CRESCENDO SI IMPARA A FARE MENO DI QUALCOSA….

CRESCENDO SI IMPARA A FARE A MENO DI QUALCOSA….

 

E’ proprio vero ed è la vita stessa ad insegnarcelo piano piano… Soltanto che questa dinamica non sembra valere per l’umanità nel suo insieme, almeno sembra non valere per quella porzione di umanità della cosiddetta Vecchia Europa. Sembra non valere, perché paradossalmente parlando, la Vecchia Europa, “crescendo”, ha voluto fare a meno di qualcosa, soltanto che questo “qualcosa”  non è quel guazzabuglio di superfluità (materiali o psicologiche…) che l’ha accompagnata fin qui… Quel “qualcosa” era ed è qualcosa di importante, anzi di fondamentale e questa è la ragione per la quale, avendone voluto farne a meno, siamo arrivati a questo punto di  degrado delle relazione umane, di inquietudine, di aggressività, di “mal di relazione”… Scriveva san Giovanni Paolo II. “Il nostro tempo, così carico di tensioni ed avaro di tenerezza” ed anche : “C’è poca vita umana nelle famiglie dei nostri giorni”. Lo stesso psicologo Carl Gustav Jung (curiosamente snobbato da certi “vecchi” sapientoni  colleghi suoi): “Tante nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili ad un non risolto problema religioso”.

E la ragione di questo dilagare del “malessere esistenziale” sta proprio, per quanto riguarda la Vecchia Europa, nel fatto che crescendo ha voluto fare a meno delle cose “fondamentali” e non delle “superfluità”, ragion per cui siamo ridotti così. Ha rinunciato al “bene” ed è stato fatale essersi ridotta così “male”.

Lo spunto per questa riflessione, che dedico a tutti  i miei amici non ancora ridotti così male, mi è stato dato da una omelia del mio precedente parroco, don Roberto De Odorico(attualmente Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense)…Lui sosteneva (e ciò accadeva ad una scadenza di duecento anni, più o meno))  che a partire dal ‘500 la Vecchia Europa ha incominciato a voler fare a meno della Chiesa (il Protestantesimo è, in sostanza, questo); due secoli dopo, nel ‘700, ha continuato su questa strada volendo fare a meno di Dio (la Massoneria, in buona sostanza, è questo) per arrivare agli albori del ‘900 a credere di poter fare a meno di Gesù Cristo  (il marxismo  – leninismo autodichiaratosi ateo è proprio questo… con la sequela di tutti i “comunismi artigianali locali”), nel senso che se non c’è un Padre (massoneria) non ci può essere neppure un Figlio… Ed è appunto  questo che è accaduto: si è finiti così “male” perché “crescendo” si è voluto fare a meno di “qualcosa”! Soltanto che questo “qualcosa” era  il “bene”. era il vero patrimonio dell’umanità…

C’è però una via d’uscita… E siccome è stato proprio Gesù a dire di essere la “Via”, forse è il caso di suggerire alla vecchia e rimbambita Europa di farne almeno memoria storica (se non proprio spirituale) . Ecco questa via d’uscita (vuole essere anche una indicazione metodologica di come assemblare espressioni isolate di Gesù per farne uscire “qualcosa” di cui non fare a meno…): sono cinque espressioni da leggere in sequela logico – spirituale:  “CERCATE PRIMA DI TUTTO IL REGNO DI DIO E IL RESTO VI VERRA’ DATO IN AGGIUNTA” – “SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA” – “IMPARATE DA ME CHE SOMO MITE E UMILE DI CUORE” – “NESSUNO PUO’ VENIRE A ME SE IL  PADRE MIO CHE E’ NEI CIELI NON LO ATTIRA” – “OGNI COSA CHE CHIEDERETE AL PADRE MIO IN MIO NOME EGLI VE LA DARA?

(www.gigiavanti.com)

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