Archivi del mese: ottobre 2023
LA CURIOSA DINAMICA DEL “CONTRO”
Andare “contro” qualcuno, opporsi, fargli guerra è esperienza diffusissima. Viene però da molto lontano, da quando cioè Satana passò dal desiderio di poter essere Dio pure lui (invidioso che Dio non volesse spartire con qualcun altro il suo immenso potere) al pretenderlo di diritto.
Irritato a morte per il sacrosanto (ontologicamente parlando) rifiuto da parte di Dio, decise di fargli guerra, di andargli “contro”.
Viene il sospetto che in ogni dinamica dell’andare “contro” qualcosa di buono vi possa essere una sfumatura satanica.
Paradossalmente parlando, anche andare “contro” il male, muovergli guerra per sconfiggerlo si rivela una contraddizione logica e ontologica , essendo il male assenza del bene, così come il buio è assenza di luce.
Il buio (male) non è creabile, quindi non esiste come tale, ma, paradossalmente parlando, esiste come vuoto esistenziale. Se proprio si vuole combattere il male (che è un “non essere” basta non compierlo, basta limitarsi ad essere, ad essere luce, a compiere il bene.
La parolina “contro” la troviamo in bocca a Gesù in due occasioni. Il vangelo di Marco racconta che l’apostolo Giovanni disse a Gesù: «Maestro, noi abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo vietate, perché non c’è nessuno che faccia qualche opera potente nel mio nome, e subito dopo possa parlar male di me. Chi non è contro di noi, è per noi” (Mc 9,38-40).
L’altro brano dove troviamo la parolina “contro” è contenuta nella risposta di Gesù a chi lo accusava di scacciare i demoni proprio in nome di Satana: “Chi non è con me, è contro di me e chi non raccogliere con me disperde”. (Lc. 11,23).
Balza all’occhio l’apparente contraddizione delle due frasi dove appare quel “contro”. Contraddizione apparente, però, se si coglie la simpatia di Gesù per l’uso dei paradossi.
Infatti nella prima frase si dice semplicemente che chi sta dalla parte del bene, anche se non è dei nostri parteggia per noi, mentre nella seconda frase si sottolinea che il non essere con Gesù (il “fai da te” della testimonianza?) corre il grosso rischio di andargli contro.
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ANNI FA SCRISSI COSI’ METTENDOMI NEI PANNI DI DIO!!!!!
IL CREATORE DIO PADRE SCRIVE AD ALLAH
“Mia caro Allah (si fa per dire) a parte il fatto che Maometto l’ho creato Io (a mia immagine e somiglianza) e che Maometto ha inventato te (forse a sua immagine e somiglianza), avrei qualche sassolino (creato da Me) da togliermi dalle scarpe, sebbene essendo Spirito non necessiti proprio di scarpe.
Il primo sassolino è che mi sto veramente stancando di sentire da parte di coloro che sulla terra (che modestamente ho creato da Solo tanto tempo fa) ammazzano e seminano terrore e odio in nome tuo (e lo scrivo minuscolo per rispetto a Me stesso!) e sostengono di farlo perché così voluto da te!
Delle due l’una: o sono diventate pazze le Mie creature (e che siano mia creazione te ne devi fare una ragione, perché tu non hai mai creato un bel niente!) oppure che sia tu ad essere fuori di testa!
Un altro sassolino: per la cronologia storica degli umani, tu arriveresti sulla scena del mondo terreno attorno al secolo 600, quindi molto dopo il Mio Unico Figlio Gesù Cristo, il preferito su tutti.
Trovo una enorme e curiosa contraddizione: mentre Io sono Tale da sempre, tu sei stato “inventato” tale dalla fantasia di un uomo, Mia creatura!
Un altro sassolino: Io ho voluto scendere dal Mio Trono per osservare da vicino gli eventi umani, anzi mi sono messo nei panni di Me stesso UOMO per vivere da dentro questi eventi, mentre mi sembra che tu, oltre a startene comodo chissà dove, ti diverta a distruggere quanto io ho creato. Niente niente crepi d’invidia?
Allah, detto tra noi, Il politeismo è una pericolosa scorciatoia ideologica, narcisisticamente autoreferenziale, inventata dagli uomini per dare una risposta comoda alle loro inquietudini.
Parafrasando la riflessione di uno psicologo, posso dedurre: “Il modo in cui scegliamo di pensare Dio crea il Dio che pensiamo”.
Io, per natura, essendo nell’Eterno, ho una pazienza eterna perché tu e chi ti invoca o adora o prega possa ricredersi a proposito di questo.
Tu ti sei trovato Dio all’improvviso, caro Allah, da chi ti ha inventato tale. Io sono stato Tale da sempre e, modestia a parte, ho accompagnato gli umani a scoprirmi gradatamente perché avendo creato il tempo era giocoforza agire in questo modo: dapprima ho lasciato che mi scoprissero Creatore (con Adamo ed Eva), poi come Legislatore (con Mosè) ed infine come Padre (con Gesù, il Mio Figlio dell’Uomo, il Preferito).
Io amo tutte le mie creature che, grazie a Mio Figlio, hanno la possibilità di ambire ad essere figli pure loro, purché lo vogliano.
Tu, e scusa se te lo dico francamente, pare che ami soltanto chi crede in te, creando così un corto circuito deflagrante. E poi perché permetti a chi crede in te di dare la caccia a tutti gli altri definendoli infedeli?
Io, a quelli che mi negano, non faccio guerra, anzi li aspetto con benevolenza alle soglie della fede, felice di poterli abbracciare e riconoscendo loro il merito di avermi trovato.
Non sono razzista e non è nel mio stile vantarmi. Un Dio che si rispetti è Grande anche in ragione di questa sua discreta magnanimità nel comportarsi.
A te, alcuni tuoi fedeli, dicono che sei grande e poi fanno esplodere bombe, conflitti, divisioni, terrore. Qualcosa non funziona nella tua testa, Allah, anzi tutto!
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