POESIA DI CHIARA AVANTI (3.8.1976 – 8.9.2017)

ATTENTI… SONO L’ORCO

  (un’allegra poesia per rendere i pedofili meno pericolosi)

 Buon giorno a tutti io mi presento

sono un cattivo a cui stare attento.

Nome e cognome non sono importanti

anche perché ne uso tanti.

Mi faccio chiamare in modi diversi

a volte Paolo altre volte Percy.

Alcune volte invento un cognome

creo un lavoro che faccio altrove

questo mi serve ad avvicinare

tutti i bambini che amo osservare,

anche perché come ho citato

sono cattivo ed anche malato.

Io mi diverto a fare del male

ai piccolini fuori le scuole,

pure ai giardini li amo cercare

e con le scuse li provo a ingannare.

Poi li convinco a seguirmi da soli

lontano dagli occhi dei genitori.

Tutti i bambini son buoni e innocenti

come dei gigli bianchi splendenti

e non ho proprio difficoltà

ad adescarli senza pietà.

La malattia è grave si sa

e  nessun segno da fuori ne dà;

calmo e tranquillo posso agire

e indisturbato un bimbo rapire.

Quando la mano contento mi dà

lo porto lontano senza pietà.

Alcune volte mi rendo conto

di essere malvagio senza confronto

forse io stesso da piccolino

fui facile vittima di adulto meschino

che mi ha portato a diventare

ciò che invece dovevo evitare…

Bastava dicessi a mamma e papà

per filo e per segno la verità.

Mi chiaman Orco o Mostro infernale

ma io non sono che un uomo normale.

Non ho le zanne come un cinghiale

e il mio aspetto è spesso usuale.

Solo una cosa mi rende sicuro,

sono un anonimo comune figuro.

Tanti bambini non hanno paura,

poi li ricatto e con premura

avviso loro di non dire alla mamma

quello che faccio e il loro dramma.

Ecco è così ch’ io mi comporto

vado e vengo in modo accorto

e quando trovo un bambino da solo

inizio a giocare vorace da squalo.

Questo racconto serve per dire

che non bisogna da soli soffrire.

Se c’è la mamma o il papà

bisogna dirgli la verità.

Certo non dico di stare attenti

a tutti i signori al mondo presenti

solo vi chiedo di ricordare

che strane zanne non serve cercare.

Mentre giocate sereni e contenti,

non date retta ad adulti presenti

che della cerchia abituale

non fanno parte in modo usuale.

Ma come ho detto e lo ripeto

per stare attenti in modo concreto

bisogna correre e dire alla mamma

quando un signore vi parla e v’inganna

e soprattutto dovete strillare

quando qualcuno vi osa toccare.

Questo lo dico proprio perché

sono cattivo e speranza non c’è,

ma se potessi riuscire a cambiare

e diventare un uomo normale

proprio sarebbe per merito vostro

che denunciando ogni mio gesto

mi rendereste incapace di agire

e di far del male magari finire.

Anche perché un difetto ce l’ho

dei genitori paura io ho.

Quindi bambini a fine racconto

adesso vi faccio il resoconto:

fate attenzione ad ogni signore

che di nascosto da un genitore

vi parla e vi tocca senza ragione

carpendo da voi un gesto birbone

ditelo sempre ed all’ istante

scappate da me con voce urlante

che se la mamma mi vede con voi

sarò proprio io ad avere dei guai.

Mettendomi in fuga a gambe levate

Avrete la vita e la gioia salvate.


Dal libro di Chiara Avanti e Valeria Magnante ,  MAMMA, PAPA’ COME FANNO A SEDERSI LE LUMACHE (Edizioni Progetto e Cultura)

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