EDUCARE ALL’AMORE
(Luciano Zanardini)
C’è una tematica forte che dobbiamo avere il coraggio di riprendere in mano anche all’interno delle nostre famiglie: l’educazione all’amore. Lo dobbiamo alle nuove generazioni che, diversamente, imparano o credono di imparare ad amare seguendo i consigli più disparati dei coetanei o i consigli “interessati” che pescano nella rete.
Certo per poter educare all’amore dobbiamo anche formarci. Non basta essere genitori. Non basta l’esperienza di una moglie o di un marito.
Sappiamo bene quante difficoltà riscontriamo nella nostra quotidianità. Oggi non sappiamo amare. Confondiamo l’amore. Non possiamo poi stupirci delle violenze che occupano le prime pagine dei giornali: dagli stupri di gruppo alle richieste di aiuto delle donne vittime di violenza.
Non è un problema estivo, è qualcosa di più: è il frutto di una continua diseducazione dei sensi e degli affetti. Bisogna anche fare i conti con l’esposizione, fin da piccoli, all’erotizzazione di qualsiasi comunicazione: dalla musica alla pubblicità, passando attraverso lo sport.
Mi colpisce il dato secondo il quale la visione di materiale pornografico sembra ormai iniziare attorno agli 8 – 10 anni di età.
Come scrive Alessandro Di Medio: “crescere a pane e pornografia ha l’effetto, sempre più evidente, di tirare su una generazione insensibile agli affetti, ma va detto che un grave contributo a questa situazione è la rinuncia, da parte delle agenzie educative, a insegnare il limite e il dominio di sé.
Una famiglia, una società e, va detto, anche una Chiesa troppo spesso arrese alla pretesa edonistica dei giovani consumatori, ai quali sembra non si sia in grado di venire incontro se non con una rassegnata tolleranza (“i ragazzi sono ragazzi”), finchè non ci scappa il reato o, più ferialmente, non ci si rovina la vita in continui rapporti fallimentari e puerili.
La Chiesa deve avere il coraggio, basato sul suo inalienabile dovere di formare e guidare le coscienze, di tornare a parlar con forza dl valore della castità, ovvero dell’importanza di integrare la sessualità nella personalità, quale funzione a servizio dell’amore..
In altri termini, almeno la Chiesa deve tornare a fare ai giovani proposte serie, radicali, esigenti perché votate alla bellezza, alla costruzione di qualcosa di importante”.
E noi da che parte stiamo? E’ arrivato, oggi più di ieri, il tempo della testimonianza.
Ma che cosa significa amare? “Dire ti amo – scrive Alessandro D’Avenia – è ormai troppo semplice. Amare una persona è farsi custode del suo destino”.
————————————————————————————————————————–
Dalla rivista VITA FAMILIARE, 1 – 2023 dell’Istituto PRO FAMILIA – Brescia