SINTESI EFFICACE… per l’amore sano

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di | 23 febbraio 2022 · 17:01

PAUSA DI RIFLESSIONE

QUALCHE PASTICCINO

“La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica, tende a produrre  una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata dalla sua banalità”. (Terruwe)

“O il male è ciò di cui abbiamo paura o il male è avere paura”.  (Sant’Agostino)

“PENSARE, PREGARE, RIDERE, GIOCARE, AMARE ED ESSERE AMATO, DONARE E’ IL SEGRETO DELL’ETERNA

GIOVINEZZA”.  (Santa Teresa di Calcutta)

“Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori”. (Euripide)

“Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono per il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla”. (Seneca)

“SE UN UOMO SI COMPORTA SEMPRE SERIAMENTE E NON SI PERMETTE MAI UN PO’ DI DIVERTIMENTO

E DI DISTRAZIONE, IMPAZZIRA’ SENZA SAPERLO” (Erodoto)

“Per chi crede nessuna spiegazione è necessaria, per chi non crede nessuna spiegazione è possibile”.

“Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili a un non risolto problema religioso” (C.G.Jung)

“SE L’AVER MANGIATO UN FRUTTO HA ROVINATO L’UMANITA’, LA SALVEZZA SARA’ NELL’ATTEGGIAMENTO

CONTRARIO,  NEL GUARDARE UN FRUTTO SENZA MANGIARLO”.  (Simone Weil)

“COSA SUCCEDEREBBE SE SCOPRISSI CHE IL MIO STESSO NEMICO SI TROVA ALL’INTERNO DI ME STESSO,

CHE SONO IO PERTANTO AD AVER BISOGNO DELLA ELEMOSINA DELLA MIA AMABILITA’, CHE SONO IO IL NEMICO

DA AMARE?”. (C.G. Jung)

“Il Dio che viene a bussare alla nostra porta (cf. Ap 3,20) vuole guarirci dai nostri deliri di onnipotenza, dai nostri sogni di grandezza e perfezione, che si rivelano – a ben guardare – come meri incubi delle nostre notturnità interiori. “(Un fratello della Comunità di Bose)

“Ogni incontro con Dio è preghiera, ma non ogni preghiera è un incontro con Dio”.

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Disegno di Chiara Avanti

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di | 13 febbraio 2022 · 18:09

Disegno di Chiara Avanti….

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di | 13 febbraio 2022 · 18:07

“Non si sa come e quando funziona la preghiera, ma si sa per certo che funziona”

UNA ORAZIONE ONNICOMPRENSIVA

Ti ringrazio e ti  prego, o Signore, per tutte quelle persone che mi hai donato di incontrare nella vita, per quelle che hanno visto il mio volto, ascoltato la mia voce, letto un mio scritto e per quelle di cui ho visto il volto, ascoltato la voce, letto uno scritto. Avvenga di loro secondo il beneplacito della tua santa, misericordiosa e misteriosa volontà per la maggior gloria tua.

Ti prego, inoltre, di voler accettare come preghiera, bontà tua, il ricordo di persone che passa per la mia mente.

UNA ORAZIONE SINTETICA

Gesù, pensaci tu perché io confido in te

e liberaci dai nostri malanni e dalle

nostre angosce.

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“L’amore non muore mai di morte naturale”

FRAMMENTI DI SAGGEZZA PIU’ O MENO POPOLARE

“L’amore non muore mai di   morte naturale”.

            “L’amore è come la morte, non si può provare”.

“La coppia autentica nasce da una scelta,

non si conosce nulla di ciò che sarà,

ma si parte e si inventano ogni giorno

le risposte della propria fedeltà”.

             “Grande è l’amore di due giovani quando,

              al momento di scambiarsi la promessa,

              sono animati dalla volontà di assumersi

              la responsabilità della felicità dell’altro”.

“L’amore adulto e maturo è la capacità

di stabilire una relazione affettiva

duratura e stabile”.

 ANNIVERSARI DI NOZZE

1°   Non ti scordar dime

2°   Mammola

3°   Giacinto

4°  Garofano

5°  Magnolia                                          

6°   Geranio

7°   Mimosa

8°   Dalia

9°   Mughetto

10°   Rosa                           

11°   Giglio

12°   Cedrina

13°   Margherita

14°   Giaggiolo

15°   Gardenia

16°   Narciso

17°   Gelsomino

18°   Orchidea

19°   Gladiolo

20°   Rododendro

21°   Petunia

22°   Lavanda

23°   Tulipano

24°   Ninfea

25°   Argento

26°   Giada

27°   Turchese

28°   Corallo

29°   Smeraldo

30°   Bronzo

31°   Berillo

32°   Topazio

33°   Granata

34°   Perla

35°   Zaffiro

36°   Tormalina

37°   Malachite

38°   Ambra

39°   Quarzo

40°   Rubino

41°   Cristallo

42°   Ametista

43°   Agata

44°   Lapislazzulo

45°   Avorio

46°   Onice

49°   Granito

50°   Oro

55°   Platino

60°   Diamante 

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VERAMENTE ECCEZIONALE

                                         COME OFFRIRE AIUTO A CHI CHIEDE AIUTO

                                                         (Una dritta  per il Consulente Familiare)

   Viveva un tempo un vecchissimo cammelliere che aveva 4 figli. Quando fu sul letto di morte fece chiamare i figli e disse loro: “Vi insegno un’ultima cosa, forse la più importante. Ascoltate le mie ultime volontà ed applicatele senza modifiche. Imparerete il più grande insegnamento sull’educazione.

   Quando morirò voglio che dividiate così i cammelli che vi lascio in eredità: 1/2 al più grande di voi; 1/4 al secondo; 1/8 al terzo; 1/10 all’ultimo.

   Fate come vi dico io e ne trarrete un vero insegnamento per la vostra vita. Il vecchio morì e i figli restarono alquanto interdetti: i cammelli erano 39.

   Dopo aver cercato di fare la divisione in tutti i modi, cominciavano a dubitare della salute mentale del padre e a litigare su come poter fare,

   Passò per la piazza del paese un vecchio saggio, si fermò ad abbeverare il proprio cammello alla fontana della piazza.

   Era vecchio, con una lunga barba bianca e un grande turbante azzurro. I ragazzi lo interpellarono chiedendo disperatamente il suo aiuto. Il saggio li ascoltò in silenzio.

   Poi si grattò la barba, si guardò attorno e iniziò a dividere i cammelli. Li divise esattamente come il padre aveva chiesto, poi riprese il suo cammello e ripartì. Come aveva operato il saggio? Ancora una volta la soluzione ci chiede di uscire dai soliti schemi.

Il saggio aveva posto tra di loro anche il proprio cammello. Ora che i cammelli erano 40 (39 + il suo) aveva diviso così:

1/2 di 40 = 20

1/4 di 40 = 10

1/8 di 40 = 5

1/10 di 40 = 4

 Quindi 20 + 10 + 5 + 4 = 39

IL SUO CAMMELLO NON SERVIVA PIU’. Lo riprese e ripartì per la sua strada.

   Questa semplice e nota storiella ci aiuta a cogliere l’insegnamento sull’atteggiamento  da assumere nella comunicazione educativa.

   Dobbiamo mettere in comune il nostro cammello, ma sapendo che esso serve solo per mettere ordine nell’universo psichico del bambino e, svolto il suo compito, non serve più.

   A quel punto possiamo e dobbiamo riprendercelo. E’ nostro, a noi è indispensabile, al bambino non più.

   Insistere affinchè si tenga il nostro cammello sarebbe altrettanto sbagliato che rifiutarglielo quando ne ha bisogno.

   Pensate a quanti maestri o a quanti genitori, in particolare madri, definiscono se stessi  in base al cammello donato ai figli/scolari.

   Questo farà sì che, inconsciamente, lotteranno perché il bambino non cresca, perché tenga ancora il loro cammello, perché essi si sono definiti come madri o come maestri, non come persone.

   Quando il bambino cresce vanno in crisi e perdono il loro ruolo che è andato a coincidere con la loro identità.

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Raffaello Rossi, PICCOLI GENITORI GRANDI FIGLI – Percorso di formazione per genitori e educatori. EDB

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   Potevo mancare di “mettere lingua” dopo aver letto questo testo inviatomi da un Consulente Familiare amico (Don Marcello Coretti)? Proprio no!

   E “metto lingua” sussurrando che questa storiella è applicabilissima al nostro servizio professionale di Consulenza Familiare dove spesso incontriamo “persone” (clienti, pazienti) posizionate nel loro “bambino” spaesato, impaurito, ribelle, affranto… alla ricerca del nostro “aiuto adulto”.

   Nel mio personale blog campeggia questo motto: “Essere per gli altri una strada che si percorre e si dimentica”.

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(Gigi Avanti)

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PUBBLICITA’ seria

Un libro veramente bello e nutriente. Per l’acquisto rivolgersi all’autrice DANILA POMPILIO in privato sul suo profilo FB.

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QUANTO MI PIACE!

                                                                    LA BORSA VALORI 

                                        (ispirata alla celebre storiella dei “caldi e morbidi”)

C’era una volta, al di là dei monti, un villaggio dove gli abitanti vivevano in armonia reciproca nonostante le difficoltà, gli imprevisti della vita, le diversità di carattere e di sensibilità.

Questa armonia di vita era stata tramandata da secoli da una generazione all’altra attraverso un meccanismo semplicissimo, quello della borsa valori.

Da questa borsa valori ogni abitante del villaggio, povero o ricco, giovane o anziano, uomo o donna, bambino o adulto che fosse, poteva prelevare in ogni momento e assolutamente a titolo gratuito quelle risorse di cui aveva bisogno per condurre avanti in armonia la vita del villaggio.

Perfino il prete del villaggio lo faceva, mettendosi in bella mostra per dare buon esempio. La borsa valori non stava mai in un posto fisso del villaggio, ma si spostava misteriosamente di notte quasi a voler sfidare gli abitanti ad un divertente gioco a nascondino.

Ma, si sa, non sempre i giochi finiscono bene. Un giorno, un abitante del villaggio iniziò a seminare dubbi e perplessità sulla inesauribilità delle risorse contenute nella borsa valori.

Iniziò col dire che non sembrava giusto rifornirsi gratis, che non era conveniente esagerare con i prelievi e che a lungo andare la borsa valori sarebbe rimasta vuota.

Bastò questa insinuazione a far mutare i rapporti tra gli abitanti del villaggio. Non trascorse molto tempo che in luogo dell’armonia precedente cominciarono a prendere piede tra gli abitanti del villaggio comportamenti di gelosia, di sospetto, di arroganza, di menzogna fino al punto che il contagio del dubbio iniziale toccò tutti quanti.

Tutti, tranne i bambini, che increduli e sgomenti continuarono a giocare a nascondino con la borsa valori indovinando subito dove cercava di nascondersi.

Chissà come sarà ora la vita in questo villaggio? La risposta sta nel bambino che è dentro ognuno di noi.

Gigi Avanti dal libro di Chiara Avanti – Valeria Magnante:  MAMMA, PAPA’, COME FANNO A SEDERSI LE LUMACHE (Edizioni Progetto Cultura 2013)

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QUANDO CONVIENE CAMBIARE IDEA…

           ANCHE IL SIGNORE DIO PUO’ RIPENSARCI… E CAMBIARE IDEA!

   Si racconta che un giorno, il Signore, nel suo paradiso, venne a visitare la grande sala dove erano riuniti tutti i beati. Era uno spettacolo meraviglioso, persino per il Signore che ne aveva visti tanti di altri.

   C’era gente di tutte le razze, vestita di abiti multicolori. La conversazione si svolgeva rumorosamente e scoppiavano risate da tutte le parti. Nessuno sembrava annoiarsi.

   Alcuni diedero il benvenuto al Signore, come se si trattasse di un nuovo arrivato, dando così la prova di non riconoscerlo nemmeno.

   Il Signore cominciò ad inquietarsi, ad  indispettirsi e pensò tra sé e sé che le condizioni di ammissione al paradiso non erano abbastanza rigorose, andavano cambiate.

   Con la sua possente voce che può incutere paura al tuono, fece tacere l’immensa folla ed annunciò che un suo Angelo avrebbe fatto un controllo con la lettura dei comandamenti.

   L’Angelo prese le tavole della legge e lesse ad alta voce il primo comandamento. Il Signore chiese a coloro che avessero disobbedito a questo comandamento di alzare la mano. Furono parecchi a farlo perché era impossibile mentire davanti al Signore.

   Il primo gruppo venne così spedito a casa del diavolo che aveva il suo salone di ricevimento non molto lontano da lì.

   Alla lettura del secondo comandamento, il Signore vide partire un altro contingente che aveva un’aria piuttosto pietosa.

   Alla lettura del terzo comandamento i beati (magari soltanto di nome…) sapevano già cosa fare. Non si presero neppure più la pena di alzare la mano e si diressero dritti dritti a casa del diavolo.

   E così alla lettura del quarto e quinto comandamento.

Alla lettura del sesto comandamento si vide un innumerevole contingente abbandonare il Cielo per recarsi nella sala di ricevimento del diavolo.

   Fu a questo punto che il Signore alzò gli occhi e vide che nell’immensa sala non c’era più nessuno, tranne un signore distinto e ben messo che ostentava un beato sorriso di trionfo.

   Il Signore allora esclamò: ”Come è vuoto e noioso questo posto, senza tutte quelle voci e quelle risate!”.

Si rigirò verso il suo Angelo e gli comandò di richiamare tutti i beati che erano stati trovati in fallo; cosa che l’Angelo fece immediatamente per mezzo di una tromba speciale.

   Nella grande sala piena nuovamente di tanta  gente rumorosa e allegra, uno solo non era affatto felice. Era quel signore ben messo e distinto che non aveva più sulle labbra quel sorriso trionfante.

   In realtà era seccato e scocciato di constatare che quelli che avevano commesso delle colpe avevano diritto agli stessi riguardi e al medesimo trattamento di lui che aveva sempre osservato la legge alla lettera.

   Egli allori si isolò, tutto imbronciato, in un angolo del salone di ricevimento. Qualche tempo dopo, i beati notarono quell’uomo troppo ben messo e che aveva un’aria profondamente infelice.

   Decisero allora di proporgli di unirsi anche lui ai festeggiamenti… “Dopo tutto – dicevano tra loro – quest’uomo non dovrebbe essere punito per il semplice fatto di non aver commesso dei peccati. Mica è un crimine non commettere dei peccati!”.

   Dopo essersi fatto un po’ pregare (il cielo, del resto, è proprio il posto giusto per questo) l’uomo distinto si arrese di buona grazia (anche per questo il Cielo è luogo propizio) e raggiunse gli altri.

   E là si smarrì insieme a tutti gli altri beati, magari non troppo ben messi, ma sicuramente molto felici.

                                                                         (Julien Mercure, Università di Ottawa)

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