
Archivi del mese: marzo 2025
ASCOLTO CONSULENZIALE
Archiviato in Aforismi, poesie
Archiviato in Aforismi, poesie
LA BEATITUDINE IMPOSSIBILE
LA BEATITUDINE IMPOSSIBILE
Prendo il discorso un po’ alla larga per non urtare la suscettibilità di qualcuno, anche se mi piacerebbe maledettamente farlo quando sento questo qualcuno blaterare (sì, proprio blaterare) in termini di diritti civili. Ma prima di entrare nel tema dei diritti civili voglio dare una spiegazione del titolo.
C’è una espressione che a volte si sente pronunciare da qualcuno in riferimento a ragionamenti o pensieri discutibili sul piano dell’intelligenza e questa espressione è: “Beata ignoranza!”.
Patetica e tenera questa espressione, sta di fatto, però, che nel novero delle beatitudini spiritualmente paradossali proclamate da Gesù, non figura: “Beati gli ignoranti”.
Il che può autorizzare a pensare che voler “ignorare” la verità o precludersi l’accesso alla medesima con l’autoubriacatura operata dalle proprie idee (narcisismo ideologico!) sia una posizione pregiudiziale più conseguente ad una pregressa scelta ideologica che non frutto di una intelligente analisi degli eventi.
Ma torno sui “diritti civili”. Il costume culturale odierno ha fatto il salto mortale (sì, mortale nel vero senso della parola) dal riconoscere che “tutto è grazia” (frase conclusiva di un romanzo di George Bernanos) al “tutto è diritto”. Ma quel che è peggio è che viene proclamato diritto quello si desidera, quello che piace.
Sarebbe quindi il “desiderio”, il fare quello che mi aggrada e/o che mi piace, la fonte del “diritto”?
Dinamica, questa, che assomiglia un po’ (anzi moltissimo) al capriccio del “bambino” che strilla per ottenere quel che gli piace.
E non voglio scomodare il celebre psicanalista Freud se non per ricordare che aveva già detto più o meno così e cioè che: “La persona diventa adulta quando la smette di fare solo quello che gli piace ed accetta di buon grado di fare anche quello che gli costa”.
Ma torniamo a noi perché ce l’ho proprio sul gozzo il ragionamento capace di tagliare la testa al toro relativo al discorso del diritto civile di abortire (figuriamo quello incivile dove porterebbe!) e mi riprometto di non far uso di paradossi, se non in caso estremo (a quando il diritto di esistere?).
Ricordo soltanto che il patatrac iniziò quando qualcuno (Satana) pretese ed accampò il diritto di voler essere Dio anche lui!
Ecco il semplice ragionamento che taglia la testa al toro: NON PUÒ ESSERE UN DIRITTO QUELLO CHE NON È UN BISOGNO.
Infatti si campa e si cresce in ragione della soddisfazione dei bisogni, bisogni primari dice la scienza antropologica (mangiare, bene, respirare).
Ma, considerando che dentro al corpo albergano una mente, un cuore ed un’anima, si potrebbe tranquillamente concludere chesiano bisogni primari da soddisfare anche quelli della mente (bisogno di verità), del cuore (bisogno di amore), dell’anima (bisogno di Dio).
Concludo ponendomi una domanda e dandomi la risposta: abortire è un bisogno? Certo che no! (Gigi Avanti)
Archiviato in Aforismi, poesie
Archiviato in Aforismi, poesie
A NOI LA SCELTA
IL CORAGGIO DI SPORCARSI LE MANI
(Lavarsene le mani o sporcarsele?)
È un tempo, il nostro, dove sembra dilagare il male. Ma è un tempo che
vede anche tanta gente operare il bene, magari in silenzio, e occuparsi
di porre rimedio alla devastazione del medesmo. È il tema del
volontariato per il Regno di Dio, del volontariato per il servizio del simile
al proprio simile, del fratello al fratello.
Un servizio di carità che porta talvolta al rischio di “sporcarsi le mani”
per i fratelli maltrattati, vessati, oppressi, perseguitati, offesi nella loro
dignità umana, affamati e assetati di giustizia.
La metafora dello “sporcarsi le mani” è nota. In senso negativo
significa commettere un reato, compromettersi compiendo atti
riprovevoli e in senso positivo “sporcarsi le mani” significa non avere
timore a maneggiare problemi scomodi, ad incontrare persone difficili, a
lavorare con relazioni complicate.
Il vangelo ci narra qualcosa a questo riguardo: quella sera del giovedì
Santo vediamo Gesù sporcarsi le mani lavando i piedi si suoi intimi e di lì
a poco vediamo Pilato lavarsele le mani per togliersi d’impiccio. Di lì a
poco vediamo ancora Gesù inventare il Sacramento dell’Eucaristia.
Come dire che Eucaristia e Carità operosa (quasi un ottavo
sacramento!) sono inseparabili. Tutta la spiritualità evangelica sta in
questa accoppiata Eucaristia – Carità.
È una spiritualità che ribalta la logica del mondo tutta improntata,
invece, a potere, denaro e successo, apparenza.
La spiritualità evangelica è spiritualità di servizio, di gratuità, di
nascondimento perché ha la sua scaturigine in Gesù, nei suoi detti e nel
suo operare per la causa del Regno del Padre.
Quindi è soltanto nutrendosi di Gesù Eucaristia che diventa possibile il
servizio di carità gratuita, sorridente, servizio nascosto e gradito a Dio.
Eucaristia alimento di Carità. Carità fruttificazione di Eucaristia.
Archiviato in Aforismi, poesie

