Che emozione!

E’ la prima volta che dal 1973 parlo ai miei amici, fratelli parrocchiani… grazie al nuovo parroco don Maurizio Mirirlli che ringrazio e al Gruppo Culturale da poco nato che ringrazio ancor più… e condivido

       PER UNA CULTURA DELLE BUONE RELAZIONI…

 

L’uomo moderno soffre del “mal di relazione”, un malanno forse atavico, ma in aumento al giorno d’oggi. Curioso anche notare come i “malanni relazionali” siano andati aumentando con l’aumentare degli studi sulla relazione interpersonale:

 C’è modo di contenerne tale malanno, quello di andare alla sorgente del problema approfondendo il concetto di “relazione… partendo da un po’ lontano e senza complessi di inferiorità nei confronti della “cultura” odierna così resistente e refrattaria all’uso dell’intelligenza “spirituale”.

 Una cultura per’altro così caratterizzata: una cultura che predilige il fare al contemplare, la tecnica all’etica, il frammentario al progettuale, l’emotivo al ragionevole, il razionale al soprarazionale, il reversibile al definitivo, il precario allo stabile, l’ideologico al culturale, l’individuale al relazionale, l’apparire all’essere, l’intellettuale allo spirituale…E le conseguenze, in ambito di rapporti umani, si vedono.

 Parte da lontano (i segni dei tempi…) l’esortazione a cambiare marcia.

“Nel presente ordine di cose la buona Provvidenza ci sta conducendo ad un nuovo ordine di rapporti umani…” (San Giovanni XXIII, 12 OTTOBRE 1962, apertura del Concilio Vat.II)

“Il nostro tempo, così carico di tensioni e avaro di tenerezza” – “C’è poca vita umana nelle famiglie dei nostri giorni” (San Giovanni Paolo II). “Educare alla vita buona del vangelo” è il titolo del fascicoletto degli Orientamenti pastorali della CEI per il decennio corrente. Da notare i vocaboli “buona”, “nuovo”, “rapporti” che non attengono a “contenuti” ma a “modalità” per veicolarli… (brano del giovane ricco – canale uditivo della cultura ebraica che risponde alla domanda con una domanda)

COSA SUCCEDE SE NON SI CAMBIA MARCIA: succede che si va in stress. L’Istituto Canadese per la ricerca sullo stress attesta che a cadere facilmente nello stress è quel  24% di persone  che non sono ancora riuscite a stabilire cosa “è importante nella vita” (scala di valori…). “Le persone che stanne male sulla terra sono proprio quelle che pensano soltanto alla terra”. “Più la vita è vuota, più diventa pesante”. “Sono talmente abituato ad essere teso che quando sono calmo mi sento nervoso”. “La relazione con gli altri è come la cucina, in ogni pietanza ognuno trova quello che ci mette”.

 

NUCLEI CONCETTUALI  PER UNA BUONA RELAZIONE (Benessere relazionale… ecologia della relazione)

  • ATTENZIONE AL QUI ED ORA A 360° GRADI (pensieri, gesti, silenzi… “ Le parole servono la mente, i gesti  servono il cuore, il silenzio serve l’anima”. Riferimento alla modalità relazionale di Dio nei confronti dell’umanità: parola, gesti. silenzio = dire, fare, essere… Sublimità relazionale del silenzio eucaristico…). TESTO di H. Mallecoat IO SONO. (Lettere di Berlicche… dove si dice che “Il presente è l’unico punto di contatto tra l’eternità e il tempo”)
  • IDEE CHIARE sulla differenza tra “valutazione” e giudizio”, tra relazione “giudicante” o “valutativa (quando piove, il tempo non è brutto, ma piovoso – citare Petrarca, san Francesco, Einstein)
  • RELAZIONE CON SE STESSO base per una relazione con l’altro (passato, presente, futuro… accettare di “capire” che non si può capire tutto e tuttavia continuare ad “amare”). Altrimenti si vive di rimpianti (Borges, Bombeck). Aneddoto di Madre Teresa di Calcutta.

http://www.gigiavanti.com

 

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