A PROPOSITO DI “LIBERALIZZAZIONI”…

A proposito di “aborto libero”, “droga libera”…

   Immaginiamo se il Creatore, anziché crearci liberi di optare tra il bene e il male, avesse “liberalizzato” il male, il peccare.

   Immaginiamo se il Creatore, anziché dirci di comportarci bene (“Mangiate i frutti degli alberi di questo giardino”…) e di non comportarci male (“Non toccate però il frutto di quell’ albero perché porta male”) avesse detto: “Fate come credete, potete comportarvi “bene” e “male”, per me va bene lo stesso”.

   Che Creatore sarebbe stato? Un Creatore per niente affidabile. Ci avrebbe privato anche, paradossalmente parlando, del satanico gusto del trasgredire, del peccare!

   Invece un Creatore affidabile è proprio quello che conosciamo… e che con il tempo si rivelerà Dio (tempo di Mosè) e finalmente Padre (tempo di Gesù  il Cristo).

   Un Creatore di tutto rispetto, dalle idee chiare (e come potrebbe non esserlo), affidabilissimo e che consegna all’ uomo una linea di comportamento chiara, precisa (“Comportatevi bene secondo la vostra fantasia, ma non vi azzardate a comportarvi male per nessun motivo”).

   Liberalizzare il male, pertanto, equivale ad un non senso etico e comportamentale. Liberalizzare il male (sotto qualsiasi forma demoniaco – affascinante esso ci si presenti) costituisce un boomerang letale.

   Liberalizzare il male non ci libera dal male, ma determina male mortale.

“Liberaci dal maligno” insegnerà Gesù…

   In conclusione ecco lo stralcio di una riflessione:

A questo punto lo studente, con calma, replicò: “Il male non esiste, signore, o almeno non esiste in quanto tale. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. E’ proprio come il freddo o l’oscurità; il male è una parola che l’uomo ha inventato e usa per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che succede quando l’uomo non ha l’amore di Dio presente nel proprio cuore. E’ proprio come il freddo che si manifesta quando non c’è calore o l’oscurità che arriva quando non c’è luce,

A questo punto il  professore si sedette e rimase in silenzio, così come ammutolirono i suoi compagni.

Il nome di quello studente era Albert Einstein.

 

 

 

 

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