Oggi ragiono (o sragiono) così

                PENSIERI IN SALSA DI PARADOSSO

 In questi tempi così critici dove si sente spesso dire “siamo tutti sulla stessa barca” senza mai concludere “e soffriamo tutti il mal di mare”, affiorano alla superficie della memoria pensieri, ricordi, metafore, citazioni, considerazioni, articolazioni di ragionamenti che mi rendono faticosa anche la più semplice opera di sistemazione concettuale.

E così li lascio andare in libera uscita e sia quel che sia. Il primo pensiero riguarda il settore del crimine.

Sento parlare di sconto di pena, permessi premio ecc.  Un principio dal sapore spirituale più che psicologico afferma che: “Non c’è redenzione senza espiazione”. Espiazione della colpa, totalmente. L’espiazione della colpa avviene attraverso la sanzione della pena e che questa venga   più o meno bene sanzionata e  regolamentata attiene alla dialettica giuridica del delitto penale. Ma se questa dialettica giuridica sanzionatoria prevede l’introduzione di misure, accorgimenti, scorciatoie che ammorbidiscono l’espiazione, viene da chiedersi quanto possa essere raggiungibile il traguardo della redenzione. Soprattutto se si pensa ai crimini di maggior portata, senza ignorare ovviamente la pena infinita inflitta ai familiari colpiti dal crimine.

 

Un altro ragionamento è quello relativo alla gestione della libertà ad opera dello Stato. E qui, al netto da ideologismi patetici di ogni colore e natura, mi va di ragionare in termini di paradosso.

Immagino il Creatore (che si è rivelato Dio all’ epoca di Mosè e poi Padre con la venuta di Gesù) alle prese con il problema della creazione della libertà. Problema risolto. Il Creatore ha ideato la libertà senza “se”, senza “ma” e soprattutto senza “però”.

La libertà sembrerebbe essere un concetto refrattario ad aggettivazioni che, in qualche modo o misura,  potrebbero snaturarla.

Immaginiamo se il Creatore avesse creato la libertà dicendo ad esempio: “Vi creo liberi, ma (e già una serie di eccezioni), se (e giù un elenco di dettagli), però (e giù una caterva di dettagli o decreti applicativi).

Certo, ha rischiato grosso comportandosi così  come si è comportato… tanto più che sapeva che la sua creatura lo avrebbe deluso.

Ma è proprio per questo che è “unico” e  simpatico e amabile, perché ha dimostrato totale fiducia nella nostra intelligenza… tra l’altro donata da Lui.

http://www.gigiavanti.com

 

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