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Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

ANCHE (e soprattutto) SE PER NATALE DIO SI FA PICCOLO… RIMANE GRANDE

PER NATALE 2013 (che è il mio 70°) ho trovato su uno di quei foglietti “parrocchiali” distribuiti da zelanti preti ad altrettanti zelanti fedeli… che dovrebbero leggerli altrettanto zelantemente… questo aneddoto. Come è nel mio costume da qualche tempo (anche se non sempre vi riesco) cerco di resistere alla raffinatissima tentazione di uscirmene con un commento!

Un bambino chiese al padre: “Papà, quanto è grande Dio?” Guardando il cielo, il padre avvistò un aereo e chiese al figlio: “Che dimensione ha quell’aereo?” Il ragazzo rispose: “E’ piccolo, papà, quasi non si vede”. Allora il padre lo condusse in un aeroporto e guardando la pista si trovarono proprio di fronte ad un aereo ed il padre ridomandò al figlio; “E ora che dimensione ha questo aereo?” Il ragazzo rispose: “Oh papà, questo è veramente enorme!” “ECCO, COSI’ E’ DIO. LA SUA DIMENSIONE DIPENDE DALLA DISTANZA TRA TE E LUI… PIU’ TU GLI STAI VICINO, PIU’ LUI SARA’ GRANDE NELLA TUA VITA”

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di | 22 dicembre 2013 · 18:18

COMMENTO OMILETICO… sulla fine del mondo (17 novembre 2013)

 

   E’ capitato forse a più di qualcuno, e magari anche più di una volta, di venire, per così dire,” disturbato” dal solito guastafeste o menagramo, nel bel mezzo di una esperienza piacevole che si sta godendo.     Menagramo o guasta feste capaci di condire i suoi discorsi con espressioni velenose, della serie “non ti illudere, non sai quello che ti aspetta”, “adesso ti sembra tutto bello, ma lascia passare qualche tempo e vedrai” . In genere si rimane senza parole e allibiti di fronte a questi pompieri della gioia come potrebbe accadere a chi gli viene tolta la sedia di sotto proprio nel momento in cui si sta sedendo. Insomma più di qualcuno deve aver fatto la brutta esperienza dell’incontro con queste persone fornitissime di estintori della  gioia…

   Il brano di vangelo di oggi fotografa proprio questa situazione. Racconta infatti di gente intenta a decantare lo splendore del tempio di Gerusalemme che viene drasticamente disturbata nel bel mezzo di questa forte emozione. Ma a differenza di quanto succede normalmente ai più e cioè di rimanere allibiti e senza parole (e magari prendendo a male parole il guasta feste) questa gente interroga Gesù che aveva appena sbriciolato il loro stupore con quel “verranno giorni in cui tutto quello che ammirate sarà distrutto”. E questa gente interroga Gesù con una domanda realistica e pertinente, una domanda che suppone una fiducia totale nel Gesù guastafeste, una domanda che fa supporre che la sua fama non fosse proprio quella di un guastafeste. Infatti Gesù non è un catastrofista o un guastafeste e risponde con una risposta lunga e articolata e, a ben considerare, di altro e alto livello rispetto alla domanda di più  basso livello postagli da quella gente.

   Gesù non  rimane al livello della informazione che gli viene chiesta, non si ferma alla superficie delle cose, ma va al profondo e pur descrivendo quel che accadrà al di “fuori” dell’anima (segni, catastrofi, disastri che farebbero perdere la speranza a chiunque…) si premura di vigilare sul “dentro”  dell’anima. Rilassante e confortante quel “fate attenzione a non essere ingannati” e quel “non abbiate paura”. Non si dovrà avere paura neppure quando la “disgrazia” toccherà da vicino, al punto da venire chiamati in giudizio e condannati a causa del suo Nome. Anche allora suonerà come musica per le orecchie dell’anima quel “ritenete per sicuro che non vi dovete preoccupare”… Certo sarà dura, anzi durissima soprattutto quando addirittura i propri consanguinei remeranno contro e ci odieranno…ma “ma neppure un capello del vostro capo sarà perduto”.

   E così, la martellante serie di  raccomandazioni a non aver paura di niente, si chiude con un apprezzamento formidabile rivolto a chi saprà vivere di  perseveranza e con il solito paradossale e quasi minaccioso  monito “chi perderà la propria vita la salverà, chi vorrà salvare la propria vita la perderò”. Qualche ricercatore  attento ha scoperto che il monito a “non aver paura” ricorre per ben 365 volte nel testo della Bibbia … Quando Gesù insegnerà a pregare come Dio comanda inventerà su due piedi il Padre nostro dove si recita “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Questa insistenza sul “presente” (che qualcuno ha definito “il punto di contatto tra l’eternità e il tempo” mettendo in guardia contro la subdola tentazione di preoccuparsi del domani…) ci obbliga ad una serenità quotidiana nel modo di vivere il proprio tempo… appunto perché nutriti dal “Pane” fresco di giornata e da quell’integratore

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NICOLA ABBAGNANO… FAVOLOSO

        MA CHE COSA E’ QUESTO AMORE?

 

  “Il punto essenziale è che l’amore non è un’unità, ma un’unione, l’unione di due esseri diversi che liberamente scelgono, di condividere lo stesso destino, di prodigarsi l’uno per l’altro, di vivere nel calore di una attrazione reciproca permanente e di un affetto tenero e sincero che non vacilla.

    Non c’è niente di automatico, di fatale, di infallibile in una unione del genere. Si tratta di un equilibrio che si può raggiungere, mantenere e correggere con il passare del tempo e con il mutare delle vicende della vita, che non risparmiano nessuno. Tali vicende possono far nascere dubbi, incomprensioni o anche conflitti per la diversità delle aspirazioni, dei gusti, dei giudizi che caratterizzano inevitabilmente tutti gli uomini

   . Sono, queste, tutte prove alle quali ogni amore è sottoposto e che l’amore vince se è  un autentico amore.

    L’amore non è l’idillio fatto soltanto di estasi gioiosa che l’animo romantico può sognare. Ma è qualcosa di più e di meglio. E’ la volontà decisa di vivere nella comunicazione incessante, intellettuale ed emotiva, con l’altra persona; è la comprensione dell’altro come di se stesso e di se stesso come dell’altro, la scelta ripetuta e ripetibile del compagno in cui si ripone la gioia di vivere. L’amore non ha bisogno di sogni, ma di vicinanza fisica ed emotiva, di partecipazione solidale agli interessi fondamentali e agli atti comuni della vita di ogni giorno, , di vigilanza incessante affinché nessun evento o atteggiamento possa intaccare o rompere la trama.

    Non è un patrimonio di cui si  possa goderne  la rendita; ma una rendita che va ogni giorno guadagnata. Come tale, è una forma di comunicazione unica e privilegiata che fa di due persone, non un essere unico, ma una dualità complementare della quale la sincerità e la lealtà reciproca sono i caratteri più evidenti. L’amore in questo senso esige coraggio, perché deve affrontare le difficoltà che la vita gli oppone e superarle. Ed esige la maturità di spirito indispensabile per la scelta appropriata e per la volontà di persistere nella scelta.  Ma la maturità di spirito nell’amore non è un dono gratuito dell’età, ma una conquista aperta; una coppia giovane può raggiungerla ugualmente se evita le illusioni dell’adolescenza.

    Certo l’amore, nella sua forza e nella sua stabilità, appare difficile e raro; ma forse è meno raro, nella realtà della vita, di quanto appare perché non occupa le pagine dei giornali, non è sbandierato come un successo che procuri fama o denaro e di rado assurge agli onori della cronaca. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, faccia di tutto per mantenerlo vivo, perché l’amore non invecchia. E chi non l’ha incontrato, apra il cuore alla speranza, perché la vita è sempre una speranza d’amore.”   (Nicola Abbagnano)

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ALLE PERSONE AFFETTE DA “accanimento pedagogico” …

“NON HA ALCUN SENSO IL CORREGGERE E IL DISCIPLINARE CERTI UOMINI: ESSI DEVONO VIVERE FINO IN FONDO E PER UN LUNGO ARCO DI TEMPO UN POLO (durezza, ira, scontrosità…) FINCHE’ EMERGA QUELLO OPPOSTO  (calma, gentilezza, affabilità).” (Anselm Grun)

  Il guaio è che talvolta, così come dura una vita l’accanimento pedagogico, dura altrettanto una vita, per certi uomini e per certe donne, anche l’accanimento comportamentale del primo polo…

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MATRIMONIO E VINO… non è colpa loro!

“NON E’ IL MATRIMONIO A RENDERE FELICE CHI SI SPOSA, MA E’ CHI SI SPOSA A RENDERE FELICE IL SUO MATRIMONIO”. Più o meno mi richiama l’altro aforisma della cultura cinese… “Non è il vino che ubriaca, ma è l’uomo che si ubriaca”

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STUPENDA…

“Finchè abbiamo dei ricordi il passato dura.
Finchè abbiamo delle speranze il futuro attende.
Finche abbiamo degli amici, il presente vale la pena di essere vissuto” (anonimo)

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FANTASTICANDO

CHE NE DITE DI AVANZARE ALL’UNESCO LA RICHIESTA DI DICHIARARE DIO PATRIMONIO DELL’UMANITA’?

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RAGIONANDO A MENTE PULITA, CUORE LEGGERO E FEGATO SANO…sulla lotta contro il male!!!

 

   Quasi sicuramente mi sentirò dire da chi ha la tendenza  a “denunciare” il male come sistema culturale privilegiato  per sconfiggerlo,  che io stesso sto usando la medesima dinamica dell’andare “contro” o dell’avere comunque qualcosa da “ridire”.  D’accordo, ma così discorrendo non la si finisce più di aver da ridire su ciò che dice un altro… fino all’infinito…

    Denunciare il male assomiglia molto al voler fotografare il buio… per metterne in risalto la negatività, per metterlo alla gogna, per sollecitarne il biasimo  da parte di tutti !   E’ risaputo che la pellicola  “negativa” chiusa al buio di una macchina fotografica si lascia “impressionare” soltanto dal “ positivo” della luce… Il buio non la impressiona proprio!

    E allora che dire del pur apprezzabile atteggiamento  di zelo civile di  chi si vota alla causa dello smascheramento del male urlando denunce continue? Che dire dell’atteggiamento di chi vuol fotografare il buio? “Lasciate che l’errore si distrugga da solo” suggeriva il grande Papa Karol… E allora che fare, restare con le mani in mano? Che alternativa c’è? La solita ultramillenaria alternativa, quella di “vincere il male facendo  il bene” senza perdere tempo e salute (ci si rovina fegato e cuore a lottare contro… e la medicina psicosomatica lo attesta con dati statistici inequivocabili).

    Ci si guasta la vita lottando contro ciò che è guasto e che oltretutto non esiste come tale… perché il “buio” non esiste, ma è semplicemente un concetto inventato dalla mente umana per descrivere la mancanza di luce (lo riferisce un aneddoto che ha per protagonista Einstein giovane studente universitario alle prese con un docente  tutto teso a negare l’esistenza di Dio), così come il “freddo” non esiste, essendo semplicemente un concetto inventato dalla mente umana per descrivere la realtà della mancanza di calore, così come il male non esiste, ma  è semplicemente un concetto inventato dalla mente umana per descrivere la realtà della “mancanza della presenza di Dio nel cuore dell’uomo” (parole dello scienziato Einstein).

   Esiste il Maligno, questo sì, ma la scienza spirituale ci dice che è tempo e fatica sprecata andargli “contro”… anche perché, così facendo, si commetterebbe il medesimo errore da lui commesso quando decise di andare “contro” Dio (che è la Luce, il Calore e il Bene e non certamente il “male” come pensava Satana commettendo un altro grosso errore molto noto agli psicologi sani, quello della “proiezione”) essendo invidioso che volesse essere Dio soltanto Lui…

   Curioso notare che lo stile di Dio è “andare alla grande” infischiandosene proprio  di chi gli va contro, laddove lo stile di Satana (vocabolo che significa anche “avversario”…, mentre “diavolo” – etimologia greca – vuol dire “divido” e “demonio” – etimologia greca – vuol dire” abbagliante”) è quello di andare illusoriamente “contro” Dio non rendendosi conto della contraddizione logico-dinamica in cui si è andato a cacciare… Le conclusioni operative sembrano logiche e ovvie, a meno che anche a queste si vada “contro”…  Ma allora? Una volta, in una conversazione con un mio figlio su temi del genere lo sentii uscirsene con questa acuta considerazione: “Ci sono persone pe le quali il brodo di coltura del “contro” costituisce la loro ragione di vita… per cui andargli contro le rinvigorisce”…

    La potremmo perlomeno smettere,  però,  di porre domande “deficienti” (nel senso che mancano di “tolleranza” del diverso):  “Lei  è a favore o contro”? Questo modo di domandare, tanto caro alla “cultura dell’aut aut” (o questo o quello) mi richiama alla mente due “pronunciamenti” culturali  paradossali (soltanto apparentemente in contrasto) di un certo Gesù  con i quali intendo concludere queste ruminazioni : “Chi non è con me è contro di me” e “Chi non è contro di noi è con noi”. E non suggerisco l’alternativa “culturale” all’aut aut per non beccarmi un ennesimo “si va bene però” dove il “però” è propedeutico   alla sinfonia cacofonica dei “contro”…

    I “però” (così come lo sono i “se” con cui decoriamo tanti nostri ragionamenti  fatti forse con scarso cuore, poco cervello e fegato malato) sono tossici.

   Io mi sono capito e voi?  Comunque, accetto critiche , osservazioni… basta che non siano troppo “contro”.  Anzi, vi dirò, preferisco complimenti… anche abbondanti!

   Tutto il resto “è noia”… tanto dalla vita non si esce vivi!

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FARE SESSO… FARE L’AMORE…FARE FIGLI e amare dove lo mettiamo?

 

 

       FARE SESSO…FARE L’AMORE…FARE FIGLI…

       E AMARE DOVE LO METTIAMO?

                               (per una “ecologia sessuale e relazionale”)

 

                                                                                                      di Gigi Avanti

    Se è possibile “fare sesso” senza “amare”, “fare l’amore” senza “amare”, addirittura “fare figli” senza “amare” (e questo si chiama “comportamento sessuale scisso” perché “sesso, amore e vita” è una triade inscindibile)…sarà anche possibile il contrario e cioè “amare” senza fare tutto il resto…

  Ma preferisco cambiare marcia e non cascare nella trappola di asfissianti ragionamenti, limitandomi a semplici riflessioni.

   Tali riflessioni (parola da usare nella sua accezione più stretta) sulla sessualità e sulla relazione uomo-donna si sono presentate davanti allo specchio della mia mente dapprima in vesti ironiche, poi sarcastiche, poi polemiche…poi completamente nude…

   E come tali vorrei che sfilassero anche davanti allo specchio della mente di chi mi sta leggendo (onde possa “riflettere”) perché ritengo possa essere l’unico modo “culturale” capace di spiazzare le noiosissime e deficienti (nel senso che gli manca sovente “trenta per far trentuno”) nefandezze, nequizie e turpitudini quotidianamente sfornate calde dalla cultura odierna a proposito di sesso e di relazione uomo-donna. Nefandezze che, a guisa di abiti sontuosamente licenziosi, riescono talvolta a confondere la mente degli stessi credenti…

   Credenti consapevolissimi di una verità elementare e cioè che “la verità  è al singolare” (don Carlino Panzeri):  Dio crea “la coppia”, infatti, e non la coppia alternativa o di diversa estrazione naturale,  Dio crea “la famiglia” e non la famiglia allargata…Credenti che farebbero bene, paradossalmente,  a godere quando si sentono insultare e apostrofare come “retrogradi” o “bacchettoni”…senza cadere nella trappola del muso duro o della incazzatura cronica.

   Mi piacerebbe cioè che fossero “la sessualità” e il “rapporto uomo-donna” a dire la loro con la potenza intrinseca del loro “essere” stati creati così,  che siano loro a presentarsi nella loro sfavillante nudità creaturale…davanti allo specchio della nostra mente…onde se ne goda di “riflesso”

   E per rendere possibile questa “riflessione”, regalo ai lettori una “collana” (con la quale ornare la provocante e affascinante nudità del sesso e del rapporto uomo-donna) di  considerazioni e di punzecchiature…senza altro aggiungere.

 

“Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo” (A.Terruwe)

 

“Se l’amore non ha obbligatoriamente bisogno della sessualità per esprimersi, la sessualità umana ha invece sempre bisogno dell’amore per esprimersi in tutta la sua pienezza” (Bourgois)

 

“Quando uno comincia una relazione si trova di fronte a un dono parziale. Quando si giunge alla relazione sessuale, il dono del corpo è totale, ma se il dono non prevede un impegno personale duraturo è come se accadesse un furto: uno dona il suo corpo per riprenderselo. La relazione sessuale comporta scelte impegnative” (Jean Bastaire).

 

“Non è molto intelligente voler provare cos’è la morte con un lungo sonno; né è cosa più saggia

pretendere di sperimentare l’unione coniugale senza prima entrare nel matrimonio”. (Bovet)

 

“Le unioni più fragili provengono da rapporti coniugali prolungati”(Dato statistico 2002)

“Il sesso da solo è l’amore del niente”. ( Marco Masini, cantautore)

 

“Il sesso sta all’amore come la scintilla sta al falò che ha acceso”. (Carrel)

 

“Là dove manca la religione con i suoi simboli e la sua cura per l’uomo nella sua totalità, può

sorgere un terribile vuoto”. (Erikson)

 

“Molte nevrosi possono essere ricondotte ad un non risolto problema religioso”. (Jung)

 

“Ci sono soltanto due modi di vivere la propria vita. L’una è viverla come se nulla fosse un miracolo. L’altra è viverla come se tutto fosse un miracolo”: (Einstein

)

“La verità non è tollerante”. (Freud)

 

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo”. (Weil)

 

“La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica rende a produrre una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata dalla sua banalità”. (Terrruwe

)

“Una donna che diventa madre d’un bambino nato da un’altra donna è come acqua che evapora e si fa nube volando in cielo per portare acqua a un albero nel deserto”. (Talmud)

 

“Dio ci chiederà conto di tutti i piaceri e le gioie di cui non abbiamo saputo godere”. (Talmud)

 

“Per capire la comunicazione occorre intuire la divina poesia del mondo” (Anonimo)

 

“Se chiudete la porta ad ogni errore, anche la verità resterà fuori”. (Gibran)

 

“Ad ogni disturbo della sessualità corrisponde una riduzione della sensorialità”. (Dacquino)

 

“Ridottasi la sensibilità totale del corpo ai soli genitali, logicamente nel nostro mondo occidentale si privilegia l’orgasmo a differenza di altre culture, quella orientale per esempio, dove l’orgasmo è decisamente secondario. Anche nel nostro comportamento sessuale dimostriamo di ignorare la maggior parte del nostro corpo, avendo progressivamente ridotto le nostre zone erogene a quelle ^coperte dalle mutande^. Solo con quelle, e non con tutto il corpo, facciamo l’amore. Spesso neanche con quelle, ma solo con la testa”. (Dacquino)

 

“Il 100% dei divorzi comincia con un matrimonio”. (Anonimo)

 

“Oggi il sesso produce più denaro che bambini”.(Anonimo)

 

La sfilata di alcune di queste “nude verità” potrà essere sembrata fuori contesto e stiracchiata e chiedo di essere scusato; purtuttavia, a ben considerare, tutto sembra riconducibile nell’ambito del “mistero”, il luogo più adatto per il riposo della mente, la quiete del cuore e la pace dell’anima …Diversamente può accadere che lo specchio della nostra mente “rifletta” una immagine deformata di queste nude verità con il risultato di una delusione interiore capace di oscurare lo splendore del vero…

                                                                                                                             Gigi Avanti

www.gigiavanti.it

 

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CHE DIO TI BENEDICA”!… “HAI DETTO BENE”!

QUANDO DIO DECISE DI CREARE IL MONDO LE SINGOLE LETTERE DELL’ALFABETO SI PRESENTARONO DAVANTI AL SUO TRONO PERCHE’ EGLI CREASSE IL MONDO PER MEZZO DI LORO. SI PRESENTO’ LA LETTERA “T”: “MA PERCHE’ – LE DISSE L’ETERNO – DOVREI CREARE IL MONDO PER MEZZO DI TE”? “PERCHE’ IO SONO L’INIZIALE DI TENEREZZA”,  FU LA RISPOSTA. “SI’ – RIPRESE L’ETERNO – MA “T”  E’ PURE L’INIZIALE DI TRADIMENTO”!  SI PRESENTO’ ALLORA LA LETTERA “S” E FECE LA STESSA RICHIESTA ESSENDO ESSA L’INIZIALE DI SANTITA’. MA DIO LA RIFIUTO’ PERCHE’ ERA ANCHE L’INIZIALE DI SOLITUDINE. FU POI LA VOLTA DELLE ALTRE LETTERE TUTTE UGUALMENTE SCARTATE PERCHE’ OLTRE CHE DI TERMINI POSITIVI ERANO ANCHE INIZIALI DI PAROLE NEGATIVE. ALLA FINE SI PRESENTO’ LA LETTERA “B”. ESSA DISSE: “B E’ L’INIZIALE DI BENEDIZIONE”. L’ETERNO SI TROVO’ D’ACCORDO E CREO’ IL MONDO CON LA LETTERA “B”… COME E’ SCRITTO: “BERESHIT (in ebraico “In principio”) DIO CREO’ IL CIELO E LA TERRA…”. BENEDIRE E’ DIRE E FARE IL BENE E QUESTA PAROLA NON PUO’ ESSERE STRAVOILTA. E’ CREATRICE E SALVIFICA.

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