Archivi categoria: Aforismi, poesie

Una serie di scritti, suggestioni, aforismi ed emozioni raccolti nel corso del tempo

A PROPOSITO DI LAVORO E TENEREZZA…

PER UNA CULTURA DELLA TENEREZZA

 

Potrebbe sembrare forzato l’accostamento del tema della tenerezza nei rapporti al tema del lavoro, ma non è così perché il cosiddetto “mal di relazione” che affligge l’uomo d’oggi tocca anche il mondo del lavoro,

Esiste infatti il mal di denti, il mal di testa ed esiste anche il “mal di relazione” arrivato oggi a livelli di vera e propria patologia sociale, E, come avviene per molti mali, ha molte cause o concause. Tra esse la tendenza della “cultura” d’oggi al fare più che al contemplare, una cultura frettolosa e indaffarata, una cultura più incline alla tecnica che all’etica per cui se si è capaci di fare una cosa se me deduce che è lecito farla, una cultura improntata all’emozionale più che al razionale e più incline al razionale nudo e crudo  che non al soprarazionale…

Tutto questo ha portato e porta a vivere le relazioni interpersonali a singhiozzo, in una perenne oscillazione tra impulsi di varia natura che finiscono per condurre allo stress.

Come poter uscire da questo circolo vizioso di un male che alimenta stesso. Non ci sono ricette magiche, ma è possibile un suggerimento di base: vivere il qui ed ora del rapporto con la persona che si incontra nella consapevolezza che proprio “tempo e spazio” sono le due dimensioni imprescindibili dell’esistenza umana, credenti o meno che si sia.

Ed allora, paradossalmente parlando,. si potrebbe dire che non è di  per sé il lavoro a risolvere il problema dei rapporti interpersonali, ma è come si vivono i rapporti interpersonali eventualmente a risolvere il problema del lavoro (e qui i vari sindacalisti dei lavoratori e dei datori di lavoro potrebbero mettersi a riflettere)… così come “non è il matrimonio a rendere felice chi si sposa, ma é chi si sposa a fare felice il suo matrimonio” ed anche “non è il vino che ubriaca, ma è l’uomo che si ubriaca”.

Questo per dire che lo stare bene o male nei rapporti interpersonali dipende in prima battuta da come la persona si relaziona con l’altra persona nel qui ed ora del suo esistere. E questa è “tenerezza” che nulla a che fare con il tenerume.

 Una cultura del genere a buona ragione si può chiamare “cultura delle buone relazioni”. A cominciare dalla buona relazione con se stessi che ci mette al riparo da attacchi nostalgici relativi al passato e ad incursioni di angoscia relativi al futuro,

In fondo in fondo non c’è alternativa a questa modalità esistenziale che a buona ragione potrebbe anche chiamarsi “ecologia relazionale”….

                                                                               (Gigi Avanti, consulente familiare)

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Una appassionata poesia….

La SICOF (Scuola Italiana di Consulenza Familiare con sede centrale a Roma) compie trent’anni di fondazione. E’ sempre bello, a distanza di anni, contare tanti e tanti iscritti nelle tante e tante sedi sparse per l’Italia. Ed è ancora più bello poter godere delle emozioni allo stato puro di allievi e allieve che scoprono la “magia” di una crescita in gruppo… Questo è un inno al gruppo (Simona Masci , gruppo di Palazzo d’Assisi 1° anno. trainer Rosetta Francesca della sede di Roma)

            IL  GRUPPO…

 

Il gruppo è un fecondo mistero

Un arato orizzonte solenne

Promessa di verdissime messi.

   Il gruppo è un capolinea

   dove teorie di vite vissute e viventi

   sostano per ripartire coraggiosi

   a luminose mete.

Il gruppo sono occhi di nuova luce,

di un bambino curioso,

di un genitore che perdona,

di un adulto che cresce.

   Il gruppo è un etere

   in cui comete neonate stridenti

   scoppiano in luminosi silenzi.

Il gruppo è un atto d’amore.

Ascolto accogliente che parla

la lingua di Dio.

Mosaico di ponti sospesi

tra mobili isole amanti.

   Il gruppo è un ventre materno

   ardente di essenza e di città invisibili

   fonte nuova di carezze e di speranza.

Il gruppo è un tempio

colonnato di marmo e di avorio

che invoca e celebra in vero

l’incontro di se stessi.

   E’ una crisalide di scoperte dolorose

   e sospirate vittorie,

   sospinta dall’abbraccio guaritore

   di amorevoli fratelli.

 

 (SIMONA MASCI – Scuola Consulenti Familiari – Palazzo d’Assisi)

 

 

 

 

 

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SANTA E SERENA PASQUA

MEDITAZIONE:

Il brano di vangelo di questa speciale giornata offre tantissimi spunti speciali a nutrimento dell’anima. Mi soffermo soltanto su due di essi relativi alle due reazioni dei primi scopritori della Risurrezione, quella di Maria (la Maddalena) e quella di Giovanni (il discepolo preferito). Una donna e un uomo si trovano di fronte ad un medesimo evento  (quello della sparizione da un sepolcro di un cadavere lì deposto due giorni prima) ed hanno due reazioni diverse.

La reazione della Maddalena si potrebbe configurare come la reazione normale (razionale) della serie due più due fa quattro: venerdì abbiamo deposto il cadavere, stamane non c’è più, quindi qualcuno lo ha portato via. Non fa una piega il ragionamento.

La reazione di Giovanni si configura invece come la reazione soprarazionale, della serie due più due non sempre fa quattro: venerdì abbiamo deposto il cadavere, stamane non c’è più, quindi non è detto che qualcuno lo abbia portato via… La descrizione del momento nativo della fede di Giovanni  sta in quel fantastico “vide e credette”. Non quindi “vide e cercò di capire cosa potesse essere successo”, ma “vide e credette”.

Possiamo dire di essere di fronte a due livelli, a due usi diversi della medesima intelligenza personale umana, l’uso razionale e l’uso spirituale (l’animus e l’anima di sant’Agostino?). Al primo livello si cerca di capire, mentre salendo di livello si accetta di capire che non si può capire tutto.

 A questo punto si potrebbero  dividere le persone in due categorie, la categoria dei cercatori di spiegazioni e quella del buongustai del mistero (entrambe, beninteso, ben gradite a Dio). Quale che possa essere la categoria alla quale si pensa di appartenere, ecco tre aforismi: “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto” e “L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”. “Per chi crede nessuna spiegazione è necessaria, per chi non crede nessuna spiegazione è possibile”

In derivazione di ciò viene sbaragliato l’equivoco secondo il quale scienza e fede sono incompatibili. Se così fosse la psiche umana sarebbe lacerata in se stessa.

Resta da rimanere ammirati di fronte al mistero di come mai Dio sia gelosissimo del suo modus operandi a riguardo del dono dell’intelligenza: come mai cioè a qualcuno faccia direttamente il dono di credere in Lui e a qualcun altro riservi la via indiretta di iniziare dapprima a credere in se stesso. Ma è proprio dallo stupore di fronte a questo mistero a nascere l’orazione. Orazione suggerita dallo stesso Gesù. “Nessuno può venire a me se  il Padre mio che è nei cieli non lo attira”. Orazione che a questo punto diventa di lode e di grazie all’intera Trinità alle prese con l’operazione salvezza. Una operazione salvezza, ci pare, così ripartita: il Padre titolare dell’operazione Fede, il Figlio titolare dell’operazione Carità, lo Spirito Santo titolare dell’operazione Speranza… con la Vergine Madre (Figlia del Suo Figlio…) titolare dell’Incarnazione..

Il buio silenzioso della notte di Pasqua s’illumina di mistero…oscurando la ragione e suscitando stupore. il buio sconcertante del sepolcro vuoto si riempie di senso. Il mistero ha senso… che solo gli occhi dell’anima sanno cogliere. Come già ebbe a scrivere Platone: ““Gli occhi dello spirito cominciano ad essere penetranti solo quando quelli del corpo iniziano ad affievolirsi”. (Platone)

 

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VENTI ANNI FA… I MIEI FIGLI MI FESTEGGIAVANO COSI’…bei tempi!

FESTA DEL PAPA',,,VENT'ANNI DOPO

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di | 18 marzo 2016 · 11:50

50 ANNI DEL CENTRO FAMIGLIA… ED ALTRO

PER FACILITARE I CONTATTI  per i 50 anni del Centro, i 40 anni del Consultorio, i 30 anni della Scuola Consulenti… di Via della Pigna, 13/a – Roma ecco un riferimento:CENTRO LA FAMIGLIA VIA DELLA PIGNA ROMA

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MIA MAMMA INCINTA DI ME…

Questa foto risale al 9 giugno 1943… Mio papà è prigioniero di guerra a Honolulu (tornerà a guerra finita…). Mia mamma (incinta di me) gli invia questa foto… Io nascerò il 14 settembre 1943  (giorno della Esaltazione della Croce…) … Guerra e Croce, una bella combinazione…MAMMA INCINTA DI ME

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DUE ANNI DA QUANDO TE NE SEI ANDATO…

Ciao Luciano, proprio due anni fa come oggi “hai aperto serenamente gli occhi al cielo…” come ha scritto padre Alfredo. Mi capita sotto mano questo scritto di anni fa…E’ il nostro pensiero per te… per il quale chiediamo una risposta di preghiera.ALUNNO DELLA TENEREZZA

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INSEGNARE SCIOCCHEZZE?????

INSEGNARE ...SCIOCCHEZZE!

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di | 24 febbraio 2016 · 08:35

ATTENZIONE A LUOGHI COMUNI E SCIOCCHEZZE…

ATTENZIONE AI LUOGHI COMUNI E ALLE SCIOCCHEZZE...

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di | 24 febbraio 2016 · 08:33

MAGARI PUO’ SERVIRE PER GRUPPI…

PER UNA SPIRITUALITA

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