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RISPETTO DELLA NATURA
“Mentre Dio perdona sempre e l’uomo perdona qualche volta,
la natura non perdona mai; quando ci si oppone alla natura,
la natura disapprova, ribatte, restituisce il colpo”. (Terruwe)
Dove per “natura” non si intende solamente il mondo vegetale o l’ambiente esterno, ma anche il mondo umano, il mondo dei rapporti tra le persone, la natura del rapporto “uomo – donna” per esempio.
Mi chiedo, con somma discrezione e senza entrare nell’intimo delle coscienze personali, se c’è “rispetto per la natura” nella filosofia del transgender.
Me lo chiedo e mi do una sola risposta: no.
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LA LEGGENDA DELLA PASSIFLORA
Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana…
“Fa che anch’io fiorisca, o Signore!” – pregò la piantina.
” Tu pure fiorirai” – rispose il Signore.
“Quando?” – chiese con ansia la piccola pianta senza nome.
“Un giorno…” – e l’occhio di Dio si velò di tristezza.
Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori.
Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome.
Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue…
“Come vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini…” – pensò la piantina con un fremito.
Gesù in quel momento le passava accanto e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa.
Subito sbocciò un fiore bizzarro che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi…era la passiflora, il fiore della passione.
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CURIOSITA’ SUL PREGARE…
“Non dovete leggere tante pagine dei vostri libri al Signore; Egli sa cosa c’è scritto. Dovete conversare con Lui dal profondo del cuore; vedete, io parlo anche con voi dal profondo del cuore ed a memoria; è meglio ed è più naturale che se vi leggessi qualcosa da un libro”. (Teresa Neumann, mistica)
“Pretendi dal Signore una gran pazienza leggendogli del latino per un’ora! Dì una buona volta: “Signore, ti amo”! (Teresa Neumann, mistica)
“Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, e cambiare così l’agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero dalla tribolazione, e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, nell’altra riva. Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge. Quante cose io opero quando l’anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me, mi guarda, e dicendomi: “pensaci tu”, chiude gli occhi e riposa! Avete poche grazie quando vi assillate per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché io operi, ma perché io operi come voi credete… Non vi rivolgete a me, ma volete voi che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma, che gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: “Sia santificato il tuo nome”, cioè sii glorificato in questa mia necessità; “venga il tuo regno”, cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo; “sia fatta la tua volontà”, ossia PENSACI TU. (…) Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me, e del nessuno pensiero di voi; io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà! Se avete vostre risorse, anche in poco, o, se le cercate, siete nel campo naturale, e seguite quindi il percorso naturale delle cose, che è spesso intralciato da Satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi. Opera divinamente chi si abbandona a Dio. Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: “Gesù, pensaci tu”. E distràiti, perché la tua mente è acuta… e per te è difficile vedere il male.”.
(Gesù a Don Dolindo Ruotolo, 1882 – 1970)
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