Una boccata d’ossigeno… ancora puro!

“Non è possibile essere una madre perfetta, ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre”.

“Non limitarti a insegnare a tuo figlio solo quello che sai tu, perché siete nati in epoche diverse”. (Detto Rabbinico)

“Educa un uomo ed avrai educato una persona, educa una donna ed avrai educato una famiglia”. (Proverbio Africano)

 “La relazione con gli altri è come la cucina, in ogni pietanza ognuno trova quello che ci mette”.

 

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LA GIOIA DI EDUCARE

PRIMA I “no” E POI I “sì”  come suggerisce la legge naturale…

  (ovvero, “i fondamentali” dell’educazione integrale dell’essere umano)

 

Così almeno ci suggerisce, silenziosa, la natura umana. Prima di nascere, infatti, è il tenero, protettivo e caldo utero a sussurrare che “no”, non è ancora il momento di uscire, che “no” è ancora troppo presto. Pare che questa “esperienza” timbri (imprinting) per sempre l’essere umano del “bisogno di protezione, di tenerezza protettiva”.

Da qui ne deriva che i “no” futuri di una rotaia del binario educativo possono essere “protettivi” in quanto “teneri”. Quanto, invece, i nostri “no” urlati, ribaditi, minacciosi, nevrastenici siano protettivi, lo lascio immaginare…

Ma dal momento che da quel luogo protetto si debba uscire (e senza indugi) l’essere umano vive l’esperienza  del distacco, esperienza che lo timbrerà per sempre del bisogno di “incoraggiamento, di determinazione, di fermezza”.

Questa indicazione della natura costituisce, in pratica, l’altra rotaia del binario educativo, quella dei “sì”, sì che potranno essere incoraggianti a condizione di essere fermi, decisi, determinati.

Quanti dei nostri “sì” di educatori, di genitori… assomiglino invece a dei rassegnati e lamentosi “fai come ti pare” possano invece essere incoraggianti… è sotto gli occhi di tutti!

In conclusione, il binario educativo su cui viene collocata la locomotiva umana è costituito dalle due rotaie (in equilibrio), quella dei “no” e quella dei “si”.

Sembrerebbe di poter dire che agli educatori e genitori spetti il compito fascinoso di spingere la locomotiva… ricordandosi che prima o poi occorra che sappiano (seppur col cuore lacerato) staccare le loro mani dal convoglio… se desiderano che esso prosegua da solo sul binario dell’infinito…

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Queste  considerazioni sui “no” e sui “sì” mi sollecitano altre considerazioni a catena…

Una espressione di Fabio Rosini: “Il divieto di Dio è limitazione o custodia? Il limite è tirannico o paterno?” La risposta sembrerebbe essere: “il divieto di Dio è custodia paterna”. E mi pare in linea con quanto affermato prima.

Poi sento Gesù dire: “Il vostro parlare sia “sì, sì” e “no, no”… e mi spaventa la conclusione: “Quello in più viene dal diavolo”;  mi spaventa, ma mi protegge  dal vacuo ciarlare.

Adesso mi è più chiaro leggere che: “Il silenzio è la lingua madre di Dio”.

Adesso mi è più chiara la differenza tra opinioni, interpretazioni, congetture, ipotesi… e verità (Verità).

Adesso mi appare in tutta la sua suggestiva bellezza una frase pronunciata da un prete nella mia quieta e inquieta adolescenza: “La vita dipende da due o tre “no” e da due o tre “sì” pronunciati dai tredici ai vent’anni”… magari dando la precedenza ai no… anche prima dei tredici anni!

     NO AL PROPRIO IO e………….  SI’ A DIO       (quanta gente si fa Dio di se stessa)

     NO A SATANA e…………………. SI’ A GESU’   (opposizione dura alle tentazioni)         (

     NO ALL’ AMOR PROPRIO e…. SI’ ALL’ AMORE  (una bella lotta)

 

 

 

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A proposito di BENEDIZIONE…

“Quando Dio decise di creare il mondo, le singole lettere dell’alfabeto si presentarono dinanzi al suo trono perché egli creasse il mondo per mezzo di loro.

 Si presentò la lettera T: “Ma perché – le disse l’Eterno – dovrei creare il mondo per mezzo di te?” “Perché io sono l’iniziale di Tenerezza” fu la risposta: “Sì – riprese l’Eterno – ma T è pure l’iniziale di Tradimento”.

 Si presentò allora la lettera S e fece la medesima richiesta essendo esse l’iniziale di Santità. Ma Dio la rifiutò perché era anche l’iniziale di Solitudine.

Fu poi la volta delle altre lettere tutte ugualmente scartate perché oltre che di termini positivi erano anche iniziali di parole negative.

Alla fine si presentò a lettera B. Essa disse: “B è l’iniziale di Benedizione”. L’Eterno si trovò d’accordo e creò il mondo con la lettera B. Come è scritto: “Bereshit (che in ebraico è “in principio”) Dio creò il cielo e la terra”.

Benedire è dire e fare il bene e questa parola non può essere stravolta. E’ creatrice e salvifica”.

 

 

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CHE TEMPI! si dice da tempo!

A proposito di eventi odierni, sovente definiti “apocalittici”dalla stampa scritta o parlata.

“Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’ orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore”. (San Paolo nella seconda lettera a Timoteo, 3, 1 – 5)

 

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ATTENZIONE A PENSARE TROPPO…

Oggi mi vengono in mente questi accostamenti…

a proposito del troppo pensare, del troppo supporre:

 

“Per un pipistrello il paradiso è pieno di pipistrelli”

“Il modo con cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo”

 

Quindi… Il modo in cui pensiamo di Dio crea il Dio che pensiamo… ricordando che “Dio delude sempre chi se lo immagina a modo suo”.

 

 

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CHE BELLA!

I CALDI E MORBIDI 

   C’era una volta, al di là dei monti, in una splendida vallata, un villaggio dove vivevano Raggio di Sole e Luna Splendente. In questo villaggio tutti vivevano felici e contenti perché dovete sapere che ogni bambino che veniva alla luce riceveva in dotazione un sacchetto contenente dei  caldi e morbidi.

   I caldi e morbidi erano delle cosine piccole come il pugno di una  bambina, di colore arancione, con due piccole antennine rosse. E quando venivano messi addosso ad una persona la facevano sentire tutta calda e morbida. Il sacchetto dato in dotazione ai bimbi alla nascita non si esauriva mai, cosicché ognuno poteva darne e riceverne quanti ne voleva.    

   In quel villaggio tutti si scambiavano caldi e morbidi e quindi tutti erano contenti. Eccetto la strega, che viveva in cima alla montagna.

   La quale, ovviamente, poiché tutti stavano bene, non poteva fare commercio dei suoi incantesimi e delle sue pozioni magiche. Cosicché, un giorno, la strega si travestì da signora per bene e si recò giù nel villaggio per incontrare Raggio di Sole.

   Lo trovò nel bosco intento a fare legna. Gli si avvicinò, lo riverì e gli chiese: “Come vanno le cose al villaggio?” “Bene”, rispose lui continuando a lavorare di accetta. “Come stanno tua moglie e i tuoi figli” chiese nuovamente la strega. “Ottimamente – soggiunse Raggio di Sole – dal momento che ci scambiamo sempre tanti caldi e morbidi”. “Oh, bene – esclamò la strega alzando la voce – sono contento per te. Ma non hai mai pensato che quel sacchetto di caldi e morbidi potrebbe un giorno esaurirsi”? E così dicendo la strega se ne volò via sulla sua scopa.

   Raggio di Sole rimase un attimo perplesso con l’accetta a mezz’ aria. Poi raccolse la legna e si avviò verso casa. Arrivato davanti alla porta di casa vide i suoi figli che scambiavano i caldi e morbidi con i figli dei vicini e… scosse la testa.

   Alla sera, a letto, mentre scambiava i suoi caldi e morbidi con Luna Splendente, improvvisamente si ricordò delle parole della signora nel bosco e disse a sua moglie: “E se veramente i caldi e morbidi che sono nel sacchetto dovessero finire?”

   E con questo pensiero tutti e due si addormentarono. Il mattino dopo Luna Splendente chiamò i suoi figli e ordinò loro di fare economia di caldi e morbidi: “Non si sa mai, potrebbero finire”. E così la voce si sparse di porta in porta. I figli di Raggio di Sole incominciarono a non darne più ai loro amici, questi non ne diedero ad altri. E così via, piano piano, i caldi e morbidi vennero tenuti nascosti nel sacchetto.  

   Finché un giorno un bambino morì. Un altro ancora. Ed ancora un altro. Tanti bambini morirono perché non ricevevano più i loro caldi e morbidi. Allora tutta la gente del villaggio, allarmata e spaventata, si precipitò dalla strega per chiedere aiuto.

    La strega si fregò le mani, ghignando, e distribuì a tutti le sue pozioni magiche e i suoi incantesimi e poi diede ad ognuno un sacchetto contenente dei freddi e ruvidi.

   I freddi e ruvidi avevano la medesima forma dei caldi e morbidi, ma erano più scuri ed avevano delle antennine verdi. Quando venivano dati ad una persona la facevano sentire tutta fredda e ruvida, ma almeno i bambini non morivano più.

    Così, nel villaggio di Raggio di Sole e di Luna Splendente, ora tutti si scambiavano i freddi e ruvidi per non morire. Raramente qualcuno, qualche ragazzo innamorato, continuava a dare di nascosto il suo caldo e morbido.

    Un giorno passò per quel villaggio un imprenditore di una multinazionale che fiutò subito aria di affare e sfruttando la situazione produsse dei  caldi e morbidi di plastica che vendette alle persone del villaggio.

   I caldi e morbidi di plastica non facevano nulla, non facevano stare né bene né male, ma tanto valeva adattarsi. Caldi e morbidi autentici non si potevano dare per paura che finissero. Freddi e ruvidi non facevano morire più i bambini, ma facevano star male (eccettuata la strega che stava benissimo).

   Allora ecco, diamoci  tanti caldi e morbidi di plastica… finché venne il giorno in cui l’imprenditore se ne andò via perché la gente del villaggio imparò ben presto a produrseli da sé.

   Un giorno, un bellissimo giorno, arrivò nel villaggio una donna portata dal vento, una splendida donna, dai lunghi capelli e dagli occhi splendenti. Questa meravigliosa donna giunse nella piazza del villaggio dove stavano giocando dei bambini. Si fermò in mezzo a loro e disse: “Bambini, non è vero che i caldi e morbidi che sono nel sacchetto finiscono. Essi durano sempre.” Immaginatevi la gioia dei bambini i quali non aspettavano altra occasione.          Incominciarono a distribuirsi i loro caldi e morbidi con gioia,  tra lo stupore e l’indignazione dei grandi.

   Ben presto fu lanciata una campagna di denigrazione, di calunnie e di insinuazioni contro quella donna portata dal vento. Anzi, gli anziani del villaggio si riunirono e decretarono che i caldi e morbidi, quelli autentici, non si potevano dare prima di una certa età e stabilirono delle leggi con cui si limitava ulteriormente l’uso dei caldi e morbidi autentici.

   Frattanto i bambini, noncuranti di tutto e di tutti, continuarono a distribuirsi i loro caldi e morbidi.  Non si sa come andarono a finire le cose nel villaggio di Raggio di Sole di Luna splendente.

Sarà riuscita la spontaneità dei bambini ad averla vinta sulla legge dei grandi?  La risposta sta nel “bambino” che ognuno ha dentro di sé.     

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AFORISMI…

“BISOGNA CREDERE IN DIO, MA BISOGNA ANCHE FARGLIELO SAPERE”. (Roberto Gervaso)

“L’AMARO,  ALL’ ULTIMA CENA, LO OFFRI’ GIUDA”. (Roberto Gervaso)

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