SALVARE IL LINGUAGGIO DA SUBDOLE USURPAZIONI (a proposito di “coppie” gay…)

Colgo al volo la battuta intelligente di un amico ad un Convegno serio… e parto per la tangente di un ragionamento estremo.

Si parla di “paio” di scarpe, di “paio” di calze, di “paio” di orecchie, di “paio” di occhiali, di “paio” di buoi….Perché mai di un “paio” di maschi o di un “paio” di femmine si parla invece di “coppie gay”?

Il vocabolo “coppia”sottende un etimo che rimanda a “copula”… per la quale realtà occorre, ontologicamente  e fenomenologicamente parlando, una “mascolinità” e una “femminilità” (realtà di natura).

Una delle più belle e scientifiche definizioni di “coppia” è stata data da Luciano Cupia (omi, psicoterapeuta recentemente scomparso): “La coppia è un uomo e una donna che si scelgono per scambiarsi caldi e morbidi” (terminologia cara alla psicologia umanistica dell’analisi transazionale).

E per concludere con un ragionamento estremo semiserio… mi vien da sussurrare che quand’anche due orecchie si accoppiassero… non ne nascerebbero orecchini, né nascerebbero calzini da un accoppiamento di calze… Mi vergogno un po’ per essere sceso così in basso… ma più in basso di così non si poteva andare.img_5530

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