LA AFFASCINANTE PARTITA TRA SCIENZA E FEDE (O BIBBIA)
Qualcuno le ha considerate in contrasto, scienza e fede. Qualcuno sembra godere nell’istigarle a sfidarsi per ottenere l’una la vittoria contro l’altra, non rendendosi conto che questa dinamica del leggere ogni confronto in chiave di contrapposizione o contrasto potrebbe essere una dinamica di proiezione del loro proprio modo di porsi in relazione con chi non è della medesima idea. La cultura (ideologica) del contro penalizza il confronto, la collaborazione. Il narcisismo ideologico si porta appresso, fatalmente, l’annegamento del narcisista e la morte del confronto dialettico.
In realtà, scienza e fede non sono in contrapposizione, non si sfidano per riuscire vincente l’una contro l’altra e se ne fanno un baffo di coloro che con spocchia tipicamente razionale sentenziavano “Miracoli di oggi, scienza di domani”.
Se ne fanno un baffo, scienza e fede, di costoro, e simpatizzano molto, invece, per coloro che sono arrivati a pensare: “Ci vuole tutta la vita per capire che non si può capire tutto” e “L’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”.
Insomma scienza e fede mal tollerano la spocchia razional-scientista e simpatìzzano per l’umiltà del pensare.
Nei quadernoni di Religione della terza elementare che frequenta a Roma la mia nipotina Ginevra trovo una sintesi stupenda e filosoficamente chiara riguardo alla competenza e ai limiti di Scienza e Bibbia.
La Scienza da risposte sul Come e Quando la terra è stata formata. La Bibbia, dal canto suo, aggiunge il Chi e il Perché.
Sul come, la risposta è il big bang, sul quando, molti miliardi di anni fa, sul chi la risposta è Dio e sul perché la risposta è per amore.
Dove sta il disaccordo, il contrasto, la competizione, la sfida? Dove sta la contrapposizione? Non si tratta invece di sinergia, di collaborazione, di accordo nel pieno reciproco rispetto?
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(Gigi Avanti)