I DEMAGOGHI ATTIRANO LE FOLLE, MA I PROFETI ANCORA DI PIU’ (commento omiletico al brano di Luca 3.10-18)

La scienza psicosociologica cerca di spiegare molte cose, compresi i comportamenti delle masse, delle folle e sostiene che il comportamento di queste, così come degli individui,  è la parte manifesta di tutto un processo interiore sommerso fatto di idee, convincimenti, motivazioni, finalità da raggiungere che gli fanno da base. Per cui, quando le folle accorrono per sentire un leader, in genere lo fanno perché lo suppongono capace di rispondere al bisogno comune di un miglioramento delle condizioni di vita. Accade così che un leader, talvolta, si possa trasformare in demagogo promettendo mari e monti… e magari regalando  poi un semplice atlante… Rimane psicologicamente curioso (e misterioso) come mai le folle accorrano, invece, a sentire leaders che non le blandiscono, che non le imbambolano, ma che addirittura biasimano comportamenti cattivi e propongono ricette “lacrime e sangue” per il miglioramento delle condizioni di vita…

E’ quanto narrato dal brano di vangelo di oggi che ci presenta il cugino precursore di Gesù, Giovanni, infuriato contro i comportamenti cattivi e certamente più profeta che demagogo, dal momento che invitava a cambiar vita “cambiando vita”, non promettendo pertanto mari e monti, ma invitando al sacrificio e alla penitenza. E proprio per questo le folle lo interrogavano concretamente sui comportamenti da “correggere”, sul da farsi. E di risposte ne aveva per tutti, conoscendo bene la vita dei suoi contemporanei, sebbene da tempo vivesse solitario nel deserto. Le aveva anche per i più cocciuti ai quali riservava aforismi e prescrizioni dal sapore vagamente paradossale (“chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto”) che psicologicamente è il miglior sistema per irritare ancor più chi non ha animo umile.. Infatti la risposta irritata  dei Farisei “Noi abbiamo Abramo per padre, non abbiamo bisogno d’altro”! la dice lunga.

Le persone più disponibili delle folle invece, umilmente, lo interrogavano sul da farsi concreto ed ecco il Giovanni urlatore farsi mite e suggerire comportamenti minimali quali accontentarsi della paga (ai soldati), non esigere più tasse del dovuto (i pubblicani) e così via…E queste a lasciarsi battezzare…

Quello che più impressiona è come mai i profeti attraggano le folle più dei demagoghi… La risposta sembra semplice. Perché essi intercettano i veri bisogni dell’anima e con l’anima non si scherza. Giovanni, con il suo battesimo all’acqua di “rose” spiana la strada al Battesimo “spinosissimo” di Colui che darà piena e definitiva soddisfazione al bisogno di salvezza integrale dell’anima che avviene, paradossalmente parlando, sacrificando all’estremo quella del corpo. Ecco perché Gesù arriverà a dire proprio a riguardo del  sacrificio estremo: “Quando sarò innalzato attirerò tutti a me”… tutti, compresi quelli più cocciuti. Tutti, anche quelli momentaneamente attratti dai demagoghi di turno. Ecco quindi chiarito come mai possano attrarre così tanta gente, per così tanti secoli di storia, uno squattrinato urlatore da deserto e soprattutto un Uomo martoriato appeso  sanguinante su una croce. Mistero chiarisce mistero verrebbe da sussurrare…ed è subito gioia!

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