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Ex docente alle superiori a Roma, attualmente pensionato

BUON NATALE…. DI GESU’

Tratto da una predica di Karol Wojtyla, giovane sacerdote impegnato nella pastorale giovanile, agli studenti con i quali si recava spesso in gita in barca.

 

« In un bosco in cima ad una collina vivevano tre alberi. Un giorno iniziarono a discutere dei loro desideri e delle loro speranze.

Il primo albero disse: “Spero di diventare un giorno lo scrigno di un tesoro. Potrei essere riempito d’oro, d’argento e di gemme preziose. Potrei essere decorato con intarsi finissimi ed essere ammirato da tutti.”

Il secondo albero disse: “Io spero di diventare una nave possente. Vorrei portare re e regine attraverso i mari fino agli angoli più reconditi del mondo. Vorrei che per la forza del mio scafo ognuno si sentisse al sicuro.”

Infine il terzo albero disse: “Io vorrei crescere fino a diventare l’albero più alto e più dritto di tutta la foresta. Tutta la gente mi vedrebbe irto sulla cima della collina e ammirando i miei rami contemplerebbe i cieli e penserebbe a Dio, vedendo quanto io gli sia vicino. Sarei il più grande albero di tutti i tempi, e tutti si ricorderebbero di me.”

Trascorse qualche anno, e ogni albero pregava che i suoi desideri si avverassero.

Alcuni taglialegna passarono un giorno vicino ai tre alberi. Uno di questi si avvicinò al primo albero e disse: “Questo sembra un albero molto resistente, riuscirò sicuramente a venderne la legna ad un falegname”. E iniziò a tagliarlo.

L’albero era felice perché sapeva che il falegname lo avrebbe trasformato in uno scrigno prezioso.

Giunto presso il secondo albero un altro taglialegna disse: “Questo sembra un albero molto resistente, credo che riuscirò a venderlo ad un cantiere navale.”

Il secondo albero era felice perché sapeva che stava per diventare una nave possente.

Quando i taglialegna si avvicinarono al terzo albero, l’albero era spaventato perché sapeva che se fosse stato tagliato i suoi sogni non si sarebbero mai avverati. Uno dei taglialegna disse: “Non ho ancora deciso cosa ne farò del mio albero. Ma intanto lo taglierò”. E subito lo tagliò.

Quando il primo albero fu consegnato al falegname fu trasformato in una cassa per contenere mangime per animali. Fu portato in una grotta e riempito di fieno. Ciò non era certamente quello per cui l’albero aveva pregato.

Il secondo albero fu tagliato e trasformato in una piccola barca da pesca. I suoi sogni di diventare una nave possente e trasportare re e regine era terminato.

Il terzo albero fu tagliato in due tronconi e abbandonato nel buio in un deposito.

Gli anni passarono e gli alberi dimenticarono i loro sogni. Finché, un giorno, un uomo e una donna giunsero alla grotta. La donna partorì e il neonato fu adagiato nella cassa per il mangime degli animali che era stata fabbricata con il legno del primo albero.

L’uomo aveva sperato di poter costruire una culla per il bambino, ma fu la mangiatoia a divenirlo. L’albero avvertì l’importanza di questo evento e capì che aveva accolto il più grande tesoro di tutti i tempi.

Anni dopo, alcuni uomini erano sulla barca da pesca che era stata realizzata con il secondo albero. Uno degli uomini era stanco e si era addormentato. Mentre si trovavano in mare un violento temporale li sorprese e l’albero pensò che non sarebbe stato abbastanza robusto per proteggere i passeggeri. Gli uomini svegliarono la persona che si era addormentata, la quale, alzandosi in piedi, sgridò il mare: “Taci, calmati.”

La tempesta si placò immediatamente. A questo punto il secondo albero capì di aver trasportato il Re dei Re nella sua barca.

Alla fine, qualcuno arrivò e prese il terzo albero. Un troncone venne fissato nel terreno, mentre l’altra metà venne messa sulle spalle di un uomo condannato a morte.

Mentre veniva trasportato attraverso le strade, la gente scherniva l’uomo che lo sosteneva. Quando si fermarono l’uomo fu inchiodato all’albero, innalzato in aria e lasciato morire in cima ad una collina.

L’albero capì che non solo era stato vicino a Dio, ma lo aveva sostenuto inchiodato su di sé, poiché Egli era stato crocifisso sul suo legno.

Quando le cose non sembrano andare nella direzione che ti aspetti, sappi che Dio ha sempre un piano per te. Se tu hai fiducia in Lui, Lui ti darà grossi doni. Ogni albero ebbe ciò che voleva ma non nel modo che avrebbe immaginato.

Noi non sappiamo sempre ciò che Dio ha riservato per noi. Sappiamo che le Sue vie non sono le nostre vie, ma le sue vie sono sempre le migliori! »

 

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SENZA RIMPIANTI… e PIANTI

SE TORNASSI A VIVERE…

Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se potendo rinascere

avrei vissuto la vita in maniera diversa.

Lì per lì ho risposto di no,  poi ho ripensato un po’ su e…

Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato di meno

e ascoltato di più.

Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici

soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia

e la fodera del divano era stinta.

Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno

quando rievocava gli anni della sua giovinezza.

Non avrei mai preteso, in un giorno d’estate,

che i finestrini della macchina fossero alzati

perché avevo appena fatta la messa in piega.

Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa

si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino.

L’avrei consumata io, a forza di accenderla.

Mi sarei stesa sul prato con i bambini,

senza badare alle macchie d’erba sui vestiti.

Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione

e di più osservando la vita.

Avrei condiviso maggiormente le responsabilità

di mio marito.

Mi sarei messa a letto quando stavo male,

invece di andare febbricitante al lavoro,

quasi che, mancando io, il mondo si sarebbe fermato.

Invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi

di gravidanza, ne avrei amato ogni attimo,

consapevole del fatto che la stupenda cosa

che mi viveva dentro era la mia unica occasione

di collaborare con Dio

alla realizzazione di un miracolo. (Erma Bombeck)

 

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DECALOGO GENDER

DECALOGO GENDER

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di | 2 dicembre 2015 · 11:55

LA BUFALA DEL GENDER

Questa riflessione è la migliore, per il momento, tra tutte quelle che mi è capitato di leggerle. Non era premeditato  che la leggessi, mi è capitata così per caso… e poi mi sono accorto che era di un  Vescovo conosciuto tempo fa quando era ancora sacerdote semplice, amico di amica carissima mia- Allora ho deciso di condividerla subito.

 

L’ARROGANZA DELL’IDEOLOGIA GENDER          (Nazareno Marconi, Vescovo di Macerata)

                                                                                          ( Da GESU’ MAESTRO – n. 3, 2015)                                                               

   Quando ho cominciato a interessarmi alla questione dell’ideologia Gender, la prima sensazione è stata di stupore. C’è un detto attribuito a Cicerone che recita: “Non esiste al mondo una idiozia così grande, che qualche filosofo non abbia già detto”.

    Cioè, le teorie, per quanto stupide, sono già state sostenute nel passato da qualcuno. Ma vi posso assicurare che, per quanto abbia ricercato, nel passato dell’umanità nessuno ha mai sostenuto che, se una donna si comporta da donna e  un  uomo da uomo, non solo nelle preferenze sessuali, ma anche negli atteggiamenti e nel modo di pensare e di vedere il mondo, questo non dipende dal fatto di avere una differenziazione sessuale fisica e cromosomica, ma solo dall’essere stati educati a giocare con le bambole le bambine e i bambini con i soldatini.

   Questa teoria strampalata è proprio in estrema sintesi, ciò che sostiene l’ideologia Gender. Ci sarebbe da riderci al bar, se non avesse conseguenze disastrose sul futuro dei nostri giovani.

   La differenziazione sessuale tra un uomo e una donna è così profonda che ogni cellula ne porta impresso il segno, nel suo corredo cromosomico, fin dal concepimento.

   Nei miei studi di archeologia, ho visto varie volte i resti di uno scheletro di migliaia di anni fa, che un bravo medico sapeva subito riconoscere come maschile o femminile.

   I segni della nostra differenziazione sessuale compaiono immediatamente con l’inizio della vita e restano molto oltre la nostra morte.

   La Bibbia ci dice che sono una parola che il Creatore ha posto nella carne umana  una vocazione per ogni persone, fin dall’inizio. “maschio e femmina li creò”, invitandoli a vivere da uomo e da donna in una bellissima uguaglianza di dignità, pur nella diversità dei sessi.

   Cos+ l’umanità ha vissuto per millenni, finché pochi attivisti molto agguerriti, del movimento omosessuale americano e poi mondiale, non vi hanno visto la soluzione di un loro problema.

   Per anni si erano impegnati a promuovere studi che mostrassero l’esistenza di un terzo sesso, si cercava un’origine genetica dell’omosessualità per rivendicare la loro condizione come “naturale”, pari a quella dei maschi e delle femmine.

   Tutto questo studio non trovò nulla, anzi diede forza a chi sosteneva che almeno la stragrande maggioranza degli omosessuali fossero persone condizionate da esperienze traumatiche o da pesantissimi condizionamenti ambientali.

   Allora si decise di cambiare strategia sposando l’ideologia Gender: non cercare più una base fisica e naturale dell’omosessualità, ma distruggere la base fisica e naturale della differenziazione sessuale.

   Avrebbero così potuto sostenere che, se tutti sono ciò che sono per l’influsso dell’ambiente, siamo tutti sullo stesso piano e la natura non ha nulla da dire né sull’omosessualità né sulla eterosessualità.

   La molla di tutta questa passione, secondo alcuni esperti, sarebbe da ricercare nel fatto che chi vive l’omosessualità vive un disagio profondo. Si sente scisso tra sesso biologico e predisposizione affettiva e la risposta del movimento gay è che non deve cercare in sé le risposte per trovare equilibrio e pace, ma incolpare il mondo intero del fatto che ancora distingue tra uomini e donne.

   Secondo loro sarebbe questa distinzione a far soffrire le persone e andrebbe perciò eliminata. Non so se tutto questo sia esatto al cento per cento, ma la ricostruzione mi convince e spiega molte cose.

   Soprattutto mi permette di pensare che, chi si impegna a sostenere la teoria del Gender, cercando e trovando appoggi politici, con l’arroganza di chi sa manipolare i mass media, anche barando e dicendo grandi falsità pericolose, non è un malvagio incallito, ma solo una persona ferita che cerca in modo sbagliato di fare meglio.

   Credo perciò sia giusto ricercare la verità e smascherare la menzogna.. Non si tratta perciò, in questo campo, di fare una crociata contro qualcuno, ma di credere alla frase di Gesù: “Solo la verità vi farà liberi” (Gv. 8, 32).

   E’ nella ricerca della verità che libera tutti e permette di camminare sulla via del bene, che ho incoraggiato un cammino di conoscenza del problema da parte di tutti, con la collaborazione di tante associazioni e movimenti che hanno a cuore il bene dei nostri giovani e dei bambini.

   Pensate soltanto che a partire da questa idea derivano conseguenze del tipo: “Non ha nessuna importanza per un bambino se ha un padre o una madre, o due padri, o due madri, o tre o diciotto”.

   Questa dichiarazione è della presidente del movimento pro – adozioni gay “Famiglie arcobaleno”.

   Basterebbe controbattere che negli studi sui bambini accolti in orfanatrofi tutti tendono naturalmente a individuare tra chi li assiste, una figura maschile e una figura femminile, a cui si affezionano istintivamente, evidentemente ricercando un padre e una madre.

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Dialetticamente formidabile, psicologicamente congruo, antropologicamente scientifico, cristianamente tollerante, contenutisticamente assertivo e veritiero  Insomma è quanto di meglio ho trovato. Grazie don Neno. (Gigi Avanti)

 

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MOLTO BELLA….

I N V I T O   D E L L A    F O L L I A …

 

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè la Follia propose: “Si gioca a nascondino?”.

“Nascondino? Che cos’è?”. Domandò la Curiosità.

“Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.

Accettarono tutti, ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

“1, 2, 3…”. La Follia cominciò a contare.

La Fretta si nascose per prima dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.

L’Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.

La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.  La Disperazione era disperata sentendo che la Follia era già arrivata a novantanove.

“Cento – gridò la Follia – comincerò a cercare”.

La prima ad essere trovata fu la Curiosità perché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.

 Guardando da una parte, la Follia vide  il Dubbio sopra un recinto perché non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.

E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.

Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: “Dov’è l’Amore?”

Nessuno l’aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi, sotto le rocce… Ma non trovò  l’Amore.

Cercando da tutte le parti la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorché ad un  tratto sentì un grido.

Era l’Amore che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva cosa fare. Si scusò. Implorò l’Amore per avere il suo perdono e arrivò a promettergli di seguirlo per sempre. L’Amore accettò le scuse.

Oggi l’Amore é cieco e la Follia lo accompagna.

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L’IDIOZIA INFERNALE DEL TERRORISMO

L’IDIOZIA INFERNALE…

 

“Allah è grande” urlano i terroristi scaricando tutta la loro violenza disumana sugli umani. Per conoscere della psicologia soltanto che due più due fa sempre quattro, mi vien da “interpretare”  tale comportamento in chiave di “proiezione del delirio di onnipotenza”… E’ come se urlassero, cioè: “Io sono Allah e sono grande”… e lo dimostrano aggredendo, uccidendo, autouccidendosi.

 E’ una vecchia storia iniziata quando Satana (avversario, vuol dire questo il termine “Satàn”  in lingua ebraica) si mise in testa di andar contro a Dio perché invidioso che ad essere Dio fosse soltanto Lui. Si sa poi come è andata… e come sta andando. Prima di tutto va detto che Dio non urla presuntuosamente: “io sono Dio e sono grande” (il silenzio è la sua lingua madre) e quando fa risuonare (esplodere) questo silenzio d’eternità nelle due casse acustiche del tempo e dello spazio, ecco l’armonia soave della vita accarezzare le orecchie dell’anima…

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I VESCOVI … DI FAMIGLIA

LA FAMIGLIA E I VESCOVI  (in margine al recente Sinodo)

 

E’ da quel dì che la famiglia è alla solerte e appassionata attenzione dei Vescovi, così come è da quel dì che è nel mirino dei cecchini della cultura “individualistica” odierna.

 Sta di fatto che  il recente Sinodo dei Vescovi è l’ultimo frutto di una semina  iniziata anni  fa, la semina della “pastorale familiare”, che prevede un approccio del tutto particolare rispetto alle pastorali di categoria (giovani, catechizzandi, ammalati…).

 La pastorale familiare riceve un impulso determinante da san Giovanni Paolo II: “L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia” e “Fate ogni sforzo perché vi si una pastorale familiare”, “Il nostro tempo così carico di tensioni e avaro di tenerezza” e “C’è poca vita umana nelle famiglie dei nostri giorni” sono pronunciamenti profetici  da non sottovalutare.

 Purtuttavia la pastorale familiare sembra essere rimasta la cenerentola nell’insieme delle varie e talvolta frenetiche attività pastorali più caratterizzate nel senso più “individuale” che non “relazionale”.

 E non lo dico con animo polemico , ma forte di una esperienza ormai pluriennale di constatazione sul campo.

 Nuovi fermenti ovviamente non mancano, anche perché lo Spirito Santo non sta con le mani in mano. Sono ancora pochi, ma vanno nella direzione di una caratterizzazione in senso relazionale e sanamente laicale della intera pastorale.

 In questa prospettiva il recente Sinodo dei Vescovi, al di là delle varie letture riduttive e talvolta di bassa lega culturale di alcuni  mass media, ne è stato un esempio. Tanti si attendevano pronunciamenti più o meno rivoluzionali o clamorosi… forse ignorando l’insieme del “progetto famiglia” che è di competenza stretta di Dio.

Non va ignorato infatti che Dio è famiglia, che crea la famiglia a partire dalla coppia di maschio e femmina a sua immagine e somiglianza e che quando ha voluto “umanizzare” la sua “divinità” lo ha fatto, per così dire, “intrufolandosi”,  da par Suo, nel bel mezzo di una relazione incipiente di una coppia vergine di fidanzati di Nazaret…

Tanti si attendevano aperture della serie “liberi tutti” o condanne della serie “tutti all’inferno” laddove invece è bastato ricordare con misericordiosa intelligenza i fondamentali concetti  della antropologia e dell’antropologia biblica.

 Anche perché, come afferma un mio amico sacerdote, don Carlino Panzeri, “la verità è al singolare” e non consente quindi modulazioni  opinionali alternative.

 Scriveva  Rumi, un mistico del XII secolo. “La verità è uno specchio che cadendo andò in frantumi e ognuno, raccogliendo un frantume e vedendosi rispecchiato dentro, pensò di possedere l’intera verità”.

 Si fa tanto parlare di “ecologia” in tutti gli ambiti del vivere. Il Sinodo dei Vescovi ha semplicemente ricordato che esiste anche una ecologia antropologica, una ecologia della  famiglia, una ecologia sessuale, una ecologia del rapporto uomo donna, insomma una ecologia come Dio comanda….

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UN AUGURO GROSSO GROSSO A VIVI E… AI VIVI NELL’AL DI LAì

AFORISMI… STIMOLI… PROVOCAZIONI… SU INNAMORAMENTO, CONVIVENZE, AMORE…  (è una raccolta di pensieri, riflessioni, considerazioni,  espressioni,  aforismi… intercalati da alcune dritte su come percorrere da soli i sentieri del “pensare”, del “riflettere” , del “considerare”…  a proposito di temi importanti)

 

Il 100% dei divorzi inizia con un matrimonio”.

“L’amore è come la morte, non si può provare”.

“Il matrimonio è come la morte, pochi vi arrivano preparati”.

“Comunicare è una necessità, ascoltare è un arte”. (Goethe)

“Non è possibile una esperienza coniugale in una relazione che di coniugale ha soltanto il rapporto fisico”. (T. Bovet)

“Non è cosa molto intelligente voler provare cos’è la morte con un lungo sonno, né è cosa più saggia pretendere di sperimentare l’unione coniugale prima di entrare nel matrimonio”. ((T. Bovet)

“Quando uno comincia una relazione si trova di fronte a un dono parziale. Quando si giunge alla relazione sessuale, il dono del corpo diventa totale, ma se il dono non prevede un impegno personale duraturo è come se accadesse un furto, uno dona il suo corpo per riprenderselo. La relazione sessuale comporta scelte impegnative”. (J. Bastaire)

“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo” (S. Weil)

“L’importante nella coppia non è rendere felice l’altro, ma rendere felice se stesso ed offrire questa felicità all’all’altro”. (J. Salomè)

“Se nella coppia ognuno dei due attende di essere fatto felice dall’altro, succederà che entrambi arriveranno a 90 anni soli ed infelici”.

“L’amore adulto e maturo è la capacità di stabilire una relazione affettiva duratura e stabile”. (S. Freud)

“Ciò che fa la coppia è la volontà di durare”. (J. Lemaire)

“La coppia è un uomo e una donna che si scelgono per scambiarsi caldi e morbidi” (L. Cupia)

“Se l’amore non ha obbligatoriamente bisogno della sessualità per esprimersi, la sessualità umana ha invece sempre bisogno dell’amore per esprimersi in tutta la sua pienezza”. (Bourgois)

“L’amore è una modalità di relazione che funziona soltanto con il per sempre”. (M. Brancatisano)

“Nel Nuovo Testamento si nasconde una teologia, se così si può dire, della tenerezza che agisce sempre nel senso della guarigione con parole, con imposizione delle mani che si potrebbero anche chiamare carezze, con baci, con un pasto in comune. Quell’elemento neotestamentario, la dolcezza, non è ancora stato scoperto, è stato tutto trasformato in rimbrotti e strigliate”. (E. Bloch)

“Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. (Terruwe)

“Non è il matrimonio a rendere felice chi si sposa, ma è chi si sposa a rendere il proprio matrimonio felice”.

“La felicità non è una stazione di arrivo, ma un modo di viaggiare”. (Runbek)

“La nostra relazione è qualcosa di diverso, non è per niente amore e non è neanche sesso, ci limitiamo a vivere dentro lo stesso letto un pò per abitudine e un po’ anche per dispetto”. (Vasco Rossi)

“Il sesso da solo è l’amore del niente”. (Marco Masini)

“Di tanto in tanto dovremmo smettere di cercare la felicità e limitarci ad essere felici”. (Geppy Sferra)

“La psicoterapia indipendente sia dalla religione che dalla metafisica tende  a produrre una tranquillità borghese alimentata dall’ansia avvelenata della sua banalità”. (Terruwe)

“Per vedere la montagna devi andare in pianura, per vedere la pianura devi andare in montagna”.

“Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore”. (Machiavelli)

“Là dove manca la religione con i suoi simboli e con la sua cura per l’uomo nella sua totalità, può sorgere un terribile vuoto”  (H. Erikson)

“Molte nevrosi dell’uomo moderno sono riconducibili a un non risolto problema religioso”. (C.G. Jung)

“Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha causato il problema”. (Einstein)

“La verità non è tollerante”. (S. Freud)

“Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu sei”. (Machiavelli)

“Se un uomo si comporta sempre seriamente e non si permette mai un po’ di divertimento e di distrazione, impazzirà senza saperlo”. (Erodoto)

“Dio ci chiederà conto di tutti quei piaceri  leciti di cui non abbiamo saputo godere” (Talmud)

“La vera allegria è silenziosa, risiede più nel cuore che nella lingua”. (H. Fieding)

“Il mio difetto principale è l’inutile tormento” (J. Guitton)

“Preferisco non conoscere niente piuttosto che conoscere male” (J. Guitton)

“Il cristiano ha il dovere di essere intelligente”. )J. Guitton)

“L’orgoglio è il desiderio di essere al di sopra degli altri, è l’amore solitario di se stessi. La vanità invece è il desiderio di essere approvati dagli altri. In fondo alla vanità c’è l’umiltà, una insicurezza che gli elogi guariscono”. (J. Guitton)

“Non cercare di arbitrare i disaccordi, quanto di aiutare a pensare”. (J. Guitton)

“Se l’ira è durata abbastanza a lungo, si trasforma da sola in sentimenti di compassione e di bontà”. (J. Guitton)

“Gli occhi dello spirito cominciano ad essere penetranti solo quando quelli del corpo iniziano ad affievolirsi”. (Platone)

“Il consumatore è un eterno lattante che strilla per avere il suo poppatoio”. (Fromm)

“A proposito delle tre “T” di padre Luciano Cupia e della tre “C” di Gigi Avanti, per parlare sinteticamente di “struttura” e “dinamica” della vita di coppia coniugale di uomo e donna… Per struttura si intende lo scheletro della vita di coppia consistente appunto nel “Convivere”, nel “Condividere”, nel “Comunicare” e per dinamica si intende l’insieme degli atteggiamenti interiori da avere da parte dei due membri della coppia per far muovere questo scheletro e cioè la “Tenerezza”, la “Tolleranza”, la “Trasparenza”… così da poter concludere che il “Convivere nella Tenerezza” è reso possibile dal “Condividere nella Tolleranza” e che questo avviene dal “Comunicare nella Trasparenza”.”. (G. Avanti)

“Qualche volta ho bisogno di semplificazioni nella vita, al punto che tutto ciò che penso siano i prossimi venti passi, non i prossimi venti anni…”.

“L’amore non è un sentimento: è un atto di volontà. Io mi innamoro di ciò che voglio, non di ciò che non voglio”.

“Se si deve soffrire, è meglio soffrire per andare d’accordo che soffrire a causa delle liti”. (Lalo)

“La stupidità non si prende neppure un minuto di ferie”. (Flaiano)

“Il mondo in cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo”. (Whitaker)

“Ognuno è guastafeste della propria fortuna”. (Proverbio giapponese)

“Niente è importante come il giorno che stiamo vivendo”. (Goethe)

“Dio ha scelto ciò che è senza sapienza nel mondo per confondere i sapienti”. (1 Cor. 11 – 27).

“La sessualità non è carne, è desiderio e il desiderio, quando è voluto per se stesso, reca in sé la sua sconfitta”. (U. Galimberti)

“Ho camminato aerei sentieri di neve nel nord . Ho camminato al primo sole del mattino le alte montagne dell’est, Ora, dammi la tua mano, dammi le tue paure, ti porto sopra la cima, fin sopra i colori del cielo”. (A. Taeggi)

“Non è l’abbondanza del sapere a saziare e soddisfare l’anima, ma lo è il sentire e gustare le cose internamente”. (S. Ignazio di Antiochia).

“Tutto è sesso, ma il sesso non è tutto”

 

www.gigiavanti.com

giovannigigiavanti@gmail.com

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ORAZIONE PREFERITA

  UNA DELLE MIE ORAZIONI PREFERITE…

 

 Eterno Padre, ti chiedo di essere perdonato

 per tutte quelle volte che ti ho fatto perdere tempo

 inoltrandoti preghiere sbagliate.

 Non tenerne conto.

 Tieni conto, invece,

 di tutte quelle

 che sono in linea

 con i disegni misteriosi

 della tua santa e misericordiosa volontà,

 ma affrettati ad esaudirle.

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UN REGALINO PER CHI HA A CHE FARE CON LE EMOZION… PROPRIE O DI ALTRII

QUANDO SI E' ALLE PRESE...

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