NON CI RESTA CHE PREGARE…
Il mese scorso la meditazione aveva per titolo: “NON CI RESTA CHE PREGARE”. E mi sembra il caso di tornare sull’argomento per convincerci sempre più di pregare con fede, senza cedere di un millimetro allo scoramento e alla delusione derivante dal fatto di non vedere risultati.
Per questo occorre rinfrescare la memoria riguardo alla “potenza” intrinseca del pregare. E lo faccio annotando semplicemente qualche aforisma.
- “Ogni incontro con Dio è preghiera, ma non ogni preghiera è incontro con Dio”.
- “Non sappiamo quando e come funziona la preghiera, ma siamo certi che funziona”.
- “La preghiera non cambia Dio, ma cambia colui che prega”.
- “La preghiera non è un ozioso passatempo per vecchie signore. Propriamente compresa e applicata, è lo strumento d’azione più potente”. (Gandhi)
- “Gli antichi dicevano che pregare è respirare. Qui si vede quanto sia sciocco voler parlare di un “perché”. Perché io respiro? Perché altrimenti morrei. Così la preghiera”. (Kierkegaard)
- “Pregare è prendere fiato presso Dio; pregare è affidarsi a Dio”. (Dietrich Bonhoeffer)
- “Attraverso la preghiera possiamo far entrare nel nostro cuore il dolore e la sofferenza di tutti, tutti i loro conflitti e le loro angosce, tutti i loro tormenti e tutte le guerre, tutta la fame, la solitudine e la miseria, non per una qualche nostra grande capacità psicologica o emotiva, ma perché il cuore di Dio è diventato una cosa sola con il nostro”. (Henri Nouwen)
- “Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è “grazie”, quella sarà sufficiente”. (Meister Eckhart)
- “Dolore muto è orazione” (Anonimo)
“La preghiera inizia dove termina la poesia, quando la parola non serve più e occorre un linguaggio altro”. (Mario Luzi)
“La meditazione, nella spiritualità cristiana, è incontrare Dio. Anche senza dire nulla. Un semplicemente mettersi alla sua presenza, così come siamo”. (Walter Lobina)