E intanto la vita scorre… felice!

LA PORTA DELLA FELICITA’   (“Di tanto in tanto dovremmo smettere di cercare la felicità e limitarci  ad essere felici”)

La cosa incredibile incominciò quando Giacomo aveva sei anni. Un giorno di ottobre trotterellava per una via sconosciuta. Sulla destra la strada era fiancheggiata da un lungo muro bianchissimo. Improvvisamente al centro del muro vide che c’era una porta verde con una maniglia dorata. La porta aveva un’aria invitante. Sembrava dicesse: “Aprimi, entra”. Giacomo esitò un istante. Tirò dritto fischiettando ancora un po’ fino alla fine del muro. Travolto da un desiderio intenso tornò indietro all’improvviso. Spalancò la porta ed entrò.

Si trovò di colpo nel giardino più incantevole che avesse mai immaginato. Anche l’aria era cambiata di colpo. Non era più quella triste e pesante della città. Aleggiava in essa un profumo esaltante, che dava una sensazione di leggerezza, di felicità e di benessere. E nei colori c’era qualcosa di magico che li rendeva incredibilmente vividi, perfetti, luminosi. Giacomo sentiva di respirare la felicità. Giacomo non si era mai sentito così bene. Giacomo trovò anche dei meravigliosi compagni di giochi. che gli volevano bene.

Poi, all’improvviso, arrivò una donna vestita di scuro che mostrò a Giacomo un grande libro. Lo prese a sfogliare indicando al bambino le pagine. Sbalordito, Giacomo vide nel libro la sua storia, finché si trovò sotto gli occhi se stesso esitante davanti alla porta verde nel lungo muro bianco. Giacomo fece per voltare pagina, ma la donna glielo impedì. Sentì affievolirsi  le voci dei compagni di gioco che gridavano: “Torna da noi. Torna presto da noi!” e si ritrovò nella larga strada grigia. Nel muro, malinconico e screpolato, non c’era più nessuna porta. Cercò ancora quella porta, ma per quanto vagabondasse non riusciva più a trovare il muro bianco con la porta verde.

Dieci anni dopo, Giacomo era diventato uno studente modello, diligente e impegnato. Una mattina, mentre si affrettava verso la scuola, si trovò davanti all’improvviso il lungo muro bianco e la porta verde che dava sul giardino incantato. L’aveva tanto cercata… Ma non pensò neppure per un istante ad entrare. Era preoccupato solo di non arrivare a scuola in ritardo. “Tornerò di pomeriggio”, pensò. Ma non la trovò più.

Non vide più la porta verde fino a 22 anni. Proprio il giorno in cui doveva sostenere l’esame più importante dell’università. Guidava la sua piccola automobile con molto nervosismo, sbirciando spesso l’orologio. Ad un certo punto, dopo aver svoltato  un angolo se la trovò improvvisamente davanti. La porta verde, con la sua dolce sensazione di qualcosa di indimenticabile e ancora raggiungibile. Giacomo arrestò l’auto, combattuto tra due opposte volontà: entrare nel giardino o affrettarsi per dare il suo esame. Tentennò un attimo,  poi scrollò le spalle e ripartì. Si laureò e cominciò una brillante carriera di avvocato. Giacomo rivide altre due volte la porta verde e  il muro bianco.

La prima volta stava correndo all’appuntamento con la ragazza che sarebbe diventata sua moglie. Quella sera non poteva certo pensare a due pantere… La seconda volta, dopo altri due anni ancora, la porta gli si presentò livida sotto la luce dei fari dell’automobile. Ma proprio quella sera aveva un incontro importantissimo con un noto personaggio politico che gli aveva promesso un posto sicuro nel suo partito. E non si fermò.

Passarono altri anni. La nostalgia del giardino incantato si faceva sempre più forte. Giacomo rimpiangeva le volte che non aveva avuto il coraggio di fermarsi ed entrare nella porta verde. “La prossima volta entrerò di sicuro…La prossima volta, qualunque cosa accada, mi fermerò…”, continuava a ripetere. Voleva a tutti i costi risentire l’aria pura, la dolcezza, la tenerezza del giardino e dei suoi abitanti.

Girava e girava per la città. Ogni volta che intravvedeva un muro bianco, il suo cuore raddoppiava i battiti. Ormai viveva soltanto per ritrovare quella porta verde. Ma non la ritrovò più. 

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C’e’ orazione e orazione…

                                   ORAZIONE DI RECUPERO

 Eterno Padre, ti chiedo di essere perdonato per tutte quelle volte

 che ti ho fatto perdere tempo

 inoltrandoti preghiere inopportune.  Non tenerne conto.

 Tieni conto, invece, di tutte quelle che sono in linea con i disegni misteriosi

 della tua santa e misericordiosa volontà… ma affrettati ad esaudirle.

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MEMORIA … d’amore

Maria e Gigi 1968

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8 gennaio 2018 · 10:45

OMAGGIO A CHIARA (3.8.76 – 8.9.2017)

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29 dicembre 2017 · 09:46

Regalo di Natale 2017 agli amici

“LA VERITA’ ERA UNO SPECCHIO CHE CADENDO ANDO’ IN FRANTUMI…

E CIASCUNO, PRENDENDO UN FRANTUME E VEDENDOSI SPECCHIATO DENTRO,

PENSO’ DI POSSEDERE L’INTERA VERITA’.”(Rumi, mistico del XII° secolo)

 

 

 “SE E’ PACE CHE VUOI, CERCA DI CAMBIARE

  TE STESSO, NON GLI ALTRI.

  E’ PIU’ FACILE PROTEGGERSI I PIEDI CON

  DELLE PANTOFOLE CHE RICOPRIRE DI

  TAPPETI TUTTA LA TERRA”.  (De Mello)

 

 NULLA CAMBIA, IO CAMBIO, TUTTO CAMBIA.

 

SE UN UOMO SI COMPORTA SEMPRE SERIAMENTE

E NON SI PERMETTE MAI UN PO’ DI DIVERTIMENTO

E DI DISTRAZIONE, IMPAZZIRA’ SENZA SAPERLO” (Erodoto)

 

“DIO CI CHIEDERA’ CONTO DI TUTTI

 QUEI PIACERI LECITI DI CUI NON

ABBIAMO SAPUTO GODERE”. (Talmud)

 

“Mentre Dio perdona sempre

e l’uomo perdona qualche volta,

la natura non perdona mai;

quando ci si oppone alla natura,

la natura disapprova, ribatte,

restituisce il colpo”. (Terruwe)

 

 

“La psicoterapia indipendente

sia dalla religione che dalla

metafisica, tende a produrre

una tranquillità borghese

alimentata dall’ansia avvelenata

dalla sua banalità”. (Terruwe)

 

“Secondo alcuni autorevoli testi

di tecnica aeronautica, il calabrone

non può volare a causa della forma

e del peso del proprio corpo in

rapporto alla superficie alare.

Ma il calabrone non lo sa e perciò

continua a volare”.   (Sikorsky)

 

“NON SI PUO’ RISOLVERE UN PROBLEMA

CON LO STESSO MODO DI PENSARE

CHE HA CAUSATO IL PROBLEMA”. (Einstein)

 

“CI VUOLE TUTTA UNA VITA PER CAPIRE CHE NON SI PUO’ CAPIRE TUTTO” (Confucio).

 

“L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”

 

“Chi non accetta il mistero non è degno di vivere”. (Einstein)

 

“Per chi crede nessuna spiegazione è necessaria, per chi non crede nessuna spiegazione è possibile”.

“Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili a un non risolto problema religioso” (C.G.Jung)

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E’ una simpatica caricatura fattami da Chiara…

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NON CONVIENE ANGOSCIARSI PER IL DOMANI…

IO SONO

Mi rammaricavo

del mio passato

e temevo il mio futuro

quando, improvvisamente

il mio Signore parlò:

 

Il mio nome è IO SONO.

 

Fece una pausa. Io attesi.

Poi continuò:

 

Se tu vivi del passato

con i suoi errori

e i suoi dispiaceri

vivi nel dolore.

Io non sono nel passato.

Il mio nome non è IO ERO

 

Se tu vivi del futuro,

con i suoi problemi

e le sue paure,

vivi nel dolore.

Il non sono nel futuro.

Il mio nome non è IO SARO’.

 

Se tu vivi questo momento,

vivi nella pace.

Io sono nel presente.

Il mio nome è IO SONO

                       

(Helen Mallicoat)           

                         .

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