Archivi del mese: dicembre 2021

FAMIGLIA POSSIBILE

FAMIGLIA IMPOSSIBILE… O POSSIBILE?

“Esistono tanti tipi di moduli familiari. Nel tipo di famiglia “ancillare”,

i genitori sono particolarmente eccellenti nel moltiplicare le loro funzioni:

da procacciatori inesauribili di doni ed accompagnatori zelanti e puntuali

per accompagnare i figli alla scuola, alle feste, dai parenti, ai corsi di nuoto,

di musica e di danza, al cinema, alle competizioni sportive e teatrali.

Da coordinatori dell’organizzazione domestica ( la baby sitter, la ragazza

aiuto per i compiti, la colf per i lavori di casa, la nonna per i vestitini),

ad orchestratori della campagna di esposizione ai mass media

(il posto d’onore per la TV, il giradischi per le fiabe , i fumetti, i libri intelligenti, i videogames).

Da animatori del tempo libero (il sabato e la domenica di corsa in campagna,

in montagna, al mare; d’estate un mese in montagna e uno al mare; a Natale,

la settimana bianca e poi il carnevale) a solerti esecutori di programma

d’avanguardia (l’inglese a Londra, i soggiorni estivi al Club Meditarranée, l’ecologia in fattoria).

Va da sé che in questo contesto culturale, oggi più che mai la famiglia cristiana

si ripropone come un vero e proprio “laboratorio di controcultura” favorendo la vita

in tutte le sue espressioni e responsabilizzandosi in ordine alla maturazione

autentica della persona.

Di fatto la famiglia è il “terreno naturale” per la strutturazione di “personalità adulte

e per la individuazione di  “progettivocazionali”.

(Corriere della Sera, 1989)

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“Fino a sette anni adoravo la mia famiglia; la odiai a tredici; scappai di casa a diciannove.

Mi feci una mia famiglia a  ventuno; l’abbandonai a trentacinque.

Desideravo ardentemente tornare alla mia famiglia; lo feci; l’abbandonai a trentasei.

Mi feci una nuova famiglia a trentotto; l’abbandonai a quarantacinque.

Mi feci una nuova famiglia a ai quarantotto; l’abbandonai a cinquanta.

Mi feci una nuova famiglia a cinquantacinque; l’abbandonai a sessanta!

Ma quante famiglie ci vogliono per averne una giusta?”

 I due “virus” di questo sfogo sono l’ “io” e il verbo “avere”.

                                                         Facile scoprire l’antivirus.

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LA FAMIGLIA SCENDEVA

                   LA FAMIGLIA SCENDEVA…

Da Gerusalemme – la citta posta sul monte, la sposa del Gran Re – la famiglia, scendeva verso Gerico, nella pianura del gran lago salato, sotto il livello del mare. Scendeva per le vie tortuose e impervie della Storia, quando, ad una svolta della strada, incontrò i Tempi Moderni. Non erano di natura loro briganti, non peggio comunque di tanti altri tempi, ma si accanirono subito contro la famiglia non trovando di loro gradimento la sua pace che rispecchiava ancora la luce della città di Dio.

Le rubarono prima di tutto la fede, che bene o male aveva conservato fino a quel momento come un fuoco acceso sotto la cenere dei secoli. Poi la spogliarono dell’unità e della fedeltà, della gioia dei figli e di ogni fecondità generosa. Le tolsero infine la serenità del colloquio domestico, la solidarietà con il vicinato e l’ospitalità sacra per i viandanti e i dispersi. La lasciarono così semiviva sull’orlo della strada e se ne andarono a banchettare con il Materialismo, l’Individualismo, l’Edonismo, il Consumismo… ridendo tutti insieme  della sorte sventurata della famiglia.

Il buon samaritano

Passò per quella strada un sociologo, vide la famiglia sull’orlo della strada, la studiò a lungo e disse: “Ormai è morta”.

Le venne accanto uno psicologo e sentenziò: “L’istituzione familiare era oppressiva. Meglio che sia finita”.

La trovò infine un prete e si mise a sgridarla: “Perché non hai resistito ai ladroni? Dovevi combattere di più. Eri forse d’accordo con chi ti calpestava?”.

Passò, poco dopo, il Signore, ne ebbe compassione e si chinò su di lei a curarne le ferite, versandovi sopra l’olio della sua tenerezza e il vino del suo sdegno. Poi, caricatola sulle spalle, la portò alla Chiesa e gliela affidò dicendo: “Ho già pagato per lei tutto quello che c’era da pagare. L’ho comprata con il mio sangue e voglio farne la mia prima piccola sposa. Non lasciarla più sola sulla strada, in balìa dei Tempi. Ristorala con la mia Parola e il mio Pane. Al mio ritorno ti chiederò conto di lei”.

Una lampada alla finestra

Quando si riebbe, la famiglia ricordò il volto del Signore chino su di essa. Assaporò la gioia di quell’amore e si chiese: “Come ricambierò per la salvezza che mi è stata donata?”.

Guarita dalle sue divisioni, dalla sua solitudine egoista, si propose di tornare per le strade del mondo a guarire le ferite del mondo. Si sarebbe essa pure fermata accanto a tutti i malcapitati della vita per assisterli e dire loro che c’è sempre un Amore vicino a chi soffre, a chi è solo, a chi è disprezzato, a chi si disprezza da se stesso avendo dilapidato tutta la propria umana dignità.

Alla finestra della sua casa avrebbe messo una lampada e l’avrebbe tenuta sempre accesa come segno per gli sbandati della notte. La sua porta sarebbe rimasta sempre aperta, per gli amici e per gli sconosciuti: per chiunque – affamato, assetato, stanco, disperso – potesse entrare e riposare sedendo alla piccola mensa della fraternità universale.

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CHE SIMPATICA…

UNA STORIELLA NATALIZIA DEDICATA AL 50% DELLE PERSONE (che momentaneamente calpestano il pianeta terra) CHE  ESIGONO DALL’ALTRO 50% LA PERFEZIONE…. E DEDICATA ANCHE A QUEL 50% DI POVERI DIAVOLI CHE SI SFORZANO, non riuscendovi mai alla perfezione, DI ESSERE PERFETTI COME RICHIESTO DA QUEL 50% CHE CREDONO DI AVERLA GIA’ RAGGIUNTA!!!!!

   C’erano una volta un uomo perfetto e una donna perfetta. Si incontrarono, e siccome la loro relazione era perfetta si sposarono. Il matrimonio fu ovviamente perfetto. E anche la loro vita insieme era ovviamente perfetta.

   In una notte di Natale buia e tempestosa, l’uomo perfetto e la donna perfetta stavano viaggiando in macchina su una strada molto tortuosa quando all’improvviso  notarono al lato della strada un uomo che aveva evidentemente problemi con il suo mezzo di trasporto.

   Siccome erano una coppia perfetta si fermarono per aiutarlo. L’uomo era Babbo Natale e aveva un enorme sacco pieno di regali. Siccome non volevano deludere tutti i bambini del mondo la sera di Natale, l’uomo perfetto e la donna perfetta si  offrirono di accompagnare Babbo Natale con la loro macchina e presto si trovarono a distribuire i regali.

   Purtroppo le condizioni del tempo e della strada continuarono a peggiorare, finché l’uomo perfetto, la donna perfetta e Babbo Natale ebbero un incidente. Soltanto uno di loro riuscì a sopravvivere. QUALE DEI TRE?

RISPOSTA PER TUTTI: la donna perfetta è l’unica che si salva, era l’unico personaggio reale perchè Babbo Natale non esiste e neppure un uomo perfetto esiste.

PER LE DONNE LA STORIA FINISCE QUI E NON SI PERMETTANO DI LEGGERE OLTRE…

Se Babbo Natale e l’uomo perfetto non esistono  vuol dire che al volante c’era la donna perfetta e questo spiega perchè c’è stato l’incidente. Tra l’altro, se sei  una donna e stai leggendo abbiamo prova anche di qualcos’altro: che le donne non fanno mai quello che gli si dice.

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“La semplicità è la somma di tutte le virtù” (San Pio da Pietralcina)

PER UNA SPIRITUALITA ‘ FATTA DI SEMPLICITA

E ATTENZIONE A VIVERE IL PRESENTE

Mi rammaricavo del mio passato

E temevo del mio futuro

Quando improvvisamente il mio Signore parlò:

“Io mio nome è IO SONO”.

Fece una pausa, io attesi, poi continuò:

“Se tu vivi del passato, con i suoi errori

E con i suoi dispiaceri, vivi nel dolore.

Io non sono nel passato, il mio nome non è IO ERO.

Se tu vivi del futuro, con i suoi problemi

E le sue paure, vivi nel dolore.

Io non sono nel futuro,

il mio nome non è IO SARO’.

SE TU VIVI QUESTO MOMENTO,

VIVI NELLA PACE. Io sono nel presente.

Il mio nome è IO SONO.

                                    (Helen Mallecoat)

“Alcune persone vennero a trovarmi a Calcutta e prima di partire mi pregarono: – ci dica qualcosa che ci aiuti a vivere meglio – . E io dissi loro: – Sorridetevi a vicenda, sorridete a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri figli, sorridetevi a vicenda; poco importa chi sia quello a cui sorridete; questo vi aiuterà a vivere meglio e a crescere nell’amore reciproco -. Allora uno di quelli mi domandò: – Lei è sposata? -. –Sì, risposi, e qualche volta trovo difficile sorridere a Lui. Ed è vero. Anche Gesù può essere molto esigente ed è proprio quando Egli è così esigente che è molto bello rispondergli con un grande sorriso”.

Da aggiungere soltanto che il sorriso del volto da visibilità alla amabilità del cuore… se esso è veramente caldo d’amore. Ne deriva che con questa “base relazionale” di amabilità reciproca si rende la vita difficile ai “conflitti” interpersonali sempre pronti ad irrompere da qualche fessura di fragilità dell’animo umano. Paradossalmente parlando, essendo amabili, si facilita al prossimo di “amare il prossimo”. E chi è più prossimo se non chi ci vive gomito a gomito?

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DI PARADOSSO IN PARADOSSO

“COSA SUCCEDEREBBE SE SCOPRISSI CHE IL MIO

STESSO NEMICO SI TROVA ALL’INTERNO DI ME STESSO,

CHE SONO IO PERTANTO AD AVER BISOGNO DELLA

ELEMOSINA DELLA MIA AMABILITA’, CHE SONO IO

IL NEMICO DA AMARE?”  (C. G. Jung)

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CRESCENDO SI IMPARA A FARE A FARE A MENO DI QUALCOSA

CRESCENDO… SI IMPARA A FARE A MENO DI QUALCOSA….

      (purché si abbia il dono del discernimento, se no sono guai seri)

E’ proprio vero ed è la vita stessa ad insegnarcelo piano piano…

   Soltanto che questa dinamica non sembra valere per l’umanità nel suo insieme, almeno sembra non valere per quella porzione di umanità della cosiddetta Vecchia Europa.

   Sembra non valere perché, paradossalmente parlando,  la Vecchia Europa, “crescendo”, ha voluto fare a meno di qualcosa, soltanto che questo “qualcosa”  non è quel guazzabuglio di superfluità (materiali o di costume…) che l’ha accompagnata fin qui…

   Quel “qualcosa” era ed è qualcosa di importante, anzi di fondamentale e questa è la ragione per la quale, avendone voluto farne a meno, siamo arrivati a questo punto di  degrado delle relazione umane, di inquietudine, di aggressività, di “mal di relazione”…

   Scriveva San Giovanni Paolo II: “Il nostro tempo, così carico di tensioni ed avaro di tenerezza” ed anche : “C’è poca vita umana nelle famiglie dei nostri giorni”.

   Lo stesso psicologo Carl Gustav Jung osservava: “Tante nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili ad un non risolto problema religioso”.

   E la ragione di questo dilagare del “malessere esistenziale” sta proprio, per quanto riguarda la Vecchia Europa, nel fatto che crescendo ha voluto fare a meno delle cose “fondamentali” e non delle “superfluità”, ragion per cui siamo ridotti così. Ha rinunciato al “bene” ed è stato fatale essersi ridotta così “male”.

   Lo spunto per questa riflessione, che dedico a tutti  i miei amici non ancora ridotti così male, mi è stato dato da una omelia del mio precedente parroco, Don Roberto De Odorico (attualmente Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense)…

   Lui sosteneva che a partire dal ‘500 (1517) la Vecchia Europa ha incominciato a voler fare a meno della Chiesa (il Protestantesimo è, in sostanza, questo). Come lo può essere chi cede alla tentazione di proporsi come nuovo “profeta” o nuovo “salvatore” dimenticando che Gesù è l’unico profeta – salvatore scelto dal Dio Padre. Tutti gli altri possono meritare il titolo assegnato loro da Gesù di “falsi profeti”. E ne pullulano tanti in questi ultimi tempi…

   Due secoli dopo, nel ‘700, (1717) la Vecchia Europa ha continuato su questa strada volendo fare a meno di Dio (la Massoneria, in buona sostanza, è questo).

   Agli albori del ‘900 (1917), la Vecchia Europa ha perseverato diabolicamente su questa tortuosa strada scegliendo di poter fare a meno di Gesù Cristo  (il marxismo  – leninismo autodichiaratosi ateo è proprio questo… con la sequela di tutti i “comunismi artigianali locali”), nel senso che se non c’è un Padre (massoneria) non ci può essere neppure un Figlio… (materialismo marxista).

   Per inciso, il 13 maggio 1917, la Madonna appare per la prima volta ai tre pastorelli  di Fatima…

   Solo coincidenze, oppure, come scrive lo scienziato Einstein: “Il caso è Dio che gira in incognito?”.

   Comunque sia, questo è ciò che è accaduto: si è finiti così “male” perché, “crescendo”, la Vecchia Europa ha scelto di poter fare a meno di “qualcosa”!

   Soltanto che questo “qualcosa” era  il “bene”, era il vero patrimonio dell’umanità…

C’è però una via d’uscita…

   E siccome è stato proprio Gesù a dire di essere la “Via, la Verità e la Vita”, forse è il caso di suggerire alla vecchia Europa dalla coscienza sonnacchiosa (ha rifiutato di riconoscere le radici giudaico – cristiane dell’Europo), di fare almeno memoria storica (se non proprio spirituale) di talune sue espressioni .

    Si tratta di cinque espressioni da leggere in sequenza logico – spirituale:

 “CERCATE PRIMA DI TUTTO IL REGNO DI DIO E IL RESTO VI VERRA’ DATO IN AGGIUNTA”.

 “SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA”.

 “IMPARATE DA ME CHE SONO MITE E UMILE DI CUORE”.

 “NESSUNO PUO’ VENIRE A ME SE IL  PADRE MIO CHE E’ NEI CIELI NON LO ATTIRA”.

 “OGNI COSA CHE CHIEDERETE AL PADRE MIO IN MIO NOME EGLI VE LA DARA’.

   Queste cinque espressioni diventano allora la Via Vera per una Vita piena ed appagante. Queste cinque soavi esortazioni indicano la direzione esatta da intraprendere, quale che sia la vocazione personale ascoltata ed accolta nell’intimo della propria anima.

   Per crescere, si diceva, è necessario fare a meno di qualcosa … e questo costa sempre caro, ma è una legge della vita.

   Parimenti, per crescere nella fede adulta, paradossalmente parlando, non è necessario, né conveniente, né da persone intelligenti fare di testa propria, ma fare a meno di fare di testa propria.

   E’ semplicemente conveniente, necessario, e da persone umilmente intelligenti, non fare a meno di Gesù… e questo non costa niente, proprio niente… è soltanto grazia.

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