Archivio dell'autore: gigiavanti

Avatar di gigiavanti

Informazioni su gigiavanti

Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

FINALMENTE….

IMG_20190307_0001

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

ORAZIONE ANTISTRESS….

calmami, signore

Lascia un commento

di | 6 marzo 2019 · 11:49

Omaggio del consulente familiare all’amico psicologo…

Omaggio amico agli psicologi

 

C’è  una storiella che parla del piccolo Johnny, che si diceva fosse ritardato mentale. Evidentemente però non lo era, come risulterà evidente dalla storiella.

Johnny va alla lezione di attività manuali nella sua scuola speciale, riceve il suo pezzo di creta e si mette a modellarlo. Poi ne stacca un pezzetto, va in un angolo della stanza e si mette a giocare con esso.

L’insegnante gli si avvicina e gli dice: “Ciao Johnny”. E Johnny: “Ciao”.

L’insegnante chiede: “Cos’è quello che hai in mano?”.

E Johnny risponde: “E’ un pezzo di sterco di mucca”.

E l’insegnante chiede ancora: “E cosa stai modellando?”.

Il ragazzino risponde. “Sto facendo un insegnante”.

L’insegnante pensa: “Il piccolo Johnny è regredito”.

Quindi chiama il preside che sta passando davanti alla porta dell’aula in quel momento, e gli dice: “Johnny è regredito”.

Così il preside si avvicina a Johnny e gli dice: “Ciao, figliolo”.

E Johnny: “Ciao”. Il preside chiede: “Cosa hai in mano?”. E lui: “Un pezzo di sterco di mucca”.

“E cosa stai modellando?”. E il ragazzo: “Un preside”.

Il preside ritiene che sia un caso da far esaminare da uno psicologo della scuola.

“Mandate a chiamare lo psicologo!”

Lo psicologo è un tipo in gamba. Si avvicina e dice: “Ciao”. E Johnny risponde: “Ciao”.

Lo psicologo, mutando domanda d’approccio, dice: “Io lo so cosa hai in mano”.

“Cosa?” chiede Johnny. E lo psicologo: “Un pezzo di sterco di mucca, vero?”.

Johnny risponde: “Giusto”.

“E so anche cosa stai modellando” soggiunge lo psicologo.

“Cosa?” chiede Johnny.

“Uno psicologo, vero?”.

“Sbagliato – risponde Johnny – non ho abbastanza sterco di mucca”.

E lo chiamavano un ritardato mentale.

—————————————————————————————————

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

MA VA…?

“Non è il matrimonio a rendere felice chi si sposa, ma è chi si sposa a rendere felice il suo matrimonio”

A patto che, aggiungo io, i due che si sposano, sposino insieme il matrimonio… che è una modalità di vita relazionale qualitativamente molto diversa da tutte le altre relazioni vissute prima e che si caratterizza per  una “scelta adulta”… (la quale è tale se “lucida, libera e lungimirante”) .

Già tanto tempo fa il Freud asseriva: “L’amore adulto e maturo è la capacità di stabilire una relazione affettiva duratura e stabile”.

SIAMO TROPPO DIVERSI

 

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

QUANDO A MESSA NON MI DISTRAGGO…

QUANDO A MESSA NON MI DISTRAGGO…

 Proprio stamattina mi imbatto in questa lettura… che mi intriga abbastanza da volerla condividere. Ciao

“Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti: così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti. I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.

Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore.

Non lodare nessuno prima che abbia parlato, perché questa è la prova degli uomini.” (Siracide, 27,5-8 (NV) gr.27,4-7)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

MI SEMBRA…

 Mi sembra di poter argomentare così, in modo del tutto filosofico e senza minimamente voler entrare nel sacrario della coscienza di nessuno, a proposito del comportamento di tanti cristiani cattolici chiamati anni or sono a   pronunciarsi sul “sì” o “no” all’ aborto (legge 194 che, con eufemismo sfacciato, è stata varata con il titolo di “Interruzione volontaria della gravidanza”).

Molti di loro, pur dichiarandosi contrari all’ aborto, asserivano di aver votato a favore “per lasciare libere le persone di operare la propria scelta”.

Tale curiosa motivazione mi costringe  a chiedere loro in tutta franchezza fraterna: ma vi sentite così importanti da pensare di essere proprio voi a concedere o a permettere tale libertà ad altri?  Non è che vi mettete quasi al pari di Dio che è il titolare unico della distribuzione universale della libertà?

Senza scordare che la vera libertà non è quella di operare il bene e il male o quella di illudersi che il “male” si possa anche fare “bene”…

In tale senso ci avevano provato Eva ed Adamo a fare di testa loro l’esperienza del “male” , sforzandosi di farlo “bene”… e in questo mostrando tutta la loro “originalità”…

La vera libertà e quella “dal male”,  che ha come altra faccia della medaglia quella di libertà “di fare il bene” con fantasia e originalità.

Infatti gli alberi da  frutta “buona” dai quali poter cogliere ogni frutto erano tanti ( = i comportamenti di libertà di poter fare il bene sono proprio infiniti…),  mentre invece l’albero da frutta “cattiva” da non cogliere era uno solo (= il comportamento di libertà di poter fare il male è uno solo).

Credo basti così “interrompendo volontariamente” il mio argomentare!

 

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

FUNERALE FESTOSO… FESTA FUNEBRE

IMG_20190220_0002

Lascia un commento

di | 20 febbraio 2019 · 17:36

MA GUARDA UN PO’

IMG_20190220_0001

Lascia un commento

di | 20 febbraio 2019 · 08:48

SAGGEZZA IRONICA

Il mio amico Carlo, dotato di saggezza ironica, chiacchierando dei giovani d’oggi mi diceva questo: “Ai giovani che incontro sono solito dire che è bello e normale, alla loro età, innamorarsi di una idea… ma li avverto di non affrettarsi a sposarla perchè in seguito potrebbero avere difficoltà a divorziare”.

Vero, ma forse questo “divorzio” , quello di cambiare idea, (comunque doloroso) potrebbe essere lecito come alternativa per una vita più rilassata.

Quasi sempre il cambiare idea è segno di umiltà… in barba a chi, frettolosamente,  può giudicarci delle banderuole.

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

REGALINO PER SAN VALENTINO…

                    (L’amore non muore mai di morte naturale)

           LA STORIELLA DEL TANDEM ARANCIONE

   Viveva molto tempo fa in un sobborgo lontano, un anziano biciclettaio. Dalle sue mani uscivano le più belle biciclette che mai fossero state viste sulla faccia della terra. Ne costruiva di tutte le grandezze e di tutte le forme, colorandole così belle da lasciare estasiati grandi e bambini.

   La gente veniva da tutte le parti del mondo per ammirarle ed acquistarle. I bambini del sobborgo rimanevano ore ed ore con la bocca aperta, fuori dalla porta del suo laboratorio, ad osservare stupiti la magia del suo lavoro.

   L’anziano biciclettaio era di poche parole, ma rispondeva volentieri alla curiosità dei bambini; anzi, di tanto in tanto, li invitava ad aiutarlo, ricompensandoli poi con una bella gita in bicicletta. Non c’era bambino in quel sobborgo che non sapesse andare in bicicletta.

   La specialità dell’anziano biciclettaio consisteva però nella costruzione del tandem, quella caratteristica e curiosa bicicletta a due selle. Nel sobborgo correva voce che la costruisse addirittura con maggior cura rispetto alle biciclette semplici.

   Di tandem ne costruiva tantissimi ed aveva una strana e misteriosa abitudine, quella di regalarli a tutti quegli innamorati che gliene avessero fatto richiesta. Questa storia del regalo richiamava in quel sobborgo gli  innamorati di tutto il mondo.

   Ad essi l’anziano biciclettaio chiedeva in cambio soltanto due promesse: quella di non montare mai sul tandem uno per volta e quella di farlo riconsegnare a lui una volta che entrambi fossero morti.

   Questa seconda promessa aveva il potere di oscurare per un attimo l’incantesimo di quel momento, ma soltanto per un attimo, perché subito lo sguardo sorridente e penetrante del biciclettaio bastava a rasserenare gli innamorati.

   In quel sobborgo, un giorno all’ anno, si faceva una grande festa. Veniva chiamata la festa del tandem arancione.

   In un tiepido giorno di primavera, quando il tramonto accompagnava le ombre della sera ad invitare la notte, l’anziano biciclettaio offriva a tutti lo spettacolo del tandem arancione.

   Bastava che egli poggiasse a terra il tandem che questo sfrecciava da solo per tutte le strade e i viottoli del sobborgo.

   Nessuno pedalava sul tandem arancione, purtuttavia esso viaggiava in perfetto equilibrio, sterzava a destra e a sinistra, accelerava e rallentava, talvolta si fermava e di tanto in tanto si udiva  perfino scampanellare.

   Si potevano osservare i pedali muoversi in perfetta sincronia ed i riflessi colorati dei raggi delle ruote in movimento sembrava scrivessero messaggi  nella fantasia della gente.

   Terminata la festa, l’anziano biciclettaio riponeva il tandem in un luogo segreto della sua abitazione da dove l’avrebbe prelevato l’anno successivo.

   Tanti avevano provato a carpire il segreto del tandem arancione che si muoveva da solo… ma senza mai riuscirvi.

   Un altro segreto era custodito nel cuore dell’anziano biciclettaio, quello delle tre soffitte: in una di queste custodiva tutti quei tandem che venivano restituiti a lui dai parenti degli innamorati e dei coniugi morti; in un’altra soffitta, meno spaziosa, riponeva invece tutti quei tandem  riportati indietro mestamente da entrambi gli innamorati o da uno dei due; mentre nella terza soffitta raccoglieva tutti quei tandem che egli stesso  una volta all’ anno andava a recuperare, si diceva con le lacrime agli occhi,  abbandonati sulle strade del mondo.

   Nessuno aveva mai capito la ragione di quella raccolta, ma quel che maggiormente stupiva era il fatto che nessun tandem risultava guasto, né rotto, né malconcio.

   Tutti erano come nuovi e purtuttavia l’anziano biciclettaio, si diceva, trascorreva gran parte della notte a spolverare ed a tenere lucenti tutti i tandem custoditi nelle tre soffitte e si racconta che ognuno di questi, a turno, gli narrasse la propria storia d’amore.

                                                                                                                         (Gigi Avanti 1991)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie