Archivi del mese: gennaio 2025
Che questo ultimo evento “casuale” (La presentazione del libro LA MISTICA DELLA SOFFERENZA, di cui sotto) sia accaduto all’Università Urbaniana dove ha insegnato il nostro compianto Padre Gianni Colombo (che era anche Penitenziere Apostolico presso il Vaticano e che tante sere mi accompagnava a casa con la sua macchina dopo i corsi di preparazione al Matrimonio che venivano tenuti nella parrocchia del Crocifisso a Bravetta, dove abitava) mi ha convinto ancora una volta quanto sia bello volare quando si hanno radici solidamente fondate in quel terreno fertile preparato, a partire dal 1966, dal nostro compianto Padre Luciano Cupia. Buona lettura.
PRESENTAZIONE LIBRO (Pontificia Università Urbaniana – con gli on.li Paola Binetti e Alessio D’Ubaldo).
LA MISTICA DELLA SOFFERENZA di Caterina Ciriello e Angela Maria Lupo – EMP 2024)
Questo incontro “casuale” che stiamo vivendo nasce da un incontro “casuale” con una delle due autrici del libro avvenuto il 9 febbraio scorso quando Suor Caterina ed il sottoscritto furono invitati a parlare di preghiera da TV 2000 nella puntata del 14 febbraio scorso di SIAMO NOI condotta magistralmente da Gabriella Facondo.
Scrive Einstein: “Il caso è Dio che gira in incognito” ed anche: “Chi non accetta il mistero non è degno di vivere”.
Quindi attiene al “mistero” del “caso” che noi ci si trovi qui questa mattina, un mistero che andrebbe aggiunto ai misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi e inserito nella categoria dei “misteri curiosi”.
È risaputo che occorra e sia conveniente essere buongustai di mistero anziché affannati cercatori di spiegazione, anche perché aiutati dall’intelligenza spirituale (Jung, Borgna ed altri) sicuramente superiore alla intelligenza razionale.
Buongustai di mistero anche quando “amore e dolore” sono intrecciati e costituiscono il nucleo di tale mistero di sofferenza amante che caratterizza il vivere umano.
È proprio questo ad avere senso la mia presenza per la presentazione del libro LA MISTICA DELLA SOFFERENZA regalatomi proprio da Suor Caterina in quel 14 febbraio.
Da qui il senso della mia presenza per la presentazione del libro. Ha senso perché la domanda della conduttrice della trasmissione rivolta al sottoscritto nella puntata di SIAMO NOI del 14 febbraio e il contenuto del libro sono molto collegati proprio in ragione di questa tematica di amore e dolore
Questa la domanda: “Come pregare quando si è toccati dal dolore, da un dolore così grande quale quello della perdita di una giovane figlia?”. (Mia figlia Chiara ha aperto serenamente gli occhi al Cielo l’8 settembre del 2017 a soli 41 anni lasciando nel “dolore” i suoi cinque figli – che oggi hanno dai 22 ai 9 anni – e tutti coloro che ha amato e che l’hanno amata).
Amore e dolore quindi, ecco il tema del libro. Amare e soffrire. Si potrebbe dire che “amare è soffrire” come scrive Tommaso Da Kempis: “Non si vive d’amore senza dolore”. Ed anche Seneca: “Resistere al dolore, maggior dolore arreca”.
Ma nel libro c’è qualcosa di più, è indicato il livello estremo dell’amore che, paradossalmente parlando, diventa “amare di soffrire”.
Cosa possibile ad una condizione, quella di avere come parametro di riferimento per la propria scelta e condotta di vita la causa del Regno di Dio.
Ma c’è qualcosa di più ancora. Nel libro di Caterina Ciriello e Angela Maria Lupo si afferma con chiarezza che questa dinamica di “soffrire di amare” che si trasforma in “amare di soffrire” l’ha sperimentata Dio in prima persona.
Questo destino di amore-dolore toccato in sorte alla creatura umana per la sua peccaminosità originaria è il medesimo destino vissuto (e che vive Dio nel presente) che si trova “impotente” di fronte alle conseguenze di tale ribellione dell’uomo (Adamo ed Eva) e ai tradimenti del suo popolo. La ribellione dell’uomo, il non fidarsi di Dio deve fare il suo corso.
Egli soffre impotente di fronte a questa situazione, anzi ama di dover soffrire così. Scrive Origene: “La sofferenza è parte integrante dell’identità divina”.
Tutto ha avuto inizio, forse, quando L’ETERNO ha voluto farsi TEMPO, quando l’ESSERE (per niente geloso della sua divinità assoluta) ha voluto dipanarsi, spalmarsi in DIVENIRE (La PAROLA si è fatta CARNE).
Da allora esistono, inizio e fine, alfa e omega, nascita e morte, orazione e imprecazione, lamento e danza, lacrima e sorriso, intuizione (In principio era il Verbo) e realizzazione (Il Verbo si fece carne), amore e dolore.
È nella buia e tragica notte del Getsemani che viene vissuta questa dinamica di reciproca sofferenza del Figlio preferito e del suo Padre amoroso. (Vedi Massimo Recalcati, in LA NOTTE DEL GETSEMANI)
La preghiera di Gesù ha due tronconi: nella prima parte Egli chiede al Padre di cambiare idea, versa sudore rosso dalla fronte (sono lacrime dell’anima) ed ha in risposta un “silenzio” assordante.
Nella seconda parte è Lui a cambiare idea e ad allinearsi alla volontà del Padre. E si consegna al mistero fiducioso che non sarebbe finita li.
La risurrezione operata dal Padre nel silenzio della notte e senza nessun applauso (La Domenica della Palme il Dio Umano aveva ricevuto applausi) è il gran finale.
Un finale che confluisce nel “silenzio eucaristico” dove il dire (Parola) e il fare (Carne) si sintetizza nell’ essere (Pane). (Gigi Avanti 15 marzo 2024)
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ATTENZIONE AI GURU…
MEDITAZIONE PER LA DOMENICA 26 GENNAIO 2025
(Lc. 1,1-4; 4,14-21)
Capita frequentemente, quando si è alle prese con annunci o notizie di eventi che piombano nella propria vita, di venire presi da dubbi sulla veridicità dei medesimi.
E, rovescio della medaglia, capita anche di dare credito a scatola chiusa a chi racconta eventi o annuncia messaggi senza interrogarsi sulla veridicità o meno dei medesimi.
È la differenza tra “credenti” e “creduloni”. In un tempo come il nostro dove falsi profeti e sedicenti guru fanno a gara nel voler fare proseliti (potenziali creduloni), senza dare garanzia di solidità al loro dire, l’evangelista Luca taglia la testa al toro e mette le mani avanti iniziando il racconto del suo vangelo rassicurando preventivamente e decisamente Teofilo sulla veridicità di quello che andrà via via narrando.
Queste le sue parole precise: “… Così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teofilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”.
Quindi la solidità della fede si basa sulla solidità della testimonianza. Solidità della testimonianza da parte di “… coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola”.
Tale è la dinamica del credere da parte di coloro che non sono stati testimoni oculari, fidarsi dei testimoni a scatola chiusa (cosa che del resto fanno, paradossalmente, anche i creduloni, privi però di basi solide sulle quali poggiare la loro “fede”).
La solidità della nostra fede si basa quindi sulla solidità della testimonianza e questa porta dritto dritto alla potenza dello Spirito come garante del tutto e che, come suo stile, agisce silenzioso e solerte nel cuore degli eventi della storia.
“In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. (…) Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Ecco pertanto le coordinate per una fede solida e robusta: fidarsi dei testimoni oculari conduce a Gesù, il cui garante è lo Spirito. E il cerchio si chiude mentre l’anima si apre a un inno di grazia e di lode.
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GigiCiò che si sa di qualcuno ci impedisce di conoscerlo…
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04/01/2025
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VENERDÌ
Grazie al cristianesimo abbiamo avuto i testi classici e la cultura classica a noi pervenuta, grazie al cristianesimo abbiamo avuto scienziati come Newton, come Mendel padre della genetica o come Lemaitre che per primo teorizzò il Big bang, o come il monaco benedettino Andrea Bina che per primo sviluppò una teoria scientifica sui terremoti considerandoli come fenomeni naturali. Bina inventò il primo sismografo a pendolo e i suoi lavori furono influenzati dalle scoperte di un altro religioso, Niccolò Stenone, considerato il precursore della moderna sismologia. Senza il cristianesimo con la filosofia scolastica non sarebbe stata ri-scoperta la logica degli antichi greci come Aristotele, Crisippo e la scuola stoica, senza il cristianesimo non avremmo avuto le …
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Durante un esperimento un topo è stato messo in cima ad un barattolo pieno di chicchi di riso. Era così felice di trovare così tanto cibo intorno a sé che non sentiva più il bisogno di andare in giro a cercarlo. Ora può finalmente vivere la sua vita senza pensieri e senza sforzi. Dopo qualche giorno di godimento, quando il riso finisce, si ritrova sul fondo del barattolo. A quel punto, si accorge di essere intrappolato e di non poter uscire. Ora, per sopravvivere, dipende completamente da qualcuno che gli metta dei granelli nel barattolo. Ora non ha altra scelta che mangiare quello che gli verrà concesso, se gli verrà concesso .. Ecco come si crea uno schiavo. Uno schiavo che ha sempre dato il consenso. Riflessioni: 1) I piaceri a breve termine possono…
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