OGNI TANTO … UN TAGLIANDO DELL’ANIMA

 QUALCHE DOMANDA PROVOCATORIA PER UN ESAME DI COSCIENZA SUL BENESSERE RELAZIONALE

   Come conciliare l’esigenza prioritaria di collaborare tutti insieme alla causa del Regno di Dio con la esigenza della tenerezza servizievole nelle relazioni interpersonali comprese le relazioni di coppia?

   Se Dio si  incontra nella amabilità, cosa ne consegue sul piano delle relazioni in generale e in quelle coniugali e familiari?

   Cosa dedurre sul piano delle relazioni interpersonali (e anche coniugali e familiari) da questo aforisma: “Ogni incontro con Dio è preghiera, non ogni preghiera è incontro con Dio”.

   “Quando amate non dite “ho Dio nel cuore”, ma piuttosto “sono nel cuore di Dio” (Gibran). Da questa consapevolezza di fede, cosa può derivarne sul piano dei propri comportamenti nella quotidianità?

   A proposito di equilibro spirituale nella relazione di coppia (comprese anche le relazioni di persone consacrate), ecco la provocazione di un padre spirituale ad una coppia in crisi: “Qualche rosario in meno, qualche carezza in più”.

   Quando comunico con l’altro, come lo percepisco nel suo atteggiamento d’ascolto: stanco, distratto, poco attento, letteralmente sordo, indifferente…? E se fosse la proiezione di atteggiamenti miei quando a mia volta sto in ascolto?

   Fretta, abitudini e pregiudizi sono nocivi alla comunicazione nel “qui ed ora” ed ostacolano l’attitudine al servizio reciproco. Cosa derivarne in sede di relazione di tenerezza?

   Quanto e come contano nel servizio reciproco di tenerezza il senso del paradosso, dell’humour… considerando che dalla vita non si esce vivi?

   Quando non si accetta una realtà come tale (o come dono), essa si trasforma in problema. Applicando questo principio al problema del “sentirsi incompresi” o del “non riuscire a comprendere” o “non ce la faccio più”, cosa se ne può dedurre per uscire dal problema? “Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha causato il problema” (Einstein)

   “Cosa succederebbe se scoprissi che il mio stesso nemico si trovi all’interno di me stesso, che sono io pertanto ad avere bisogno della elemosina della mia amabilità, che sono io il nemico da amare”? (C.G. Jung)

    “Se è pace che vuoi, cerca di cambiare te stesso, non gli altri. E’ più facile proteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra”. (A. De Mello)

   Quando la stanchezza o la delusione ci fa arrivare a pensare: “Non cambierà mai niente in questa casa, in questa vita”,  perché non provare a pensare: “Nulla cambia, io cambio, tutto cambia”?

   “Gli occhi dello spirito cominciano ad essere penetranti solo quando quelli del corpo iniziano ad affievolirsi”. (Platone)

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