnessi e disastrati, degli opinionisti miopi e autoreferenziali, degli impauriti morituri… ai quali viene oltre tutto ordinato dallo stesso Gesù: “Non giudicate”.

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SENZA TITOLO…

Sempre a proposito di “lingua” ribelle e indomita, la conoscete la filastrocca delle 10 “P”? Eccola….

Prima Pensa Poi Parla Perché Parole Poco Pensate Procurano Pena
(Vale anche e soprattutto per coloro che soffrono di sindrome “suoceresca”, femmine o maschi che siano…)

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E VAI COI PROVERBI!

NE UCCIDE PIU’ LA LINGUA CHE LA SPADA

 

La saggezza soave seminata da secoli nei proverbi popolari (senza trascurare quella contenuta nei testi biblici) continua nella sua quasi impercettibile missione culturale in barba a certa chiassosa e sovente spocchiosa saputoneria culturale odierna.

Il proverbio del titolo è stato ed è, insieme a tantissimi altri, nutrimento culturale oltre che spirituale di tantissime generazioni.

Ed è proprio questo proverbio fulminante che mi ha sollecitato a cercare qualcosa di più articolato… che ho trovato nel  brano dell’apostolo Giacomo alle prese con il “male inguaribile” del pettegolezzo spicciolo o raffinato, riportato o prodotto in autonomia, camaleontico e strisciante… in una parola, nefasto.

 

“Non fatevi maestri in molti, fratelli miei, consapevoli che saremo sottoposti a un giudizio più severo degli altri.

In molte cose, infatti, sbagliamo tutti. Se uno non sbaglia nel parlare, costui è davvero un uomo perfetto in grado di dominare anche il corpo.

Quando mettiamo il morso in bocca ai cavalli, perché ci obbediscano, riusciamo a guidare anche tutto il loro corpo.

Anche le navi, quantunque così grandi e spinte da forti venti, sono guidate da un piccolissimo timone dovunque vuole il timoniere.

Così anche la lingua è un piccolissimo membro e tuttavia può vantarsi di grandi imprese.

Un piccolo fuoco è capace di incendiare un grande bosco.

Anche la lingua è un fuoco, un vero mondo di cattiveria. Posta fra le nostre membra, contamina l’intero corpo e incendia il corso della vita, attizzata essa stessa dal fuoco della Geenna.

Infatti ogni genere di bestie e di uccelli, di rettili e di pesci può essere domato e addomesticato dalla razza umana.

La lingua, invece, nessun uomo riuscirà a domarla: è un male ribelle, è piena di veleno mortale.

Con essa benediciamo Il Signore e Padre e con essa malediciamo gli  uomini fatti a somiglianza di Dio. E’ dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione.

Non dev’essere, così, fratelli miei!

Forse  la sorgente può far sorgere dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un fico produrre olive o una vite produrre fichi? Neppure una sorgente salata può produrre acqua dolce”.

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 (Lettera di Giacomo, 3,1 – 4,12)

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PER SORRIDERE…tanto dalla vita non si esce vivi!

                                        BARZELLETTA

Sherlock Holmes e il dottor Watson vanno in campeggio. Dopo una buona cena ed una buona bottiglia di vino, entrano in tenda e si mettono a dormire.

 Alcune ore dopo Holmes si sveglia e, col gomito, sveglia il suo fedele amico: “Watson, guarda il cielo e dimmi cosa vedi”.

Watson risponde: “Vedo milioni di stelle”. Holmes: “E ciò, cosa ti induce a pensare?”. Watson pensa per qualche minuto: “Dal punto di vista astronomico, ciò mi dice che ci sono milioni di galassie e, potenzialmente, miliardi di pianeti. Dal punto di vista astrologico, osservo che Saturno è nella costellazione del Leone. Dal punto di vista temporale, deduco che sono circa le tre e un quarto di notte. Dal punto di vista teologico, posso vedere che Dio è potenza e noi siamo solo degli esseri piccoli ed insignificanti. Dal punto di vista meteorologico, presumo che domani sia una bella giornata”.

 “A Watson… va a quel paese, ci hanno fregato la tenda”.

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