Archivi del mese: novembre 2020

Pandemia o no…ci tocca comunque vivere!

Mi vengono in mente queste considerazioni a proposito di virus e di antivirus, di pandemia e di come viverla.

A livello inconscio (per fortuna) si genera in me questa curiosa dinamica, la dinamica di una percezione sotterranea, incontrollabile razionalmente, del tipo: “Se non vuoi morire non devi vivere” ed anche: “Se non ti vuoi ammalare devi vivere come ti dico io”.

Nessuna però di queste due proposte esistenziali assicura esito positivo. Si tratta del curioso mistero del vivere oscillante da sempre tra danza e lamento, dolore e gioia, paura e speranza, un mistero esistenziale fatto oggi più fitto di luce fino ad abbagliare mente e cuore.

Che fare allora? Vivere il qui ed ora col contagocce evitando di cadere nella trappola (o tentazione… per i credenti) di troppe nostalgie del pregresso o di troppa preoccupazione per il futuro.

Vivere l’oggi non “come se” fosse il primo giorno o, peggio, l’ultimo (tocchiamo ferro, piombo o altri metalli più nobili!), ma adultamente convinti che è l’unico.

In un libro di S. Lewis (LE LETTERE DI BERLICCHE) dove si racconta di un diavolo anziano che insegna al nipotino come tentare l’uomo in modo intelligente, leggo questa riflessione: “Il presente è l’unico punto di contatto tra il tempo e l’eternità… “.

E poi aggiunge (lo ricordo a braccio): se tu rovini il presente col fare preoccupare l’uomo del futuro ce l’hai in mano… perchè il nostro “nemico” (DIO) sta proprio lì…  

    IO SONO

Mi rammaricavo

del mio passato

e temevo il mio futuro

quando, improvvisamente

il mio Signore parlò:

Il mio nome è IO SONO.

Fece una pausa. Io attesi.

Poi continuò:

Se tu vivi del passato

con i suoi errori

e i suoi dispiaceri

vivi nel dolore.

Io non sono nel passato.

Il mio nome non è IO ERO

Se tu vivi del futuro,

con i suoi problemi

e le sue paure,

vivi nel dolore.

Il non sono nel futuro.

Il mio nome non è IO SARO’.

Se tu vivi questo momento,

vivi nella pace.

Io sono nel presente.

Il mio nome è IO SONO.

    (Helen Mallecoat)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

ANTIVIRUS EFFICACE

                                                        UNA MANCIATA DI ANTIVIRUS

“Dormivo e sognavo che la vita era gioia.                Mi svegliai e vidi che  la vita era servizio.                  

Volli servire e scoprii che la vita era gioia”.                                              (Tagore)

   “Di questo ti prego, Signore: colpisci, colpisci alla radice la miseria che è nel mio cuore. Dammi la forza di sopportare serenamente gioie e dolori. Dammi la forza di rendere il mio amore utile e fecondo al tuo servizio. Dammi la forza di non rinnegare mai il povero, di non piegare mai le ginocchia davanti all’ insolenza dei potenti. Dammi la forza di elevare il pensiero sopra le meschinità della vita di ogni giorno e dammi la forza di arrendere con amore la mia forza alla tua volontà”.   (Tagore)

“Il giorno è finito e l’ombra scende sulla terra. E’ tempo che  vada a riempire la mia brocca al ruscello. Si sente nell’aria della sera la triste musica dell’acqua che mi invita ad uscire nel buio. Nel sentiero solitario non passa nessuno, il vento si è levato, s’increspa l’acqua nel fiume. Non so se tornerò a casa, non so chi potrò incontrare. In una barchetta presso il guado uno sconosciuto suona il liuto”.  (Tagore)

“La preghiera comincia dove finisce la poesia, quando la parola non serve più e occorre un linguaggio altro” . (Mario Luzi)

“Ogni incontro con Dio è preghiera,ma non ogni preghiera è incontro con Dio”. (Padri del deserto)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

IN MEMORIA DI CHIARA (8 settembre 2017)

NOSTALGIA DELIZIOSA

 NOSTALGIA DELIZIOSA

DAL PROFUMO D’UNA ROSA,

MA LE SPINE SOPRAFFINE

DAN DOLORE SENZA FINE.

 STRAZIO MUTO E’ L’ORAZIONE

E IL PENSIERO COL MAGONE.

   GEME L’ANIMA SGOMENTA

   E NEL CORPO LA TORMENTA.

E LA QUIETE ANCOR LONTANA

RENDE IL GIORNO CUPO E TRISTE

E LA NOTTE TANTO STRANA.

    A TE CHIARA ORA CHIEDO

    SE PER NOI PUOI FAR QUALCOSA,

    LI’ DAL CIELO IN CUI CREDO.

                                         (il tuo papa’ Gigi)

 IN MEMORIA DI CHIARA

SEME DI DOLORE

CHE LENTO T’EN MUORI

NEL BUIO TERRENO,

QUAL FRUTTI MATURI

PER NOI COSI’ SOLI?

SIA DOLCE LA TERRA

CHE OGGI T’AVVOLGE

CON TREPIDA CURA,

COSÌ CHE IL DOLORE

S’INVOLI NEL VENTO.

SE UN’ ALBA VERRÀ

DI QUIETE E COLORE,

A TE SI DOVRÀ,

CON CUORE TREMANTE,

L’APPLAUSO DEL CUORE.

                    ( il tuo papà Gigi)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie