Le poesie di FRANCESCO

PENSIERO DÌ RONDINE

Una rondine volava libera e tranquilla

nel firmamento d’azzurro intenso.

Ad un tratto un proiettile le colpì un’ala

facendola piombare dall’alto in giù.

Fu poco prima d’arrivare a terra  che la rondine pensò:

Vorrei un giorno poter volare ancora in questo cielo,

ma   senza preoccupazione e paura.

Vorrei un giorno vagare ancora libera e felice come un pensiero

d’amore che attraversa lentamente e pacatamente il cuore.

Vorrei essere un pensiero libero nell’animo degli uomini

per volare di qua e di là rendendoli felici

e puliti da ogni preoccupazione.

Vorrei un giorno poter sorridere e portare il mio sorriso

alle persone tristi e disperate. Vorrei poter avere una bacchetta

magica che crea arcobaleni d’amore e d’amicizia

e sparare questi arcobaleni nelle persone per farle pentire.

E poi, in punto di morte, fece quest’ultimo pensiero:

Vorrei essere un pensiero, sì un pensiero, per poter rendere

felici le persone, vorrei essere qualcosa d’importante per qualcuno.

Poi finì di pensare e morì lì, sola sul prato, con l’ala sanguinante.

Chissà se i suoi pensieri potranno un giorno diventare realtà,

magari pensando che potrebbe essere ognuno di noi

quella dolce e povera rondine(Francesco Avanti 12 anni)

ALLA MORTE DEL NONNO  (Valmasino, 5.10.99)

E volando vai nelle nevi e sui ghiacciai rischiarando.
Io non so ove tu sia adesso.
Forse è un’illusione ed un pueril sognar che mi spinge a scorgerti volar.
E sulle inaccessibil cime delle montagne tue, nella notte voli.
E qualcuno laggiù ti piange,
piange la tua assenza
e freddo sarà il suo letto senza te,
fredda la sua anima.
E intanto volando vai a rincorrer gli ultimi raggi dorati
e d’albe dorate ti vestirai.

Sorridente e dolce mi piace immaginarti.

E a quel tuo amico che ti pianse e che mesto davanti al tuo giaciglio
ti salutò, riscalderai l’inverno con i tuoi ricordi.
Bruciano infatti più dolcemente i ricordi nella fredda
ed ancestrale notte novembrina.

Tu lo riscalderai con fiamma di memoria quando nel freddo mese
solo se ne starà davanti al suo camino e scorreranno le lacrime sul vetusto viso.

E la donna tua che piangendo ti preparò e scelse con amore la bella ed estrema veste
guarderai dalle finestre, fluttuando te ne andrai tra le nebbie e ad ella che col
capo chino nel solaio andrà a prendere un altro pezzo di legna per scaldare il vuoto,
tu le rivolgerai parole d’amore e con occhi colmi di gioia la lascerai “a presto”…
sussurrandole.
E poi ancora su’, tra le nevi perenni sulle cime che rosee al tramonto divengono
e giù nei boschi baciati dalle prime nevi, sugli alberi spogli e nelle caverne ventose,
nel tuo fiume, nelle tue valli voli; sì,  io è così che voglio immaginarti adesso
che volando vai nelle nevi e sui ghiacci rischiarando.
(Francesco Avanti, 18 anni)

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