IL TEMPO E’ TROPPO LENTO PER CHI ASPETTA,
TROPPO RAPIDO PER CHI HA PAURA,
TROPPO LUNGO PER CHI SOFFRE,
TROPPO BREVE PER CHI GIOISCE.
MA PER CHI AMA NON C’E’ TEMPO.
(H. Van Dike)
(e per chi non trova mai tempo… è tempo perso)
IL TEMPO E’ TROPPO LENTO PER CHI ASPETTA,
TROPPO RAPIDO PER CHI HA PAURA,
TROPPO LUNGO PER CHI SOFFRE,
TROPPO BREVE PER CHI GIOISCE.
MA PER CHI AMA NON C’E’ TEMPO.
(H. Van Dike)
(e per chi non trova mai tempo… è tempo perso)
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NON C’E’ REDENZIONE… SENZA ESPIAZIONE
A proposito di “rito abbreviato” e “sconti di pena” di cui si parla tanto oggi, desidero condividere con voi qualche considerazione sul principio enunciato nel titolo.
D’accordo che il carcere deve avere anche una funzione, non sempre possibile, “rieducativa”, ma lo potrebbe essere realmente, rieducativa e redentiva tale funzione, qualora prima sia avvenuta una “espiazione” della pena, totale e completa.
Mi sembra contrario a questo principio universale la tendenza a mercanteggiare (talora furbescamente) la colpa da espiare…
Dio Padre stesso non concesse nessuno sconto di pena a Suo Figlio Gesù Cristo perché avesse efficacia la redenzione… sebbene Egli fosse senza colpa!
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“Se un uomo si comporta sempre seriamente e non si permette mai un po’ di divertimento e di distrazione, impazzirà senza saperlo”. (Erodoto)
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Cosa dire della parola “omofobia”? Ho l’impressione che talvolta si usino determinati vocaboli in maniera approssimativa e per nulla scientifica.
“Fobia” è un vocabolo appartenente al mondo complesso e articolato delle patologie psichiche e avente a che fare con il mondo delle emozioni e dei sentimenti, in particolar modo con il mondo variegato della paura, dell’ansia, dell’angoscia, del panico…
Mi chiedo se sia corretto, dal punto di vista della psicologia dinamica, voler legiferare sui sentimenti…
Mi chiedo ancora se sia onesto fare di ogni erba un fascio dando dell’omofobo a chi magari nutre semplicemente delle “perplessità” sulla ideologia sostenitrice della “omosessualità” come di una “differente normalità”.
Mi chiedo, in conclusione, se non sia più onesto riconoscere, invece, “l’omoperplessità” come un sano sentimento di difesa nei riguardi della ideologia della “omosessualità” intesa come “differente normalità”.
Parlare di “omofobia” mi pare proprio esagerato. Parlare di “omoperplessità” mi pare più equilibrato.
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Omaggio amico agli psicologi
C’è una storiella che parla del piccolo Johnny, che si diceva fosse ritardato mentale. Evidentemente però non lo era, come risulterà evidente dalla storiella.
Johnny va alla lezione di attività manuali nella sua scuola speciale, riceve il suo pezzo di creta e si mette a modellarlo. Poi ne stacca un pezzetto, va in un angolo della stanza e si mette a giocare con esso.
L’insegnante gli si avvicina e gli dice: “Ciao Johnny”. E Johnny: “Ciao”.
L’insegnante chiede: “Cos’è quello che hai in mano?”.
E Johnny risponde: “E’ un pezzo di sterco di mucca”.
E l’insegnante chiede ancora: “E cosa stai modellando?”.
Il ragazzino risponde. “Sto facendo un insegnante”.
L’insegnante pensa: “Il piccolo Johnny è regredito”.
Quindi chiama il preside che sta passando davanti alla porta dell’aula in quel momento, e gli dice: “Johnny è regredito”.
Così il preside si avvicina a Johnny e gli dice: “Ciao, figliolo”.
E Johnny: “Ciao”. Il preside chiede: “Cosa hai in mano?”. E lui: “Un pezzo di sterco di mucca”.
“E cosa stai modellando?”. E il ragazzo: “Un preside”.
Il preside ritiene che sia un caso da far esaminare da uno psicologo della scuola.
“Mandate a chiamare lo psicologo!”
Lo psicologo è un tipo in gamba. Si avvicina e dice: “Ciao”. E Johnny risponde: “Ciao”.
Lo psicologo, mutando domanda d’approccio, dice: “Io lo so cosa hai in mano”.
“Cosa?” chiede Johnny. E lo psicologo: “Un pezzo di sterco di mucca, vero?”.
Johnny risponde: “Giusto”.
“E so anche cosa stai modellando” soggiunge lo psicologo.
“Cosa?” chiede Johnny.
“Uno psicologo, vero?”.
“Sbagliato – risponde Johnny – non ho abbastanza sterco di mucca”.
E lo chiamavano un ritardato mentale.
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“Non è il matrimonio a rendere felice chi si sposa, ma è chi si sposa a rendere felice il suo matrimonio”
A patto che, aggiungo io, i due che si sposano, sposino insieme il matrimonio… che è una modalità di vita relazionale qualitativamente molto diversa da tutte le altre relazioni vissute prima e che si caratterizza per una “scelta adulta”… (la quale è tale se “lucida, libera e lungimirante”) .
Già tanto tempo fa il Freud asseriva: “L’amore adulto e maturo è la capacità di stabilire una relazione affettiva duratura e stabile”.

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QUANDO A MESSA NON MI DISTRAGGO…
Proprio stamattina mi imbatto in questa lettura… che mi intriga abbastanza da volerla condividere. Ciao
“Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti: così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti. I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.
Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore.
Non lodare nessuno prima che abbia parlato, perché questa è la prova degli uomini.” (Siracide, 27,5-8 (NV) gr.27,4-7)
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