Archivio dell'autore: gigiavanti

Avatar di gigiavanti

Informazioni su gigiavanti

Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

AMICIZIA E AMORE…

Ai miei carissimi amici “permanenti” o “intermittenti” , comunque sempre carissimi sottopongo questa “riflessione” di Paolo Crepet dal libro suo ELOGIO DELL’AMICIZIA:
“Il bello dell’amicizia – che anche in questo caso si distingue dall’amore – è che non ha bisogno di contatto fisico. Non la si deve alimentare con i sensi, ma è sufficiente il ricordo, il pensiero. L’amicizia è come una meravigliosa pianta grassa: è quasi completamente autonoma, ha bisogno di poca acqua e di poche cure, vive in una solitudine nella quale si organizza da sè l’esistenza, non vuole essere abbandonata, ma nemmeno ossessionata dal suo curatore. L’amore invece si avvicina più a una pianta di basilico che abbisogna di molta acqua, di attenzioni continue, altrimenti si impermalosisce, perde il suo magnifico profumo, accartoccia le foglie, si avvizzisce”.

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

LA PORTA DELLA FELICITA’….. (che bello!)

LA PORTA DELLA FELICITA’   (“Di tanto in tanto dovremmo smettere di cercare la felicità e limitarci ad essere felici” – Geppy -)

La cosa incredibile incominciò quando Giacomo aveva sei anni. Un giorno di ottobre trotterellava per una via sconosciuta. Sulla destra la strada era fiancheggiata da un lungo muro bianchissimo. Improvvisamente al centro del muro vide che c’era una porta verde con una maniglia dorata. La porta aveva un’aria invitante. Sembrava dicesse: “Aprimi, entra”. Giacomo esitò un istante. Tirò dritto fischiettando ancora un po’fino alla fine del muro. Travolto da un desiderio intenso tornò indietro all’improvviso. Spalancò la porta ed entrò.

Si trovò di colpo nel giardino più incantevole che avesse mai immaginato. Anche l’aria era cambiata di colpo. Non era più quella triste e pesante della città. Aleggiava in essa un profumo esaltante, che dava una sensazione di leggerezza, di felicità e di benessere. E nei colori c’era qualcosa di magico che li rendeva incredibilmente vividi, perfetti, luminosi. Giacomo sentiva di respirare la felicità. Giacomo non si era mai sentito così bene. Giacomo trovò anche dei meravigliosi compagni di giochi. che gli volevano bene.

Poi, all’improvviso, arrivò una donna vestita di scuro che mostrò a Giacomo un grande libro. Lo prese a sfogliare indicando al bambino le pagine. Sbalordito Giacomo vide nel libro la sua storia, finché si trovò sotto gli occhi se stesso esitante davanti alla porta verde nel lungo muro bianco. Giacomo fece per voltare pagina, ma la donna glielo impedì. Sentì affievolirsi  le voci dei compagni di gioco che gridavano: “Torna da noi. Torna presto da noi!” e si ritrovò nella larga strada grigia. Nel muro, malinconico e screpolato, non c’era più nessuna porta. Cercò ancora quella porta, ma per quanto vagabondasse non riusciva più a trovare il muro bianco con la porta verde.

Dieci anni dopo, Giacomo era diventato uno studente modello, diligente e impegnato. Una mattina, mentre si affrettava verso la scuola, si trovò davanti all’improvviso il lungo muro bianco e la porta verde che dava sul giardino incantato. L’aveva tanto cercata… Ma non pensò neppure per un istante ad entrare. Era preoccupato solo di non arrivare a scuola in ritardo. “Tornerò di pomeriggio”, pensò. Ma non la trovò più.

Non vide più la porta verde fino a 22 anni. Proprio il giorno in cui doveva sostenere l’esame più importante dell’università. Guidava la sua piccola automobile con molto nervosismo, sbirciando spesso l’orologio. Ad un certo punto, dopo aver svoltato  un angolo se la trovò improvvisamente davanti. La porta verde, con la sua dolce sensazione di qualcosa di indimenticabile e ancora raggiungibile. Giacomo arrestò l’auto, combattuto tra due opposte volontà: entrare nel giardino o affrettarsi per dare il suo esame. Tentennò un attimo,  poi scrollò le spalle e ripartì. Si laureò e cominciò una brillante carriera di avvocato. Giacomo rivide altre tre volte la porta verde e  il muro bianco.

La prima volta stava correndo all’appuntamento con la ragazza che sarebbe diventata sua moglie. Quella sera non poteva certo pensare a due pantere… La seconda volta, dopo altri due anni ancora, la porta gli si presentò livida sotto la luce dei fari dell’automobile. Ma proprio quella sera aveva un incontro importantissimo con un noto personaggio politico che gli aveva promesso un posto sicuro nel suo partito. E non si fermò.

Passarono altri anni. La nostalgia del giardino incantato si faceva sempre più forte. Giacomo rimpiangeva le volte che non aveva avuto il coraggio di fermarsi ed entrare nella porta verde. “La prossima volta entrerò di sicuro…La prossima volta, qualunque cosa accada, mi fermerò…”, continuava a ripetere. Voleva a tutti i costi risentire l’aria pura, la dolcezza, la tenerezza del giardino e dei suoi abitanti.

Girava e girava per la città. Ogni volta che intravvedeva un muro bianco, il suo cuore raddoppiava i battiti. Ormai viveva soltanto per ritrovare quella porta verde. Ma non la ritrovò più

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

QUANDO SI URLA… I CUORI SI ALLONTANANO

         QUANDO SI URLA… I CUORI SCAPPANO

Un giorno Meher Baba rivolse ai suoi uomini questa domanda: “Perché le perone gridano quando sono arrabbiate”? Ci pensarono qualche istante: “Perché perdiamo la calma” – disse uno di loro – “Per questo gridiamo”. “Ma perché gridare quando l’altra persona ti sta accanto”? – chiese Baba – “Non le puoi parlare a bassa voce? Perché urli ad una persona quando sei arrabbiato”? Gli uomini diedero altre risposte, ma nessuna di esse soddisfaceva Baba.

Alla fine spiegò: “Quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire la distanza devono urlare per potersi sentire.  Più arrabbiate sono, più dovranno gridare per ascoltarsi attraverso questa grande distanza”. Poi chiese: “Che cosa succede quando due persone si innamorano? Non gridano, ma parlano dolcemente. Perché? I loro cuori sono molto vicini. La distanza tra di loro è molto piccola”. Poi continuò: “Quando si innamorano sempre di più, che succede?  Non parlano, ma sussurrano e si rivolgono ancora di più al loro amore. Alla fine non avranno nemmeno bisogno di sussurrare, si guarderanno e basta”.

Ed  infine Baba disse: “Quando discutete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che aumentino la distanza, arriverà un giorno in cui sarà così tanta la distanza che non riuscirete più a trovare la strada del ritorno”.

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

QUESTA è PROPRIO GENIALE… per chi vede “avversari” dappertutto!

“Cosa succederebbe se scoprissi che il mio stesso nemico si trova all’interno di me stesso, che sono io pertanto ad aver bisogno dell’elemosina della mia amabilità, che sono io il nemico da amare”? (C.G. Jung)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

UNA BELLA TROVATA PER CHI VUOLE “cambiare le cose”…

Se è pace che vuoi, cerca di cambiare te stesso e non gli altri. E’ più facile proteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra”. (De Mello)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

PER NON CASCARE NELLE SOLITE “BUCHE”

Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamnto contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo” . (Simone Weil)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

Commento al vangelo del 2 febbraio 2014

Da che mondo è mondo gli esseri umani hanno sempre avuto a che fare con leggi, prescrizioni, regole, norme, divieti… alcune prodotte proprio dai vari legislatori, altre a fatica dedotte dalla osservazione della natura. Da che mondo è mondo parimenti gli esseri umani hanno sempre tenuto in gran conto il rispetto di tali leggi, specialmente di quelle riconosciute universalmente come “naturali”. A tal punto che l’ignoranza incolpevole o la trasgressione intenzionale delle medesime arriva a far dire ad una studiosa della psiche umana (Anna Terruwe) quanto segue: “Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. Come pure, da un certo momento in poi, gli esseri umani hanno piano piano riconosciuto la necessità di dare più attenzione allo “spirito” della legge che non alla sua “lettera”. E, guarda caso, questa scoperta è stata evidenziata con la venuta di Gesù Cristo che quanto a “Spirito” aveva esperienza diretta personale. Addirittura verrà scritto da Paolo l’apostolo: “La lettera uccide, lo spirito vivifica”-
E sembra essere proprio questa, tra le tante altre possibili sollecitazioni spirituali offerte dall’episodio narrato da Luca, la dritta per orientarci come Dio comanda nella selva di leggi e prescrizioni… E’ bello infatti notare (e mettere a confronto) la ossequiosa e puntuale osservanza delle prescrizioni mosaiche da parte di Maria e Giuseppe da una parte, e dall’altra la altrettanto puntuale e rispettosa irruzione delle Spirito nel bel mezzo di tale “osservanza” delle medesime prescrizioni. C’è da osservare che già avevano fatto esperienza, i due giovani coniugi, di tale modo di agire da parte dello Spirito, tuttavia vengono descritti come “stupiti” per quello che stavano vivendo. Ed è anche curioso notare come siano proprio due “anziani” (avanti negli anni, ma non vecchi…), dei quali si danno notizie precisissime quasi a voler sottolineare la veridicità assoluta degli accadimenti, ad essere ambasciatori di questo “Spirito”: il santo vecchio Simeone al quale lo Spirito aveva preannunciato che non sarebbe morto prima di aver visto il Salvatore e che quel giorno “mosso dallo Spirito” si recò al Tempio e l’anziana Anna, figlia di Fanuele, di 84 anni e vedova dopo soli 7 anni di matrimonio che “sopraggiunta in quel momento si unì a loro a lodare Dio”. Stupisce e lascia a bocca aperta che siano proprio due anziani i rivelatori di questa filigrana spirituale possibile a venire visualizzata solamente osservando in controluce l’intreccio misterioso di eventi umani normalissimi…
E poi… ognuno a casa sua e l’evangelista Luca liquida il problema educativo, lungo circa trent’anni in quel di Nazaret, con quella magistrale pennellata: “E Gesù cresceva e si fortificava pieno di sapienza e la grazia di Dio era con lui”. Come a far capire che il “problema educativo” della crescita dei figli diventa irrisolvibile… se non si asseconda la legge dello scorrimento fisiologico della linfa spirituale nell’intreccio degli eventi.
Fin troppo facile dedurre il da farsi per noi uomini e donne di oggi: dare spazio e importanza nel proprio percorso spirituale alla azione soave dello Spirito, andare oltre la pura e semplice osservanza (talvolta maniacale…) di regole, tempi e modi quasi assimilabile ad una azione liturgica laica e asettica. Ma tutto ciò non avviene per sforzo etico o ascetico, ma per grazia, quella grazia, da chiedere ogni giorno, di saper discernere tra il frastuono del rumoroso fluire degli eventi il sussurro del silenzio di Dio, di saper discernere nella penombra del tempo uno squarcio d’eternità, la grazia di una saggezza spirituale senza età, la grazia di una gioiosità spirituale… consapevoli magari che tra le caratteristiche nascoste dell’agire dello Spirito c’è anche quella dell’ essere “spiritoso”, quello Spirito che dentro la nostra anima incessantemente chiama in causa il Padre da lodare e ringraziare per ogni cosa. Il che suggerisce di concludere parafrasando un noto proverbio per la salute del corpo, qui riciclato per la “salvezza” dell’anima: “Un Padre nostro al giorno toglie il maligno di torno”.

Lascia un commento

Archiviato in Omelie

GIOIOSITA’ E GRATUITA’…. CHE VUOI PIU’ DALLA VITA?

Ieri ho avuto un’ incontro con giovani e ragazze splemdide a Velletri (complici alcune suore amiche carissime “apostoline”… quelle della rivista SE VUOI tanto per capirci). Sono riusciti ancora a commuovermi grazie al loro ascolto appassionato e sorridente e a rinforzare la mostra (c’era anche Maria mia moglie) speranza… Grazie amici e amiche e grazie sorelline Debora, Francesca, Monica, Francesca, Franca
DIMENTICAVO UNA NOTIZIA IMPORTANTE CHE MI HA RICORDATO SUOR DEBORA: il tutto è nato nel contesto della Pastorale Giovanile della Diocesi di Velletri – Segni coordinata da un simpaticissimo prete “in particolare” chiamato DON CORRADO.

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

QUANDO SENTI LA VITA SCIVOLARE VIA…

Quando prende quel senso di prcarietà…fa bene leggere TAGORE

 

Credevo che il mio viaggio

fosse giunto alla fine,

all’estremo delle mie forze,

che la vita davanti a me fosse sbarrata

… ma ho scoperto…

che dove i vecchi sentieri sono peduti

appare un nuovo paese meraviglioso”

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi, poesie

UN PICCOLO TRAUMA SPIRITUALE… da consulente familiare

Nel risistemare scartoffie mi sono imbattuto in un foglietto che riportava una delle tante “confidenze” fatte da Gesù a suor Faustina… Lo riporto tale e quale: “Ci sono delle anime per le quali non posso fare nulla; sono le anime che spiano continuamente le altre e non sanno quello che avviene nel loro intimo”. (Q., VI, 17.17)

Certo, mi ha impressionato sentire un Gesù così sconsolato nell’ammettere la sua impotenza di fronte a queste anime…e mi ha impressionato soprattutto ricordando quel che aveva detto quando era alle prese con la sua missione terrena… “Senza di me non potete fare niente” . Ci sarà una via d’iscita o non sarà piuttosto più conveniente tuffarsi in quell’oceano “pacifico” d’acqua dolce e tiepida che si chiama MISTERO?.

Lascia un commento

Archiviato in Riflessioni