Carissimi, mi piace e mi dà conforto condividere quanto mi accade perché lo trovo legato al servizio professionale di Consulenza Familiare dove tutti si ha a che fare con eventi di dolore, lutto, sofferenza.
Che questo ultimo evento “casuale” (La presentazione del libro LA MISTICA DELLA SOFFERENZA, di cui sotto) sia accaduto all’Università Urbaniana dove ha insegnato il nostro compianto Padre Gianni Colombo (che era anche Penitenziere Apostolico presso il Vaticano e che tante sere mi accompagnava a casa con la sua macchina dopo i corsi di preparazione al Matrimonio che venivano tenuti nella parrocchia del Crocifisso a Bravetta, dove abitava) mi ha convinto ancora una volta quanto sia bello volare quando si hanno radici solidamente fondate in quel terreno fertile preparato, a partire dal 1966, dal nostro compianto Padre Luciano Cupia. Buona lettura.
PRESENTAZIONE LIBRO (Pontificia Università Urbaniana – con gli on:li Paola Binetti e Alessio D’Ubaldo).
LA MISTICA DELLA SOFFERENZA di Caterina Ciriello e Angela Maria Lupo – EMP 2024)
Questo incontro “casuale” che stiamo vivendo nasce da un incontro “casuale” con una delle due autrici del libro avvenuto il 9 febbraio scorso quando Suor Caterina ed il sottoscritto furono invitati a parlare di preghiera da TV 2000 nella puntata del 14 febbraio scorso di SIAMO NOI condotta magistralmente da Gabriella Facondo.
Scrive Einstein: “Il caso è Dio che gira in incognito” ed anche: “Chi non accetta il mistero non è degno di vivere”.
Quindi attiene al “mistero” del “caso” che noi ci si trovi qui questa mattina, un mistero che andrebbe aggiunto ai misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi e inserito nella categoria dei “misteri curiosi”.
E’ risaputo che occorra e sia conveniente essere buongustai di mistero anziché affannati cercatori di spiegazione, anche perché aiutati dall’intelligenza spirituale (Jung, Borgna ed altri) sicuramente superiore alla intelligenza razionale.
Buongustai di mistero anche quando “amore e dolore” sono intrecciati e costituiscono il nucleo di tale mistero di sofferenza amante che caratterizza il vivere umano.
E’ proprio questo ad avere senso la mia presenza per la presentazione del libro LA MISTICA DELLA SOFFERENZA regalatomi proprio da Suor Caterina in quel 14 febbraio.
Da qui il senso della mia presenza per la presentazione del libro. Ha senso perché la domanda della conduttrice della trasmissione rivolta al sottoscritto nella puntata di SIAMO NOI del 14 febbraio e il contenuto del libro sono molto collegati proprio in ragione di questa tematica di amore e dolore
Questa la domanda: “Come pregare quando si è toccati dal dolore, da un dolore così grande quale quello della perdita di una giovane figlia?”. (Mia figlia Chiara ha aperto serenamente gli occhi al Cielo l’8 settembre del 2017 a soli 41 anni lasciando nel “dolore” i suoi cinque figli – che oggi hanno dai 22 ai 9 anni – e tutti coloro che ha amato e che l’hanno amata.
Amore e dolore quindi, ecco il tema del libro. Amare e soffrire. Si potrebbe dire che “amare è soffrire” come scrive Tommaso Da Kempis: “Non si vive d’amore senza dolore”. Ed anche Seneca: “Resistere al dolore, maggior dolore arreca”.
Ma nel libro c’è qualcosa di più, è indicato il livello estremo dell’amore che, paradossalmente parlando, diventa “amare di soffrire”.
Cosa possibile ad una condizione, quella di avere come parametro di riferimento per la propria scelta e condotta di vita la causa del Regno di Dio.
Ma c’è qualcosa di più ancora. Nel libro di Caterina Ciriello e Angela Maria Lupo si afferma con chiarezza che questa dinamica di “soffrire di amare” e “amare di soffrire”l’ha sperimentata Dio in prima persona.
Questo destino di amore-dolore toccato in sorte alla creatura umana per la sua peccaminosa originaria è il medesimo destino vissuto (e che vive Dio nel presente) che si trova “impotente” di fronte alle conseguenze di tale ribellione dell’uomo (Adamo ed Eva) e ai tradimenti del suo popolo. La ribellione dell’uomo, il non fidarsi di Dio deve fare il suo corso.
Egli soffre impotente di fronte a questa situazione, anzi ama di dover soffrire così. Scrive Origene: “La sofferenza è parte integrante dell’identità divina”.
Tutto ha avuto inizio, forse, quando L’ETERNO ha voluto farsi TEMPO, quando l’ESSERE (per niente geloso della sua divinità assoluta) ha voluto dipanarsi, spalmarsi in DIVENIRE (La PAROLA si è fatta CARNE).
Da allora esistono, inizio e fine, alfa e omega, nascita e morte, orazione e imprecazione, lamento e danza, lacrima e sorriso, intuizione (In principio era il Verbo) e realizzazione (Il verbo si fece carne), amore e dolore.
E’ nella buia e tragica notte del Getsemani che viene vissuta questa dinamica di reciproca sofferenza del Figlio preferito e del suo Padre amoroso. (Vedi Massimo Recalcati, in LA NOTTE DEL GETSEMANI)
La preghiera di Gesù ha due tronconi: nella prima parte Egli chiede al Padre di cambiare idea, versa sudore rosso dalla fronte (sono lacrime dell’anima) ed ha in risposta un “silenzio” assordante.
Nella seconda parte è Lui a cambiare idea e ad allinearsi alla volontà del Padre. E si consegna al mistero fiducioso che non sarebbe finita li.
La risurrezione operata dal Padre nel silenzio della notte e senza nessun applauso (La Domenica della Palme il Dio Umano aveva ricevuto applausi) è il gran finale.
Un finale che confluisce nel “silenzio eucaristico” dove il dire (Parola) e il fare (Carne) si sintètizza nell’ essere (Pane). (Gigi Avanti 15 marzo 2024)