RISPETTARE LA NATURA… E’ NATURALE E CONVIENE

   Da un po’ di tempo il ritornello “rispetta la natura” rimbomba nelle orecchie di tanti tirandosi appresso una sotterranea conclusione dal sapore di minaccia, come a dire che se non si rispetta la “natura” questa prima o poi ci frega e ce la fa pagare.  Ed è talmente vera la possibilità di questa minaccia che se ne vedono già le conseguenze di questo scarso rispetto (se non vero e proprio disprezzo) per la natura. Basta porre mente al cosiddetto degrado ambientale inteso nel senso più largo immaginabile o all’impero dell’artificiale rispetto al genuino o all’inganno del virtuale rispetto al reale…Tanto per fare un esempio: nell’occasione di una alluvione ho sentito una anziana donna di montagna esclamare sofferente: “ L’acqua ha memoria”… come a  dire che ritorna, prima o poi, da dove è stata deviata. E magari torna arrabbiata…

A fronte di tutto questo scarso o nullo rispetto degli equilibri del creato, esiste invece la riscossa del ritorno alla natura, della riscoperta della genuinità di cibi e risorse, dell’ecologia intesa nel  senso più  ampio possibile. La vita, nel suo insieme, è infatti un universo di continui equilibri. E quando viene meno il rispetto di questi equilibri creaturali naturali se ne pagano le conseguenze, tutti quanti, perché siamo tutti sulla stessa barca…e soffriamo tutti il mal di mare!

Già da tempo gli studiosi delle relazioni umane hanno scoperto l’acqua calda (è un destino paradossalmente curioso quello che spetta ai ricercatori… il destino di “scoprire” quello che già esiste!). Ecco la considerazione della psicoterapeuta Anna Terruwe nel suo libro (datato ma modernissimo) AMARE E CURARE I NEVROTICI: “Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”.

L’attenzione, a questo punto, si sposta facilmente ad osservare un altro scenario, quello delle relazioni umane, delle relazioni al naturale, come Dio comanda… si direbbe.  Perché la “relazione”, lo si gradisca o no, è il materiale genuino e naturale  di costruzione usato da Dio per dar esistenza al mondo (essendo Lui Relazione d’Amore).

 L’essere umano, infatti, nasce e cresce in un ambito relazionale naturale di tenerezza (utero… calore familiare) come se la natura ci volesse dire, con il suo linguaggio discreto, che questa è la “modalità” unica del vivere le relazioni in maniera tale che quel bisogno “naturale” di amore seminato dal Creatore in quel punto del nostro essere dove il cuore confina con l’anima possa venire soddisfatto e appagato. Questo e nessun altro modo di relazionarsi porta giovamento e quiete. C’è qualcuno che ha definito la nostra epoca come l’epoca delle ”passioni tristi”. L’uomo moderno sorride poco, la sua anima abita di più gli spazi della melanconia per ciò che ha perso più che quelli della gioia per quello che ancora possiede. L’uomo moderno sorride poco perché più preoccupato del futuro suo e dei suoi figli che non sereno per il suo presente e per cui dire grazie e basta. Scriveva Mark Twain: “Ho sofferto tante disgrazie nella mia vita… che non mi sono mai accadute”

Ritornare alla natura delle relazioni interumane è quindi semplicissimo seppur non facile (ma “tutto è difficile prima di essere facile” ammonisce lo psicologo di turno), è sufficiente vivere il presente del relazionarsi  cogliendo il “positivo” e basta, consapevoli che alternativa non c’è e che se  si scopre che “qualcosa non va” nelle relazioni  umane, in famiglia e fuori, forse è  il caso di meditare e riflettere su queste due considerazioni: “Il modo in cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo” (Kaufmann). Oppure quest’altra… più al naturale: “La relazione con gli altri è come la cucina; in ogni pietanza ognuno trova quello che ci mette”.

E se nelle relazioni interpersonali ci si mettesse più sorriso che lamento, più silenzio che chiacchera, più calma che frettolosità, più tensione gioiosa che tensione nervosa? In fondo è questa l’ecologia relazionale…ideata dal Creatore della natura, compresa la natura umana.

                                                                                                                                

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