Sempre sulla felicità…con qualche digressione!

                          RISO, sorriso e derivati

   Quando si ride viene coinvolto l’emisfero destro del cervello, dove ha sede appunto il cosiddetto “centro del riso”.In pratica, questa zona cerebrale, quando arriva uno stimolo che può essere esterno, una barzelletta, o interno, un ricordo, si attiva e si ride. Partono così dei segnali che vanno alla corteccia cerebrale e al sistema nervoso periferico e pertanto alla liberazione di diverse sostanze utili per l’organismo. Ad aumentare durante la risata sono soprattutto due importantissimi neurotrasmettitori, la dopamina e la serotonina.Sono il linguaggio chimico del nostro cervello e guarda caso sono proprio queste le sostanze la cui diminuzione causa la depressione. Chi ride quotidianamente, quindi, è meno soggetto ad ammalarsi… tanto dalla vita non si esce comunque vivi!

RIDERE:

  Potenzia l’apparato immunitario, aiuta a sciogliere le tensioni muscolari e quindi è un’ottima soluzione per contratture, dorsalgie e lombalgie. Ne beneficia anche l’ipertensione perché ridere aumenta il ritmo cardiaco, dilata le arteria e l’ossigenazione. Per chi soffre di asma e bronchite poi, rappresenta un vero e proprio esercizio respiratorio. Inoltre, il massaggio addominale provocato da muscoli che si contraggono durante le risate  è un valido rimedio contro le costipazioni e i dolori di pancia in genere. Che dire infine della sua capacità di diminuire la sofferenza psichica e far reagire meglio allo stress? La terapia della risata (e del “riso” ed a quanto ad esso assimilabile) si usa per contrastare depressione, ansia, fobie e  per aumentare l’autostima.

“La giornata completamente perduta è quella in cui non si è riso”.

   “Cinque minuti di risata equivalgono a dieci minuti di jogging.”

“Un minuto di risata  equivale a quarantacinque minuti di rilassamento”.

“Quando non si vive in funzione di qualcosa, si conserva tutta la propria capacità, la propria energia, e si è rilassati, perché non importa che si vinca o si perda”.

“Sono talmente abituato ad essere teso  che quando sono calmo mi sento nervoso”

   Teso e nervoso ma non al punto da sbroccare però… Quando infatti la misura è colma… di solito si sbrocca. Non è così per tutti, in quanto che la quantità delle idiozie ascoltate quotidianamente non è ancora colma per via del fatto che il peggio non è mai morto… anche se va ricordato che l’ultima a morire è la speranza (ammesso che muoia…). Non è ancora così per molti, pertanto si dovrebbe starsene  buoni e tranquilli ad attendere che la misura si colmi e nel frattempo ragionar con calma, senza dare di testa.Ragionare con calma, ad esempio,  a proposito  del cicaleccio ideologico relativo al tema del gran calderone dei cosiddetti “diritti civili”.

   E si potrebbero porre alcune domande:  come avviene ( e dove sta scritto) che alcuni “desideri” gradatamente si autopromuovano a “diritti”?

Poniamo il caso che qualcuno “desideri”  essere ricco (avere più denaro…) e rivendichi questo come “diritto”…

    Poniamo il caso che qualcuno “desideri” di essere trattato come sposato pur non essendolo e rivendichi questo come “diritto”…

    Poniamo il caso che qualcuno “desideri” diventare altro da quello che è (maschio/femmina) e rivendichi questo come “diritto”…

   E che dire di chi volesse rivendicare il “diritto ad esistere”?   Ci si potrà pur chiedere, con umile onestà intellettuale, su quale base e quale sia la dinamica profonda di tale metamorfosi del “desiderio” in “diritto”… o no?E poi, con tutto quel parlare che si fa di “ecologia”, di ritorno alla natura, ci si potrà pur chiedere come mai questo richiamo all’ecologia non sia applicabile alla natura “umana” in quanto tale… o no? Si potrà pur auspicare se non sia possibile (sul piano logico, psicologico e ontologico) acquisire una mentalità pensante “ecologica” e non più soltanto miseramente “ideologica”… o no. Per farla breve e per evitare di sentire rimbombare nelle orecchie la solita frase dei  pensatori liquidi: “Ma questo è un altro discorso”, o peggio “Ma che male ti fanno?” andrebbe ricordata sempre questa citazione presa da AMARE E CURARE I NEVROTICI di Anna Terruwe e Conrad Baars: “Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta, la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura, la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. E questo vale anche e  soprattutto riguardo a tutto il mondo delle relazioni” (con se stessi, con l’altro, con il mondo, con Dio… perché la “relazione” è il marchio di fabbrica del creato, credenti o meno che si pensi di essere).

   Per cui, come scrive Antonino Serra  (autore del bellissimo libro ASCOLTARE LA VITA): “Occorre un vero slancio culturale per recuperare il valore primario di una vera e propria “ecologia della relazione”. E, in conclusione, una riflessione quasi sconsolata di Luciano De Giovanni dedicata a chi è perennemente insoddisfatto e inquieto circa il proprio essere, la propria identità, la propria misteriosa collocazione esistenziale : ”Chiamati per un momento a partecipare dell’universo, e subito ci mettiamo a criticare”. E sovente si cade nella trappola della cronica recriminazione proprio perché si cercano “spiegazioni” al mistero della vita, si pretende, giustamente, di “voler capire”, dimenticando però quello che affermava Einstein: “Chi non accetta il mistero, non è degno di vivere”. Si pretende di voler capire “tutto”, rinviando a data da destinarsi di lasciarsi cullar, umili e quieti, nell’oceano infinito del mistero. Buongustai di mistero anziché cercatori affannati di spiegazioni, quindi… Confucio, molti anni prima che si sentisse parlare di “mistero”, scrisse: “Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto” ed anche “L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”.  Lo slogan “tutto è diritto” dovrebbe lasciare pertanto spazio a “tutto è grazia”… e “Se tutto è grazia, grazie di tutto, mio Dio”.

 Mi piace riportare, in conclusione, questo aneddoto di Santa Teresa di Calcutta:

“Alcune persone vennero a trovarmi a Calcutta e prima di partire mi pregarono: – ci dica qualcosa che ci aiuti a vivere meglio – . E io dissi loro: – Sorridetevi a vicenda, sorridete a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri figli, sorridetevi a vicenda; poco importa chi sia quello a cui sorridete; questo vi aiuterà a vivere meglio e a crescere nell’amore reciproco -. Allora uno di quelli mi domandò: – Lei è sposata? -. –Sì, risposi, e qualche volta trovo difficile sorridere a Lui. Ed è vero. Anche Gesù può essere molto esigente ed è proprio quando Egli è così esigente che è molto bello rispondergli con un grande sorriso”. (www.gigiavanti.com  giovannigigiavanti@gmail.com)

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