TUTTO E’ SESSO… oggi, MA IL SESSO NON E’ TUTTO!!!

 

                   SESSUALITA’ ATTRAZIONE  SENTIMENTO AMORE:

                                   (possibile vederci un po’ chiaro?)

                                                   (www.gigiavanti.com)

 

“Quando uno inizia una relazione si trova di fronte a un dono parziale. Quando si giunge alla relazione sessuale il dono del corpo è totale, ma se il dono non prevede un impegno personale duraturo è come se accadesse un furto: uno dona il suo corpo per riprenderselo. La relazione sessuale comporta scelte impegnative”. (J. Bastaire)

 

“Se l’amore non ha obbligatoriamente bisogno della sessualità per esprimersi, la sessualità umana ha invece sempre bisogno dell’amore per esprimersi in tutta la sua pienezza”. (J. Bastaire)

 

“Mentre Dio perdona sempre

e l’uomo perdona qualche volta,

la natura non perdona mai;

quando ci si oppone alla natura,

la natura disapprova, ribatte,

restituisce il colpo”. (Terruwe, psicologa olandese)

 

   Oggi si parla tanto di ecologia, di natura, di biologico, di cibi genuini, di aria pulita… Alla stessa maniera si potrebbe parlare anche di “ecologia della sessualità”.

   Natura e costumi culturali hanno sempre avuto, però,  qualche problema di coesistenza, al punto tale che non di rado il “costume culturale” ha preso il sopravvento sul “dato di natura”.

   Infatti, dopo l’ubriacatura razionale – illuministica del secolo scorso (ricordo però che un detto cinese  afferma che “non è il vino che ubriaca, ma è l’uomo che si ubriaca”) pare che sia in atto una prevaricazione sistematica del “costume culturale” sulla prestigiosità della “natura” e tale prevaricazione produce effetti devastanti  in seno alle relazioni interpersonali di ogni genere.

   Se a ciò si aggiunge un dato culturale riconosciuto da gran parte della letteratura scientifica umanistica odierna e cioè quello della cultura del “desiderio” che spinge per essere riconosciuto “diritto”, si comprende lo stato di confusione nel quale vivono oggi molte persone.

   Senza dimenticare un grosso equivoco (anche questo culturale) riguardante la realtà antropologica degli istinti personali che qualcuno vorrebbe tutti uguali nella loro dinamica intrinseca che porterebbe ad una loro mera “soddisfazione”.

   Va chiarito invece che non si può fare di ogni istinto un fascio… ma che vanno distinti gli  istinti “individuali” e l’istinto “sessuale” che, per DNA di natura antropologica, è istinto “sociale. Infatti, ad esempio, la situazione relazionale dell’istinto “fame” vede in relazione un “soggetto” (persona) ed un “oggetto” (cibo) e la dinamica dell’attrazione è unidirezionale e cioè va dal “soggetto” verso “l’oggetto”.

   La situazione relazionale dell’istinto “sesso” è invece quella di un “soggetto” in relazione con un altro “soggetto” , la cui dinamica di attrazione  non è  unidirezionale, bensì reciproca.

   Tanto basta (e lo sostiene tutta la letteratura scientifica umanistica) ad affermare che gli istinti non sono tutti  uguali e che non è uguale la dinamica della loro soddisfazione.

   A meno che, come insinua certa sottocultura materialistica odierna,  non venga “cosificata” la medesima persona, come purtroppo avviene quando, ad esempio, si parla di “donna-oggetto”…

   L’istinto sessuale non è un istinto da “sfogare”, ma un istinto per amare. La pulsione che spinge al semplice sfogo non ha uno scopo, è monca, le manca la finalizzazione e non produce soddisfazione, ma scaricamento e svuotamento della pulsione. 

   La finalizzazione della pulsione all’amore da invece soddisfazione integrale, così come scrive Alexis Carrel: “L’istinto sta all’amore come la scintilla sta al falò che ha acceso” o come canta Marco Masini: “Il sesso da solo è l’amore del niente”.

   Tra fare sesso, fare all’amore e amare c’è una sostanziale differenza sul piano del comportamento e… delle scelte di via… al punto tale che sembra intellettualmente onesto ipotizzare come siano possibili  scelte di vita dove “amare” escluda il “fare all’amore” e il “fare sesso”. Così come è possibile che “fare sesso” o “fare all’amore” non sia di per sé “amare”…

   Concludo con una testimonianza personale di Gandhi relativa alla gestione dell’istinto “collera”  (applicabile con spicciola facilità logica alla “pulsione sessuale”): “Ho imparato, dopo amare esperienze a preservare la mia rabbia e, come il calore che non si disperde produce energia, la mia rabbia dominata si trasforma in forca capace di muovere il mondo”

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Un libro (modestamente)

Gigi Avanti, NON SOLO SESSO (Edizioni Paoline)

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